Gaspare Martinengo della PallataEtà: 8114001481

Nome
Gaspare Martinengo della Pallata
Nascita tra il 1400 e il 1435 20

Morte di un nonno materno"Giovanni" Francesco Martinengo
tra il 1410 e il 1421

MatrimonioCaterina ColleoniVisualizza famiglia
1456 (Età 56)

Nascita di un figlio
n° 1
Ludovico Martinengo della Pallata
tra il 1457 e il 1460 (Età 57)

Nascita di un figlio
n° 2
Scipione Maria Martinengo della Pallata
tra il 1457 e il 1460 (Età 57)

Nascita di una figlia
n° 3
Chiara Martinengo della Pallata
tra il 1457 e il 1470 (Età 57)

Nascita di una figlia
n° 4
Biancamaria Martinengo della Pallata
1467 (Età 67)

Nascita di un fratellastroBernardino Martinengo di Padernello
tra il 1410 e il 1473 (Età 10)

Matrimonio di un figlioBartolomeo TrissinoChiara Martinengo della PallataVisualizza famiglia
tra il 1470 e il 1481 (Età 70)

Morte del padreAntonio Martinengo di Padernello
14 settembre 1473 (Età 73)

Matrimonio di un figlioLudovico Martinengo della PallataAdriana ??Visualizza famiglia
tra il 1475 e il 1487 (Età 75)

Morte di una figliaBiancamaria Martinengo della Pallata
luglio 1480 (Età 80)
Padernello (Bs)

Morte di una figliaChiara Martinengo della Pallata
tra il 1481 e il 1565 (Età 81)

Morte 14 settembre 1481 (Età 81)
Orzinuovi

Titolo
Patrizio, Veneto

Titolo
Signore, di Urago d'Oglio, Roccafranca e Orzinuovi

Famiglia con genitori - Visualizza famiglia
padre
Antonio Martinengo di Padernello
Nascita: tra il 1380 e il 1405 50
Morte: 14 settembre 1473
madre
Nostra Boni
Morte:   —
Gaspare Martinengo della Pallata
Nascita: tra il 1400 e il 1435 20
Morte: 14 settembre 1481Orzinuovi
sorella
sorella
sorella
sorella
Famiglia del padre con Lelia Querini - Visualizza famiglia
padre
Antonio Martinengo di Padernello
Nascita: tra il 1380 e il 1405 50
Morte: 14 settembre 1473
matrigna
Lelia Querini
Morte:   —
fratellastro
Bernardino Martinengo di Padernello
Nascita: tra il 1410 e il 1473 30
Morte: 1502
Famiglia con Caterina Colleoni - Visualizza famiglia
Gaspare Martinengo della Pallata
Nascita: tra il 1400 e il 1435 20
Morte: 14 settembre 1481Orzinuovi
moglie
Caterina Colleoni
Nascita: circa 1440 45 30
Morte: circa 1500
 
Matrimonio: 1456
5 anni
figlio
Ludovico Martinengo della Pallata
Nascita: tra il 1457 e il 1460 57 17
Morte: tra il 1508 e il 1511
4 anni
figlio
Scipione Maria Martinengo della Pallata
Nascita: tra il 1457 e il 1460 57 17
Morte: 6 luglio 1495Fornovo
figlia
figlia
figlia
Chiara Martinengo della Pallata
Nascita: tra il 1457 e il 1470 57 17
Morte: tra il 1481 e il 1565
11 anni
figlia
Biancamaria Martinengo della Pallata
Nascita: 1467 67 27
Morte: luglio 1480Padernello (Bs)

 
Nota

'''PAOLO GUERRINI, ''I conti di Martinengo. Studi e ricerche genealogiche''. Brescia, Tipolitografia F.lli Geroldi, 1930, pp. 299-305''': Intorno al 1450 il celebre condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni otteneva in Brescia alcune vecchie casupole e ortaglie adiacenti nella contrada dei Lecapesti, nelle vicinanze della torre medioevale detta «della Pallata» cedutegli dalla Repubblica veneta insieme col latifondo di S. Zeno Naviglio e delle Gerole di Piffione in conto delle sue condotte militari . Abbattute quelle casupole il condottiero si faceva fabbricare anche in Brescia, come già aveva fatto in Bergamo, una bella casa di abitazione, degna del fasto col quale egli amava circondarsi per il prestigio della sua alta carica militare e per l’amore che egli portava a tutte le cose belle. In questa casa il Colleoni dimorò a lungo, nelle soste della sua attività guerresca, e amava convitare amici e ammiratori a liete feste, a gravi conversazioni, a serate piene di gioia e di espansioni confidenziali. La casa, così come è attualmente, ridotta da susseguenti modificazioni e dimezzata per la erezione della chiesa della Pace, conserva soltanto alcune caratteristiche fondamentali di quell’epoca, negli ampi saloni e loggiati interni, con le colonne ornate nei capitelli della impresa personale del maresciallo veneto e dello stemma della sua famiglia. La proprietà del Colleoni si estendeva a tutto il quadrilatero, segnato attualmente dalle vie Cairoli e Verdi, dal corso Garibaldi e dal vicolo Vidazze; la casa doveva avere stalle ampie e magazzini per i cavalli del capitano, molte stanze di basso rango in locali rustici per il personale di stalla, ampi giardini e ortaglie. Questa casa venne assegnata per testamento alla figlia legittima Catterina, moglie di Gaspare Martinengo, con vincolo di fidecommesso per i suoi due figli Lodovico e Scipione Maria, ma la parte inferiore, quella verso via Cairoli, fu assegnata all’altra figlia Isotta, moglie di Giacomo Martinengo della Mottella, che vi eresse poi il suo palazzo di abitazione, attuale palazzo Calini. Dalla ubicazione della casa ereditata dal Colleoni i discendenti di Gaspare furono chiamati «Martinengo della Pallata» e poiché amavano soggiornare nella loro villa quasi suburbana di Collebeato, celebrata da Mariotto, furono anche designati talvolta con questo predicato «Martinengo di Collebeato». GASPARE di Antonio era stato un fedelissimo capitano del Colleoni e molto devoto, secondo le tradizioni della sua casa, a Venezia. Nella seconda metà dell’anno 1456, probabilmente verso il novembre, ottenne la mano di Catterina Colleoni, la prima figlia legittima del condottiero bergamasco e di Tisbe Martinengo, la quale, sollecita delle sorti della sua casa e delle sue figliuole, cooperò molto alla conclusione di queste nozze, che assicuravano l’alleanza Colleoni-Martinengo. Il matrimonio, che assumeva una certa importanza anche politica, fu approvato dalla Repubblica veneta con due lettere ducali, una del 3 luglio diretta al Colleoni , l’altra del 14 ottobre mandata al conte Antonio Martinengo . Sulla scorta della data del matrimonio di Gaspare possiamo approssimativamente fissare l’età di Catterina Colleoni intorno ai 15-16 anni (nata dunque circa il 1440 e morta circa il 1500), e la data della nascita dei suoi figli Lodovico e Scipione Maria intorno al 1457-1460. Si capisce quindi come nel 1472, quando i due figliuoli avevano di poco oltrepassato il decennio, egli si prendesse in casa come pedagogo o - come si diceva allora - professor gramatice, l’umanista bergamasco Marco Picardi, che ha voluto segnare la data del suo ingrèsso nella casa di Gaspare Martinengo con questi versi: ''Martigena me clara ducum procerumqae virorum / Picardum sumpsit mente animoqae domus'' (l). / ''Cur totiens sparsis fulsit super aethera sydus'' (2) / ''Crinibus omitans fata tremenda viris?'' L’autore stesso ha notato in fianco a questi versi sul margine del codice le due date: (1) ''1472, XII kl. februar''. (21 gennaio 1472); (2) ''Mille quadringentis et septuaginta duo bus annis huc supera cum venit arce Deus''. Il Picardi, bergamasco rurale e amante della libertà della vita rusticana, deve essere stato suggerito al genero dallo stesso Colleoni. A lui difatti rivolgeva il modesto umanista cortigiano questi versi encomiastici: AD BARTHOLOMEUM COLEONEM / Quam Phoebus rutilans superat splendentia late / Sydera, tam claros vincis in orbe duces. / Ad illum invictumque militum ducem / BARTHOLOMAEUM COLLEONUM / Aequora dum cingent terras dumque äere nubes / Pendebunt claro syderaque ipsa polo / Colleo bergomeus latiis nunc Caesar in oris / Mox deum alta suum nomen in astra feret. Anche a Gaspare Martinengo il Picardi non ha lesinato i suoi versi laudativi e cortigiani: AD MAGNIFICUM GASPAREM MARTINENGUM / Nunc age, cara salus, nostri quoque, Gaspar, honoris / Praesidium, et vitae gloria certa meae. / Respice me miserum tremulo nunc aera precantem / Carmine, quae ducibus quae superisque placent. / Quid mihi, quid prodest, Gaspar celebrande per orbem / Quid validus pagos et tua rura colam, / Si dum tu saltus dumque aequora lata frequentas / Cellula me teneat claustraque longa domi? E quando il morso dell’invidia lo tiene per qualche tempo lontano dalla benevolenza e dalla tavola del suo padrone, il poeta gli rivolge piagnucoloso l’invocazione di un invito a pranzo: AD GASPAREM MARTINENGUM / Pestiferum me turba vocat scelerata clientum / Perdita, falsa, furens, mi tamen ulcus abest. / Tu bonus ergo, metu posito, dignaberis vatem / Inter convivas ut prius esse tuos. Nel testamento paterno (1473) Gaspare era stato trattato male in confronto del fratello Bernardino, forse perché la sua posizione finanziaria, per i rapporti di parentela col Colleoni e per i forti guadagni della condotta militare, era già migliore di quella del fratello. Le divisioni del patrimonio diedero esca a contrasti in famiglia, e il Colleoni, già molto vecchio e acciaccoso, si portò personalmente a Brescia nell’ottobre del 1473 per combinare con la madre di Gaspare, contessa di Collalto, un migliore trattamento al genero . Dopo la morte del padre Gaspare, libero dal servizio militare, stabilì il suo soggiorno nel palazzo di Orzinuovi, presso la porta di Mignaniga, dedicandosi all’agricoltura. Ivi egli fece molti acquisti di fondi dal 1473 al 1475 e ivi fece pure il suo testamento 1’11 settembre 1481, «corpore languens, in domibus residentiae suae apud portam a mane, vocatam portam Mignanigam» e ordinava di essere sepolto a Brescia, nel sacrato della chiesa di S. Cristo «ante portam ecclesiae dedicatae sub vocabulo corporis Christi in citadela veteri per prefatum quondam suum genitorem et per ipsum testatorem fabricatae». Tre giorni dopo, il 14 settembre 1481 Gaspare moriva in Orzinuovi e il suo cadavere veniva sepolto in S. Cristo, ma entro la chiesa nella prima tomba che si trova nel pavimento nel mezzo della navata segnata col n. 13, ornata di una bella lapide con decorazioni quattrocentesche e con la seguente iscrizione: D. OP. MAX. / (stemma Martinengo) / VTINA . FATA . VENDERENT / ANIMAS EXIMERENT / TE . QVE . CARIPENDEBAT / RELIGIO . MILITIA . RESP . / --- / GASPAR . MARTINENG . / SECRVM . PR . IDVS . SEPT . / M . CCCC . LXXXI Gaspare nel testamento accenna soltanto ai due figli Lodovico e Scipione Maria e alla figlia Cecilia, mentre l’altra figlia Chiara era già stata sposata al conte Bartolomeo Trissino di Vicenza. I due figli sono ricordati anche nel testamento del Colleoni. Dobbiamo quindi escludere il terzo figlio Giulio assegnatogli dal Fè; questo Giulio, del quale il cronista Pandolfo Nassino narra che nel 1508, essendo uomo di lettere e commediografo, fece rappresentare nella sua casa una commedia, è probabilmente un Martinengo Colleoni. Secondo le disposizioni testamentarie del padre i due fratelli non potevano dividersi se non dopo i 30 anni di età. http://www.condottieridiventura.it/~condotti/index.php/lettera-m/1458-gaspare-da-martinengo-figlio-di-antonio 1454 Gennaio. Al servizio di Milano contro Venezia. Affianca Bartolomeo Colleoni in val Seriana. Con 2 squadre di uomini d’arme, ha l’incarico di attraversare il Serio e di lasciarvi i fanti affinché molestino i nemici con le loro balestre; partecipa, successivamente, alla battaglia di Alzano Lombardo in cui è catturato Ludovico Malvezzi. [1454 ??]. Passa al servizio di Venezia contro Milano. Lombardia. 1456 Agosto. Si trova a Milano, per risolvere alcune questioni sorte dopo la pace di Lodi tra la Serenissima ed il duca di Milano Francesco Sforza. 1467 Luglio. Al servizio di Venezia contro Firenze. Emilia. Prende parte alla battaglia di Molinella. 1467 Dicembre. Si fortifica in Forlì con il Colleoni, Pino Ordelaffi, Gerardo da Martinengo, Marco Pio e Costanzo Sforza nell’attesa che abbia termine il conflitto. 1475 Novembre. A Bergamo, per le esequie del suocero che gli lascia in eredità un palazzo a Brescia, alcune terre a San Zeno ed il mulino della Gerola. Viene licenziato poco dopo. 1481 Settembre. Muore a metà mese. È sepolto nella chiesa di Santo Cristo. Più tardi la sua tomba sarà traslata davanti alla medesima chiesa. UNA CITAZIONE: Capitano valoroso.