Ippolita SforzaAge: 43 years14451488

Name
Ippolita Sforza
Birth 1445 43 19

Death of a maternal grandfatherFilippo Maria Visconti
1447 (Age 2 years)

Death of a half-sisterPolissena Sforza
1449 (Age 4 years)

Birth of a sisterElisabetta Sforza
1456 (Age 11 years)

Death of a paternal grandmotherLucia Terziani
1461 (Age 16 years)
Death of a fatherFrancesco Sforza
March 8, 1465 (Age 20 years)
Death of a motherBianca Maria Visconti
October 23, 1468 (Age 23 years)
Death of a sisterElisabetta Sforza
1472 (Age 27 years)

Death of a half-sisterDrusiana Sforza
June 29, 1474 (Age 29 years)

Death of a brotherGaleazzo Maria Sforza
December 26, 1476 (Age 31 years)
Death of a half-brotherTristano Sforza
1477 (Age 32 years)
Death 1488 (Age 43 years)

Title
Duchessa, di Calabria
yes

Family with parents - View this family
father
mother
Marriage: October 25, 1441Cremona
3 years
elder brother
18 months
herself
12 years
younger sister
Father’s family with an unknown individual - View this family
father
Marriage: unmarried
half-brother
Father’s family with Giovanna d'Acquapendente - View this family
father
step-mother
Marriage: unmarried
half-sister
half-sister
3 years
half-brother
4 years
half-brother
5 years
half-sister

Note

Uno studio esauriente sui dati biografici, sul profilo culturale, su l ruolo politico della duchessa di Calabria: E. Welch, Between Milan a nd Naples: Ippolita Maria Sforza, duchess of Calabria, in The French D escent into Renaissance Italy. Antecedents and effects, a cura di D. A bulafia, Aldershot 1995, pp. 123-136. Ricevette, alla pari col fratel lo Galeazzo Maria, di cui era quasi coetanea, un’istruzione umanisti ca. Il suo precettore Baldo Martorelli divenne poi anche suo segretari o a Napoli. L’ingegno vivace, la conversazione brillante, le capacit à di tenere orazioni e discorsi, ma anche le doti nel ballo e nell'el eganza convergevano a farne una donna dalla personalità spiccata e do tata di grande fascino. Nel 1455 fu promessa ad Alfonso d’Aragona, p rincipe di Calabria: il matrimonio fu un modo di consolidare la ritrov ata concordia tra gli stati di Milano e Napoli, effetto della pace d i Lodi e della Lega italica. Nel 1465, giovane principessa munita di u n seguito fastoso, intraprese il viaggio verso il Reame per congiunger si allo sposo. Nel 1468 gli oratori mantovani narrano il suo breve rit orno a Milano in compagnia del consorte, e il suo soggiorno turbato d a frequenti battibecchi con il fratello diventato duca. Nelle frasi sg arbate che Galeazzo Maria le rivolge (riferite de verbo ad verbum dall ’oratore) si intravvedono tuttavia sentimenti di ammirazione se no n un certo turbamento di fronte al fascino pienamente sbocciato e sfol gorante della sorella, i cui abiti «alla napoletana» e le sfavillant i acconciature venivano imitati da tutte le dame di corte; con poco ta tto il duca la metteva a confronto con la sorella minore, la modest a e scialba Elisabetta, facendone risaltare il profilo ben più marcat o (cfr. Carteggio oratori mantovani, VIII, in particolare la lettera n . 6 del 6 febbraio 1468). I primi anni napoletani non furono per le i particolarmente felici, sia per le delusioni del matrimonio, sia pe r l'impossibilità di giocare un ruolo politico secondo l'imponente mo dello materno, sia per la rivalità accesa tra il fratello Galeazzo Ma ria Sforza duca di Milano e il suocero, il re di Napoli Ferrante. Inve ce è degna di nota la sua attività politica negli anni Ottanta, quan do acquista una maggiore autonomia, e tenta di assumere un ruolo media tore nei rapporti tra Milano e Napoli. Sono degni di nota anche i suo i rapporti con Lorenzo de' Medici: prima come supporto finanziario all a duchessa (il problema del budget fu per lei un cruccio costante), po i come interlocutore e referente politico. Sul precettore di Ippolita , l’umanista marchigiano Baldo Martorelli, che come abbiamo visto l a seguì anche a Napoli diventando il suo segretario (e dopo di lui Gi oviano Pontano dal 1475 al 1482), cfr. D. Cingolani, Baldo Martorell o da Serra de’ Conti. Un umanista al servizio degli Sforza, Serra de ’ Conti 1983 (con molte lettere edite utili per la biografia di I.S. ); cfr. anche il classico T. De Marinis, La biblioteca napoletana de i re d'Aragona, Milano 1947-52. Sugli interessi culturali della duches sa di Calabria è tornata di recente J. Bryce ('Fa finire uno bello st udio et dice volere studiare.' Ippolita Sforza and her books, «Biblio thèque d'humanisme et renaissance», 2002, vol. 64, n. 1, pp. 55-69) , concludendo però che la fama di umanista che le è stata attribuit a è usurpata, ed è più appropriato parlare di un'educazione accurat a che ne aveva fatto una donna istruita e interessata alla lettura e a lla cultura. A conclusioni analoghe era giunta Anna Maria Cesari, Un'o razione inedita di Ippolita Sforza e alcune lettere di Galeazzo Sforza , in «Archivio storico lombardo», 1964. L'eccesso di enfatizzazion e delle doti culturali di Ippolita (che ha origine dalle celebrazion i di Sabadino degli Arienti e di Giacomo Filippo Foresti), va quindi r espinto. Sotto questo aspetto è forse più interessante un'altra pros pettiva, quella della pedagogia "principesca" presa in esame dal libr o di M. Ferrari,"Per non manchare in tuto del debito mio": l'educazion e dei bambini Sforza nel Quattrocento, Milano, F. Angeli, 2000, che co ntiene anche molti documenti sulla educazione della Sforza. Alcune le ttere di Ippolita duchessa di Calabria da Napoli (dal 1475 al 1482) co nservate nel carteggio sforzesco, Potenze estere Napoli, sono state pu bblicate da F. Gabotto (Lettere inedite di Joviano Pontano in nome de ' Reali di Napoli, Bologna, 1893), e si noterà l'ambiguità tra la "m ano" del Pontano e la "dettatura" di Ippolita. Del resto è facile not are che per contenuto stilistico e formulario queste lettere sono un p rodotto standard di cancelleria, non una testimonianza letteraria di q ualche valore. Restano comunque una raccolta di fonti utili, anche s e decontestualizzate, e comunque rappresentano solo una parte della co rrispondenza della duchessa di Calabria. Molte lettere tratte dai note voli carteggi esteri sforzeschi sono state utilizzate, e in parte tras critte, nel saggio cit. della Welch. Ricordiamo anche la tradizione e rudita sulla biografia di questo personaggio: citiamo tra gli altri du e studi di A. Cutolo in "Archivio storico per le province napoletane" , aa. 1945 e 1953. Dal punto di vista iconografico, va ricordato il fa moso busto marmoreo di Luciano Laurana (oggi nella Frick Collection) . L'opera, che fa parte di una serie dedicata alle principesse napolet ane, ha perso la policromia originaria e "reveal a remarkably unifor m type" (Welch). Un dettaglio curioso: Ippolita fu sempre assillata d alla tendenza alla pinguedine, e adottò una severa dieta dimagrant e a cui fa riferimento in una lettera inedita l'ambasciatore milanes e Francesco Maletta: il re di Napoli Ferrante, avendo preso negli ulti mi tempi «carne soverchia», «ha mandato ad pregare madona vostra so rella che gli insigni et mandi la recepta et la regula che essa ha ser vata ad smagrare, perché sua maestà la vole fare anchora essa» (ASM i, Sforzesco, Potenze sovrane 225, 16 giu. 1474).