Acerbis

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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“Maturi onori già die’ la stirpe Acerba, / qual perché derivò dal monte Annese / Di Mondenese ancor cognome serba”: così li presenta l’abate G. B. Angelini. Ma restò loro anche il cognome Viani, cui si trova aggiunto per alcuni quelli di Gagliardelli.

I primi citati da Angelini sono nel 1203 Gandulfo e suo figlio Guglielmo; nel 1219 nel Consiglio risulta un Tado.

Castoldi ne segnala la presenza in Bergamo dal secolo XII, con Warnerio e Taddeo, quest’ultimo fu capo dei “popolari.”

Furono soci, nel ‘200, dei Crotta e dei Mozzi, con residenza in Borgo Canale e Sant’Alessandro in Colonna; Tadeo fu a capo, nel 1206, di una fazione popolare ispirata dai Suardi nell’intento di impedire all’allora podestà Gerardo Visdomini di tenere l’arengo del popolo in Santa Maria Maggiore . Nel 1228 Montanerio, canonico e primicerio, rappresentò il Vescovo con i 2 capitoli alla pace tra Bergamo e Brescia. Nel 1246 v’è un Sanisio giudice; altro importante personaggio fu Alberto (1293-1307) che fu tra i 16 Savi eletti come arbitri e paceri. Egli aveva fatto fortificare nella sua villa di Olera un alloggio per proteggere i pacifisti dai violenti.

Nel ‘300 figura il medico Alberto.

Il giurista Noè fu chiamato con altri sette illustri cittadini, tra cui Antonio Bonghi, a far parte della commissione cui le autorità avevano demandato la direzione e il controllo dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale. Il 18 aprile del 1449, i rettori e gli anziani del Maggior Consiglio della città di Bergamo decisero infatti di riunire gli undici piccoli ospedali esistenti sul territorio bergamasco creandone uno nuovo, l’ospedale di San Marco. Collaborarono nel 1484 anche Marco e Valerio Il prode capitano Noè nel 1454 difese molto validamente per Venezia la Valle San Martino.

Antonio nel 1469 fu creato Cavaliere da Renato d’Angiò, re di Sicilia e d’Aragona ed inviato in ambasciata a Bartolomeo Colleoni.

Stranamente però Belotti - e anche Mons. Meli - ignora questa ambasciata citata da G. B. Angelini, mentre cita il marmorario Giovanni Acerbi per una lapide per la Cappella nel 1599 dettata da Ercole Tasso.

Nel secolo XVI troviamo, oltre ad una famiglia di mercanti registrata a Nese, un canonico di San Vincenzo e monaci vallombrosani di Astino, tra cui lo scrittore Emilio (Nese 1562†1625). Figlio di Pier Filippo, fu allievo di Nicolò Cologno ed entrò nell’ordine vallombrosano ad Astino; coltivò studi filosofici e scrisse commenti su Aristotele. All’epoca dell’Interdetto, come responsabile del monastero fu arrestato perché un monaco forestiero, disobbedendo all’ordine di Venezia, aveva affisso la bolla di Paolo V; il podestà Diedo, sentite le sue ragioni, lo giustificò e gli affidò la cura del monastero . Scrittore religioso fu anche Gian Maria (XVII sec.).

Gerolamo Acerbis detto Viani (Alzano Maggiore 1577†1659). fu poeta e matematico. Figlio di G. Battista e Felicita Usubelli, seguì il padre in attività mercantili a Lucera di Capitanata e ricopri incarichi pubblici, ma preferì dedicarsi alla poesia e all’astrologia: molte persone illustri si avvalsero dei suoi oroscopi. Scrisse una Cronaca autobiografica, in parte in versi, e “Olimpo”, composizione dedicata a sfere celesti, stelle e pianeti; nel 1636 fu aggregato agli Incogniti di Venezia; ebbe anche l’incarico di soprastante alla fabbrica della chiesa di San Martino. Il fratello Pietro (1581-1651) fu pure giurista e letterato.

Nulla si sa di un letterato Giovanni, nato ad Alzano (1685†1724) confuso con altro Giovanni sacerdote, morto a 47 anni nel 1629.

Interessante è la figura di Tomaso nato ad Olera dopo la metà del ‘500: ebbe una giovinezza scostumata, ma poi si pentì e si fece Cappuccino laico e dopo studi severi fu noto anche in Germania dove ebbe la stima e la venerazione dell’Imperatore Ferdinando III e del Principe Vescovo di Trento. Morì nel 1622-‘23 e ne venne avviato il processo di beatificazione, arenatosi per le guerre, dice Mandelli.

Gian Maria, arciprete di Vilminore e scrittore (1672†1745).

Angelini ricorda il bravo canonico Paolo, limosiniere, che procurò nel 1614 al duomo duemila scudi, ma anche i tre valorosi guerrieri Valerio, Antonio e Mario che difesero la patria nel terribili anni 1513, ‘14 e ’15. Altri guerrieri sono citati da Mandelli: due Borso Acerbis sergenti Generali di Gregorio XIV; Bartolomeo tenente generale di Francesco I, re di Francia. Una brillante carriera politica fece Ludovico: Reggente di Napoli, Podestà di Cremona, Senatore a Milano.

Don Michele Acerbis, sacerdote esemplare, fu parroco di Nese dal 1834 al 1858. Amico d’infanzia del poeta bergamasco Pietro Ruggeri, fu a sua volta buon poeta. Nato a Nese nel 1790, vi morì di apoplessia il 26 agosto 1858.

Nel Risorgimento Belotti dà notizia della corrispondenza nel 1853 di Mazzini con Giovanni Acerbis (il solito “armiamoci e partite” chiede criticamente al giovane Acerbis notizie su perché Camozzi e gli altri reduci non si muovano).

Tra i pittori si ricorda un Angelo Acerbis, che come dice F. Noris, dipinse affreschi ormai poco leggibili al Santuario della Madonna del Perello nel 1514.

Di Ernesto Acerbis, nato ad Albino nel 1881, allievo alla Carrara, c’è un dipinto Sant’Anna (1915) nella Parrocchiale di Amora.

[GPA, 5 aprile 2008]


Genealogia

Genealogia Acerbis

Storia

Personaggi

Noè Acerbis si ricorda in quanto deputato della città alla costruzione dell’Ospedale San Marco (fondazione 1447).

Emilio Acerbis (1565 – 1625) frate vallombrosano bergamasco, autore religioso.

Gian Maria (1672 – 1765) di Rigosa, in Valle Serina, arciprete di Vilminore, scrittore di testi religiosi.

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):


Acerbis (de) Vascone, notaio, 1259 perg 0619

Acerbis Antonia fu Valerio moglie di Antonio Zanardi, 1551 perg 0748

Acerbis Clara fu Valerio moglie di Alessandro Bagnati, 1551 perg 0748

Acerbis Federico, notaio e scriba vescovile, 1298 perg 1580 0A

Acerbis Giacomo di Venturino, di Olera, 1482 perg 1401

Acerbis Giovanni d. Mascherpa fu Guarisco, di Olera, 1564 perg 0021

Acerbis Guglielmo, notaio, 1283 perg 0336

Acerbis Guiscardo, notaio, 1328 perg 0327 01

Acerbis Guiscardo, notaio, 1328 perg 0327 02

Acerbis Landulfino, notaio, 1270 perg 1361

Acerbis Landulfino, notaio, 1270 perg 1361 0C

Acerbis Mansecuto, notaio ”ad Bovem”, 1268 perg 0834 0A 03

Acerbis Montenario, notaio, 1239 perg 0686

Acerbo (de) Pagano fu Butamonte, ab. Bergamo, chierico, 1257 perg 0954

Acerbo (de) Recuperato di Ottone, di Levate, 1236 perg 0593

Acerbo di Alberto, di Sabbio, 1177 perg 1193

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1862.

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 8:

Famiglia presente nel territorio bergamasco probabilmente sin dal secolo XIII, quando Tadeo de Acerbis fu capo della fazione popolare contro le famiglie nobiliari, durante i conflitti che caratterizzarono all’epoca la vita della città.

Nel Seicento una famiglia Acerbis è citata in quanto proprietaria di terreni nel territorio di Nese (Alzano Lombardo), dove anche oggi il cognome è diffuso.

Stemma: ha alla base il nome personale Acerbo, nel significato di “aspro, duro e spietato”. Nel Bergamasco sono presenti le varianti Acerboni e Acerbi.

Presenza attuale sul territorio: 299, soprattutto ad Albino; in Italia sono 419

[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio. Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p.150]

Famiglia originaria di Monte di Nese, da cui proviene anche il cognome di "Mondanesi", oltre a quello di "Viani". Presente in Bergamo dal secolo XII, con Warnerio e Taddeo, quest’ultimo fu capo dei "popolari"; furono soci, nel ‘200, dei Crotta e dei Mozzi; con residenza in Borgo Canale e Sant’Alessandro in Colonna, fanno parte della famiglia nel ‘300 il medico Alberto e nel ‘400 il giurista Noè, il quale presiedette alla costruzione del nuovo ospedale di San Marco. Nel secolo XVI troviamo, oltre ad una famiglia di mercanti registrata a Nese, un canonico di San Vincenzo e monaci vallombrosani di Astino, tra cui lo scrittore Emilio. Scrittore religioso fu anche Gian Maria (XVII sec.).

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