Aliprandi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Storico casato di origine longobarda (vedi anche le diramazioni Cartolari e Fanzago) ammesso più volte negli Ordini di Malta, di Santiago e di S. Stefano. Diede alla Chiesa la Beata Caterina Aliprandi. Illustre famiglia in Milano, venne compresa nella matricola dei nobili milanesi del 1277. Ricchi di feudi in varie zone della Lombardia, gli Aliprandi ebbero il predominio sulla città di Monza in epoca comunale.

Il ramo sotto rappresentato discende da Giulio Cesare di Gaspare ammesso nel 1584, con prove di nobiltà, nel Collegio dei Nobili Giureconsulti di Milano, fratello di Luigi ricevuto nel 1587, con prove di nobiltà, nell’Ordine di Santo Stefano. Il predetto Giulio Cesare Aliprandi si trasferì a Corbetta dove nacque nel 1592 il proprio figlio Ambrogio. Nel XVII secolo la famiglia possedeva una villa e proprietà terriere in Santo Stefano di Corbetta, in comproprietà con i rami cugini Aliprandi Visconti e Aliprandi Carena Conti di Merone dal 1728, estinti nei maschi nel 1780. A Corbetta gli Aliprandi ebbero un certo peso nella gestione amministrativa del santuario. Dopo un breve periodo, prima a Milano e poi in Cassina Amata, nella seconda metà del 1700 la famiglia si trasferì in Cusano, dove aveva possessi terrieri e una villa. A Cusano era proprietaria della “Bernasciora de chì”, cascina unica, poi divisa, risalente al 1700. Il nome deriva dalla deformazione dialettale di Guarnazzola (la via laterale).

Dal cav. Vincenzo Aliprandi (Cusano 1850 - 1930), Sindaco di Cusano sul Seveso dal 1888 al 1904, derivò la linea estinta nei maschi nel 1959. Giovanni Aliprandi (Cusano 20 aprile 1856 – Affori ed Uniti 3 marzo 1909), fratello del predetto Vincenzo, diede origine ad un’altra linea, tuttora fiorente, che rimase in Cusano fino al 1880 e, l’anno successivo, si portò ad abitare in Affori, dove vi risiedette ininterrottamente fino al 1926. La stessa nella prima metà del 1900 era proprietaria delle Cascine Guascona e Guasconcina nel territorio di Muggiano (quartiere di Milano), di un vasto possedimento terriero sito in Robecchetto con Induno e Turbigo denominato “Isolone” che comprendeva la Cascina Regina (Regina Residence), del Podere Spagnola nei comuni di Motta Visconti, Casorate Primo e Trovo e della Cascina Palazzo in Motta Visconti. Fu benefattrice della parrocchia di S. Marcellina in Muggiano (quartiere di Milano) e nel 1954 donò alla medesima una campana in bronzo, dedicata a San Carlo Borromeo, che riporta lo stemma gentilizio degli Aliprandi accompagnato alla dedica “Carolus et Regina Aliprandi”.

Giuseppe Costantino Bonaventura Aliprandi (nato il 14 luglio 1808 a Cusano), figlio di Antonio Giosuè Aliprandi (Cusano 27 febbraio 1769 - Cusano 15 novembre 1836) e di Angiola Mauri e sposato con Angelica Cristina Manzoni (nata nel 1812 a Calvairate), diede origine ad un'altra diramazione della precedente famiglia, ancora oggi fiorente. I suddetti coniugi Giuseppe Aliprandi e Angelica Manzoni erano possidenti e domiciliati a Cusano nella "Villa Angelina". A riguardo è necessario specificare che la "Curt di Rubin", di proprietà degli Aliprandi, era indicata nelle mappe catastali come "Villa Angelina" in quanto la corte era all'interno della villa padronale. Pietro Aliprandi, figlio dei predetti coniugi Giuseppe Aliprandi e Angelica Manzoni, anch'egli possidente, era domiciliato a Cusano nella casa posta nella "Cascina Rubinia" al numero 3. La famiglia rimase a Cusano fino agli anni '20 del 1900 quando i figli del predetto Pietro Aliprandi si trasferirono in altre città. Alcuni di essi, Tranquillo, Innocente e Adelaide Aliprandi a Milano e Virgilio Aliprandi a Roma. Nonostante ciò la famiglia continuò a essere proprietaria di terreni a Cusano Milanino fino allo scorcio del XX secolo.

[Daniele Aliprandi]


Aliprandi Martinengo

La famiglia discendeva da Giovannolo Aliprandi di Salvarino, al quale erano state concesse, insieme ai fratelli e al nipote, le dignità e i titoli ereditari di nobile, conte palatino e vassallo immediato (con il rango della nobiltà eminente) del Sacro Romano Impero con diploma dell’Imperatore Carlo IV di Boemia del 15 maggio 1355. Era proprietaria dell’omonima cascina e di molti altri beni nel territorio e borgo di Lissone, dove aveva una casa da nobile (oggi demolita) ad angolo tra via Assunta e via Verri. Nel 1467 Giorgio Aliprandi ristrutturò e riorganizzò le tre cascine che oggi sono denominate Aliprandi, Bini e Santa Margherita, dove gli Aliprandi avevano la villa di campagna (via Aspromonte), oggi completamente trasformata. Erasmo Aliprandi († nel 1756) divenne erede di suo zio Carlantonio Martinengo († nel 1714), che gli lasciò i suoi possessi terrieri in Lirone con vincolo di primogenitura e con l’obbligo di assumere per sé e per i suoi successori il cognome Martinengo aggiungendolo a quello originario. Era “compossessore” dell’antica chiesa parrocchiale di S. Stefano a Cesano Maderno assieme al conte Giovanni Benedetto Borromeo e al conte Marco Arese di Barlassina e fu benefattore del Santuario di Santa Maria della Frasca di Binzago. In quest’ultima località possedeva terreni e una casa di propria abitazione. Il 19 agosto 1724 ottenne dall’Imperatore Carlo VI un diploma con il quale gli veniva concesso il titolo di marchese da appoggiarsi al feudo di Binzago. L’ultimo rappresentante di questa famiglia fu don Federico marchese Aliprandi, fratello del predetto Erasmo, i beni del quale (cognome compreso) passarono per matrimonio della sorella alla famiglia Airoldi verso la fine del XVIII secolo.

[Daniele Aliprandi]


Genealogia

Genealogia Aliprandi

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

ARMA: grembiato di rosso e d’argento di otto pezzi, al bisante d’oro, posto in cuore, carico di un’aquila di nero, coronata del campo e linguata di rosso.

Stemmi famiglia Aliprandi


Aliprandi Martinengo: ARMA: inquartato: nel primo e nel quarto grembiato di otto pezzi di rosso e d’argento, al bisante d’oro, posto in cuore, carico di un’aquila di nero, coronata del campo e linguata di rosso; nel secondo e terzo d’oro all’aquila di rosso sormontata da una corona d’oro all’antica del campo

Storia

Personaggi

Giulio Cesare Aliprandi, Giureconsulto Collegiato 1584

Luigi Aliprandi, Cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano 1587

Vincenzo Aliprandi (Cusano 1850 - 1930), Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e Sindaco di Cusano sul Seveso

Carlo Aliprandi (Affori ed Uniti, 1° ottobre 1881 - Busto Arsizio, 26 giugno 1943), Sindaco di Affori dal 1910 al 1913, Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, Procuratore Generale del Cotonificio “Vittorio Olcese” e membro del Comitato d'Appello presso la Camera Arbitrale Cotoni Sodi

Dimore

Cascina “Bernasciora de chì” a Cusano Milanino (Milano). Il nome deriva dalla deformazione dialettale di Guarnazzola (la via laterale)

Cascina Guascona a Milano (Quartiere Muggiano)

Cascina Guasconcina a Milano (Quartiere Muggiano)

Località "Isolone" in Robecchetto con Induno (Milano)

Podere Spagnola nei comuni di Motta Visconti (Milano), Casorate Primo (Pavia) e Trovo (Pavia)

Cascina Palazzo a Motta Visconti (Milano).

Curt di Rubin, detta anche "Villa Angelina", a Cusano Milanino (Milano).


Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Andrea Borella, Annuario della Nobiltà Italiana, Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 3 pag. 268 (Ramo di Giulio Cesare).

AA.VV., Libro d'oro della nobiltà italiana, Roma, Collegio Araldico, 2010-2014, Edizione XXIV, vol. XXIX, pag. 41-42 (Ramo di Giulio Cesare)

Andrea Borella, Annuario della Nobiltà Italiana, Edizione XXXII, Teglio (SO), 2014, S.A.G.I. Casa Editrice, pag. 2284–2286 (Ramo di Giulio Cesare e Aliprandi Martinengo).

Ezio Cuppone, Le corti di Cusano Milanino, 1995.

http://www.treccani.it/enciclopedia/pinalla-aliprandi_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/bonamente-aliprandi_(Dizionario-Biografico)/

http://verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=29592&action=A&tipo=2


Di altro ceppo familiare:

http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-aliprandi_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note

Un antico ramo della famiglia si trasferì nel '500 a Penne (Pe), ed è quello descritto in

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. I p. 358:

ALIPRANDI

Antica famiglia originaria di Milano, chiara nelle armi e nella toga, ebbe il titolo di conte palatino. Si trasferì in Penne e fu aggregata a quella nobiltà nel secolo XVI. Possedette il feudo di Nocciano e fu ricevuta per giustizia nell’ordine di Malta nel 1794. Sono iscritti nell’Elenco ufficiale col titolo di nobile di Penne (m.) e col predic. di Nocciano (mf.) i discendenti di Domenico, di Diego ascr. al detto ordine gerosolimitano.

o. p. [Onofrio Pasanisi]