Arrivabene Valenti Gonzaga

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti vol. I, p. 430
Spreti, Appendice, Parte I, p. 236

V. anche Arrivabene

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. I pp. 429-430:

ARRIVABENE VALENTI GONZAGA.

Antica famiglia mantovana. CRISTOFORO, segretario del marchese di Mantova e PIETRO nel 1416 ottennero in feudo da Gian Francesco Gonzaga la terra di Medulfe e con diploma cesareo 18 luglio 1479 gli Arrivabene furono insigniti del titolo comitale, loro riconosciuto nel 1771 dalla Giunta Araldica di Mantova. VENTURINO fu pure cancelliere di Gian Francesco Gonzaga. LEONARDO dal 1594 al 1559 sostenne l’ufficio di precettore di Lodovico Gonzaga, terzogenito del duca Federico e con questi fu alla corte di Caterina de’ Medici. GIO. FRANCESCO fu buon poeta e prosatore e GIO. PIETRO (1440-1504), allievo del Filelfo, insigne grecista, fu ambasciatore a Roma pel duca d’Urbino, indi vescovo di quest’ultima città. Il nome degli Arrivabene è insigne nella storia del patriottismo italiano per GIOVANNI, condannato a morte in contumacia dall’Austria nel 1824 e per FERDINANDO, chiaro pure nella storia delle lettere pe’ suoi studi danteschi e foscoliani. ALESSANDRO, I. R. ciambellano, fu padre di FRANCESCO, cavaliere di Malta; questi ebbe in moglie Teresa Valenti Gonzaga, che portò il nome illustre della sua casata agli Arrivabene, che con decreto ministeriale del 1890 ottennero il riconoscimento del titolo di «conte» per m., col quale furono iscritti nell’Elenco Ufficiale.

Cfr. A. S. M. Araldica; Luzio A., Leonardo Arrivabene alla corte di Caterina de’ Medici (1549-1559), Bergamo, 1902 e Profili biografici e bozzetti storici, Milano, 1906.

a. g. [Alessandro Giulini]

Ivi, Appendice, Parte I, pp. 236-238:

Se è forse favolosa, o per lo meno non documentabile, la discendenza di questa nobilissima famiglia dai Comneni imperatori d’Oriente, e precisamente da un Andronico. sestogenito di Alessio Comneno, che regnò dal 1081 al 1118, sta di fatto ch’ella è originaria di Venezia e quindi nulla vieta di credere che provenga dall’Oriente. Comunque è storicamente provato che nel secolo XIII fosse stabilita a Brescia. e già troviamo che un «de Rivabenis» nel 1212 per incarico di questa città, trattò pace col comune di Mantova. Ma poco dopo dové trasferirsi a Mantova se tra i votanti l’elezione di Luigi Gonzaga a primo Capitano del Popolo vediamo il nome di un «PHILIPPUS DE RIVABENIS». Da allora può dirsi che ottennero dai loro principi, i Gonzaga, sempre i più lusinghieri e delicati incarichi, tanto che di padre in figlio esercitarono l’ufficio di Segretarii. Nobile e segretario del Capitano Gian Francesco Gonzaga era un «CHRISTOPHORUS DE ARRIVABENIS» figlio di un Opprandino «civis Brixiae et Mantuae» che dall’imperatore Sigismondo aveva ottenuto con diploma dell’8 maggio del 1413 ampi privilegi ed immunità; un PIETRO poi ebbe in feudo dallo stesso Gian Francesco Signore di Mantova nel 1416 la terra di Medulfe. Ma il personaggio più illustre della famiglia nel secolo XV fu GIOVAN PIETRO, nato nel 1440, allievo del Filelfo ed insigne latinista egli stesso che, dopo esser stato Cancelliere in patria e del suo principe il Marchese Lodovico, e quindi del figlio di questi Cardinale Francesco, fu eletto Vescovo di Urbino. Apprezzato anche alla Corte di Roma, fu dapprima Segretario ai Brevi sotto Alessandro VI, Nunzio al Re Ferdinando e infine famigliare di papa Giulio II. Il fratello di lui. GIOVANNI fu pure segretario gonzaghesco e dall’imperatore Federico ottenne col figlio ALESSANDRO, che serviva parimenti, nella Cancelleria mantovana, la nomina a Conte Palatino il 18 giugno 1479. Sono della stessa famiglia mantovana i famosi tipografi di Venezia, GIORGIO, che imprimeva sullo scorcio del 1400; CESARE, suo nipote, e più specialmente ANDREA che nel 1547 stampò una celebre versione del Corano. Degno di speciale menzione è anche il Conte LEONARDO Arrivabene che visse dieci anni dal 1549 al 1559 alla corte di Caterina de’ Medici nella delicata veste di precettore del piccolo Lodovico Gonzaga che, divenuto poi il futuro primo Duca del ramo dei Gonzaga-Nevers, in compenso dei suoi servigi lo nominò Governatore di Casale. Ma le più belle pagine della storia di questa famiglia furono scritte all’epoca del nostro Risorgimento in cui la famiglia Arrivabene non fu a nessuno seconda, tra le famiglie italiane, nel generare anime patriottiche. Tutti sacrificarono averi, cuore e intelletto per una patria più grande e più forte: dal Conte ALESSANDRO, che sostenne i diritti dell’Italia fin dal tempo dei Comizi di Lione (1802), fino al Senatore GIBERTO (1933), decorato di medaglia d’argento al valor militare, è tutta una teoria di valorosi che passa sotto i nostri occhi meravigliati. Tutte queste dichiarazioni possono del resto essere sintetizzate in una unica affermazione, quella di Giuseppe Garibaldi che, il 28 febbraio 1875, così scriveva al Conte GIOVANNI: «Famiglia (gli Arrivabene) che onora Mantova e l’Italia e conta varii strenui campioni che mi furono fratelli d’armi». Noi qui ci vediamo costretti a ricordarne soltanto alcuni: GIOVANNI, nato a Mantova dal suddetto Conte Alessandro e dalla Marchesa Adelaide Malaspina. che dedicatosi fin dalla prima giovinezza agli studii di Economia, si diede tosto all’esplicazione pratica di tali principii, fondando a sue spese scuole di mutuo insegnamento per bambini di operai e contadini; inviso all’Austria, perché sospetto Carbonaro e per il suo filantropismo di carattere troppo spiccatamente italiano, fu pedinato e sorvegliato finché venne arrestato nella sua villa la Zaita, presso Mantova, e mandato ai Piombi di Venezia dove si ritrovò con l’amico Silvio Pellico che già aveva ospitato nella sua predetta villa. Rilasciato nel 1822, non desistendo da nuove iniziative patriottiche, si vide costretto a fuggire in volontario esilio; si rifugiò dapprima in Svizzera e quindi a Parigi dove lo raggiunse la pena di morte in contumacia con relativo sequestro di tutti i suoi beni (1824). Passò poi in Inghilterra e finalmente in Belgio dove fu tanto caro a re Leopoldo I, che non ebbe difficoltà a nominarlo Consigliere Provinciale del Brabante, e più tardi Presidente della Società di Economia del Belgio (1846-1859). Rimpatriato, fu eletto Senatore al primo Senato del Regno d’Italia, divenendo amico di re Vittorio Emanuele II e di Cavour. Ritornato a Mantova dopo ben quarantacinque anni di esilio, ottenne le più ambite cariche, pur continuando a dedicarsi ai suoi studii prediletti, finché mancò ai vivi nella bella età di 94 anni, l’11 gennaio 1881. Altra bella figura di patriota è il Conte CARLO, figlio del conte Francesco e della non mai abbastanza lodata Marchesa Teresa Valenti-Gonzaga, e nipote del precedente. Nato a Mantova nel 1818, fu cospiratore e combattente nel 1848 a Vicenza; nel 1849 a Novara si coprì di gloria. Perseguitato anch’egli dall’Austria, riparò a Londra dove visse poveramente, finché ottenne la cattedra di letteratura italiana all’Università di quella città. Ritornato in patria, combatté al Volturno (1860), e nel 1866 seguì il generale Cialdini. Fu Deputato per tre legislature, finché cessò di vivere il 7 ottobre 1874. Anche il figlio suo Senatore SILVIO fu arrestato con la nonna, marchesa Valenti, a soli 15 anni (1859) e nel 1866 combatté con la Brigata Sacchi; morì nel 1913. GIBERTO, già Capitano di Vascello, fu eletto anch’esso senatore e sia nella guerra Libica che in quella delle Nazioni, come abbiamo detto, si meritò la Medaglia al Valore; così il fratello EMILIO, Colonnello di Cavalleria. CARLO, altro figlio di Silvio e fratello dei suddetti, fu Ministro Plenipotenziario a Teheran dove morì il 17 ottobre 1918. Ma fino ai nostri giorni, un figlio del Conte Giberto, LEONARDO, n. nel giugno 1904, Tenente di Vascello, ricco delle più belle promesse, in causa di una falsa manovra aviatoria, spegneva la sua nobile esistenza nelle acque dell’Adriatico. La famiglia dei Conti Arrivabene con R. D. del 1890, ottenne di poter aggiungere al proprio il cognome illustre dei marchesi Valenti-Gonzaga. (Errata corrige: FERDINANDO ARRIVABENE, chiaro nella storia delle lettere e pei suoi studi danteschi e foscoliani, che fu deportato a Sebenico e grande amico del Foscolo, non appartiene a questa famiglia, contrariamente a quanto fu pubblicato a pag. 430 del I Volume - Nota di V. Spreti). Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933, col titolo di Conte (m.), in virtù del D. M. del 1890: GIBERTO, di Silvio, di Carlo, Senatore del Regno, Capitano di Fregata nella R. Marina, decorato di Med. d’Arg. al Valor Militare, morto nel 1933, spos. con la Nob. Vera dei Conti Papadopoli Aldobrandini. Figli: CARBONELLO, n. luglio 1903, Tenente di Vascello; LEONARDO n. nel giugno del 1904, Tenente di Vascello, † a Venezia nel 1930; Nicoletta, n. novembre 1906, spos. a Venezia 28 novembre 1931 col Conte Edoardo Visconti Modrone ; Maria Maddalena (Magda), n. maggio 1909, spos. a Venezia 24 aprile 1929 col conte Luigi Visconti Modrone. Fratelli: EMILIO, n. a Mantova, Colonnello di Cavalleria, decorato Med. Arg. al Valor Militare, spos. 15 ottobre 1921 con Emilita Schiffner de Larrechea; Elena, spos. nel 1915 col nob. Giulio dei Conti Marzichi Lenzi. Figlie di Emilio: Opprandina, n. 20 gennaio 1923; Moreschina, n. a Plainpalais (Ginevra) 13 ottobre 1927.

a. m. [Alessandro Magnaguti]


Genealogia

Genealogia Arrivabene Valenti Gonzaga

Stemmi

Stemmi famiglia Arrivabene Valenti Gonzaga

ARMA: Partito: al 1° troncato: al di sopra d’oro, all’aquila di rosso coronata del campo, di sotto d’argento colla fascia di rosso, caricata della lettera A d’argento (Arrivabene); al 2° inquartato, al 1° e 4° d’oro all’aquila bicipite di nero coronata del campo, al 2° e 3° d’argento al leone di rosso, uscente dalla campagna d’azzurro e sul tutto d’oro a due pali d’azzurro (Valenti Gonzaga).

Alias: Partito: nel 1° troncato da una fascia di rosso carica della lettera A maiuscola romana di argento: di sopra d’oro all’aquila di nero coronata del campo; di sotto d’argento (Arrivabene); nel 2° inquartato d’oro all’aquila bicipite di nero, coronata del campo, e d’argento al leone di rosso movente dalla campagna d’azzurro; e sul tutto d’oro a due pali di azzurro (Valenti Gonzaga). (D. M. di Riconoscimento 1890).

Titoli

Conti (m).

Storia

Personaggi

Dimore

Mantova, Firenze, Roma

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/arrivabene-valenti-gonzaga-carlo_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note