Barbiano di Belgioioso

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti vol. I, p. 505
Spreti vol. I, p. 506

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. I pp. 505-506:

*BARBIANO DI BELGIOIOSO E *BARBIANO DI BELGIOIOSO D’ESTE

I Barbiano di Belgioioso sono una famiglia tutta dedita alle avventure guerresche e si staccano affatto dal tipo delle altre famiglie del patriziato milanese. Capostipite loro è ALIDOSIO, conte di Cunio e di Barbiano, che fu ai servizi di Barnabò Visconti e fu padre di ALBERICO detto il Grande. Fondò questi la Compagnia di S. Giorgio, che compose unicamente di elementi nazionali dando così gran prestigio alla milizia italiana: combatté per Urbano VI riuscendo a ridonare alla Chiesa le terre che le erano state tolte dalle armi nemiche. Dalla scuola di Alberico uscirono insigni condottieri quali Braccio da Montone, il Tartaglia e Muzio Attendolo. Ebbe in moglie Beatrice da Polenta de’ signori di Ravenna. Il figlio loro LODOVICO nel 1411 fu da papa Giovanni XXIII creato conte di Lugo e fu padre di altro ALBERICO (†1433), che con diploma 29 marzo 1431 ottenne da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, il feudo di Belgioioso, e, perduti per sempre i domini di Romagna, si stabilì in Milano e con CARLO, abiatico suo, creato nel 1495 governatore di Pavia; la famiglia prese a chiamarsi abitualmente dal feudo di Belgioioso; con diploma 10 agosto 1497 Lodovico il Moro gli confermò il possesso del feudo di Belgioioso; durante il dominio francese parteggiò per quest’ultimo così che al ritorno di Massimiliano Sforza fu imprigionato, processato e spogliato de’ beni suoi. Ma rappacificatosi col nuovo sovrano, con diploma 29 novembre 1513, la confisca venne tolta e venne reintegrato ne’ possessi e negli onori perduti. Il figlio di lui, LODOVICO (1488-1530), capitano di ventura, militò sotto le bandiere di Gian Giacomo Trivulzio, prese parte alla battaglia di Pavia e passato poi alla parte imperiale venne creato governatore e capitano generale dello Stato di Milano nel 1529 ed in quell’anno stesso ebbe per donazione il castello di S. Colombano e la terra col castello di Soncino; fu ricevuto per giustizia nell’ordine di Malta. Il fratello suo PIETRO FRANCESCO (1489-1546), militò sotto le bandiere francesi contro gli imperiali; fu alla battaglia di Ravenna con Gastone di Foix e guerreggiò poi in Africa contro il Turco; fu dei 60 decurioni e senatore. LODOVICO († 1590), figlio di lui, condusse in moglie Barbara Trivulzio, discendente dal maresciallo Gian Giacomo, che, ultima del ramo suo, portò al marito pingui sostanze ed il cognome illustre dei Trivulzio, che venne, in linea primogenita, usato dai Belgioioso per lungo volgere di anni. Da’ varii figli loro, ALBERICO (†1621) divenne il capostipite della linea principesca dei Belgioioso d’Este e GALEOTTO (†1626) della linea comitale. Da GIOVANNI (1638-1715), abiatico del primo, nacquero, fra gli altri, CARLO (1695-1777), luogotenente generale, commissario generale dello Stato di Milano ed ANTONIO (1693-1799). Quest’ultimo fu consigliere intimo di S. M. L, cavaliere del Toson d’oro e con diploma imperiale 5 agosto 1769 venne creato dall’imperatore Giuseppe II principe del S. R. I. e di Belgioioso con diritto di batter moneta d’oro e d’argento e di coniarvi l’immagine propria co’ titoli di conte di Cunio e di Lugo: ampliò il palazzo suo in Milano facendo nel 1777 costruire la facciata, come si vede tuttora, su disegno del Piermarini. Da Barbara d’Adda de’ conti di Sale, dama della Croce Stellata, ultima del suo ramo, che portò in famiglia il cognome Visconti, ebbe LODOVICO (1728-1801), cav. di giustizia dell’ordine di Malta, I. R. ciambellano, consigliere di S. M. L, generale maggiore e proprietario di reggimento, ambasciatore cesareo in Svezia ed a Londra, vicegovernatore dei Paesi Bassi ed ALBERICO (1725-1813), dei LX decurioni, consigliere intimo di S. M. I. I. R. ciambellano, cavaliere del Toson d’oro, capo della casa militare dell’arciduca Ferdinando. Per le nozze contratte con Anna Ricciarda d’Este (1735-1777) s’imparentò colla casa ducale di Modena, ebbe il grandato di Spagna di I classe, già appartenente ai marchesi di S. Martino ed assunse co’ discendenti il cognome glorioso degli Estensi. Dei figli suoi Barbara (1759-1833) andò sposa al duca Antonio Litta Visconti Arese, Beatrice (1703-1783) fu impalmata dal principe Giuseppe dal Pozzo della Cisterna, RINALDO (1760-1823), primogenito, non ebbe che tre femmine, Beatrice (1794-1871), Luigia (1795-1817) e Carolina (1797-1872) entrate rispettivamente ne’ Giulini, negli Stampa di Soncino e ne’ Melzi d’Eril; fu spodestato nel 1802 per essere stato il principato annesso alla Repubblica Italiana. L’abiatico suo, EMILIO (1800-1858), brillantissimo gentiluomo, fu marito di Cristina Trivulzio, dama celebre per gli scritti filosofici e letterari, per l’acutezza dell’ingegno, per le vicende politiche, pel patriottismo ed anche pel suo bizzarro carattere: è nipote di lui l’attuale principe di Belgioioso, EMILIO (n. 1855). Da Galeotto, più sopra nominato, deriva il ramo comitale, che ebbe il feudo di Merlino e raccolse l’eredità fidecomissaria dei Bonaccorsi Quarterio. Fu egli trisavo di ANTONIO (1715-1791), balì dell’ordine di Malta, tenente maresciallo, I. R. ciambellano e di altro GALEOTTO (1713-1796), che fu pure I. R. ciambellano e dei XII di Provvisione. Il figlio suo, FRANCESCO (1749-1829), dei LX decurioni e de’ XII di Provvisione, alla venuta dei francesi nel 1796 fu trattenuto in arresto cogli altri membri del Consiglio Generale della città nel soppresso convento di S. Margherita. Abiatici suoi furono CARLO (n. 1815), romanziere di qualche pregio, dedicatosi alla pittura storica seguendo la scuola dell’Hayez e nel 1875 nominato senatore e LUIGI (1803-1860), podestà di Milano nel 1859 ed esso pure senatore.

Il ramo primogenito o principesco è iscritto nell’Elenco Ufficiale coi seguenti titoli riconosciuti con D. M. 1894:

Nobile, patrizio milanese; Conte e signore di Belgioioso; Consignore del Vicariato di Belgioioso; Signore di S. Colombano al Lambro e di Graffignana; Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago; Signore di Boscone Tosca e Cascina d’Este per maschi; Conte del S. R. I. per maschi e femmine; Principe del S. R. I. e di Belgioioso, Marchese di Grumello, Signore di Lardara, Confienza e Cigognola per maschi primogeniti, trattamento di don e di donna.

Il ramo secondogenito è iscritto coi titoli:

«Nobile patrizio milanese, conte e signore di Belgioioso, consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago, per maschi; conte del S. R. I. per maschi e femmine; signore di Merlino e di Confienza per maschi primogeniti. Trattamento di don e di donna».

Cfr. ASM., Araldica, FAM. NOTAB. MILAN.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ivi, Appendice, parte I, pp. 280-289:

A complemento delle notizie già pubblicate al predetto Vol. I rievochiamo in succinto altre notizie per questa antica e gloriosa famiglia illustrando maggiormente il filo genealogico dal quale discendono gli attuali rappresentanti. Alcuni storici hanno voluto attribuire un’origine romana ed altri longobarda a questa stirpe che nel IX secolo era già presente in Romagna, e fra le primissime famiglie, assai fiorente e ricca di feudi e signorie. Possedeva infatti le terre di Barbiano, Bagnacavallo, Cunio, Donigallia, Fusignano, Lugo, Castel Bolognese, con altre castella e signorie e a cui era annesso un titolo di Conte ab immemorabili. Fortissima schiatta essenzialmente dedita alle armi, alla quale la guerra era scopo anziché mezzo, libera di scrupoli e tutta fatta per le imprese guerresche, per menar le mani, e per far sentire su ogni altro il suo predominio e tener gente soggetta. La politica dei tempi quindi, per questa sua stessa essenza bellicosa, la portava istintivamente a parteggiare oggi per i ghibellini, domani pei guelfi e all’occasione per la Chiesa; ed anche quando coll’avvicendarsi dei secoli si ingentilì, per i mutati costumi e per le raffinatezze dei tempi, non si spogliò mai del suo primitivo istinto bellicoso ed aggressivo, elemento essenziale ed indivisibile della sua stessa natura. Sangue di guerrieri irrequieti, violenti e valorosissimi e non è quindi da stupirsi se molti storici e genealogisti abbiano voluto attribuire a questa schiatta di eroici capitani un’origine leggendaria che si perde nella notte dei tempi ed abbiano tentato di dare ad essa una genealogia la cui inverosimiglianza non può essere accettata da un critico coscienzioso e da uno storico severo.

Più verosimilmente la sua culla adunque fu la generosa Romagna ove erano infatti i suoi primi dominii senza poter stabilire oltreché l’origine una genealogia sicura in quei tempi troppo lontani. Più sicura la storia e la genealogia si afferma verso la fine del secolo XIV, quando cioè questa famiglia prese residenza in Milano probabilmente con ALBERICO II. Tuttavia si sa che avo del predetto fu ALBERICO I, detto il Grande, figlio di Alidosio, che nel 1405 aveva ottenuto da Ladislao, re di Napoli, la Contea di Conversano e le città di Trani e di Giovinazzo, e la suprema carica di Contestabile del regno; più tardi dal Pontefice Bonifacio IX fu creato Generale e Gonfaloniere di Santa Chiesa con la donazione di terre e castella in Romagna. Uomo valorosissimo, che dicesi fosse di statura media e di volto asciutto, sorpassava in abilità, in esperienza e in valore i capitani dei suoi tempi; militò sotto le insegne di Bernabò Visconti, Signore di Milano (1372), e fu il raccoglitore della famosa Compagnia di San Giorgio, composta solo di elementi nazionali, cosa assurda per quei tempi, di arruolamenti mercenari stranieri, costituendo così una milizia italiana con la quale poi sconfisse a Marino, poco lungi da Roma, il 28 aprile 1379, le soldatesche Brettoni dell’Antipapa francese Clemente, liberando così il Pontefice Urbano VI dai nemici di oltralpe; combatté poi e sbaragliò l’esercito di Lodovico d’Angiò, contro i Fiorentini per Galeazzo Visconti, batté la Lega in difesa dei Gonzaga di Mantova, sconfisse Roberto il Bavaro prima presso il lago di Garda e poi a Casalecchio il 26 giugno 1402; prese Bologna e vi fece uccidere il tiranno Giovanni Bentivoglio istaurandovi la signoria di Gian Galeazzo Visconti; inimicatosi poi ai Visconti, nel 1403 riprese Bologna che con altre città della Romagna passò alla Santa Sede; e poi per il re Ladislao debellò i baroni napoletani di parte angioina e forzò Napoli alla resa. Questo grande condottiero del Medio Evo risalta agli occhi della storia fra le belle figure di italiani, figura che non poteva passare inosservata in questo nostro periodo di grandi rivendicazioni e tradizioni storiche italiane per la risanatrice opera del Fascismo che la esaltò anche nella nostra marina varando il 23 agosto 1930 nel cantiere di Sestri Levante una sua grande unità navale battezzata col nome di Alberico da Barbiano. Il grande capitano aveva voluto che nel suo stendardo bianco, come ricorda il Litta, attraversato da una rossa croce fossero impresse negli angoli quattro parole: Lib. Ita. Ab. Ext. alludenti alla cacciata delle compagnie straniere dall’Italia, e questo fu ed è il motto incitatore di questa casata. Aggiunse poi all’antico stemma scaccato d’argento e di rosso la croce vermiglia, così come fu sempre portata nei secoli futuri dai suoi successori. Si ritiene morisse in Trani nell’anno 1409; sposò Beatrice, figlia di Guido da Polenta, Signore di Ravenna, dalla quale fra gli altri nacque LODOVICO I che fu abate di S. Maria Cosmedin in Ravenna e che con istrumento 7 gennaio 1406 fu investito con enfiteusi del castello di Massa Lombarda e che con Diploma 12 novembre 1408 otteneva il titolo di Vicario di S. Chiesa con le terre e il castello di Lugo, Zagonara, Guercenario, S. Agata, Massa Lombarda e loro attinenze nel territorio di Imola, e poi da Papa Giovanni XXIII, con Diploma 26 marzo 1411, fu creato con la sua discendenza Conte di Lugo; sposò Isabella, figlia di Giovanni Manfredi, signore di Faenza che gli procreò fra gli altri ALBERICO II. Si ritiene che questo Alberico II trasferisse la sua dimora in Milano e ciò si spiega dal fatto che quando Filippo Maria Visconti fece occupare dal Montagnana le terre di Romagna ed anche Lugo, feudo dei Barbiano, Alberico si arruolò sotto le bandiere del Visconti e per lui combatté in Lombardia, tentando ogni via per riottenere il possesso delle sue terre, ma nulla questo giovando si ribellò alleandosi ai fiorentini che gli prestarono mano per recuperare Lugo ma poi fatto prigioniero dalle armi viscontee a Zagonara fu condotto a Milano e quivi Filippo Maria Visconti, timoroso della sua alleanza coi fiorentini, volle ricompensarlo delle perdite donandogli la terra e il castello di BELGIOJOSO con tutte le proprietà e possessioni di quel territorio, posti nella Contea di Pavia e spettanti alla Camera ducale e ciò con Diploma dato in Abbiategrasso il 29 novembre 1431. Morì in Milano nel 1433 e sposò Antonia, di Aimerigo Manfredi, Signore di Faenza.

Nacque da questa, tra i 1409 e 1413, LODOVICO II che militò sotto le bandiere di Filippo Maria Visconti che il 17 agosto 1442 lo riconfermò nella donazione del castello e possessioni di Belgiojoso, poi, caduta la signoria Viscontea in Milano fu scelto tra i novanta cavalieri creati da Francesco Sforza il 23 marzo 1450; nel 1453 ottenne la cittadinanza di Pavia e il 5 aprile 1456 quella milanese per sé e discendenti; morì circa il 1471 ed ebbe tre mogli: Agnese figlia di Ottaviano degli Ubaldini, Eleonora del Conte Raffaele Mandelli ed infine Fiorbellina di Filippo Casati. Risulta abbia avuto cinque figliuoli fra cui un ALBERICO III, primogenito, che dalla moglie Polissena, figlia di Ugone de Rangoni, non ebbe discendenza, e CARLO I, erede del fratello maggiore. Da questi si ripete l’uso, divenuto poi abituale, del nome di BELGIOJOSO. Fu legato di Lodovico Sforza a Carlo VIII Re di Francia; nel 1495 Governatore di Pavia, e il 10 agosto 1497 ottenne dallo Sforza la conferma dell’antica donazione del castello di Belgiojoso per lui ed eredi ed inoltre con Diploma 24 agosto 1499 fu investito dallo stesso Duca della terra di Monza. Il 3 settembre 1500 fu riconfermato in tutti i privilegi, avuti dai duchi precedenti, da Lodovico XII, Re di Francia, quando questi si impadronì del Ducato di Milano, ed al ritorno degli Sforza in Milano, riottenne reintegrazione degli onori e possessi il 29 novembre 1513 da Massimiliano Sforza, che annullò così la confisca che gli era stata fatta sotto l’accusa di aver parteggiato per il Re francese; testò il 14 luglio 1514; sposò Caterina di Pietro Francesco, Signore di Saliceto, che gli procreò fra gli altri, i seguenti tre figli: ALBERICO IV, prode soldato che nel 1527 si trovò al famoso sacco di Roma; nel 1526 ottenne investitura del castello di Candia in Lomellina e morì senza prole nel 1528, mentre partecipava alla difesa di Napoli, assediata dai francesi; LODOVICO III, altro guerriero, che militò sotto le insegne di Gian Giacomo Trivulzio e sotto quelle di Gastone di Foix combattendo a Brescia e a Ravenna; prese parte pure valorosamente alla battaglia di Pavia col fratello PIETRO FRANCESCO I, poi ripassò in Francia, e, ritornato in patria nel 1526, si pose sotto le insegne di Carlo V che nel 1527 sostituì nel comando della città di Milano che fortificò con bastioni a tenaglia, fu Governatore e Capitano Generale dello Stato di Milano e con Privilegio 28 maggio 1527 ebbe in feudo Aghemo nel Novarese; con Diploma Imperiale, dato in Toledo il 29 ottobre 1528, fu investito da Carlo V del Castello di Cotignola, e il 24 aprile 1529 ebbe per donazione anche il Castello di S. Colombano in ricompensa per averlo preso d’assalto, e la terra di Candia in Lomellina anteriormente avuta dal fratello Alberico; con Privilegio del 25 aprile stesso anno gli fu concessa la terra e il castello di Soncino con mero e misto imperio, atto ratificato dall’Imperatore il successivo 10 luglio; fu dei LX Decurioni del Consiglio Generale di Milano; nel settembre 1521 ricevuto come Cavaliere di Giustizia nel Gran Priorato di Lombardia dell’Ordine di Malta. Da Papa Clemente VII ottenne, col fratello PIETRO FRANCESCO la riconferma del castello e contea di Lugo già concessa da Papa Giovanni XIII con Diploma del 1411; testò il 4 gennaio 1530 istituendo suoi eredi i nipoti FRANCESCO I e CARLO II, figli del fratello Pietro Francesco, morì poco dopo in Milano, forse di veleno, mentre tutti i feudi che gli erano stati concessi ritornarono alla Camera Ducale: la Contea di Monza passò ai De Leyva e il feudo di Soncino agli Stampa. Non avendo avuto prole maschile, se non una figlia naturale, Lucrezia, continuò la famiglia il fratello Pietro Francesco.

PIETRO FRANCESCO I nacque in Milano il 29 giugno 1489 e, come accennato, prese parte col fratello a varii fatti d’arme; nel febbraio 1528 ottenne col fratello la conferma della contea di Lugo; fu Governatore Cesareo in Cremona; governò Lodi salvandola nel 1544 da Pietro Strozzi che con le armate francesi si era spinto in Lombardia; guerreggiò in Africa contro il turco e godette di privilegi e di assegni annui da Carlo V; fu del Consiglio Generale di Milano e dei LX Decurioni nel 1535 e Carlo V il 30 giugno 1538 lo nominò Consigliere Senatore e con Privilegio 2 gennaio 1546 accordava a lui e discendenza l’esercizio del mercato settimanale nel luogo di Belgiojoso; morì il 27 agosto 1546; aveva sposato Paola di Francesco Torelli, conte di Montechiarugolo, che lo rese padre fra gli altri di LODOVICO IV che fu il terzogenito ma continuatore della linea, essendo defunti i fratelli Francesco I e Carlo II, eredi dello zio Lodovico III. LODOVICO IV fu uomo di molta autorità per ingegno e cultura, laureato all’Università di Pavia il 19 maggio 1556, deputato dell’Ospedale Maggiore, della Fabbrica del Duomo e di altre Opere pie; nel 1565 il Duca di Savoia Emanuele Filiberto lo chiamò a far parte del suo Consiglio di Stato e il 1° luglio dello stesso anno fu creato gentiluomo di camera dello stesso Duca. Fu dei nobili giureconsulti di Milano, dei LX Decurioni nel 1565 e più volte dei XII di Provvisione; fu eletto fra i gentiluomini incaricati dal Consiglio Generale di recarsi al confine dello Stato a proprie spese per complimentare l’Arcivescovo Carlo Borromeo che veniva a prender possesso della cattedra; dallo stesso Consiglio fu poi inviato ai Duchi di Parma e di Piacenza, e poi ad incontrare Madama d’Austria di passaggio pel Ducato di Milano: nel 1572 fu nominato Governatore di Novara; testò in Belgiojoso il 12 giugno 1590 e morì poco dopo; sposò Barbara, figlia di Gian Francesco Trivulzio, abiatico del Magno Gian Giacomo, conte di Musocco, marchese di Vigevano, Signore di Confienza, feudo che passò nei Belgiojoso essendo ella unica figlia ereditiera ed ultima del suo ramo sicché i Belgiojoso, in linea primogenita, usarono per lunghi anni aggiungere al proprio, il cognome TRIVULZIO.

Dei sette figli nati dal matrimonio del predetto Lodovico con Barbara Trivulzio, soltanto due ebbero discendenza continuata sino ai giorni nostri: ALBERICO V (viv. 1558) e GALEOTTO I (n. 1568), e da questo punto si dipartono le due grandi linee: quella primogenita principesca di Alberico V e quella secondogenita comitale di Galeotto I.

Linea principesca discendente da ALBERICO V (vivente 1558).

Anche ALBERICO V, di Lodovico, fu uomo d’arme; generale della Gendarmeria Reale di S. M. Cattolica; Conte di Cunio, Barbiano, Lugo, Belgiojoso e del S. R. I. inviato ambasciatore del Consiglio generale di Milano a Trento nel 1598 ad incontrarvi Margherita d’Austria che andava sposa a Filippo III di Spagna e che accompagnò attraverso a Milano, sino a Genova; fu del Tribunale di Provvisione nel 1603 e nel 1620 ottenne la immunità dei dodici figli; fu uomo di mondo e assai cavalleresco ed ottenne dalla madre il diritto di aggiungere al proprio il cognome TRIVULZIO; morì nel 1621 ed aveva sposato in prime nozze, il 14 settembre 1581, Ippolita figlia del Conte Giambattista Borromeo ed in seconde, il 25 ottobre 1604, Giulia figlia di Ottavio Affaitati, Marchese di Grumello. Di tutti i suoi figli soltanto CARLO III ebbe discendenza. Nacque questi nel 1608; fu colonnello poi Mastro Generale di campo delle Milizie dello Stato di Milano; morì il 22 agosto 1656 ed aveva sposato Francesca di Filippo Malombra che da lui era stata rapita e che lo rese padre di quattro figli fra i quali GIOVANNI I, nato il 28 maggio 1638, che militò prima sotto le insegne imperiali e che diciannovenne appena aveva già il comando di un reggimento di Infanteria alemanna distinguendosi alla difesa di Valenza e di Alessandria; nel 1664 generale comandante l’Infanteria italiana e creato Commendatore di Santiago da Filippo IV di Spagna; nel 1668 sbaragliò una flottiglia di cinque navi barbaresche nelle Fiandre ove poi ebbe il comando di parecchie città; rientrato in patria nel 1681 fu dei XII di Provvisione; Sopraintendente della Milizia Urbana nel 1682; Priore del Monte di Pietà nel 1698 e morì nel 1715. Aveva sposato in prime nozze, nel 1682, Beatrice, figlia del Marchese Muzio Pallavicino ed in seconde, nel 1685, Isabella Wolgenstein di famiglia fiamminga. Del predetto Giovanni fra gli altri fu figlio ANTONIO I, nato l’11 gennaio 1693, celebrato per la sua abilità nei giuochi cavallereschi; fu alla Corte del Duca di Baviera e a quella imperiale di Carlo VI che lo creò suo gentiluomo di Camera; viaggiò quasi tutta l’Europa, cosa non comune in quel tempo; ritornato in patria fu inviato Commissario Imperiale a Trento a ricevervi la Principessa palatina di Sulzback sposa a Carlo Emanuele di Savoia e che accompagnò sino a Vercelli; ebbe molti incarichi onorifici e diplomatici e il 4 novembre 1733 si recò a Pavia al quartiere generale di Re Carlo Emanuele II di Savoia per trattare con la resa la salvezza di Milano; nel 1748 fu nominato Consigliere intimo di S. M. Imperiale e con Diploma Imperiale 5 agosto 1779, dato in Vienna, fu creato Principe del S. R. I. e di Belgiojoso con diritto di batter moneta in oro e in argento e di coniarvi la sua effige con gli antichi titoli di conte di Cunio e di Lugo; morì il 26 settembre 1779; il 5 ottobre 1722 aveva sposato Barbara, figlia del conte Costanzo d’Adda, Dama della Croce Stellata e figlia di Antonietta Visconti Aicardi. Da questo matrimonio nacquero ALBERICO VI e LODOVICO V. Quest’ultimo nato il 2 gennaio 1728, Cavaliere di Malta, Imperial Regio Ciambellano nel 1756, Ambasciatore, Consigliere intimo nel 1770, generale e proprietario di un reggimento nel 1778, tenente maresciallo nel 1783, poi ministro plenipotenziario e vice-governatore dei Paesi Bassi austriaci, fece costruire il palazzo detto Villa Reale in Milano, compiuto nel 1796, che passò alla lista civile di Casa Savoia e oggi sede della Galleria d’Arte Moderna; morì in Milano il 15 maggio 1801 senza lasciare discendenza. Il fratello invece ALBERICO VI (primogenito) continuò la linea.

Nacque questi il 20 ottobre 1725 e alla morte del padre assunse il titolo di Principe del S. R. I. e di Belgiojoso. Sposò il 10 giugno 1757 Anna Ricciarda, figlia di Carlo Filiberto d’Este, marchese di S. Martino che portò in casa Belgiojoso il grandato di Spagna e il titolo di Marchese d’Este. Alberico VI nel 1753 fu Decurione di Milano; poi capitano degli Alabardieri e capo della Casa Militare dell’Arciduca Ferdinando, governatore del Ducato; aiutante di campo del maresciallo Principe di Soubise nella guerra dei Sette anni e si trovò alla battaglia di Rosbach contro i prussiani col grado di tenente generale; fu presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1776, anno della sua fondazione; consigliere intimo e gentiluomo di camera di S. M. Imperiale; ebbe molteplici incarichi onorifici e politici; nel 1790 fu insignito del Toson d’Oro e alla calata dei francesi in Milano nel 1796 fu arrestato e rinchiuso nelle prigioni in Santa Margherita e sempre si mantenne poco simpatizzante al dominio francese; era uomo raffinatissimo, celebrato a quel tempo per le sue squisite eleganze e morì il 27 agosto 1813. Dal suo matrimonio con Anna Ricciarda d’Este nacquero cinque figli, tre maschi e due femmine: Barbara, che andò sposa al Marchese Antonio Litta Visconti Arese che ottenne da Napoleone I il titolo di Duca; RINALDO ALBERICO, nato 1° maggio 1760 nel Castello di Belgiojoso, che assunse alla morte del padre il titolo di Principe e che dalla moglie Elisabetta, figlia del Conte Giovanni Battista Mellerio, sposata nel 1790, non ebbe che tre femmine: Maria Beatrice che sposò nel 1780 Giuseppe dal Pozzo, Principe della Cisterna; FRANCESCO LODOVICO, che fu il continuatore della linea, ed infine ERCOLE, che dalla moglie Carolina Pessina, sposata nell’anno 1798, ebbe sei figliuoli quattro maschi e due femmine. Dei maschi BERENGARIO ebbe un figlio ERCOLE che fu volontario garibaldino nella guerra del 1866 e morì senza prole; LODOVICO, nato 10 aprile 1814, che fu consigliere comunale nel 1854, assessore municipale nel 1856 venne nominato Podestà da Vittorio Emanuele II il 20 luglio 1859 e che dalla moglie Amalia Rigamonti, sposata nel 1852, ebbe un’unica femmina Beatrice in Greppi.

FRANCESCO LUDOVICO, nacque il 12 gennaio 1767; fu Ciambellano di S. M. Imperiale, Cavaliere di Malta e morì il 28 ottobre 1805. Dalla moglie Amalia Canziani, sposata nel 1798, nacquero tre figli: EMILIO, nato il 14 marzo 1800 e che successe allo zio Rinaldo Alberico nel titolo di Principe in virtù del Diploma Imperiale, che fu uomo di doti brillantissime, impareggiabile schermidore, tenore aggraziato, e che ebbe voga nella gran società italiana e straniera e morì in Milano il 17 febbraio 1858; il 14 settembre 1824 aveva sposato Cristina figlia di Gerolamo Trivulzio dei Marchesi di Sesto, erede di tutte le sostanze paterne, celebre per i suoi scritti filosofici e letterari, e che partecipò alle vicende politiche del suo tempo, mecenate di artisti e letterati e decantata per la nobiltà dell’animo suo e per l’altissimo spirito patriottico che voleva l’indipendenza nazionale per la quale soffrì anche l’esilio. Era nata il 28 giugno 1808 e morì in Milano il 5 luglio 1871 lasciando un’unica figlia Maria, che fu Dama d’Onore di S. A. R. la Principessa Margherita d’Italia, indi Dama di Corte della stessa quando divenne regina, e che andò sposa al Marchese Lodovico Trotti Bentivoglio che fu ufficiale di ordinanza onorario di S. M. Vittorio Emanuele II. Altro figlio di Francesco Lodovico fu LUIGI ALIDOSIO, ufficiale nella campagna del 1848 nella brigata Casale, e che dalla moglie Antonietta Visconti ebbe un figlio LUIGI, morto all’età di 21 anni ed una femmina Giulia Amalia, che fu anch’essa Dama d’Onore di S. A. R. la Principessa Margherita d’Italia e che andò sposa al Marchese Gian Giacomo Trivulzio. Terzo figlio fu ANTONIO ALBERICO, (o ALBERICO ANTONIO) nato il 15 giugno 1804 e che sposò il 25 settembre 1849 Matilde Gradi. Fu questi il continuatore della linea. Dal suo matrimonio nacquero: Amalia Luisa, nata 8 settembre 1850, morta nel 1929, e che andò sposa al Conte Luca Pertusati; EMILIO ANGELO LUIGI, oggi unico rappresentante del ramo principesco, e Fanny Antonietta, tuttora viventi.

Linea comitale discendente da GALEOTTO I (nato 1568).

GALEOTTO I, di Lodovico IV, figurerebbe nato nel 1568; nel 1591 dal Duca di Terranova, governatore di Milano, ebbe il comando di 300 archibugieri e nel 1615 dal duca Ranuzio Farnese di Padova fu creato tenente di una compagnia di cento uomini coi quali fece la campagna di Asti; nel 1618 fu Consigliere di guerra nelle Fiandre; nel 1622 generale delle milizie armate dello Stato di Milano; morì il 26 luglio 1626 e il 17 maggio 1607 aveva sposato Elisabetta, figlia del Conte Roberto Quarterio, ed unica erede dello zio Bartolomeo Bonaccorsi Quarterio e che poi, vedova, sposò il 17 agosto 1628 il senatore Francesco Pozzobonello. Da questo matrimonio nacquero LODOVICO, nato nel 1611, che fu dalla madre sostituito nell’eredità Bonaccorsi Quarterio e ne assunse il nome con atto 3 febbraio 1632 come volevano le condizioni imposte dal testatore, ma morì l’11 luglio dello stesso anno senza prole lasciando erede il fratello FRANCESCO I, nato in Belgiojoso il 17 luglio 1614, ricevuto nella religione di Malta, con dispensa del 1617; l’11 luglio 1640 prestò giuramento di fedeltà pei feudi di Belgiojoso e Confienza; fu dei XII di Provvisione nel 1671 e morì circa quell’anno; sposò Claudia, figlia di Cesare Visconti che gli procreò ben quindici figli fra i quali GALEOTTO II, unico continuatore della linea, nato 18 febbraio 1643, ascritto al Collegio dei giureconsulti nel 1667 e che con dichiarazioni 21 luglio 1688 del Magistrato Straordinario fu ammesso col fratello CESARE e coi cugini Pier Francesco, Alberico, Lodovico e Giovanni, nel catalogo dei titolati ordinato da Carlo II Re d’Italia e Duca di Milano; rimasto vedovo si fece sacerdote e morì il 25 ottobre 1708. Aveva sposato il 5 febbraio 1676, Ottavia, figlia del Marchese Claudio Rangoni, Dama della Croce Stellata, che gli procreò fra gli altri FRANCESCO II. Nacque questi il 25 novembre 1679 e nel 1701 era già capitano del terzo di Porta Vercellina della milizia urbana; il 30 ottobre 1715 fu nominato questore di cappa e spada del magistrato ordinario; nel 1720 nominato Cavaliere della Chiave d’Oro e nel novembre 1740 fu delegato per le onoranze funebri all’Imperatore Carlo VI; nel 1744 fu eletto conservatore del magistrato di sanità; morì il 27 novembre 1749 ed il 27 aprile 1712 aveva sposato Vittoria, figlia del Marchese Massimiliano Cavriani.

Da questo matrimonio nacquero GALEOTTO III ed ANTONIO che morì senza discendenza. Galeotto III continuò il ramo. Nacque l’11 maggio 1713 e nel 1739 fu uno dei quaranta crocesignati del Sant’Uffizio di Milano; nel 1742 Capitano della milizia urbana; nel 1739 e 1745 dei XII di Provvisione ed in quest’ultimo anno Priore del Monte di Pietà; nel 1771 mastro di campo della milizia urbana, carica alla quale rinunciò nel 1796; era I. R. Ciambellano sin dal 1758 e morì in Milano il 3 ottobre 1796. Il 14 marzo 1744 aveva sposato Maria Francesca, figlia del Marchese Pietro Rossi di San Secondo, Dama della Croce Stellata, dalla quale nacquero otto figli dei quali soltanto FRANCESCO III ebbe discendenza. FRANCESCO III, nato 4 ottobre 1748, fu uno dei deputati dell’Ospedale Maggiore nel 1773 e nel 1774, dei XII di Provvisione e dei LX Decurioni; nel 1776 fu dei Conservatori del patrimonio della città e Priore del Luogo Pio della Misericordia; si tenne lontano da tutte le vicende politiche dell’occupazione francese e fu costretto ad esulare dalla patria ove non rientrò che alla caduta del regno italico; nel 1816, 1821 e 1826, sedette nel Consiglio comunale della città e morì in Milano il 15 febbraio 1829. Fu erede della metà della sostanza del conte Scipione Rossi di San Secondo, famiglia di sua madre, per mancanza di successione diretta; il 25 ottobre 1780 aveva sposato in prime nozze Caterina Bendoni Caccia ed il 1° maggio 1785 in seconde, la contessa Daria Opizzoni. Da questi matrimoni nacquero sette figli: tre maschi che generarono tre rami: quello primogenito di GALEOTTO IV, quello secondogenito di ANTONIO I, quello di LUIGI, quest’ultimo recentemente estintosi, e quattro femmine: Francesca, sposata in prime nozze col Nobile Giuseppe Parravicini, ed in seconde col Marchese Annibale Brivio, morta il 16 novembre 1868; Clara, che andò sposa al Conte Ambrogio Annoni, morta il 6 agosto 1855; Caterina, morta nubile nel 1832; Camilla, morta il 27 maggio 1836 e che sposò il Nobile Giuseppe Sebregondi fatto poi conte e patrizio romano, da Papa Gregorio XVI.

Linea comitale primogenita discendente da GALEOTTO IV.

GALEOTTO IV, di Francesco III, nacque il 4 agosto 1781 e morì il 9 gennaio 1836; sposò in prime nozze Francesca Malaspina ed in seconde, il 23 febbraio 1813 Claudia del Marchese Cesare Brivio. Dal secondo matrimonio nacquero il primogenito GIUSEPPE, n. 16 giugno 1814, † 1° marzo 1895, che dal 1844 al 1848 fu assessore del Comune di Milano, anno nel quale fu internato a Vienna dal Governo austriaco; il 16 gennaio 1839 aveva sposato Carolina, figlia del nobile Pietro Pedroli che gli generò tredici figli fra i quali FRANCESCO, primogenito, n. a Milano 11 febbr. 1842, † a Desio il 1° novembre 1882, sposato a Milano 12 aprile 1864 con Giulia, figlia del Conte Luigi Confalonieri, e dai quali discendono gli attuali rappresentanti del ramo primogenito comitale iscritti nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1933; Maria in Zucchi; Matilde in Rossi; Caterina in Brivio; PIETRO MARIA, n. Milano 10 giugno 1845, architetto, morto ivi 5 febbraio 1907, sposato a Milano 18 aprile 1877 con Lice Gatti e dai quali sono nati i rappresentanti del ramo comitale secondogenito iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933; FEDERICO PIO, nato 3 settembre 1870, notaio, morto celibe il 25 maggio 1897.

Secondogenito di Galeotto IV fu ALESSANDRO, nato a Milano 14 settembre 1822, morto a Cernobbio di Como il 2 ottobre 1863, sposato 16 settembre 1843 con la Nobile Francesca Parravicino che gli generò sei figli fra i quali GALEOTTO V, nato 6 giugno 1849, sposato li febbraio 1874 con Maria Ritter di Zahony e dai quali discendono i rappresentanti del ramo terzogenito comitale iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933; GIAN GIACOMO, nato 20 settembre 1852, spos. 10 giugno 1896 con Rosa Venini dalla quale nacque un’unica femmina: Francesca Carolina in Besozzi Valentini, iscritta nell’Elenco Uff. 1933.

Terzogenito di Galeotto IV fu SCIPIONE, nato il 20 agosto 1826, morto a Milano 22 febbraio 1899, sposato in prime nozze, 11 gennaio 1852, con Carolina figlia del Conte Carlo Borromeo, dalla quale ebbe un figlio CARLO, n. 8 dicembre 1853, morto nel settembre 1854, ed in seconde, 1° luglio 1856, con Paolina figlia del Nobile Giuseppe Greppi. Dal predetto Scipione nacquero nove figli fra cui GIUSEPPE, n. a Milano 5 gennaio 1862, Ufficiale di Cavalleria, morto celibe a Nola 12 ottobre 1892; ANTONIO, nato a Milano 13 luglio 1867, morto a Milano 14 giugno 1922, sposato a Milano 9 gennaio 1899 con Emilia, del Nobile Luigi Dodici, dalla quale nacquero i rappresentanti del ramo quartogenito iscritti nell’Elenco Ufficiale 1933; nonché Carolina, n. a Milano 19 agosto 1857, spos. 19 maggio 1876 con Giovanni Besana; Luigia, n. a Milano 28 febbraio 1860 in Cittadini; Alessandra, n. a Milano 28 gennaio 1864; Maria Anna e ALBERICO, tutti iscritti, coi figli di quest’ultimo, nell’Elenco Ufficiale 1933 e rappresentanti il ramo quintogenito della linea comitale primogenita.

Linea comitale secondogenita discendènte da ANTONIO I (n. 1787).

ANTONIO I, di Francesco III, nato 8 maggio 1787, fu ricevuto nella religione di Malta, con dispensa, il 28 agosto dello stesso anno; nel 1810 fu assistente al Consiglio di Stato e ricevuto nel corpo delle Guardie Nobili alla costituzione del Regno Lombardo-Veneto; il 17 agosto 1820 fu nominato I. R. Ciambellano e nel 1832 e 1834 Consigliere comunale; morì il 7 aprile 1854; sposò in prime nozze, il 29 luglio 1812, la Nobile Maria Casati ed in seconde, il 27 agosto 1814, Teresa, figlia del Marchese Giorgio Pio Pallavicino Trivulzio. Da questi matrimoni nacquero: FRANCESCO IV, nato 1° febbraio 1814, nel 1842 nominato I. R. Ciambellano; sposato in prime nozze, il 30 gennaio 1851, con Giulia Crippa, ed in seconde, il 4 ottobre 1858, con Antonietta Bono. Da questi matrimoni nacquero gli attuali rappresentanti del ramo primogenito della linea comitale secondogenita; PAOLO, nato 12 luglio 1824, nel 1848 sottotenente nell’artiglieria lombarda e che prese parte ai moti dell’indipendenza e dal 1858 appartenne al Consiglio comunale che gli affidò la sopraintendenza delle scuole, morì il 21 ottobre 1867; aveva sposato il 14 novembre 1866 Gaudenzia figlia del conte Giuseppe Sebregondi dalla quale nacquero gli attuali rappresentanti del ramo secondogenito di questa linea, iscritti nell’Elenco Ufficiale 1933.

Linea comitale terzogenito, discendente da LUIGI (n. 1803), recentemente estinta.

LUIGI, di Francesco III, nato il 29 agosto 1803, fu per lunghi anni consigliere comunale di Milano, deputato alla Congregazione centrale lombarda, assessore municipale ed eletto podestà da Re Vittorio Emanuele II con Decreto 9 giugno 1859; nel 1860 fu eletto senatore; morì nel 1882; nel 1824 aveva sposato la Nobile Antonia Rossini, dalla quale nacquero sette figli dei quali rimasero superstiti due femmine: Francesca ved. Zanardi Landi, ed Anna ved. Sobrero della Costa, recentemente defunte e tuttora iscritte nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933. Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933 coi titoli di Principe del S. R. I. e di Belgiojoso (mpr.), Marchese di Grumello (mpr.), Conte del S. R. I. (mf.), Conte e Signore di Belgiojoso (m.), Signore di Lardara (mpr.), Signore di Confienza (mpr.), Signore di Cigognola (mpr.), Signore di San Colombano al Lambro e di Graffignana (m.), Signore di Boscone Tosca e Cassina d’Este (m.), Consignore del Vicariato di Belgiojoso (m.), Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago (m.), Patrizio Milanese (m.), Trattamento di Don e Donna: EMILIO ANGELO LUIGI, di Alberico Antonio, di Lodovico, di Alberico, di Antonio, n. a Milano 9 aprile 1855, Comm. d’On. e Dev. del S. M. O. di Malta, Comm. dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, Comm. dell’Ordine della Cor. d’Italia, Gentiluomo Onorario (1901) ed effettivo (1911) di S. M. la Regina Margherita di Savoia, Ufficiale dell’Ordine di Leopoldo del Belgio, Comm. dell’Ordine della Stella di Romania, spos. a Firenze 6 maggio 1886 con Maddalena Maria Giuseppina Carlotta dei Visconti Desmanet de Biesme, n. a Bruxelles 18 dicembre 1863. Sorella: Francesca Antonietta (Fanny), n. a Milano 11 marzo 1858, spos. a S. Colombano al Lambro 15 luglio 1880 col Conte Gaetano Barbò. Cugina, figlia di Lodovico, di Ercole, di Alberico, di Antonio: Beatrice, nata 5 settembre 1872, sposata col Nobile Emanuele Greppi dei Conti di Bussero e Corneliano.

Linea comitale. Ramo primogenito.

Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital del 1933 coi titoli di Conte del S. R. I. (mf.), Conte e Signore di Belgiojoso (m.), Signore di Merlino (mpr.), Signore di Confienza (mpr.) Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barena e Spirago (m.), Patrizio Milanese (m.), Trattamento di Don e Donna: EUGENIO, di Francesco, di Giuseppe, di Galeotto, n, a Milano il 27 aprile 1879. Sorelle: Carolina, n. a Milano 27 maggio 1866; Anna Maria, n. a Milano 24 settembre 1875, spos. a Milano il 24 aprile 1918 con Carlo Biraghi; Margherita, n. a Desio il 15 ottobre 1882.

Zii, figli di Giuseppe, di Galeotto: PIETRO, n. a Milano 10 giugno 1845, † ivi 5 febbraio 1907, spos. ivi 18 aprile 1877 con Lice Gatti; Matilde, n. a Milano 26 dicembre 1847, spos. in prime nozze col Colonnello Riva, in seconde a Milano 11 settembre 1872 con Francesco Rossi, Ufficiale nel Regio Esercito; Caterina n. a Milano il 14 ottobre 1848, spos. a Milano il 5 maggio 1870 col Nobile Luigi Brivio dei Marchesi di S. Maria in Prato.

Figli di Pietro, di Giuseppe, di Galeotto: CARLO, n. a Milano il 20 dicembre 1877, Cav. Magistrale del S. M. O. di Malta, Segretario della Ricevitoria di detto Ordine in Milano, spos. a Pavia il 16 aprile 1902 con Luisa, detta Gina Guarneri; LUIGI, n. a Milano il 12 maggio 1879, spos. a Milano il 25 giugno 1917 con Foco Adelia; Francesca, n. a Milano il 3 gennaio 1882 ; STEFANO, n. a Parravicino (Erba) il 21 luglio 1885, spos. a Ternate 20 ottobre 1919 con Luigia Rosnati. Figli di Carlo, di Pietro: Ottavia, n. a Milano 15 gennaio 1903; GIAMPIERO, n. a Pavia 6 marzo 1911. Figli di Luigi, di Pietro: Francesca, n. a Milano 18 gennaio 1919; FEDERICO, n. ivi 9 maggio 1922. Figlie di Stefano, di Pietro: Annina, n. a Ternate, 23 agosto 1920; Stefania, n. ivi 7 novembre 1926.

Ramo secondogenito.

Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Italiana e nell’El. Uff. Nob. Ital. del 1933 coi titoli di Conte del S. R. I. (mf.), Conte e Signore di Belgiojoso (m.), Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago (m.), Patrizio Milanese (m.), Trattamento di Don e Donna: ALESSANDRO, di Galeotto, di Alessandro, di Galeotto, n. a Milano il 27 marzo 1882. Sorelle: Eleonora, n. a Milano il 7 dicembre 1874, spos. a Milano il 30 aprile 1906 col Conte Guido Vinci Gigliucci; Beatrice, n. a Milano il 6 dicembre 1877, spos. a Milano il 25 aprile 1900 col Gr. Uff. Giorgio Mylius. Cugina, figlia di Giangiacomo, di Alessandro, di Galeotto: Francesca Carolina, n. il 9 ottobre 1897, sposata col Nobile Clemente Besozzi Valentini.

Ramo terzogenito.

Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Italiana e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933, coi titoli di Conte del S. R. I. (mf.), Conte e Signore di Belgiojoso (m.), Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago (m.), Patrizio Milanese (m.), Trattamento di Don e Donna:

SCIPIONE, di Antonio, di Scipione, di Galeotto, n. a Milano il 23 ottobre 1902, spos. a Verzuolo (Cuneo), 14 settembre 1926 con Alessina dei Marchesi di Rovasenda. Figli: Cristiana, n. a Milano 11 luglio 1927; Maria Alberica, n. ivi 5 febbraio 1934. Sorelle: Ernesta, n. a Milano il 31 maggio 1905; Luigia, n. a Milano il 17 maggio 1909. Zii, figli di Scipione, di Galeotto: Luigia, n. a Milano 28 febbraio 1860, spos. a Milano il 9 novembre 1882 con Felice Vittadini, dottore in Giurisprudenza; Alessandra, n. a Milano 28 gennaio 1864; Maria Anna, n. a Milano 27 luglio 1872, † ivi 8 gennaio 1925; ALBERICO, n. a Milano il 31 marzo 1879, spos. a Sumirago (Varese) il 9 genn. 1909 con la Nob. Margherita dei Conti Confalonieri. Figli di Alberico, di Scipione, di Galeotto: LODOVICO, n. a Milano il 1° dic. 1909, architetto, spos. a Milano 27 ottobre 1934 con la Nob. Carolina dei Conti Cicogna Mozzoni; Eugenia, nata a Sumirago (Varese) il 22 settembre 1911, spos. a Milano 16 febbraio 1933 col dott. Giuseppe Marietti; Paola, n. a Milano il 2 giugno 1914; Teresa, n. ivi il 27 ottobre 1916; GIUSEPPE, n. ivi il 9 aprile 1924; GAETANO, n. a Sumirago, 23 agosto 1927.

Ramo quartogenito

Sono iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933, coi titoli di Conte del S. R. I. (mf.) Conte e Signore di Belgiojoso (m.), Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago (m.), Patrizio Milanese (m.), Trattamento di Don e Donna: ANTONIO, di Francesco, di Antonio, n. 29 settembre 1860, spos. a Verona nel 1890 con Cassandra Benini. Figli: FRANCESCO ANTONIO, n. a Belgiojoso nel 1891; Emilia, n. nel 1893; ENRICO; Anna Maria. Sorella: Maria Teresa, n. 4 marzo 1870 in Bono.

Ramo quintogenito

Sono iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933, coi titoli di Conte del S. R. I. (mf.). Conte e Signore di Belgiojoso (m.), Consigliere di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago (m.), Patrizio Milanese (m.), Trattamento di Don e Donna: GUIDO ANTONIO, di Paolo, di Antonio, n. a Milano 2 settembre 1867, spos. ivi 20 aprile 1898 con Carla, figlia di S. Ecc. il Conte Genova Thaon de Revel, Gr. Collare della SS. Annunziata, Generale di Corpo di Armata. Figli; Gaudenzia, n. a Milano 8 ottobre 1899; Camilla, n. ivi 29 aprile 1902; PAOLO, n. ivi 19 aprile 1903; Elisabetta, n. ivi 11 novembre 1904; Adriana, n. ivi 22 marzo 1908.

Ramo sestogenito

Sono iscritte nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1933, coi titoli di Contessa del S. R. I. (pers.), Nobile dei Conti e Signori di Belgiojoso (pers.), Trattamento di Donna: Francesca, di Luigi, di Francesco, n. 19 aprile 1846, spos. il 26 marzo 1871 col conte Pietro Zanardi Landi, vedova. Sorella: Anna Eleonora, n. il 19 aprile 1846, spos. il 16 luglio 1874 col Nobile Luigi Sobrero dei Conti della Costa, vedova.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Barbiano di Belgioioso

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

ARMA: Scaccato di argento e di rosso, con il capo d’argento caricato di una croce di rosso.

SUPPORTI: Due leoni d’oro.

MOTTO: Lib. ital. ab. est.

ORNAMENTI: Il manto.

Il ramo primogenito porta inquartata l’arma di casa di Este: inquartato nel 1° e 4° d’oro all’aquila imperiale bicipite col volo spiegato aureolata nelle due teste d’argento e coronata da una corona imperiale d’oro e tenente con la zampa destra una spada sguainata e manicata d’oro posta in banda e con la sinistra un globo d’oro crociato; nel 2° e 3° d’azzurro a tre gigli d’oro disposti 2 e 1 con la bordura innestata d’oro e di rosso; sul tutto uno scudetto partito: a) scaccato d’argento e di rosso al capo d’argento caricato di una croce del 2°; b) d’azzurro all’aquila al naturale coronata d’oro. Lo scudo è accollato alla collana del Toson d’Oro e sormontato da un sole d’oro il tutto posto sotto un padiglione sormontato da una corona da Principe.

SUPPORTI: 2 leoni d’oro con la testa rivolta, tenenti ciascuno una bandiera, quella a destra d’argento caricata del gonfalone e delle chiavi pontificie, quella a sinistra d’argento alla croce di rosso, accantonata dalle sillabe Lib. ital. ab. est

Stemmi famiglia Barbiano di Belgioioso

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=26811&RicPag=4&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1192.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/barbiano/

Documenti

Collezioni

Note