Bellisomi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti vol. II, p. 28

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, p. 28:

Antica famiglia decurionale pavese, che ha per capostipite un GAIFERO, notaio. AGOSTINO, giureconsulto rinomato, fu aulico ducale e PAOLO, canonico lateranense, fu abate di S. Epifanio in Pavia. Colla riforma introdotta da Carlo V nel 1549, i Bellisomi vennero ammessi al decurionato.

ANNIBALE, con diploma 28 novembre 1622, ottenne il feudo di Frascarolo e con successivo del 23 febbraio 1623 il titolo marchionale da appoggiare sul medesimo. Suo fratello FRANCESCO fu principe dell’Accademia degli Affidati in Pavia e suo figlio BENEDETTO generale degli Eremitani di S. Agostino. L’abiatico di lui ANNIBALE, decurione, commendatore de’ SS. Maurizio e Lazzaro, ebbe per fratelli AURELIO, cavaliere dell’Ordine di Malta ed AGOSTINO, poeta, ascritto all’Accademia dei Gelati di Bologna e per figlio FRANCESCO, giureconsulto collegiato, che nel 1682 fondò l’Accademia degli Insaziabili e fu governatore di Forlì. Il nipote di quest’ultimo, GAETANO ANNIBALE, fu il fondatore del museo Bellisomi, ora andato disperso, ampliato da PIO (n. 1735) decurione della città di Pavia: questi con decreti 18 gennaio 1771 e 3 ottobre 1782 ottenne la delineazione dello stemma avito nel Codice Araldico e con le lettere patenti 2 genn. 1767 venne creato I. R. Ciambellano. Suo fratello CARLO (n. 1736), arcivescovo titolare di Tiana in Cappodocia, fu nunzio in Portogallo ed a Colonia nel 1775; fu elevato alla porpora nel 1794 e l’anno successivo venne eletto vescovo di Cesena, ove morì nel 1808. De’ figli del Pio sunnominato GIUSEPPE (n. 1778) fu ricevuto per giustizia nell’ordine di Malta, ma depose la croce per impalmare donna Maria dei marchesi Corti; CARLO (n. 1782), scudiere del viceré Beauharnais, cav. della Legione d’Onore e dell’ordine della Corona Ferrea, per decreto 8 ottobre 1809 e lettere patenti 17 settembre 1811 venne creato barone del Regno d’Italia e nel 1836 I. R. Ciambellano: coperse l’ufficio di podestà di Pavia. Il nipote suo, marchese PIO, nel 1849 fu alla difesa di Venezia, volontario con Garibaldi ed uno dei Mille.

I Bellisomi che vestirono, come si disse, l’abito di Malta, vennero confermati nei titoli e nell’antica nobiltà con sovrana risoluzione 19 e 21 novembre 1816 e sono iscritti nell’Elenco Ufficiale coi titoli di «nobile patrizio di Pavia» per m. e di «marchese di Frascarolo» per mpr. in persona di: AURELIO, di Pio, di Aurelio e le sorelle: Adalgisa in De Fernex e Felicita, ved. Casartelli.

Cfr. ASM, Araldica.

a. g. [Alessandro Giulini]


Genealogia

Genealogia Bellisomi

Stemmi

ARMA: Fasciato d’oro e di azzurro, di quattro pezzi.

CIMIERO: Una fiamma.

Motto: Fortiter et generose.

Stemmi famiglia Bellisomi

Storia

Personaggi

Dimore

Bergamo

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1206.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-bellisomi_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note