Beltrami

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Enrico Scuri. Giacomo Costantino Beltrami alle sorgenti del Mississippi (Bergamo, Accademia Carrara)
Giovanni Carnovali detto Il Piccio. Ritratto di Giovanni Beltrami, incisore di cammei (1832-35 ca.). Olio su tela cm 73x57. Cremona, Museo Civico

Famiglia bergamasca citata nello stemmario Camozzi e in alcuni documenti che vengono riportati dal Mozzi anche con i nomi Beltrame, Beltramo, e più numerosi come Beltramelli: molto probabilmente altra famiglia sia questa sia quella che risulta nel misterioso Atto di “morigincap”(cos’è?) del 1268 del notaio Mayfredo Zezunone per Zenone di ser Beltrame da Sorisole a favore della sposa Sibilla di Enrico de Coardis di Almenno. In questo caso sembra che si tratti di nome e non di cognome, che può esserne derivato più tardi, anche se per altro il cognome viene citato per il suocero.

Risultano poi i nomi di due notai: Beltrami Pietro fu Bettino (1667-1715) e Beltrami Giovanni fu Ambrogio (1721-1747)

Il personaggio che diede grande fama alla famiglia è il ben noto Giacomo Costantino (1779 † 1855): patriota, scrittore, ma soprattutto esploratore, che nel 1823 scoprì le sorgenti del Mississippi. Penultimo di dieci figli di Giovanni Battista e di Caterina Carozzi di Pontida? che fu l’ultimo Doganiere Generale dalla Serenissima a Bergamo e che venne arrestato da i francesi nell’ aprile del 1797.

I Beltrami all’inizio dell’800 erano proprietari del Castello di Clanezzo, da loro fatto restaurare e abbellire (?) da Gio Battista Buzzoni. Qui nel 1825 venne accolto l’Arciduca Ranieri. In un libro dei visitatori, Paolo Funeò scrisse versi patriottici. Interessante personaggio fu Luigi Felice (1771 † 1843), forse fratello maggiore di Costantino. Sacerdote nel 1794, fu poi Capitano del Genio nella campagna di Russia, meritandosi la Legion d’onore e la Croce della Corona Ferrea, e fu fatto prigioniero. Dopo il 1814 si dimise non accettando di passare agli austriaci. Scrittore, era discepolo di Mascheroni, e fu autore di note di geometria e fisica. Fu uomo serio e stimato persino dagli avversari.

Anche Giacomo Costantino (1779 † 1855) militò nell’esercito italico; era anch’egli di idee liberali e patriottiche. Deluso dagli avvenimenti politici reazionari, decise di ritirarsi a Filottrano (Ancona), dove aveva delle proprietà. Dopo un’inchiesta, perché sospettato di appartenere alla Carboneria e alla Massoneria, incominciò a viaggiare in Europa (1821-22) e quindi, nel 1823, in America. Qui, giunto alle foci del Mississippi, decise di scoprire le origini del fiume e con avventuroso viaggio in parte solitario con un ombrello rosso che stupì gli indiani, vi riuscì nell’agosto del 1823, risalendo fino ad un lago da lui chiamato Giulia. Fece un resoconto di questo viaggio nell’epistolario La Découverte des Sources du Mississippi et de la Rivière Sanglante. Visitò poi per alcuni anni il Messico riportando preziosi cimeli e dati etnografici sulla storia e sull’arte azteca, oggi conservati nella Civica Biblioteca di Bergamo. Soggiornò poi in parecchie città dell’America del Nord e pubblicò a Londra A Pilgrimage in Europe and America. Un suo scritto L’Italie et l’Europe, dedicato a Chateaubriand, richiamò l’attenzione sulla sua Patria e i suoi problemi. Gioberti ne trarrà ispirazione per il suo Primato degli italiani. Tornato in Italia , incompreso si ritirò a vita solitaria nella proprietà di Filottrano, dove morì il 6 gennaio 1855. I suoi importanti cimeli furono donati alla Biblioteca A. Mai di Bergamo dagli eredi, in particolare da Antonio (1816 † 1881), poeta. Postumi riconoscimenti li ebbe soltanto nei decenni successivi: il conte Pietro Moroni lo commemorò all’Ateneo il 28 febbraio 1856 e dieci anni dopo il Consiglio Legislativo del Minnesota gli consacrò il territorio attorno alla sorgente da lui scoperta, nominandolo “contea Feltrami”.

Notizie sulla famiglia, successive a lui, riguardano:

- Antonio, poeta, (1816 † 1881) erede che donò nel 1855 i cimeli di Costantino. È detto da taluni essere suo fratello, ma 36 anni di differenza (1779- 1816) sono molto strani soprattutto per l’ultimo di 10 figli. Con i suoi amici, tra i quali Ottavio Tasca, e i loro colti articoli, diede un po’ di vita col Giornale di Bergamo allo squallore politico dopo il 1848. È nota una sua lirica, del 1859, vibrante di delusione sulla pace di Villafranca.

- Luigi, cronista di una cronaca dei francesi a Bergamo datata 29 dicembre 1796 (potrebbe essere un fratello di Giacomo Costantino)

- Luigi, poeta e patriota, amico di Ottavio Tasca nel 1847

- Alfonso, dottore nel 1851, fece parte della commissione inviata a Vienna per l’allacciamento ferroviario

Omonimi Beltrami, forse parenti, sono:

- Luca, nato a Milano (1854 † 1933), noto architetto, restauratore e storico dell’Arte: a Milano curò i restauri di palazzo Marino e del Castello Sforzesco e progettò importanti edifici. Operò anche a Bergamo e a Roma.

- Achille Beltrame nato a Vicenza (1871 † 1945) era famoso disegnatore della Domenica del Corriere

La famiglia Beltrami, nob. di Volterra (ric. 1832), discendente da Anton Domenico e Beltramo di Giovanni, citata da V. Spreti (Enciclopedia storico-nobiliare italiana) non risulta avere legami di parentela con i Feltrami bergamaschi. [GPA feb 2008]


Genealogia

Genealogia Beltrami

Storia

Personaggi

Giacomo Costantino Beltrami (1779 † 1855) Esploratore

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 31:

Cognome diffuso in tutto il Nord Italia fino alla Toscana, con maggiore frequenza in Liguria, Lombardia, Emilia e Friuli Venezia-Giulia. A Bergamo una famiglia Beltrami fu proprietaria nell’Ottocento del castello di Clanezzo, visitato tra l’altro nel maggio del 1824 dall’arciduca viceré d’Austria Ranieri. Si ricordano poi Antonio (1816-1881), poeta patriottico bergamasco, e soprattutto Giacomo Costantino Beltrami. Quest’ultimo, nato a Bergamo nel 1779, fu esploratore e scrittore; viaggiò in Europa e in America, dove scoprì le sorgenti del fiume Mississippi. Dei suoi numerosi viaggi lasciò diversi manoscritti e cimeli, tra cui rarissimi oggetti appartenuti a tribù indiane, ora conservati nel Museo civico di storia naturale di Bergamo.

Alla base è il nome di origine germanica Beltramo, con il significato di “corvo risplendente, famoso” (il corvo e l’aquila erano animali sacri e le loro insegne seguivano gli eserciti in battaglia). Nel Bergamasco sono presenti le varianti Beltramelli e Beltrame. Le famiglie Beltrami nella nostra provincia sono 128, in Italia se ne contano 3499.


http://www.treccani.it/enciclopedia/eugenio-beltrami_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/luca-beltrami_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/achille-beltrami_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-beltrami_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-costantino-beltrami_(Dizionario-Biografico)/

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