Bonifacio Agliardi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

(circa 1516 † 22 gennaio 1580)

Genealogia

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Bonifacio Agliardi 11.jpg

Giovanni Battista Moroni, Ritratto di Bonifacio Agliardi, replica (o copia), Chantilly, Musée Condé (Bergamo, coll. Agliardi)


Figlio di ANTONIO e di IPPOLITA (Apollonia) CASSOTTI DE MAZZOLENI

Sposò verso il 1540 Angelica de’ Nicolinis.de Capitani di Sovere

Angelica de Nicolinis.jpg

Giovanni Battista Moroni, Ritratto di Angelica de’ Nicolinis (Chantilly, Musée Condé )

Mina Gregori, Moroni, Bergamo, Bolis, 1979, pp. 250-251 (schede nn. 89 e 90): Ritratti di Bonifacio Agliardi e di Angelica de’ Nicolinis (Chantilly, Musée Condé)


Figli:

MARCANTONIO Consigliere della città dal 1581 al 1590

ALESSANDRO (1584 sposa Ippolita Benaglio); da lui discende la famiglia

OTTAVIO (10-12-1566 Cav. Jerosolemitano);

GIOVANNI (detto Zuane)

GIULIA (1589 sposa Pietro MOIOLI [dote 2500 scudi])

ALESSANDRA (1593 sposa CERINELLI di Lodi]

CORNELIA (1591 sposa Cristoforo CASALI [dote 2500 scudi])

EMILIA sposa in 1° Fabrizio BENAGLIO e rimasta vedova in 2° il Conte Gian Domenico ALBANI (figlio del Cardinale Giangirolamo) (G/6/15)


Nel 1535 il 26 settembre figura come testimone in un atto - relativo a Pietro Isabello che fornisce fra l’altro la prova che P. Isabello e P. Cler sono la medesima persona. (A. Meli, Bergamo Arte N°l). Il 4 gennaio 1541 venne nominato provveditore per la tutela e difesa della città durante il passaggio degli eserciti alemanni (lanzichenecchi?) e vi accudì ai primi di agosto accompagnandoli dalla Val Camonica fino ai confini oltre Martinengo, senza che facessero danni; così di nuovo il 4 giugno 1557 in occasione del passaggio dell’esercito svizzero del re di Francia. Fu nel Consiglio della città negli anni 1551-1577. Nel 1553 con Decreto del doge 15 gennaio fu fatto Cavaliere aurato Nel 1556 come presidente della Pietà presenzia alla misurazione della roggia Morlana. Il 18 febbraio 1556: riferisce insieme a Gio. Francesco Brembilla sull’indennizzo da versare a Nicolò da Gromo, notaro, per l’occupazione di un orto resa necessaria per la “restauration delli muri della città minati fuori et appresso la porta di S. Iacomo” . Il 23 dicembre 1556: riferisce insieme a Gio. Francesco Brembilla, Alfonso della Torre e Gerolamo Poncino sulle condizioni da porre al conte Davide Brembati per costruire un muro sopra le mura di recente riparate a porta S. Giacomo . Deputato per la costituzione del Monte di Pietà il 21 aprile 1557, venne poi nominato conservatore dello stesso il 24 luglio 1557. Fece parte della delegazione bergamasca inviata a Venezia per scongiurare e con¬tenere i danni provocati dalla costruzione delle mura. Il 21 marzo 1561 fu incaricato dal Civico Consiglio di fondare, con Gio. Francesco Brambilla e Alberto Suardi, il Museo delle antichità della Patria. Nel 1563 fu giudice di pace. Nel 1571 fu ambasciatore della Repubblica veneta addetto alla persona dell’Arciduca Carlo di Pannonia (Austria). Lo accolse, in occasione del suo passaggio a Martinengo, con tanto fasto che questi si felicitò con la Repubblica per l’ospitalità e gli onori ricevuti. Nel 1571 fu insignito da Massimiliano II del titolo di Conte del S.R.I. e il 10 febbraio 1574 fu fatto Conte Palatino per sé e successori. In sua memoria scrisse un libello elogiativo Pelliccioli nel 1595. Nel 1576 possedeva una casetta in castello di Levate con “doi corpi di casa in terra e doi sopra” del valore di 400 lire, che venivano affittate a venti lire l’anno a due famiglie . A Levate possedeva 547 pertiche di terreno .