Capilupi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, Vol. II, p. 284

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, p. 284:

Antica famiglia mantovana le cui memorie risalgono al sec. XII. Le istorie trevigiane ricordano diversi personaggi di questa famiglia che rivestirono la carica di Console e di consigliere della repubblica fino oltre la metà del sec. XIII. Circa in quest’epoca si stabilirono in Mantova definitivamente; durante la dominazione dei Gonzaga, e cioè dal 1328 al 1707, parecchi furono ambasciatori e segretari di Stato presso corti straniere, due furono governatori di Casale, due presidenti del Magistrato di Mantova, uno fu ministro ed uno podestà di Viadana. Dette numerosi maggiordomi, protonotari apostolici e camerieri d’onore a varii pontefici nel XVI secolo. GIULIO, IPPOLITO, CAMILLO, ALFONSO e LELIO si distinsero per i loro scritti italiani e latini, sì che il Tasso e l’Ariosto li ricordano nelle loro rime. IPPOLITO, vescovo di Fano nel 1561, nunzio con podestà cardinalizia presso la Repubblica Veneta per la Santa Sede ed internunzio a Roma ed a Napoli del re e della regina di Svezia, fu una delle figure più eminenti, di questa famiglia. I Capilupi furono riconosciuti nobili da Lodovico Gonzaga; ebbero il titolo di marchese dal duca Carlo II Gonzaga nel 1650 e che fu riconfermato successivamente nel 1739, nel 1772, ed in fine nel 1825.

La famiglia è iscritta nell’Elenco nob. uff. con titolo di marchese (mpr.), in persona di:

GIULIO CESARE, di Luigi, di Carlo, coi suoi fratelli Clara, Ippolita ved. Gobio, ALBERTO e ALFONSO.

v. s. [Vittorio Spreti]

Ivi, Appendice, Parte I, pp. 500-501:

Questa famiglia, originaria, della Marca Trevigiana, è una delle più antiche e più nobili di Mantova. Basti dire che può vantarsi, come poche altre famiglie d’Italia, di abitare la stessa casa fin dal 1270 (Davari, «Notizie Topografiche della Città di Mantova», 1903, pag. 113); sulla chiave di volta del suo portale marmoreo, vedesi scolpita una testa di lupo (emblema della famiglia) che serra nella sua bocca due nastri con questa dicitura: Capiluporum Domus - Hospitium Amicorum e assai ben meritata, ché questa casa ospitò amici non comuni quali Tiziano, Torquato Tasso e Messer Ludovico Ariosto, che, nel suo immortal poema li volle ricordati con queste tre parole, eloquenti di per se stesse:

... e i Capilupi miei. (Canto XLVI, str. 12)

E così l’inventore del latino macaronico, Merlin Cocai, nella III Macaronica del suo poema «Baldus» li esalta col grido di ...Vivite Capilupi.

Ma perché questi onori rari? Fin dal secolo XIII viveva un MARCUS DE CODELUPIS notaio, professione in quell’epoca, come ognun sa, privilegiata e altamente stimata. BARTOLINO poi, fu Cancelliere di Francesco Gonzaga, Quarto Capitano al tempo delle fastose nozze, di lui con l’infelice Agnese Visconti .figlia di Bernabò (1381).

Ma è al principio del secolo XVI che la famiglia raggiunse il suo più alto fastigio. Ben sette furono i personaggi dati, soltanto in quel secolo, alla Diplomazia e alla Letteratura. LELIO, di Benedetto, nato nel 1501, fu autore di versi latini e assai caro al Cardinal Ippolito d’Este e a re Francesco di Francia: CAMILLO, fratello del precedente, buon verseggiatore anch’esso, va poi ricordato per esser stato dapprima Governatore del Monferrato e quindi Ambasciatore del Gonzaga presso Carlo V. Ma il più illustre di questi tre fratelli è IPPOLITO il quale, datosi alla prelatura, fu dapprima elemento prezioso nella Curia di Roma, fu Vescovo di Fano e quindi creato da Paolo IV Nunzio Apostolico presso la Serenissima e infine inviato ambasciatore a Carlo V. Vissuto tra le tortuose brighe della diplomazia, non trascurò tuttavia gli studii letterarii e tra gli umanisti si distingue quale felice imitatore di Tibullo.

CAMILLO, Protonotario Apostolico, Referendario in Francia per il Papa al tempo della Strage degli Ugonotti, intorno alla quale scrisse un importante trattato ancora inedito; poi, ritiratosi in patria, attese ad una Istoria de’ suoi tempi. Buoni letterati ancora furono: EMILIO, PROSPERO e ALFONSO.

Onorò la sua stirpe anche al nostri giorni, il Marchese ALBERTO, ingegnere e Deputato al Parlamento Nazionale che promosse, ideò e concretò mirabili opere di bonifica nel territorio mantovano, sì che, quantunque in epoca di bassa democrazia, gli fu tributato un busto di bronzo, con lapide dedicatoria, sul fabbricato della Bonifica Mantovana e Reggiana sul Po. Morì nel 1904.

La famiglia Capilupi conserva uno dei più interessanti e preziosi Archivii privati che si conoscano.

a. m. [Alessandro Magnaguti]


Genealogia

Genealogia Capilupi

Stemmi

ARMA: D’oro alla testa di lupo di nero, posata sopra tre palle d’argento poste in fascia.


Stemmi famiglia Capilupi

Storia

Personaggi

Dimore

Mantova

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=33046&RicPag=9&RicVM=indice&RicSez=prodfamiglie&RicTipoScheda=pf

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/capilupi/

Documenti

Collezioni

Note