Carminati

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Spreti vol. II, p. 333
Stemma dei Carminati Nobili Veneti (Stemmario Camozzi n. 2279)
Carminati di Brambilla (Spreti vol. II, p. 172
Romeo Bonomelli. La famiglia Carminati nel 1919
Giovanni Carnovali detto Il Piccio. Ritratto di Carlo Carminati, 1867. Olio su tela, cm 63x52, Torino, Coll. privata

Notevole rilevanza storica ebbe la famiglia dei Carminati originaria della val Brembilla dove nel medioevo erano feudatari. Antichissima notizia a loro relativa parla di un messaggio che nel 1006 Papa Giovanni XVIII inviò a Pietro Carminati della valle Brembilla. Ebbero una rigogliosa diramazione sia nella terra d’origine e valli adiacenti che in città a Bergamo, ma anche a Milano, a Venezia e in altre città, dove numerosi personaggi di spicco dettero origine a varie importanti famiglie. Parecchi Carminati che resistettero all’avvento dei veneziani dovettero emigrare nella bassa bergamasca: Treviglio, Antenate, ecc; altre per necessità di lavoro si erano trasferite a Genova nella compagnia dei Caravana e a Venezia alcuni come Bastasi, altri come negozianti, fecero notevoli fortune. In particolare una di esse venne aggregata al patriziato veneto per aver dato 100.000 scudi all’erario della Serenissima: con decreto del Senato e del Maggior Consiglio nel 1687 ne vennero investiti i fratelli Giovanni Battista, Antonio, Alessandro e Carlo Alberto, che avevano acquistato verso il 1650 il palazzo a San Stae.

A Milano emigrò Bartolomeo, capostipite dei Carminati Brembilla, esule dalla Valle Brembilla nel 1443 per ordine della Serenissima: ne discesero G. Francesco († 1599), deputato della Fabbrica del Duomo; Carlo (1606-1663), capitano della Milizia Urbana, Gerolamo (1658-1699), giureconsulto, pretore, il cui figlio Giulio Cesare (1685-1755) fu ammesso al patriziato milanese nel 1721 e fu dei XII di Provvisione nel 1722. Si ricorda poi Giulio (1837-1919), Gran Cacciatore di S. M. il Re, decorato della medaglia d’argento al valor militare per il fatto d’armi di Villafranca nel 1866, come ufficiale d’ordinanza del principe Umberto. Con R. D. 1899 otteneva il riconoscimento del titolo comitale e con altro R. D. del 1912 il titolo marchionale.

Gli stemmi dei Carminati rimasti bergamaschi e quelli dei Carminati divenuti veneti e milanesi sono riportati da Camozzi nel suo stemmario; gli stemmi dei rami milanesi sono riportati anche da Vittorio Spreti.

Assai numerosi sono i Carminati bergamaschi elencati dal Mozzi e da Arveno Sala, che li annovera nel 1369 tra le famiglie firmatarie della pace di Arenate; li cita anche come attivi nella bassa Valle Imagna e valli contigue nel 1400, con i soprannomi di Bunichi e Zanche.

C’è inoltre da attingere notizie nella folta schiera dei nomi che da allora sino ai giorni nostri risultano elencati da Bortolo Belotti, da Marcantonio Benaglio, da Luigi Pelandi e infine da Alberto Castoldi e nei fascicoli di Cognomi e famiglie bergamasche, ecc. Ma è impresa assai impegnativa far ordine, non disponendo di genealogie di supporto.

[GPA, 6 marzo 2008]


Genealogia

Genealogia Carminati

Stemmi

ARMA: Troncato: al 1° d’oro all’aquila di nero, bicipite, coronata del campo; al 2° di rosso al carro rustico d’oro.

TITOLI: N. U. N. D. patrizio veneto mf.


CARMINATI DI BRAMBILLA

ARMA: Semipartito e troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero coronata dal campo; nel 2° d’argento al leone di rosso uscente dalla troncatura; nel 3° di rosso al carretto d’oro.

CIMIERO: Una testa e collo d’aquila di nero.

MOTTO: Spero.

Stemmi famiglia Carminati

Storia

Personaggi

Dimore

Milano, Este, Monselice, Padova, Venezia.

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Carminati Antonio fu Giovanni, di Lurano, 1490 perg 0728

Carminati Bartolomeo d. Brembilla fu Zambello, di Brembilla ab. Osio Sopra, 1506 perg 0920

Carminati Bertramo fu Pasino, di Spirano, 1530 perg 0971

Carminati Bertramo fu Zino, di Bergamo, 1461 perg 0741

Carminati Bertramo fu Zino, di Brignano, 1461 perg 0740

Carminati Gerolamo (+) 1549, 1549 perg 1009

Carminati Geronimo fu Orazio, di Spirano, 1509 perg 1045

Carminati Gervasio fu Orazio, di Spirano ab. Urgnano, artigiano, 1517-26 perg 0832

Carminati Giacomo d. Gattus fu Tonallo, di Brembilla ab. Osio Superiore, 1506 perg 0920

Carminati Giacomo fu Tonallo, ab. Osio Sopra, 1478 perg 0926

Carminati Giovanni, di Brembilla, 1435 perg 1436

Carminati Giovanni Pietro fu Giovanni, di Lurano, 1490 perg 0728

Carminati Girolamo fu Orazio, artigiano, 1526 perg 0832

Carminati Orazio, di Brembilla, 1435 perg 1436

Carminati Orazio, di Spirano, 1530 perg 0971

Carminati Orazio fu Persevallo, di Brembilla, 1456 perg 0977

Carminati Maffeo fu Giovanni, di Lurano, 1490 perg 0728

Carminati Paolo fu Gerolamo, 1549 perg 1009

Carminati Persevallo, di Brembilla ab. Spirano, 1451 perg 0735

Carminati Zambello fu Tonallo, ab. Osio Sopra, 1478 perg 0926

Bibliografia

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, pp. 333-334:

CARMINATI

Antichissima famiglia bergamasca feudataria della Val di Brembilla, dedicatasi al commercio si arricchì moltissimo e potè contribuire con centomila scudi d’oro ai bisogni dell’erario della Rep. Ven. esausto per la guerra di Candia, per cui con decreti 26 e 30 aprile 1687 del Senato e del Maggior Consiglio i fratelli GIOVANNI BATTISTA, ANTONIO, ALESSANDRO e CARLO ALBERTO Carminati vennero aggregati al patriziato veneto. COSTANTINO LUIGI GIUSEPPE MICHELE di Alessandro fu confermato nella nobiltà patrizia con S. R. A. 1 gennaio 1818 e con tale titolo sono iscritti nell’Elenco ufficiale i seguenti: ALESSANDRO, nato Venezia, 30 ottobre 1850, rag. cav. di S. Gregorio Magno, di Carlo e di Teresa Bressanin, spos. Venezia con Angela Pinaffo (Este) ; da cui: 1. Elisa, n. Venezia, 8 marzo 1877, in nob. dott. Antonio Rizzardi (Este); 2. † GUIDO PIETRO, n. Venezia, 4 sett. 1878, spos. Venezia con Ada Pinco; da cui: a) Pia; b) Renata (Este); 3. † UMBERTO PIER GIOVANNI, n. Venezia, 31 dic. 1882, dott. in legge, spos. Padova con Rosa Casale; da cui: a) ALESSANDRO b) Angelina; 4. GIOVANNI PIETRO CARLO ANDREA, n. Venezia, 4 febbraio 1885, spos. Monselice con Alba Bordin; da cui: a) Maria; b) Francesca; c) Alice (Monselice); 5. Laura Bianca Costantina, n. Venezia, 10 giugno 1887, in Rizzardi nob. Domenico (Padova) ; 6. PIETRO QUINTO CARLO, n. Venezia, 29 aprile 1889 (Este).

Altro ramo: Pia del cav. uff. dott. Carlo Beniamino, di Costantino, di Carlo e di Eugenia dalla Vecchia.

Zii: 1. LORENZO GIUSEPPE CARLO ANGELO, n. Carceri, 14 aprile 1880, ing. cav. della Corona d’Italia, spos. Venezia con Aurelia Gabersich (Venezia); 2. DOMENICO PIO, n. Carceri, 21 gennaio 1884 (Padova); 3. ALVISE ANGELO GIUSEPPE detto GINO, n. Carceri, 25 luglio 1886, spos. Carceri con Eugenia dalla Vecchia; da cui: COSTANTINO (Este).

p. b. [Pietro Bosmin]


Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, p. 172:

* BRAMBILLA (CARMINATI di).

Capostipite di questa famiglia è un BARTOLOMEO Carminati esule dalla Valle Brembilla nel Bergamasco nel 1443 per ordine della Serenissima. Fu bisavo di GIOVANNI FRANCESCO († 1599), deputato della Fabbrica del Duomo nel 1577, il quale alla sua volta fu nonno di CARLO (1606-1663), capitano della Milizia Urbana. Da GIULIO CESARE (1632-1673) nacque GEROLAMO (1658-1699) giureconsulto, pretore di Vogogna e di Lesa, padre di altro GIULIO CESARE (1685-1755), ammesso al patriziato milanese nel 1721, dei XII di Provvisione nel 1722. Dallo zio materno Fabio Mangoni ereditò una primogenitura, dalla quale facevano parte l’avita casa posta in Milano in via di Brera e la villa di Castellanza vicino a Legnano. Fu bisavo di GIUSEPPE (1814-1887), marito di Paola Roero dei conti di Settimo, e di TERESA andata sposa nel 1847 al conte Lorenzo Sormani Andreani. Da Giuseppe nacque GIULIO (1837-1919), Gran Cacciatore di S. M. il Re, decorato della medaglia d’argento al valor militare per il fatto d’armi di Villafranca nel 1866, al quale partecipò come ufficiale d’ordinanza del principe Umberto. Con R. D. motu proprio del 30 marzo 1899 otteneva il riconoscimento del titolo comitale con trasmissione primogeniale mascolina con eventuale successione al fratello Gilberto, (1842-1907) decreto susseguito da RR. LL. PP. del 7 maggio dello stesso anno; con altro R. D. del 1912 venivagli concesso il titolo marchionale pure con trasmissione primogeniale mascolina. I Carminati di Brambilla sono iscritti nell’Elenco Ufficiale coi titoli di «patrizio milanese» per m., «conte» per mpr. e «marchese» per mpr. Trattamento di don e donna in persona di: CESARE, dì Gilberto, n. 22 dic. 1888, Paola, n. 17 febb. 1892, in Greppi.

Cfr. ASM. Araldica, Fam. not. milan.

a. g. [Alessandro Giulini]


AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 4, pp. 58-59:

Storica famiglia bergamasca, ancora oggi tra le più diffuse nella nostra provincia. Le origini, secondo gli storici, sono da ricercarsi in val Brembilla, da dove poi il casato si ramificò, trasferendosi a Milano, Venezia e in diverse altre città dell’Italia settentrionale. In valle Brembilla la famiglia risiedeva in località Mortesina ed era proprietaria del castello di monte Ubione e del complesso fortificato di Casa Eminente. Le prime notizie risalgono ad un messaggio che nel 1006 Papa Giovanni XVIII inviò a Pietro Carminati della valle Brembilla. In esso, fra gli altri privilegi, si concedeva a suo figlio Giacomo, canonico, la successione del Vescovado di Bergamo, con l’aggiunta che ogni componente di casa Carminati portasse per diritto il titolo di conte e cavaliere. I Carminati non mancarono di essere coinvolti nelle lotte fra guelfi e ghibellini: la famiglia aveva sempre parteggiato per il partito imperiale. Nelle liste ghibelline dell’epoca vengono ricordati Zanino, Guagnino nel 1395 e Simone detto Simia nel 1408. Con la “cacciata” dei brembillesi anche i Carminati furono costretti all’esilio, trasferendosi nella Bassa, chi a Treviglio chi a Covo, Antegnate o nella Gera d’Adda. Come tante altre famiglie della valle Brembana anche i Carminati nel 1300 avevano preso la strada di Venezia e Genova dove lavorarono come facchini al porto: molti di loro figurano nella Compagnia dei Caravana di Genova e a Venezia molti Carminati fecero fortuna. Il casato nel 1687 venne ascritto alla nobiltà veneta, mentre si sa di alcuni esponenti del casato che sulla laguna praticarono l’attività di banchiere. Altri personaggi vengono ricordati da Bortolo Belotti: nel XV secolo Jacopo fu sindaco della valle, mentre Giovanni è citato come studioso e professore. Giovanni Battista, vissuto nel XVI secolo, fu scultore e intarsiatore; Giovanni Guido (1878-1930) pittore. I garibaldini Agostino e Antonio Pietro presero parte alla spedizione dei Mille.

Alla base del cognome c’è il “carro”, emblema che compare nello stemma del casato. Diffusione: 2150 famiglie nel Bergamasco, in particolare a Bergamo, Brambilla e Zogno; 3610 in Italia.


http://www.treccani.it/enciclopedia/isaia-carminati_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/angelo-carminati_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-carminati_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-carminati_(Dizionario-Biografico)/

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