Castello di Cenate Sotto - FASE II

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Assonometria della Fase II (primo terzo del secolo XIII)
La decorazione della chiave di volta dell’accesso alla torre presso la porta

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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 33-37:


IL PERIMETRO MURARIO FORTIFICATO CON TORRI E PORTA (FASE II, PRIMO TERZO DEL XIII SECOLO)

Sulla seconda fase del castello abbiamo scarse informazioni, soprattutto dedotte dall’analisi delle poche murature rimaste.

In progresso di tempo, con il mutare delle tecniche di assedio e con l’introduzione di nuove armi da getto, numerosi fortilizi furono aggiornati attraverso la realizzazione di recinti in pietra, porte e torri difensive ed i nuovi vennero edificati con questa tecnica innovativa. Anche nel caso di Cenate le prime strutture certamente individuabili sono pertinenti ad un ampio recinto grossomodo quadrangolare (quindi di impianto non antichissimo), realizzato in pietra calcarea disposta in corsi regolari, dotato alla base di opportune feritoie arciere, attraverso le quali si potevano colpire gli assalitori.

Restano tre di queste feritoie: due sul fronte nord (ora visibili nel muro medioevale in corrispondenza delle stanze a sud della tinaia) ed una su quello ovest. Del recinto murario, che doveva avere un’altezza di almeno 10-11 metri, restano tracce sul lato nord ed in parte su quello est. Questo perimetro, fossato escluso, aveva le dimensioni di circa 55 metri per circa 33 e racchiudeva un’area di circa 1 815 metri quadrati. Tutto il fortilizio era su ogni lato cinto anche da un fossato, verosimilmente asciutto, avente una larghezza di circa 10 metri, forse ridotta sui lati sud ed ovest, già sufficientemente difesi dalla pendenza naturale del rilievo. Difficilmente si potrebbe forse ipotizzare che il fossato sui lati nord ed est fosse in parte allagabile tramite opportuni sbarramenti posti verso ovest e verso sud . Il fortilizio con il fossato aveva quindi un’estensione di circa 75 per circa 48 metri, racchiudente un’area di circa 3600 metri quadrati.

Inserita nella cortina muraria nell’angolo nord-ovest fu collocata la prima torre. Questa robusta struttura fu posta a fiancheggiare la porta d’accesso al fortilizio, sul lato destro per chi entrava, in maniera tale da poter più agevolmente colpire eventuali assalitori senza che essi potessero utilizzare a difesa lo scudo, che veniva tenuto con la sinistra.

Questa torre ha una base di 6.30x6.50 metri ed uno spessore murario di 1,15 ed è avvicinabile come caratteristiche a quella posta all’ingresso del castello di Gorlago . Date le esigue dimensioni della pianta, aveva certamente preminente, se non unica, funzione militare e non abitativa. Al piano interrato vi è una cantina alla quale attualmente si accede da una porta situata sul lato est; è dotata di una finestra recente sul lato sud, è coperta da volta a botte e presenta sulle pareti quattro mensoloni, un tempo sostenenti dei ripiani, due per lato, a nord ed ovest, realizzati con elementi di recupero, come ad esempio una colonnetta ed un gradino, il tutto di fattura rinascimentale. Al centro della volta è ben visibile l’antica botola d’accesso, infatti la porta, risalente ad epoca post-rinascimentale, fu realizzata in un secondo momento in sostituzione della botola che fu chiusa. Al pian terreno vi è una stanza con tre porte, di cui quella originale è ad est, edificata in massicci conci, alta 2,02 metri per 0,93 di larghezza, con arco a tutto sesto e pronunziata lavorazione con bugne e bisello. A circa 7 metri di altezza, sulla stessa facciata, si trova un’altra porta originale bisellata e bugnata, larga 1,02 ed alta 2,04 metri. Essa presenta sulla chiave di volta una decorazione avente in basso un tondo, forse traccia di un volto, sormontato da un altro elemento di non evidente comprensione. Al di sopra, ad un’altezza di circa 2,96 metri dalla soglia attuale della porta si nota una demolizione della torre stessa. La disposizione delle aperture è tipica delle fortificazioni medioevali in cui l’accesso principale è sempre collocato molto elevato dal suolo, al fine di garantire una maggior sicurezza e difendibi-lità. Dalla prima porta si accedeva al pian terreno e, per mezzo della botola, alla sottostante cantina edificata nel piede della torre.

Per mezzo di una scala lignea si accedeva ad un impalcato sovrastante la porta d’accesso al castello che metteva alla porta posta al primo piano e per mezzo di un’altra scala esterna si saliva sui ballatoi sommitali che consentivano la difesa del muro perimetrale.

Il locale al pian terreno presenta una volta del XVI secolo. Sul lato sud al primo piano ed al piano interrato furono aperte due finestre con contorno del XVII secolo.

Sappiamo che nel 1375 questa torre era coperta da un pavione, cioè un telone. Coperture di questo tipo sono documentate in zona: nel 1375 a Carobbio e nel 1387 alla torre della località Torre di Trescore, alla casatorre detta appunto del Pavione a Costa Mezzate, dalla quale prese il nome una contrada del centro storico. Si trattava probabilmente di una struttura sostenuta da pilastrini o merli in muratura, che sovrastava, con funzioni di copertura, una terrazza.

La porta d’accesso al castello di Cenate è inserita nella cortina nord. L’ingresso avveniva da una via che costituiva il prolungamento verso ovest della strada che transita a sud di San Nazario, l’attuale via degli Alpini, che fiancheggiava a monte il fossato nord sino a raggiungere quasi lo spigolo nord-est della torre, passando poi il fossato probabilmente attraverso un leggero ponte ligneo . Sulla porta non si vedono tracce né di ponti levatoi, né di saracinesche, cosa che fa pensare ad una chiusura con portone ligneo e depone a favore dell’antichità della soluzione. È invece visibile il foro per la sbarra. Anche in questo caso sono da segnalare somiglianze con l’accesso al castello di Gorlago. Nell’angolo sud-est del perimetro fortificato fu realizzata una seconda robusta torre, avente una pianta rettangolare di circa 7 per 5 metri, dello stesso tipo della prima, ma sporgente all’esterno del recinto sia verso est che verso sud. Dalla cantina posta a nord è visibile parte della muratura esterna e dello spigolo nord-ovest di questa struttura. Si tratta di una muratura con caratteri simili a quelli dell’altra torre, ma caratterizzata nella parte inferiore dalla presenza di un’ampia base scarpata. Al pian terreno si trova una stanza con volta, realizzata nel XVI secolo. Al piede della torre vi è un locale adibito a cantina, di cui non rimaneva memoria e che è stato riscoperto e ripristinato durante i lavori di ristrutturazione degli anni ‘80 del XX secolo. Una leggenda, originata dal rinvenimento in quest’ambiente di una base in pietra con un’ampia gabbia in ferro, vorrebbe che qui fossero collocate le prigioni. La voce popolare parla della presenza di spiriti in questo locale. In questa torre esiste, anche se poco visibile, un’apertura originale al piano seminterrato sul lato nord, che dava accesso all’attuale pian terreno che in origine era il primo piano. Una scala consentiva di accedere a questa apertura dall’interno del castello.

Anche nell’angolo nord-est, il più esposto ad eventuali attacchi, vi era una torre, sporgente verso est. Di essa non sono più visibili strutture, dati i pesanti interventi attuati in quel punto, ma viene spesso citata nei documenti del XV e XVI secolo come torresello e si può vedere raffigurata in un affresco presente nella chiesa di San Nazario, raffigurante Sant’Alessandro, inserito in un ambiente collinare, di gusto tardogotico, con sullo sfondo un castello nel quale non è difficile riconoscere il fortilizio di Cenate.

Probabilmente sul lato sud, in corrispondenza dell’attuale scivolo posto nella parte sud-occidentale del fortilizio si trovava una pusterla per dare accesso al fondo del fossato che almeno dal XV secolo venne utilizzato come ortaglia.

La muratura e le aperture presenti nelle torri e nel recinto trovano confronti nelle aperture della torre in località Torre di Trescore, datata alla prima metà del XIII secolo ed in quelle della prima fase della torre in piazza a Trescore, oltre che con la torre del Carobbio di Cenate e con l’edificio di via monsignor Testa. Quest’opera di recinzione del castello potrebbe quindi essere stata realizzata nei primi decenni del XIII secolo.