Castiglioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Ramo di Cingoli (Spreti, Vol. II, p. 370)
Ramo di Mantova, dei conti di Venegono e dei signori di Lozza (Spreti, Vol. II, pp. 371-372)
Arma antica del ramo di Mantova (Spreti, Vol. II, p. 371)
Ramo di Varese e Castiglione (Spreti, Vol. II, pp. 370 e 372)
Castiglioni Stampa (Spreti, Vol. II, p. 372)
Ramo di Osimo (Spreti, App., Parte I, p. 551)
Rami dei signori di Garlasco, di Giorgio, di Fabio, di Guido e di Ruggero (Spreti, App., Parte I, pp. 552-554)
Castiglione (ramo di Penne) (Spreti, App., Parte I, p. 550)
Castiglione Morelli (Spreti, App., Parte I, p. 550)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, pp. 370-373:

Antichissima e nobilissima famiglia milanese. La Chiesa di Milano dette in feudo a CORRADO figlio del conte Berengario il castello di Castiglione nel contado di Seprio, a lui e ai suoi discendenti, per il che, questi, presero il nome di Castiglioni. Si divisero poi in molti rami che si sparsero in varie città d’Italia quali Ferrara, Mantova, Modena, Cingoli ottenendo dappertutto l’aggregazione al ceto dei patrizi e dando alla nuova patria uomini illustri nelle armi, nella toga, nelle scienze, nelle lettere. Dal ceppo di Milano, e che ivi si rese illustre, ben sei membri furono elevati agli onori degli altari; uno alla suprema cattedra di Pietro e cioè Celestino IV (1241); sei indossarono la porpora cardinalizia; tre furono arcivescovi di Milano e sei vescovi di altre sedi.

Del ramo di Cingoli fu capostipite un BRANDA BERNARDO che da Milano ivi si portò nel 1600 circa e che fu subito per la sua nobiltà ascritto a quel patriziato. GIULIO CESARE ottenne dall’imperatore di Germania la conferma del titolo di conte palatino per sé e suoi discendenti. Ma la gloria maggiore di questo ramo fu FRANCESCO SAVERIO che creato cardinale del titolo di S. Maria in Traspontina l’8 marzo 1816 fu elevato alla cattedra di S. Pietro il 31 marzo 1829 col nome di Pio VIII. Morì egli il 30 nov. 1830 dopo aver regnato solo 1 anno e 8 mesi, venendo sepolto in S. Pietro con un magnifico monumento del Tenerani. Il Sommo Pontefice Pio IX nel 1840 creò GIOVANNI STEFANO e tutti i suoi discendenti in linea primogenita mascolina marchese di Botontano.

La Consulta Araldica (v. Elenco nob. uff.) dichiarò — 2 nov. 1924 — spettare a questa famiglia i seguenti titoli: marchese di Botontano (m. pr.); conte palatino (m pr.); nobile dei marchesi di Botontano (mf.); nobile di Cingoli (mf.); nobile romano (mf.); nobile di Cesena (mf.).

Oggi la fam. è così rappresentata:

GUIDO marchese di Botontano, nob. romano, patrizio di Cingoli, nob. di Cesena, cavaliere d’onore del S. M. O. Costantiniano di S. Giorgio, n. a Cingoli 15 dic. 1893 dal fu m.se Filippo (1851-1914) e fu m.sa Marianna Luzi di S. Severino (1865-1924). Fratelli e sorelle:

1 - OTTAVIO, n. Cingoli 5 giugno 1895.

2 - Stefanina, n. 11 nov. 1893, spos. m.se cav. ing. Ferdinando Pietramellara Vasrè patrizio di Bologna (resid. Firenze), da cui: a) Pia, n. Firenze 16 dic. 1920. b) FILIPPO MARIA, n. Firenze, 17 luglio 1924.

3 - Giulia, n. Cingoli, 1 sett. 1899, sp. 21 settembre 1925 conte Francesco Felici patrizio di Cingoli, tenente di artiglieria, n. Cingoli, 9 novembre 1898.

Cugini:

PIO, n. Cingoli, 27 genn. 1882 da Luigi (1852-1887) e Caterina Felici (1851-1924) sp. Elvira Galeazzi, n. 1 marzo 1895, da cui: LUIGI, n. Cingoli, 26 agosto 1911.

Prozii, discendenti dal conte Filippo (1774-1816) fratello di S. S. Pio VIII e Ludovica nob. Cavallini Roccabella:

1 - Irene, n. Cingoli, 7 sett. 1865 del fu Bernardo Maria e fu Maria Landini; sp. 7 aprile 1885 Luigi Romanelli di Arcevia.

2 - Edvige, n. Cingoli, 11 aprile dal fu Gaetano (1827-1877) e fu Anna Piergentili (1830-1895), sp. 30 marzo 1876 dott. Pietro Maranelli († 1897).

3 - CESARE, n. Cingoli 4 agosto 1856 dal fu Gaetano e fu Anna Piergentili, sposò Virginia Viviani.

p. c. b. o. [Pier Carlo Borgogelli Ottaviani]


Ramo di Mantova

Da CORRADO († 1280), padre di LAMPUGNANINO, discese per varie generazioni SABA († 1554), il celebre cavaliere gerosolimitano, che prese parte notevole alla difesa di Rodi. Da un fratello di Lampugnanino, GUIDO, proviene pure il ramo di Mantova, illustrato particolarmente da BALDASSARRE (1478-1529), diplomatico, scrittore insigne, autore del «Cortegiano», del quale Raffaello fece il ritratto e Giulio Romano disegnò la tomba. L’abiatico di lui, pure di nome BALDASSARE, ebbe in feudo Berciano Cimena nel Monferrato dal duca di Mantova e nel 1589 venne ascritto all’Ordine di S. Stefano e creato priore di Mantova. Il figlio suo, FRANCESCO, priore come sopra, generò un altro BALDASSARE († 1703), che nel 1670 fu ambasciatore pel duca di Mantova in Polonia e maggiordomo maggiore della duchessa. Il figlio di lui FRANCESCO sposò nel 1682 Margherita Gonzaga e fu avo di ONORATO († 1763), marito di Maria Teresa figlia di Beltrame Cristiani e fu figlio loro BALDASSARE, che per decreto 6 marzo 1773 dell’I. R. Tribunale Araldico ottenne la conferma de’ titoli nobiliari e la delineazione dell’arma nel Codice e pari ordinanza veniva emessa in data del 26 giugno 1771 della Regia Araldica Deputazione della città e stato di Mantova. Attualmente sono iscritti nell’Elenco ufficiale coi titoli di marchese, per mpr.; conte, per m.; trattamento di Don e Donna, in persona di: CARLO, di Baldassare, di Onorato.

Figli: BALDASSARE, GIORGIO, GUIDO.

Figli di Guido: CARLO, PIETRO, Carolina, Rosa e Beatrice.

Cfr. ASM., Arald.; LITTA, Fam. cel. ital.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo dei conti di Venegono

Da GUIDO, abiatico di CORRADO († 1280), discendono i conti di Venegono, che vantano la loro migliore illustrazione in BRANDA vescovo di Piacenza, indi di Porto a Sabina, cardinale, che nel 1422 fondò la collegiata di Castiglione ed il Collegio Castiglioni in Pavia. FRANCESCO († 1478), nipote di Branda, nel 1454 con diploma del 2 gennaio dell’imperatore Federico III interinato dal Senato il 15 dic. 1656 per investitura 6 giugno 1458 a rog. Cicco Simonetta, segretario ducale, ebbe il detto feudo con trasmissione mascolina. Da Francesco I Sforza, duca di Milano, fu creato conte e feudatario di Venegono. Il figlio suo, GIANSTEFANO († 1519) fu eletto senatore da Lodovico XII, re di Francia e fu marito di Lucia, figlia del Segretario ducale Bartolomeo Calco. BRANDA ed ALFONSO con decreto 4 agosto 1770 del Tribunale Araldico ottennero la conferma de’ loro titoli e la delineazione dell’arma nel Codice. Questo ramo dei Castiglioni fu confermato nell’antica nobiltà per sovr. risoluz. 19 nov. 1816 e con altra del 17 settembre 1826 nel titolo comitale per maschi. Sono attualmente iscritti nell’Elenco ufficiale col titolo di conte di Venegono Superiore, per m.; trattamento di Don e Donna, in persona di:

FRANCESCO, di Lodovico, di Francesco.

Figli: LODOVICO †, Elisa, Maria, Anna, BRANDA, ALBERTO.

Fratelli: Antonietta, CORRADO, Sofia.

GIOVANNI BATTISTA, di Francesco, di Branda.

Fratello: BRANDA.

Cfr. ASM., Arald.; LITTA, Fam. cel. mil.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo di Varese

Ramo dei Castiglioni, che venne riconosciuto nella nobiltà con D. M. del 1903. È iscritto nell’Elenco ufficiale col titolo di nobile, mf. in persona di: MARIO, di Giuseppe, di Pietro. Fratello: CARLO. Cfr. ACA.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo dei signori di Lozza

Ramo dei Castiglioni che con istr. 4 aprile 1648 rog. Mercantolo, fu investito del feudo di Lozza per mpr. in persona di FABRIZIO. Con decreto 11 febbraio 1772 dell’Imperiale Regio Tribunale Araldico ebbe il riconoscimento della nobiltà e la delineazione dell’arma nel Codice. È attualmente iscritto nell’Elenco ufficiale col titolo di «dei signori di Lozza», per mf.; trattamento di Don e Donna, in persona di:

GAETANO, di Giuseppe, di Gaetano.

Fratelli: Amalia, FRANCESCO.

Cfr. ASM., Arald.; Feudi camer.

a. g. [Alessandro Giulini]


CASTIGLIONI STAMPA.

Famiglia delle più antiche e cospicue di Milano, iscritta nella matricola di Ottone Visconti, che ha per capostipite certo CORRADO († 1280), podestà di Tortona, già partigiano de’ Torriani, nella cui famiglia aveva collocato una figlia sua, Giulia, andata sposa a Francesco della Torre ucciso nel 1277 nella battaglia di Desio: passò poi alla parte viscontea per riaccostarsi poi ai Torriani. Da ALBERTONE, figlio di lui, trassero origine i conti di Binago, ai quali appartenne GIANNOTTO († 1571) eletto nel 1565 da Pio IV gran maestro dell’Ordine di S. Lazzaro, estinti nel sec. XVII ed i marchesi di Castiglione e signori di Pessano.

Di questo ramo è BRANDA († 1499) che nel 1489 fu ambasciatore ducale ai fiorentini e che nel 1496 ebbe da Lodovico il Moro il feudo di Pessano: fu padre di GEROLAMO († 1528), presidente del Senato ed avo di FRANCESCO ABBONDIO, vescovo di Bobbio e nel 1565 cardinale. Da FILIPPO, altro figlio di Branda, discende per varie generazioni CARLO, che nel 1648 ebbe in feudo Castiglione, sul quale appoggiò il titolo marchionale nel 1656 per diploma 12 aprile, interinato il 27 aprile dell’anno susseguente, di re Filippo IV. Fu bisavo di GEROLAMO († 1771), questore del Magistrato camerale, marito di Isabella dei conti Stampa, che portò in famiglia questo cognome e padre di GIUSEPPE († 1805), dei LX decurioni, i. r. ciambellano, che nel 1769 prese in moglie Paola dei marchesi Litta, la nota dama cantata dal Parini. Il figlio loro CARLO († 1843) fu confermato nell’antica nobiltà e nel titolo marchionale per sovr. risoluz. 10 aprile e 3 settembre 1816. Sono attualmente iscritti nell’Elenco ufficiale coi titoli di marchese di Castiglione, per m.; signore di Pessano, per mpr.; patrizio milanese, per m.; trattamento di Don e Donna, in persona di: † GIUSEPPE, di Carlo, di Giuseppe.

Cfr. ASM., Arald.; LITTA, Fam. cel. ital.

a. g. [Alessandro Giulini]


* CASTIGLIONE.

Ramo della casata Castiglioni, che fu riconosciuta con decreto del 1894. È iscritto nell’Elenco ufficiale col titolo di nobile, per mf. in persona di:

ANTONIO †, di Paolo Emilio, di Costantino. Fratelli: Elvira, GUIDO †. Cfr. ACA.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ivi, Appendice, parte I, pp. 550-554:

Ramo di Osimo

È un ramo dell’omonima famiglia milanese, trapiantato in Cingoli nel 1600 da un BRANDA BERNARDO e ascritto a quel patriziato. (Vedi ramo di Cingoli).

La famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1933, col titolo di Nobile di Cingoli (mf.), in persona di:

GIOVANNI, di Antonio, di Giovanni, di Antonio.

v. s. [Vittorio Spreti]


Ramo di Mantova

Sono iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933, coi titoli di Marchese (mpr.), Conte (m.):

BALDASSARRE, di Carlo, di Baldassarre, di Onorato, Avvocato, Senatore del Regno.

Fratelli: GIORGIO; GUIDO, Primo Presidente di Corte d’Appello, sposato con la Nobile Caterina dei Conti Calini di Brescia.

Figli di Giorgio: BALDASSARRE e Adele

Figli di Guido: CARLO, n. 7 giugno 1888 spos. con Paolina Chiarion Casoni; PIETRO, n. 27 agosto 1889, Avvocato, spos. 26 ottobre 1919 con Piera Sbardolini; Carolina; Rosa; Beatrice.

Figlio di Carlo (non iscritto nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933): CAMILLO, n. 16 settembre 1925.

Figli di Pietro: GUIDO, n. 24 settembre 1920; CASSANDRO, n. 27 gennaio 1922; Laura, n. 4 maggio 1923; (altri figli non iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933): LUDOVICO, n 26 novembre 1924; BALDASSARRE, n. 29 giugno 1927; Celestina, n. 6 luglio 1929; Catterina, n. 4 giugno 1931.

v. s. [Vittorio Spreti]


Ramo dei signori di Garlasco

Questa famiglia ha per capostipite GUIDO, padre di GUARNERIO († 1460), conte palatino, giureconsulto collegiato, lettore primario dell’Università di Pavia, ambasciatore ducale, feudatario di Garlasco in Lomellina, altro dei capitani della Repubblica Ambrosiana, creato cavaliere aurato e consigliere ducale da Francesco I Sforza, duca di Milano. Da Antonia, figlia del celebre condottiero conte di Carmagnola, ebbe GIANFRANCESCO, feudatario di Marano nel 1466, marito di Rosanna del Majno, cugina della duchessa Bianca Maria, e padre di GIOVANNI († 1527), senatore, e GIOVANNI ANTONIO († 1497), che da Elisabetta Arconati ebbe POMPEO, generale di cavalleria per la Serenissima, il cui figlio ALESSANDRO († 1574) ebbe due mogli, Paola Castiglioni e Antonia d’Adda.

Da Alessandro ebbe i natali OTTAVIO († 1620), capitano di cavalleria in Fiandra, bisavo di altro ALESSANDRO († 1771), giureconsulto collegiato, vicario di Provvisione nel 1720 e senatore, padre di OTTAVIO († 1760), dei XII di Provvisione, che impalmò Teresa Verri, figlia del conte don Gabriele, senatore reggente. Da tale connubio ebbero origine ALFONSO e LUIGI (1757-1832).

Quest’ultimo fu cavaliere degli Ordini di Santo Stefano di Toscana e della Corona di Ferro, Senatore die Regno d’Italia, creato conte da Napoleone I nel 1810, Imp. Regio Ciambellano e confermato nell’antica nobiltà per S. R. 31 novembre 1816. Dalla consorte Teresa Castiglioni, figlia di don Fabio e vedova del conte don Giovanni Battista Annoni, generò ALESSANDRO († 1806) e Beatrice (1802-1850) andata sposa al conte don Carlo Luigi dei principi Rasini. Il predetto ALFONSO (1756-1834), I. R. Ciambellano, creato conte con trasmissione primogeniale mascolina per diploma 13 settembre 1775, decurione, dei XII di Provvisione, consigliere dell’Aulica Giunta eretta in Vienna per gli affari d’Italia, confermato nell’antica nobiltà e nel titolo comitale con S. R. 10 aprile e 3 settembre 1816, prese in moglie Eleonora Crivelli del conte don Giuseppe.

Da questo matrimonio nacquero Maria (n. 1782), consorte del marchese Bonaventura Guerrieri, Francesca (n. 1786) spos. col marchese Bonifacio di Canossa, Teresa (n. 1795) spos. col conte Federico Coccastelli di Montiglio, Giovanna (n. 1793) spos. col marchese don Giovanni Bellini, Barbara (n. 1796) spos. col marchese Domenico Del Carretto di Balestrino, ANTONIO TEODORO (n. 1790) e CARLO OTTAVIO (1785-1849) celebre orientalista e numismatico insigne. Questi nel 1815impalmò Carolina Borromeo, figlia del conte don Gilberto, con la quale procreò tre figlie; con esse si estinse questo ramo illustre dei Castiglioni: Elisabetta (n. 1820), moglie di don Gerolamo dei marchesi Litta Modignani, Luigia (n. 1823), andata sposa a don Giovanni dei marchesi Cornaggia Medici e Maria († 1878) consorte di don Gian Giuseppe Carena, patrizio pavese.

La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922, coi titoli di Patrizio Milanese (m.) Conte (mpr.) Signore di Garlasco con Reale (mpr.) Signore di Marano con Zendone (mpr.), Trattamento di Don e Donna in persona dell’ultimo riconosciuto ALFONSO, di Ottavio, di Alessandro (1816).

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo di Giorgio

Questo ramo dei Castiglioni ha per capostipite GIORGIO, compatrono dell’arcipretura di Castiglione, avo di CARLO, compatrono pure delle cappellanie corali della chiesa arcipretale suddetta nel 1478. Per diverse generazioni discendono da questi GIOVANNI GIACOMO, canonico ordinario della Metropolitana e MODESTO, padre di CARLO POMPEO, pure canonico ordinario come sopra, e di GIUSEPPE, compatrono nel 1680 dei benefici ecclesiastici surricordati, che procreò CARLO FRANCESCO, marito di donna Margherita Pusterla e genitore di altro GIUSEPPE, che da donna Teresa Pusterla generò FILIPPO, il quale ebbe in moglie Cristina Porcari di don Antonio e FRANCESCO († 1837) confermato nell’antica nobiltà con S. R. 21 aprile 1820. Contrasse quest’ultimo matrimonio con Marianna Croce di don Giovanni e quindi con Antonia Silva del marchese don Pietro. Furono suoi figli: CESARE (n. 1841), che da Catterina Scalini ebbe UBERTO (n. 1879) e CARLO (n. 1832), marito di Carolina Castiglioni, che lo fece padre di Emilia (n. 1870), Maria (n. 1872) ed Olga (n. 1877).

Sono iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933 col titolo di Nobile (mf.), Trattamento di Don e Donna:

CESARE, di Luca, di Francesco. Figlio: UBERTO. Fratelli: Ernesta, CARLO †. Figlie di Carlo: Emilia, Maria, Olga.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo di Fabio

FABIO Castiglioni († 1755), giureconsulto collegiato, con decreto 11 febbraio 1772 ottenne la delineazione dello stemma nel Codice Araldico. Il figlio suo GIACOMO († 1843) col fratello LUIGI (n. 1772) e coi nipoti, figli dell’altro fratello FEDERICO, fu confermato nell’antica nobiltà per S. R. 21 novembre 1816. Da Federico nacquero Ippolita, moglie del nobile Gaetano Borgazzi, FABIO (n. 1803), guardia nobile lombarda e GIACOMO (n. 1809), padre di Lodovica (n. 1839, spos. al Nob. Francesco Borgazzi e Teresa (n. 1853), spos. all’ing. Roberto Ponzoni.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Uff, Nob. Ital. del 1933, col titolo di Nobile (pers.). Trattamento di Donna, in persona di: Lodovica, di Giacomo, di Federico, in Borgazzi. Sorella: Teresa in Ponzoni.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo di Guido

Capostipite di questo ramo dei Castiglioni è GUIDO, dal quale per varie generazioni discendono PIETRO, arciprete della Metropolitana, GIOVANNI, compatrono nel 1322 dei benefici ecclesiastici in Castiglione, avo di BARTOLOMEO, pretore di Mendrisio e compatrono dei benefici suddetti. Da quest’ultimo discende AURELIO (n. 1607), notaio collegiato, compatrono dell’arcipretura di Castiglione, bisavo di GIUSEPPE ANTONIO, compatrono coi fratelli dell’arcipretura medesima e dei canonicati maggiori di quella collegiata e di AGOSTINO, padre di CRISTOFORO (n. 1800), giureconsulto, confermato in via di grazia nell’antica nobiltà per S. R. 5 ottobre 1831 ed avo di altro CRISTOFORO (n. 1827), guardia nobile lombardo-veneta e di ENRICO (n. 1838), da cui CESARE AUGUSTO (n. 1853) e EDOARDO (n. 1856).

La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922, col titolo di Nobile (mf.) in persona dell’ultimo riconosciuto CRISTOFORO (1831).

a. g. [Alessandro Giulini]


Ramo di Ruggero

Capostipite di questo ramo dei Castiglioni è RUGGERO da Casciago, zio di Guarnerio, da cui i signori di Garlasco e Merano. Da esso per varie generazioni discende GEROLAMO, cavaliere aurato nel 1561, avo di CAMILLO, capitano della Milizia Forese nel 1620 e padre di GIOVANNI BATTISTA, giureconsulto, dei XII di Provvisione. Da questi ebbero origine GASPARE (n. 1722) e CAMILLO (n. 1715), che per decreto 25 aprile 1771 del Tribunale Araldico ottenne col fratello che la famiglia loro fosse descritta nel catalogo dei nobili e che il loro stemma venisse delineato nel Codice Araldico. Fu egli avo di GIUSEPPE (n. 1801), cancellista al Tribunale d’Appello, confermato nell’antica nobiltà per S. R. 26 agosto 1837, padre di TOMMASO (n. 1834).

La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922, col titolo di Nobile (mf.) in persona dell’ultimo riconosciuto GIUSEPPE (1837).

a. g. [Alessandro Giulini]


* CASTIGLIONE. Ramo di Penne (Abruzzi)

È ritenuta un ramo della celebre famiglia Castiglione di Milano; nobile di Civita di Penne (Abruzzo) e decorata, nel 1710 del titolo di marchese di Poggio Umbriccio.

Venne ricevuta nel S. M. Ordine di Malta nel 1644 col Cavaliere ALESSANDRO, nobile di Civita di Penne (Gr. Magistero Roma 112, Prior. di Napoli); e nel 1691, in persona di NICOLÒ, nipote del precedente, (Archivio Ord. di Malta 4223); e passata novellamente in Priorato in persona del Cav. MASSIMO, nel 1774, avendone fatta la Pruova da GIO. BATTISTA, barone di Poggio Umbriccio nel 1606 (Arch. Gr. Priorato di Napoli e Gr. Mag. Roma, Alberi gen. n. 484, Sterlich; e 125, priorato napoletano). Fu ascritta al registro delle famiglie feudatarie da oltre 200 anni.

Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob, Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933, coi titoli di Nobile dei Marchesi di Poggio Umbriccio (mf.), Nobile di Penne (mf.) in virtù del D. C. G. di Ricon. 20 marzo 1932: ARISTIDE, di Bernardo, di Tomaso.

Fratelli: ARTURO, PIERINO, ARMANDO.

BERNARDO, di Guido, di Bernardo.

Fratelli: CESARE, Adriana.

f. f. p. di s. [Ferdinando Ferrara Pignatelli di Strongoli]


CASTIGLIONE MORELLI.

Come la precedente famiglia è ritenuta diramazione della Castiglione, patrizia milanese, che dette alla chiesa Papa Celestino IV (1241). Venuta in Cosenza, verso il 1500 fu ascritta a quel patriziato dai primordi di esso.

È decorata del titolo di Marchese di Vallelonga dall’anno 1671. Fu ricevuta nel S. M. Ordine di Malta dal 1541 con GIOVANNI VITTORIO Murello o Castiglion Morello di Cosenza che si distinse nell’impresa delle Gerbe, comandando una compagnia di fanteria, che ascese al grado di capitano di galera, e che morì in servizio della sua Religione, in un viaggio che le galere dell’Ordine facevano da Marsiglia a Malta, (vedi «Bosio», vol. III, pag. 412 e 454, ed Amato «Pantapologia calabra» pag. 105 ed ancora Bonazzi vol. I «Elenco dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme», pag. 207, nota 2). Nel 1591 fu novellamente ricevuta nel Sovrano Ordine, nel Priorato di Capua, col cavaliere PIETRO PAOLO Castiglione Morelli di Cosenza; e nel 1719 come quarto della famiglia di Maio (R. Archivio di Napoli, vol 7°, Priorato di Capua) e come quarto materno del comm. Francesco Saverio Parisio di Cosenza nel 1716, (Archivio Ordine di Malta 4609). Nel 1801 fu ascritta al Registro dei Cavalieri di Malta, rappresentante Lelio marchese di Vallelonga. (v. Bonazzi «Elenchi delle famiglie ricevute nell’Ordine Gerosolimitano compilato nel 1801 per sovrana disposizione», Napoli 1879).

Appartenne a questa famiglia, FABRIZIO Castiglione Morelli, patrizio consentino, autore del libro «De Patricia cosentina nobilitate» Venezia 1713. La nobiltà generosa dei Castiglione Morelli fu riconosciuta nel 1834 ad occasione delle Pruove di ammissione nelle RR. Guardie del Corpo del nobile Giuseppe Contestabile Ciaccio di Cosenza, (Verbali della R. Commissione dei Titoli di Nobiltà, volume I, foglio 4 e nel 1838, vol. I, foglio 146, R. Archivio di Napoli).

La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922 coi titoli di Marchese di Vallelonga (mpr.), Patrizio di Cosenza (m.) in persona dei Discendenti da LELIO, ultimo intestatario nel Cedolario.

Un altro ramo è pure iscritto genericamente col titolo di Patrizio di Cosenza (m.) in persona dei Discendenti da GIUSEPPE, GIOVANNI, MICHELE e FILIPPO, viventi nel 1814.

La famiglia è attualmente rappresentata da:

Ramo di Vallelonga

Marchese di Vallelonga (mpr.), Patrizio di Cosenza (m.):

GIOVAN GIUSEPPE, di Vincenzo Maria (n. 19 marzo 1800 † 8 aprile 1860) e di Violante Gammella; n. a Napoli 29 settembre 1850, spos. ivi 28 ottobre 1871 con Anna Carmela Ruggiero.

Sorelle: Anna, n. a Napoli 11 giugno 1857; Luisa, n. ivi 22 agosto 1854.

Zii (figli di Lelio, (n. 1773 † 1842) e di Artemisia Tuttavilla dei Duchi di Calabritto († 11 novembre 1821): Maria Giacinta, n. a Napoli 15 ottobre 1805, spos. ivi 23 aprile 1846 con Raffaele Casella; Giovanna, n. ivi 9 maggio 1809; RAFFAELE, n. ivi 22 luglio 1811; NICOLA, n. a Napoli 11 settembre 1812.

Altro ramo

Patrizio di Cosenza (m.), riconosciuto ammissibile nelle RR. Guardie del Corpo:

FRANCESCO, di Ferdinando, e di Maria Isabella Sorgente, n. il 17 gennaio 1821, sposato il 7 dicembre 1842 con Virginia Forgiuele. Figli: FERDINANDO, n. 22 novembre 1843; EMILIO, n. 10 agosto 1847; EUGENIO, n. 29 maggio 1849, spos. con Caterina dei Marchesi Ferrari d’Epaminonda; Anna Maria, spos. 11 maggio 1872 con Pietro Duchen; Elvira; Clotilde.

Sorella: Elisabetta, spos. 15 luglio 1832 con Michele Ricciardi.

f. f. p. di s. [Ferdinando Ferrara Pignatelli di Strongoli]


Genealogia

Genealogia Castiglioni

Genealogia Castiglioni Stampa

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

Stemmi famiglia Castiglioni

Storia

Personaggi

Dimore

Cingoli

Mantova, Brescia e Reggio Emilia (Ramo di Mantova)

Milano

Varese

Osimo

Torino, Magadino (Svizzera)

Penne (Abruzzi) (Castiglione)

Cosenza e Chiaravalle (Castiglione Morelli)


Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=31203&RicPag=10&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1266-1265.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/achille-castiglioni_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/zanone-castiglioni_(Dizionario-Biografico)/

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