Curti

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, Appendice, parte I, p. 679

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Appendice, parte I (Milano, 1935), pp. 679-680:

Nobile famiglia di Gravedona. Con decreto 23 aprile 1787 dell’I. R. Consiglio di Governo fu riconosciuta la sua antica e generosa nobiltà e il suo stemma gentilizio fu delineato a colori nel Codice Araldico ufficiale della Lombardia Austriaca, in persona dei fratelli don GEROLAMO e capitano don LUIGI, di Nicolò, di Gerolamo. Più tardi, con Sovrana Risoluzione 2 settembre 1816, il predetto capitano don Luigi ottenne anche la conferma della nobiltà della sua famiglia.

Il capostipite di questa famiglia, secondo la genealogia provata nel 1787, fu GIO. ANDREA, di Gio. Alessandro Curti, di Gravedona, sindaco fiscale delle tre Pievi superiori del lago di Como, in nome di Pio IV (1564, 1574, 1575). Da Gio. Andrea e da sua moglie Maria Maddalena Stampa venne in luce ALFONSO (1586, 1602, 1613), che fu marito di Lucrezia Canova, e padre del dottore ALESSANDRO (1616, 1628). Questi sposò Caterina de’ Giorgi da Mandello e ne ebbe GIO. ANDREA, che fu marito di Bianca Curti e padre di GEROLAMO (1726, 1736, 1741). Da Gerolamo e da Rosa Schenardi nacque NICOLÒ (1773), che contrasse matrimonio con Anna Maria Stampa, dalla quale ebbe i figli GEROLAMO e LUIGI, in favore dei quali l’I. R. Consiglio di Governo emanò il decreto di riconoscimento 23 aprile 1787 suindicato. Gerolamo non ebbe discendenza; Luigi, invece, sposatosi con la nobile Giuseppina della Torre di Rezzonico Giovio, ebbe il figlio ALESSANDRO, nato a Milano (S. Babila), il 7 maggio 1799, che sposò nella medesima città (parrocchia di S. Francesco da Paola, 19 gennaio 1842) la nobile Caterina Melzi d’Eril, figlia del conte Carlo, e n’ebbe Carolina (nata a Milano 29 aprile 1843), ultima superstite di questa famiglia, tuttora iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1933, col titolo di Nobile (pers). e trattamento di Donna.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia Curti

Stemmi

ARMA: Partito: nel 1° d’argento al castello mattonato di rosso e merlato di due pezzi alla guelfa, sormontato da un’aquila di nero posata sui merli; nel 2° d’argento, al leone bicefalo al naturale; con la campagna d’azzurro a tre sbarre di rosso; col capo d’oro carico di un’aquila di nero, coronata del campo.

CIMIERO: L’aquila di nero nascente, coronata d’oro. (Archivio Stato Milano, Codice Araldico, pag. 184).

Stemmi famiglia Curti

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/lancino-curti_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note