Fè (e Fè Ostiani)

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Stemma Fè Ostiani (Spreti vol. III, p. 105)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 105-106:

* FÉ OSTIANI

Famiglia anticamente originaria del Cremonese. Nel sec. XIV un BETTONCELLO da Azzanello si stabilì nel Bresciano e precisamente nei paesi di Farfengo e Acqualunga dove aveva acquistato dei terreni.

Un suo nipote FEO DE BETTONCELLI, assieme al fratello VENTURINO, attorno alla metà del sec. XV trasportò la residenza della famiglia in Brescia ottenendovi con provvisione del 6 aprile 1442 la cittadinanza per sé e posteri con tutti i privilegi dei cittadini originari. Morto senza figli, quale capo della famiglia, Feo diede il proprio nome ai figli del fratello che da allora si chiamarono Bettoncelli del Feo; costoro, GABRIELE e ANDREA, assieme ai loro figli figurano in tutti gli estimi fatti in Brescia nel 1442, 1475, 1486, 1498 e sono riconosciuti, in una lettera Ducale, del 3 dicembre 1497, buoni, benemeriti e probi cittadini.

Nella prima metà del sec. XVI la famiglia, che aveva abbandonato il cognome primitivo, chiamandosi semplicemente Fé (nei documenti anche «a Fide») assunse in città una posizione elevata e MARCANTONIO, figlio di Andrea, che figura negli estimi del 1517, 1534, 1548, venne ammesso con la famiglia nel Consiglio. Generale del patriziato bresciano con provvisione del 10 settembre 1556. Però prima ancora di quell’anno la famiglia era stata ammessa tra le prime famiglie della città e infatti noi sappiamo che in un memorando torneo tenuto nel 1548 NICOLA di Marcantonio vi prese parte con onore, assieme ai gentiluomini del patriziato bresciano. NICOLA fu ammesso al Consiglio Generale nel 1571 e da allora, di padre in figlio, tutti i suoi discendenti, nel seguente ordine: M. ANTONIO (1595), GIULIO (1630), M. ANTONIO (1686), GIULIO (1720), Giov. BATTISTA (1760). Molti membri di questa famiglia nei secoli XVII e XVIII vestirono l’abito di Malta.

Da Gio. Battista, che sposò Lodovica Ostiani, insigne letterata e poetessa, ultima di una nobile e antica famiglia bresciana, nacquero MARCANTONIO e NICOLA i quali unirono al proprio il cognome materno.

MARCANTONIO (1762-1836) ammesso nel 1792 nell’Ordine di Malta, fece parte del Governo della Repubblica Bresciana nel 1797, fu membro della Consulta di Lione e prefetto dell’Alto Po. Nel 1805 fu della rappresentanza italiana all’incoronazione di Napoleone e negli anni seguenti ebbe molti incarichi nel Regno Italico sinché, con decreto del Vice Re in data 7 febbraio 1810 ebbe conferito il titolo di Conte (alla persona).

Suoi figli furono: ALESSANDRO (1796-1856) sacerdote e GIULIO (1794-1871) che fu uomo di alto valore e ricoprì molte cariche cittadine; questi, dalla moglie contessa Paola Fenaroli (1800-1867) ebbe molti figli dei quali parecchi si distinsero nelle lettere, nella politica e nelle armi: ALESSANDRO (1825-1905) diplomatico assai stimato, Ministro plenipotenziario, fu Senatore del Regno e sposò la nobile Maria Breves, dalla quale ebbe una figlia, Paolina (n. 1858), sposa al conte Tristano de Montholon Semonville ed ultima di questo ramo. Da S. M. il Re Vittorio Emanuele II Alessandro Fé ottenne la rinnovazione per sé e discendenti del titolo di Conte concesso dal Vice Re Eugenio all’avo Marcantonio; questo titolo poi, per successione anticipata ottenne che fosse trasferito ai cugini conte GIOVANNI BATTISTA e conte ALFREDO, del ramo oggi vìvente (v. avanti). GIROLAMO (1827-1893) valoroso ufficiale di cavalleria si distinse a San Martino e poi nelle lotte contro il brigantaggio. LUIGI (1829-1907) dott. in legge, sacerdote, Prevosto Mitrato dei SS. Nazzaro e Celso in Brescia, Prelato Domestico di S. S. Leone XIII, fu un appassionato ed erudito cultore di memorie cittadine lasciando studi storici di alta importanza. PAOLO (1835-1901) anch’egli fu ufficiale e raggiunse il grado di colonnello dei bersaglieri. L’altro figlio di Gio. Battista fu NICOLA (1765-1830) aggregato anch’egli all’Ordine di Malta, fece parte del Comitato militare nel Governo della Repubblica Bresciana nel 1797 ed ebbe poi vari incarichi dal Governo del Vice Re. Dalla moglie, Paola, della nobile famiglia bresciana Truzzi, ora estintasi ebbe il figlio ANDREA (1814-1866) che nel 1849 subì circa tre mesi di prigionia nel Castello di Brescia perché sospettato di cospirazione contro l’Austria; maritatosi con la contessa Paolina Bettoni (1834-1890) ne ebbe due figli:

1° Gio. BATTISTA (n. 1863, m. 1929) dott. in leggi, sposò Giuseppina Miotti.

2° ALFREDO n. 26 marzo 1866, Cav. di On. e Dev. del S. M. O. di Malta, Cav. Uff. dei SS. Maurizio e Lazzaro, Gr. Uff. della Corona d’Italia, decorato di croce di guerra, fu in guerra generale di cavalleria e compì in America un’importante missione militare tutelando con zelo gli interessi del Governo italiano. Nel maggio 1928 durante i festeggiamenti per il IV Centenario della nascita di Emanuele Filiberto in Torino organizzò e diresse un memorabile Carosello, sì da ottenere l’alto elogio di S. M. il Re e dei Principi Reali. In segno di benemerenza il titolo di Conte, che era riservato al primogenito, venne per grazia di S. M. esteso anche agli ultrogeniti suoi con diritto di trasmissione. Il 25 ottobre 1900 sposò la nobile Amalia dei Baroni Casana (n. 10 aprile 1878) dalla quale ebbe i seguenti figli:

a) Teresa, n. a Torino 21 agosto 1901, spos. col Nobile Luigi dei Marchesi Corsi, capitano di fregata; b) ANDREA, n. ivi 15 gennaio 1903, tenente di vascello, spos. il 18 ottobre 1929 con Maria Luisa Narducci; C) ARTURO, n. a Pinerolo 7 luglio 1908, spos. 7 luglio 1934 con Anna Bosio; D) ALESSANDRO, n. a Torino 11 aprile 1911.

Figli di Andrea, di Alfredo: ALFREDO, n. 25 luglio 1930; Giovanna, n. 2 luglio 1931; LAMBERTO, n. 2 aprile 1934.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Conte (m.) e Nobile (mf).

f. l. [Fausto Lechi]


Genealogia

Genealogia Fè

Stemmi

Fè Ostiani

ARMA: Inquartato: al 1° e al 4° contro inquartato: al 1° di rosso, al 2° d’argento, al 3° di nero, al 4° di verde; sul tutto due braccia vestite al naturale, poste in sbarra con le mani strette nel centro a darsi fede (Fé). Al 2° e 3° d’argento a una banda di rosso accostata da due porte, una sopra e l’altra sotto, d’oro chiuse da catenacci a serratura nera, con stipiti di marmo al naturale (Ostiani).

MOTTO: Pro Fide et Patria.


Stemmi famiglia Fè

Storia

Personaggi

Dimore

Brescia e Torino

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/f%C3%A8/Dizionario_Biografico/

Documenti

Collezioni

Note