Gambara

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti vol. III, p. 348

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 348-350:

La «corte» di Gambara, grossa borgata della pianura centrale bresciana, esisteva certamente nel 958 quando Berengario vi riconfermava nell’investitura l’Abate di Leno al quale era stata ceduta dal conte Suppone. A sua volta il potente Abate, grande vassallo, vi aveva infeudato un CORRADO di Ancilao che visse attorno al mille e che venne sempre ritenuto come il capostipite di tutta la prosapia dei Gambareschi. Da Corrado, che sembra combattesse con Ottone II contro i Saraceni in Calabria nel 980, sino al secolo scorso, per ben nove secoli, è tutto un susseguirsi di uomini illustri e valorosi: capitani potenti, grandi feudatari di vastissimo territorio tra l’Oglio e il Chiese, Podestà di grandi Comuni italiani, Consoli, Cardinali, Vescovi, Abati, uomini di scienza e di lettere, poeti (è celebre Veronica da Gambara), Ambasciatori, Ministri, uomini di Corte, ecc.

Figlio di Corrado fu MAFFEO ricordato in un contratto del 1088; questi fu padre di ALGHISIO, potentissimo capitano a fianco di Ardicio degli Aimoni nella Lega dei Valvassori sul principio del sec. XII contro il prepotere del Vescovo, grande feudatario. Suo figlio ALBERTO fu console di Brescia ripetute volte dal 1153 al 1198, vincitore dei bergamaschi nella storica battaglia di Palosco, combatté alla testa dei bresciani contro Federico Barbarossa nella Lega Lombarda, e nella tregua di Montebello e a Venezia nella pace tra quell’imperatore e il Papa Alessandro III «juravit de Brixia Albertus de Gambara». Anch’egli venne infeudato del castello di Gambara dall’abate Onesto di Leno in un processo del 1194. Suo figlio MAFFEO fu podestà di Brescia nel 1228 e il nipote ALBERTO fu consigliere nelle adunanze cittadine dal 1237 al 1258 e prigioniero per molti anni del partito ghibellino di Corrado di Svevia; inoltre assieme al figlio FEDERICO, egli appare nel 1268 nella istanza al Comune di Brescia per ottenere l’annullamento dei contratti di compravendita stipulati durante la tirannia di Ezzelino da Romano. Figlio di Federico fu il celebre podestà di Firenze, GHERARDO, che combatté nel regno di Napoli agli ordini di Carlo d’Angiò, dal quale venne creato conte. Grande ghibellino, alleato del vescovo Berardo Maggi, fu tra i firmatari della pace del 1312 col partito guelfo. MAFFEO di Gherardo il 5 gennaio 1354 venne infeudato da Carlo IV delle terre di Gambara, Remedello, Pralboino, Pavone, Leno, Ostiano, Volongo, Torricella, Verola Alghisia con mero e misto imperio e potestà della spada. Sposò Maddalena di Manfredo signore di Correggio.

Figli di Maffeo, che nel 1371 si dividono i beni paterni, appaiono BRUNORO, morto senza discendenti, GHERARDO, PIETRO e FEDERICO. Il ramo principale si divise nel sec. XV nei discendenti dei tre pronipoti di Federico figli di altro BRUNORO: GIOV. FRANCESCO, MAFFEO e NICOLÒ. Il ramo del primogenito G. Francesco, detto dei Gambara Cardinali, si estinse con BRUNORO morto giovinetto tragicamente nel 1588; il ramo di Maffeo si suddivise a sua volta in due branchie delle quali la prima si spense con GIO. BATTISTA (m. 1805) la di cui figlia sposò il conte Antonio Calini, e la seconda con FRANCESCO morto nel 1848 senza discendenti; il terzo ramo, nobile Veneto, si estinse con VINCENZO, anch’esso nel secolo scorso, le di cui figlie Maria ed Elena sposarono rispettivamente il conte Nicolo Pancera di Zoppola di Udine e il nob. Achille Perusini di Venezia. Anteriormente però alla triplice divisione della famiglia ora descritta e precisamente sulla fine del sec. XIV un altro ramo collaterale si distaccava dal ceppo principale e formava la linea dei Gambara, nobili di Brescia, oggi ancora vivente. Dal citato MAFFEO, il feudatario di Carlo IV, oltre Brunoro, che doveva continuare la discendenza primogenita, nacque anche GHERARDO del quale è fatto cenno non solo nell’atto di divisione dei beni paterni del 1371 ma anche in altri documenti del 1395 e del 1407 nei quali esso è chiamato sempre « nobilis et egr. vir» e anche «nob. brix.». Il Litta non dà discendenti a questo Gerardo mentre invece ora si conoscono documenti che danno per certa la discendenza da esso del ramo oggi in vita. Infatti dopo un contratto di compravendita del 21 agosto 1407 Gherardo più non appare ma in vece sua figura il figlio LODOVICO «egr. vir, L. de Gambara civ. brix. qd. Gerardi», il quale ritorna in parecchi altri contratti dal 1414 al 1443. E così via, via dal sec. XV in poi vi è tutta una documentazione, confermata dalle polizze d’estimo, della discendenza di GHERARDO: il predetto Lodovico, morto attorno al 1450 che ebbe tre figli fra i quali solo GERARDO, già morto nel 1499, continuò la famiglia con ANGELO, già morto nel 1516, padre di GIOV. FRANCESCO, morto attorno al 1560, padre a sua volta di LEANDRO. Da questi, che nel 1599 venne ammesso nel Consiglio Generale della Nobiltà di Brescia, nacquero ANTONIO, bandito nel 1618 dal territorio della Repubblica Veneta, e VINCENZO. Di padre in figlio si conoscono poi le seguenti ammissioni nel Consiglio Generale: LEANDRO (1664), PIER ANTONIO e LEANDRO (1722), CAMILLO (1776). Da questi, marito di Giulia Grossi, nacque PIETRO nel 1778 il quale dalla moglie Maria Tedeschi ebbe cinque figli, tra i quali VINCENZO soltanto ebbe discendenti: Maria in Sorelli e PIETRO.

Pietro (n. 17 febb. 1870, m. 21 apr. 1911) dalla moglie Virginia Arcioni ebbe i seguenti figli, oggi viventi in Brescia:

1) Silvia (n. 1890) in ing. Enrico Sorelli.

2) VINCENZO (n. 28 agosto 1894) ingegnere, Tenente d’Artiglieria in guerra che sposa Luigia Piovani, da cui PIER ALGHISIO (n. 20 novembre 1926).

3) Elena (n. 26 dic. 1898).

4) ERMANNO (n. 12 gennaio 1900) volontario di guerra.

5) Luigina (n. 3 marzo 1903).

6) Giulia (21 luglio 1905).

7) ANTONIO (n. 23 agosto 1908).

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ita! e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di Nobile in persona di fu PIETRO fu Vincenzo.

f. l. [Fausto Lechi]


Genealogia

Genealogia Gambara

Stemmi

ARMA: D’oro al gambero di rosso posto in palo.

Stemmi famiglia Gambara

Storia

Personaggi

Dimore

Brescia

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1243-1341.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/gambara/Dizionario_Biografico/1/

http://www.treccani.it/enciclopedia/lorenzo-gambara_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/gianfrancesco-gambara_res-314de86d-dfa2-11e0-8aa7-d5ce3506d72e_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/alberto-gambara_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/oberto-gambara_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/cesare-gambara_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/gianfrancesco-gambara_res-328b2365-dfa2-11e0-8aa7-d5ce3506d72e_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/gian-galeazzo-gambara_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note