Giupponi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

La presenza della famiglia Giupponi in terra bergamasca, in particolare in valle Brembana, è attestata sin dall’inizio del XV secolo. Un documento del 1401 ricorda per esempio tale Vistallus q. Detesalvi de Zutponibus de la Porchera, quest’ultima frazione un tempo del comune di San Pietro d’Orzio a San Giovanni Bianco. Nel Cinquecento la loro presenza si moltiplica mentre alcuni componenti di casa Giupponi emigrano a Venezia. Qui, grazie alle ricchezze accumulate, la famiglia viene aggregata alla nobiltà veneta nel 1660, anno in cui la Serenissima concedeva titoli in cambio di denaro, per far fronte alle necessità delle guerre di Candia e Morea. Nel 1561 certo Zambono Giupponi faceva parte della Compagnia dei Corrieri bergamaschi residenti a Venezia, che gestiva dal Quattrocento il servizio di corrispondenza sulla linea Venezia-Milano. Il ramo dei Giupponi che ebbe maggiore fortuna in questo tipo di attività fu quello originario della frazione Costa di Camerata Cornello. A partire dal Cinquecento diversi furono i componenti di questa linea che divennero corrieri veneti. Il primo fu Pietro, quindi il figlio Antonio; da questi nacque Giovanni, notaio a San Giovanni Bianco, mentre il fratello Pietro continuò l’attività paterna, e Vincenzo divenne parroco di Fossano (Cuneo), dove morì nel 1647.

Alla base del cognome c’è il sostantivo “giubba”, probabilmente legato alla corporazione d’epoca comunale (fabbricatori di giubbe e venditori).

Nel Bergamasco si contano 338 famiglie Giupponi, soprattutto a San Pellegrino Terme, San Giovanni Bianco, Zogno e Camerata Corello; in Italia 668.


Genealogia

Genealogia Giupponi

Stemmi

Stemmi famiglia Giupponi

Storia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 96:

Posta celere a cavallo - Serietà e riservatezza ma anche forza e resistenza fisica: l’ingresso nella Compagnia dei corrieri bergamaschi residenti a Venezia passava da qui. Obblighi e fatiche - in primis la concorrenza con i corrieri locali - che in breve tempo furono coronati dal successo. Tanto che già all’inizio del Cinquecento i “Corrieri Veneti” riuscirono ad ottenere dalla Repubblica la privativa del servizio tra Venezia e Roma oltre che la gestione in esclusiva della corrispondenza tra la corte papale e il governo della Serenissima. Per la verità diventare “cursor” non era impresa facile, visto che la compagnia si componeva di soli 32 membri e per ottenere un posto occorreva sospirare un’eredità, sperare in una assegnazione temporanea oppure rassegnarsi a sborsare cifre astronomiche per conquistare il privilegio. Che i guadagni fossero alquanto interessanti è del resto dimostrato dai diversi notai che non esitarono ad abbandonare la loro professione per dedicarsi al trasporto di lettere, bagagli e corrispondenze. E mentre diminuivano i tempi di percorrenza - siamo nel Settecento - l’esclusiva andava allargandosi ad altri servizi in tutta Italia e a missioni oltralpe, fino in Inghilterra, Olanda e Spagna. Gli elenchi dei “cursores” comprendono famiglie provenienti da tutta la valle Brembana: i più numerosi furono i Tasso, cui si deve il copyright del servizio, ma non mancavano nelle file dei corrieri postali i Giupponi, che provenivano anche loro dalle stesse borgate attorno a Cornello. Buon sangue non mente.

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 95-96:

Documenti

Collezioni