Guidobono Cavalchini

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Guidobono Cavalchini (Spreti, vol. III, p. 642)
Guidobono Cavalchini Garofoli e Guidobono Cavalchini Roero di San Severino (Spreti, vol. III, pp. 642 e 644)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 642-645:

* GUIDOBONO CAVALCHINI

Trae probabilmente questa linea la sua origine da GUGLIELMO, sposo di Laura Bussetti. Da lui sarebbe disceso FRANCESCO, che fu padre di GIOVANNI ANTONIO (n. Torre Garofoli, 1° aprile 1665, † Tortona, 20 nov. 1744), che ottenne l’aggregazione alle famiglie decurionali di Tortona. Da lui, attraverso a due gradi di generazione, discese GIOVANNI, di Luigi (n. Tortona, 29 genn. 1821, † 1904), il quale fu riconosciuto nobile con D. M. del 22 genn. 1902. Da lui nacquero GIUSEPPE LUIGI (n. Tortona, 3 aprile 1861) e ANNIBALE (n. Tortona, 18 agosto 1863).

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di Nobile (mf.) in persona di GIUSEPPE LUIGI, di Giovanni, di Luigi.

Figli: ANNIBALE, Anna, GIAN PAOLO.


* GUIDOBONO CAVALCHINI GAROFOLI

Famiglia assai antica. Cominciarono a denominarsi Guidobono, e poi, per il nome di taluno di essi, si dissero Cavalchini. Per l’eredità e successione Garofoli (diploma 20 marzo 1623) i primogeniti della casa ne assunsero il casato e l’arma. Fecero prova per Malta, come quarto Cavalchini (1623) e Bussetti (1609), ed ebbero un cavaliere professo.

A prescindere dalle origini favolose che recenti studi dimostrarono infondate, della origine cioè Manfredinga di questa famiglia, le prime memorie risalgono a un GIULIANO (viv. 1354) castellano del Castello di Porta Giovia a Milano, padre di CAVALCHINO, castellano pure per i Visconti di S. Angelo in Lombardia (1414), di Lumello (1415), morto a Lodi il 2 nov. 1426 essendo castellano di quella città, il cui figlio ANTONIO (nato nel 1393 e morto a Savona) tenuto a battesimo da Filippo Maria Visconti, fu Segretario Ducale, Governatore di Pavia, Ambasciatore a Venezia e Mantova, Capitano e Governatore di Savona e della Riviera di Ponente, ecc. Ebbe egli per sé e sua discendenza la cittadinanza di Pavia (1453), Cremona e di Milano (1456) e fu investito di Carbonara, Sarezzano, Volpeglino, Castellaro Guidobono, S. Giorgio, S. Vittore, Selva di Brignano e Giavella (1457 e 1466). Da lui nacquero: a) CAVALCHINO II, da cui vennero i marchesi di Brignano e Frascata, linea estìnta con il marchese Fabrizio († 1680) figlio di Giov. Simone, senatore di Milano; b) GIOV. LUIGI da cui i Conti Guidobono Cavalchini signori di Viale e Momperrone, linea estinta nei Roero di Settime e Mombarone; c) GIOV. FRANCESCO I da cui la linea tuttora esistente. Già prima del 1400 un ramo si era distaccato dando poi origine ai Guidobono-Visconti Conti del Castellaro Guidobono e Monleale, estinti verso la fine del XIX secolo. I discendenti di Cavalchino I si chiamarono Guidobono Cavalchini per distinguersi da altri rami della famiglia in allora esistenti.

Da Giov. Francesco I di Antonio nacque GEROLAMO (n. 1479), Governatore di Novara, di cui ebbe la cittadinanza (1508) in infinito per sé e suoi discendenti, Castellano e Governatore di Tortona (1529). Egli fu padre di NICOLÒ (n. 1512) referendario di Tortona per Cristierna Duchessa di Lorena, Regina di Danimarca e Signora di Tortona, e di Monsignor GIOV. BATTISTA, Auditore della Sacra Rota; onorato della cittadinanza Romana per diploma 14 marzo 1545. Da Nicolò venne GIOV. FRANCESCO II, cavaliere milite di giustizia di S. Stefano di Toscana, che sulle galere di detta religione si trovò al soccorso di Malta (1564), e fu poi Capitano della Guardia di Cristierna di Danimarca signora di Tortona, gentiluomo di Bocca, Governatore della contea di Blaumont, ecc., e di GIOVAN BATTISTA (morto in Baviera 1603), Gran Maresciallo, Ciambellano, Consigliere di Stato alla Corte di Baviera, Cavaliere di giustizia di S. Giacomo di Spagna, Governatore di Teltz, ecc. Ebbe egli per diploma di Rodolfo II Imperatore (13 genn. 1579) il titolo di Barone del Sacro Romano Impero e nel 1578 per diploma di Alberto e Guglielmo Duchi di Baviera e Conti Palatini del Reno la concessione feudale del castello e borgo di Liectenberg. Non lasciò discendenza. GIOVANNI FRANCESCO II fu padre di GUGLIELMO (n. 1588, † 1640) che per testamento (12 sett. 1603) di Donna Giustina Garofola ved. di Don Prospero Visconti signore di Breme e Gropello e figlia di Boniforte Garofoli, fu suo erede, assunse il nome Boniforte ed il casato Garofoli, cognome solo spettante al primogenito della famiglia, e sposò la nobile Laura Bussetti di Bartolomeo, fratello uterino di Giustina Garofola Visconti. GUGLIELMO Boniforte fu Cavaliere di giustizia di S. Giacomo di Spagna, Mastro di Campo, Governatore di Tortona, ecc. e nel 1623 con diploma del 20 marzo ottenne da Ferdinando II Imperatore, unitamente a suo fratello ALBERTO NICOLÒ, Dapifero dell’Elettore di Baviera, Ambasciatore, Governatore di Riectenburg, ecc. per i Duchi di Baviera, il titolo di Barone del Sacro Romano Impero per loro ed i loro discendenti in infinito maschi e femmine.

Da Guglielmo Boniforte nacque ANTONIO (1612-1675) Governatore di Tortona, da cui PIER ANTONIO (1647-1708), capitano, Priore di Tortona, Sovrintendente della Milizia Forense del Contado, che fu padre di BONIFORTE, di S. Em. il Cardinale CARLO ALBERTO (1683-1774) decano del S. Collegio, Prodatario di S.S. e Vescovo di Ostia e Velletri, il quale nel Conclave del 1758 era stato eletto Papa, ma per il veto della Francia non venne proclamato, e di ALESSANDRO FELICE (1689-1765) feld-maresciallo in Baviera e primo Ciambellano e che ebbe (1765) per sé, fratelli e loro discendenza in infinito il patriziato di Velletri. Da BONIFORTE (1676-1743) nacque PIER ALBERTO (1712-1768) decurione e Priore di Tortona, padre di S. Em. il Cardinale FRANCESCO (1755-1828) che nel 1808, essendo Governatore di Roma, fu, per la sua fedeltà al Sommo Pontefice Pio VII, imprigionato ed esiliato per ordine del generale francese Miollis, e di ANTONIO GASPARE (1743-1793) decurione di Tortona e padre di PIER ANTONIO (1778-1852) da cui VITTORIO EMANUELE, FRANCESCO (1819-1876) tenente generale decorato di due medaglie d’argento al valor militare; GREGORIO (1822-1891) da cui procede la linea dei Baroni Guidobono Cavalchini Roero San Severino; CARLO ALBERTO (1825-1876) ministro plenipotenziario. Dopo il passaggio del Tortonese sotto Casa Savoia la famiglia ebbe sempre la carica di Gentiluomini di bocca, di camera fino alla soppressione di esse cariche. Venne ricevuta per giustizia anche nel S. M. O. di Malta e nell’Ord. dei SS. Maurizio e Lazzaro e nel Collegio dei Giudici, Cavalieri e Conti dell’Inclita Città di Milano. Nel 1536 l’imperatore Carlo V concedeva la sua protezione autorizzando ad innalzare lo stemma imperiale sulle loro case, ecc.

Il barone VITTORIO EMANUELE (n. 8 ottobre 1816, † 11 agosto 1890) fu padre di ALESSANDRO (n. 21 maggio 1849), che ottenne per RR. LL. PP. (13 agosto 1897) il Regio assenso di assumere per successione alla estinta famiglia Roero San Severino, il titolo di Conte di Sciolze, Barone di S. Marzanotto, Signore di Balangero e Revigliasco e con decreto min. 4 marzo 1898 fu riconosciuto nel diritto di assumere lo stemma di detta famiglia.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Barone del S. R. I., Conte di Sciolze (mpr.) Barone di San Marzanotto (mpr.), Signore di Carbonara, Sarezzano, Selva di Brignano, Volpeglino, San Giorgio, San Vittore e Giavella (mpr.), Signore di Blangero (Balangero) (mpr.), Signore di Revigliasco (mpr.), Patrizio di Lodi (m.), Patrizio di Velletri (m.) in persona di ALESSANDRO, di Vittorio, di Pietro Antonio.

Figli: ANTONIO, ALBERTO, EMILIO, Anna Maria.

Figlio di Emilio: ALESSANDRO.

Sono inoltre iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933 coi titoli di Barone del S. R. I. (mf.), Nobile dei Conti di Sciolze (mf.), Patrizio di Lodi (m.), Patrizio di Velletri (m.), in virtù del D. M. di Ric. 4 marzo 1898:

Figli di Antonio, di Alessandro, di Vittorio: VITTORIO BONIFORTE, n. Torino 23 gennaio 1926; Teresa, n. a Torino 28 novembre 1927; GIUSEPPE, nato a Torino 27 settembre 1929.

Figlia di Emilio, di Alessandro, di Vittorio: Luisa, n. 11 novembre 1925.


* GUIDOBONO CAVALCHINI ROERO DI SAN SEVERINO

Questa linea trae origine da GREGORIO, di Pietro Antonio (n. Torino, 24 febb. 1822, † ivi, 6 maggio 1891), il quale era stato autorizzato di aggiungere al cognome quello di Roero San Severino per desiderio manifestato dal marchese Gregorio Roero San Severino con testamento del 1° luglio 1831.

La famiglia e iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Barone del S. R. I.; Nobile dei conti di Sciolze; Nobile dei baroni di San Marzanotto; Nobile dei Signori di Carbonara; Sarezzano, Selva di Brignano, Volpeglino, San Giorgio, San Vittore e Giavella; Nobile dei Signori di Balangero; Nobile dei Signori di Revigliasco; Patrizio di Lodi; Patrizio di Velletri in persona di VITTORIO, di Gregorio, di Pietro Antonio.

Figli: Maria Giuseppina Bona, Teresa Matilde, Adele Maria, GREGORIO GUIDO.

Sorelle: Luisa Alfonsina vedova Calvi, Paola Ottavia vedova Della Valle, Maria Adelaide in Averoldi.


GUIDOBONO CAVALCHINI

Questa linea proviene da GREGORIO (n. 10 sett. 1852, † Torino, 11 agosto 1930), figlio di Vittorio Emanuele, di Pietro Antonio. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. con titoli di Barone del S. R. I.; Nobile dei conti di Sciolze; Patrizio di Lodi; Patrizio di Velletri, in persona di GREGORIO, di Vittorio, di Pietro Antonio.

l. b. [Luigi Borello]


Genealogia

Genealogia Guidobono Cavalchini

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

* GUIDOBONO CAVALCHINI

ARMA: Fasciato di azzurro e d’oro, colla spezzatura di un palo di rosso; col capo d’oro carico di un’aquila di nero.


* GUIDOBONO CAVALCHINI GAROFOLI

ARMA: Inquartato: al 1° fasciato di azzurro e d’oro, col capo del secondo carico di un’aquila coronata, di nero, ed è per Guidobono Cavalchini; al 2° d’azzurro alla rotella d’oro, fiammeggiante, carica di un’aquila coronata, di nero, ed è per Garofoli; al 3° di rosso a tre ruote d’argento, ed è per Roero; al 4° d’argento alla fascia di rosso, colla bordatura d’azzurro, carica di otto stelle d’argento, ed è per San Severino. Lo scudo accollato all’aquila bicipite imperiale. Questo stemma è per il primogenito; agli ultrogeniti spetta il solo stemma Guidobono Cavalchini.

MOTTI: Soli Deo e Deo dante florebo.


* GUIDOBONO CAVALCHINI ROERO DI SAN SEVERINO.

ARMA: Partito: al 1° fasciato di azzurro e d’oro, col capo del secondo carico di un’aquila coronata di nero, ed è per Guidobono Cavalchini; al 2° troncato: nel 1° di rosso a tre ruote d’argento, ed è per Roero; nel 2° d’argento alla fascia di rosso, colla bordura d’azzurro, carica di otto stelle d’argento, ed è per San Severino. Lo scudo accollato all’aquila bicipite imperiale.

MOTTI: Soli Deo e Deo dante florebo.


Stemmi famiglia Guidobono Cavalchini

Storia

Personaggi

Dimore

Tortona

Torino

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=30108&action=G&tipo=2

Documenti

Collezioni

Note