Jacini

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. III, p. 700

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 699-700:

Famiglia oriunda d’Ungheria, propagatasi in Boemia (ove un ceppo fioriva ancora al principio del XVIII secolo) e in Italia, ove appare possedere terre ed occupare cariche pubbliche a Casalbuttano (Cremona) nel secolo XVII. Diede parecchi ecclesiastici d’ambo i sessi (fra gli altri, un FRANCESCO († 1716), arciprete di Cignone; un PAOLO ANTONIO (1745-1820), dottore in teologia, arciprete d’Annicco, ecc.). Intorno al 1750 un GIACINTO Jacini fondava la fiorente azienda serica, tuttora in possesso della famiglia. Da GIOVANNI BATTISTA Jacini (1791-1863), deputato politico di Casalbuttano e d’altri luoghi e membro dell’Accademia dell’industria agricola e manifatturiera di Parigi, e da Maria Grazia Romani († 1836), nascevano PIETRO (1820-1891), continuatore delle iniziative agricole ed industriali paterne; PAOLO (1823-1852), ingegnere, patriota, collaboratore del Politecnico, ufficiale d’artiglieria del corpo di volontari lombardi nelle campagne del 1848-49, e STEFANO (1826-1891); quest’ultimo, dopo aver compiuto gli studi in Isvizzera e in Italia, ed aver viaggiato lungamente in tutta Europa, nel ‘53 scriveva l’opera famosa: La proprietà fondiaria, e le popolazioni agricole in Lombardia che gli valeva appenna trentenne, l’onore di essere nominato membro effettivo dell’Istituto Lombardo e veniva prescelto da Cavour a reggere il dicastero dei lavori pubblici nel ministero del gennaio 1860; dimessosi nel 1861, ritornava nuovamente al potere con Lamarmora nel ‘64 e vi rimaneva nei successivi gabinetti Lamarmora e Ricasoli, sino al 1867; deputato dal ‘60 al ‘69, senatore dal 1870; dal ‘77 all’85 presidente e relatore della celebre inchiesta agraria; autore di opere notevolissime di politica e di economia; propugnatore strenuo del valico del Gottardo; per questa ultima benemerenza S. M. Umberto I con RR. LL. PP. 2 maggio 1880 gli conferiva il titolo di conte con trasmissione primogeniale mascolina. Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. col titolo di Conte (mpr.), nobile dei conti (mf.):

GIO. BATTISTA Jacini, di Stefano e nobile Teresa Prinetti, n. Milano 29 luglio 1859, cav. Mauriziano, già capitano di fanteria m. t., gr. uff. cor. Prussia, ecc.; seg. on. di Legazione; sp. in Milano 2 febb. 1886, a Carola Bussi.

Figli:

1) STEFANO, avvocato, già deputato al Parlamento, capitano di cavalleria in servizio di S. M., medaglia al val. mil., due croci di guerra, croce militare britannica, comm. Corona d’Italia, cav. Mauriziano, ecc., n. Milano 3 nov. 1886, spos. 7 genn. 1909 a Elisabetta Borromeo dei principi d’Angera; da cui: GIOVANNI, n. Milano 4 genn. 1910.

2) CESARE, architetto, capitano dei bersaglieri, 2 medaglie al valore militare, croce di guerra francese, ecc., n. Milano 15 maggio 1888.

3) Teresa, n. Milano 14 giugno 1890, Dama di Palazzo di S. M. la Regina; sp. Milano 30 giugno 1910 al conte Mario Cicogna Mozzoni.

4) PIETRO, capitano di cavalleria, croce di guerra, ecc., n. Milano 5 genn. 1894.

5) Antonietta, n. Milano 8 maggio 1896, spo. settembre 1900 al conte Mario Amman.

6) FILIPPO, avvocato, tenente di cavalleria, n. Milano 29 dic. 1904.

Sorelle:

1) Maria Graziella, n. Milano 24 giugno 1862, sp. S. Remo 11 genn. 1883 nob. Carlo Prinetti Castelletti.

2) Giulia Giuseppa, n. Firenze 15 dic. 1865, spos. Milano 1883, conte Lodovico Ceriana-Mayneri †.

3) Erminia n. Milano 5 giugno 1867, sp. 2 dic. 1890, dr. Giovanni Battista Vittadini †.

v. s. [Vittorio Spreti]


Ivi, Appendice, Parte II, pp. 209-210:

Sono iscritti bel Libro d’Oro della Nob. Italiana e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933, col titolo di Conte (mpr.), Nobile dei Conti (mf.), in virtù del R. D. di Concessione 14 marzo 1880 e RR. LL. PP. 2 maggio 1880:

GIOVANNI BATTISTA, di Stefano, di Giovanni Battista, n. a Milano 29 luglio 1859, [già capitano nella Milizia Territoriale nel R. Esercito, Segretario Onorario di Legazione, Cavaliere Mauriziano e della Corona d’Italia, Grande Ufficiale della Corona di Prussia, Comm. dell’Aquila Rossa, dell’Ord. di Francesco Giuseppe d’Austria, della Corona di Rumenia, del Dragone Doppio di Cina, dell’Ordine di S. Filippo di Assia, ecc., morto a Milano 7 marzo 1931, spos. ivi 2 febbraio 1886 con Carola Cavi.

Figli: STEFANO, n. a Milano 3 novembre 1886, Avvocato, Maggiore di Cavalleria in Servizio di Stato Maggiore, Comm. della Corona d’Italia, Cav. Mauriziano, della Corona di Prussia ecc., decorato di Medaglia al Valor Militare e di due Croci di Guerra (1915-1918) e della Croce Militare Britannica, ecc., ex Deputato al Parlamento Nazionale, spos. a Milano 7 gennaio 1909 con Donna Elisabetta dei Principi Borromeo di Angera; CESARE, n. a Milano 15 maggio 1888, Architetto, Capitano di Complemento dei Bersaglieri, Cav. della Corona d’Italia, decorato di due medaglie al Valor Militare e della Croce di Guerra Italiana e Francese (1915-1918); Teresa, n. a Milano 14 giugno 1890, Dama di Palazzo di S. M. la Regina Elena, spos. ivi 30 giugno 1910 col Gr. Uff. Conte Mario Cicogna Mozzoni; PIETRO, n. a Milano 5 gennaio 1894, Capitano di Cavalleria, Cav. della Corona d’Italia, decorato della Croce di Guerra (1915-1918); Antonietta, n. ivi 8 maggio 1896, spos. a Triuggio 7 settembre 1921 col Conte Dott. Comm. Mario Amman; FILIPPO, n. a Milano 29 dicembre 1904, Tenente di Complemento di Cavalleria, Dottore in Giurisprudenza.

Sorelle: Maria Graziella, n. a Milano 24 giugno 1862, spos. a S. Remo 11 gennaio 1883 col Conte Carlo Prinetti Castelletti: Giulia Giuseppa, n. a Firenze 15 dicembre 1865, spos. a Milano nel 1883 col fu Conte Lodovico Ceriana Mayneri, ex Deputato al Parlamento; Erminia, n. a Milano 5 giugno 1867, spos. il 2 dicembre 1890 col fu dott. Cav. Giov. Battista Vittadini.

Figlio di Stefano, di Giovanni Battista: GIOVANNI, nato a Milano 4 gennaio 1910, Dottore in Chimica Industriale, Sottotenente di Artiglieria.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Jacini

Stemmi

ARMA: D’azzurro al castello d’argento, aperto e finestrato del campo, torricellato a destra e a sinistra, merlato alla ghibellina, sormontato da un sole d’oro accostato da due stelle d’argento, e fondato sulla campagna sbarrata di rosso e d’oro.

CIMIERO: Sole d’oro in mezzo ad un volo, l’ala di destra troncata di oro e di rosso, la sinistra troncata d’azzurro e d’argento.

MOTTO: Quod me sustulit sustineat.

Stemmi famiglia Jacini

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Ville a Casalbuttano (Cremona), Zuccone Robbasacco (Triuggio, prov. di Milano) e Castelnuovo (Erba, prov. di Como).

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27114&RicPag=23&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/jacini/Dizionario_Biografico/

Documenti

Collezioni

Note