La famiglia Da Cenate

Da EFL - Società Storica Lombarda.

di Gabriele Medolago

[da Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 134 segg.]

Sin dall’Alto medioevo abbiamo notizia di abitatori di Cenate. Purtroppo, come sempre accade in quest’epoca, non è agevole capire quando l’indicazione relativa ad un paese, ad esempio “da Cenate”, indichi la provenienza dallo stesso e quando invece identifichi una famiglia, solitamente con prerogative signorili su quel paese.

I più antichi cenatesi di cui abbiamo notizia sono Gisemondo da Cenate nell’867, Gaideno e Vincolo fratelli germani fu Drogulfone di Cenate ed Anstriaco sculdascio di Cenate nel febbraio 886, Ansegano da Cenate nel marzo 898, verosimilmente da identificarsi con l’Ansegavio da Cenate, marito di Giselberga, citato anteriormente al 922-926, Teuderico da Cenate di Legge salica nel novembre 953, Noterio e Nazo fu Pietro del vico di Cenate nel maggio 959, il subdiacono Ardemanno fu Garibaldo da Cenate nell’aprile 971.

Di particolare interesse sono le citazioni di uno sculdascio, autorità locale dipendente dal Duca e dal gastaldo, di un subdiacono e di un personaggio di Legge salica, professata dai Franchi. In quei secoli le leggi avevano valore non riferite ad un ambito territoriale, ma alle persone. Vi erano così le leggi dei Longobardi, dei Romani, dei Salii, cioè dei Franchi, degli Alemanni. In Bergamasca nell’Alto medioevo un 86% era di Legge longobarda, un 6 scarso di romana, un 5 di salica ed un 3 di alamanna. Le professioni di Legge si trovano nei documenti sino al primo quarto del secolo XV.

Interessante è anche la dedicazione della parrocchiale a San Martino, santo molto caro ai Franchi. Nel gennaio 1088 troviamo Sciro di Cenate giudice del Sacro palazzo e nell’agosto 1092 Gualperto da cinate.

Nei secoli successivi, XIII e XIV troviamo molti da Cenate, e qui sembra meno insicuro poter affermare di trovarsi di fronte ad una famiglia.

Nel XIII secolo troviamo numerosi da Cenate abitanti a Bergamo.

Il 22 giugno 1241 Ymelda di ser Pietro da Cenate abitante nella città di Bergamo a nome di Gissina ed Agnesina sorelle e figlie di Pietro da Cenate compra due terre a Palosco. Il 9 novembre 1239 troviamo Bergamo da Cenate custode della chiesa di San Vincenzo, citato poi nell’aprile 1253 come maestro e crocifero della chiesa Bergamo e nel 1254 Zenatino da Cenate 1254 notaio e nel nel 1270 Fra Gualfredo da Cenate O.P..

Nel 1304 troviamo Uberto di ser Pietro di Isabella di Cenate, è interessante l’uso di un matronimico, solitamente utilizzato nelle classi nobiliari.

Troviamo un Abeatino da Cenate consigliere della città di Bergamo nel 1340 e nel 1370 Bertolino da Cenate prevosto della casa umiliata del Galgario.

Il 30 gennaio 1421, nei giorni di carnevale, ad Elisabetta Avogadri, moglie, o secondo un’altra versione, vedova di un nobile cittadino da Cenate, che aveva la propria abitazione presso la chiesa di Santa Maria di Rosate, mentre era intenta a liscij, & ornamenti, prendendo consiglio dallo specchio, apparvero in esso dietro la schiena quattro demoni d’orribile aspetto, uno dei quali sembrava tener lo specchio, un altro rabbuffava i crini e gli altri si posavano sulle sue spalle vomitando fiamme, & ardori. Ella, atterrita e semimorta di paura, lasciò cadere lo specchio per terra, implorò la pietà divina, rinunziò alle vanità mondane e si ritirò a vita eremitica, secondo alcuni con il marito, vicino alla chiesa di Rosate, dando così inizio alle eremite di Rosate, che dotò con i suoi beni e che poi ebbero la regola e l’istituto da San Bernardino, e qui chiuse i suoi giorni.

La famiglia aveva possessi a Bergamo: ad esempio l’11 aprile 1493 il Monastero di Santo Spirito in Bergamo acquistò da Comino Tentore da Spino e da mastro Zinino da Cenate un pezzetto di terreno ortivo con un pozzo dove fu poi costruita la cappella maggiore della chiesa. Nel 1515 Zinino era ancora vivo e troviamo citato suo figlio Andrea.