Lampugnani

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. IV, p. 31
Spreti, App., parte II, p. 216

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 31-32:

Antica famiglia del patriziato milanese, che trovasi compresa nella matricola di Ottone Visconti, che ha vestito l’abito di Malta, che con GIORGIO diede alla Repubblica Ambrosiana uno de’ Capitani e Difensori della libertà di Milano e che ha per capostipite un GUGLIELMO, vivente nel 1253, padre di ALDRICO, podestà di Novara ed avo di MAFFIOLO, arcivescovo di Messina e di UBERTO, senatore e pubblico lettore nell’Ateneo pavese. Da questi e da Giovanna Homodei vennero in luce, fra gli altri, OLDRADO, personaggio fra i principali della corte viscontea, segretario e generale di Filippo Maria Visconti, duca di Milano, avente il suo sepolcro gentilizio nella chiesa di S. Maria del Carmine in Milano ed altro MAFFIOLO, avo di altro OLDRADO, cavaliere aurato, senatore, governatore di Parma e di CRISTOFORO († 1513), dal quale discende per varie generazioni FERDINANDO, giureconsulto collegiato, ambasciatore nel 1583 a papa Gregorio XIV. Questa linea, ora estinta, ebbe il titolo comitale appoggiato al feudo di Trecate e concesso con trasmissione primogeniale mascolina il 9 marzo 1610, con diploma interinato dal Senato il 12 febbraio 1612, a PROSPERO. Il feudo di Trecate era stato conferito dai duchi di Milano nel 1437. Ferdinando fu pure capostipite della linea dei marchesi di Casalpusterlengo, estinta nel 1665 per la morte del marchese GIOVANNI GIORGIO e che discende da ALFONSO, giureconsulto collegiato, abiatico del surricordato Guglielmo vivente nel 1252. Il titolo marchionale, appoggiato al feudo di Casalpusterlengo, fu concesso da Filippo IV a GIO. GIORGIO Lampugnani con trasmissione primogeniale mascolina con diploma 6 ottobre 1637, interinato dal Senato il 18 gennaio dell’anno susseguente. Da PIETRO, giureconsulto collegiato ed avvocato fiscale, figlio del sopranominato Uberto, deriva la linea tuttora esistente, ascritta al patriziato milanese. Da Pietro nacque PRINCIVALLE († 1487), cameriere ducale, governatore di Piacenza nel 1466, personaggio assai noto nella storia sforzesca. Nel 1454 era custode della zecca di Milano; fu fratello di GIOVANNI ANDREA, altro degli uccisori di Galeazzo Maria Sforza nel 1476. Dopo tale fatto vennero banditi dal Milanese i figli di Princivalle. Da quest’ultimo, per mezzo di parecchie generazioni, discendono PIETRO GIORGIO, residente del duca di Parma in Milano ed altro PRINCIVALLE, da cui traggono origine gli attuali rappresentanti di questo ramo dei Lampugnani, che è ascritto al patriziato milanese.

I fratelli GIOVANNI-FRANCESCO (n. 1701) e CARLO, canonico, figli di CESARE ALESSANDRO, ottennero dal Tribunale Araldico il riconoscimento dell’antica nobiltà e la delineazione dello stemma nel Codice Araldico con decreto 19 agosto 1771. Essi nel 1776 possedevano ancora il diritto del dazio della stadera concesso a Princivalle Lampugnani e confermato nel 1495 ai figli suoi, diritto che fu poi redento nel 1797. ANTONIO († 1825), figlio del predetto Giovanni-Francesco, ebbe la conferma della nobiltà antica mediante sovrana risoluzione 10 aprile 1816.

Cfr. ASM., Araldica. - RAFFAELLI, Famiglia Lampugnani di Milano in Giornale Araldico di Pisa (1873-74), I, 229 sg. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di patrizio milanese (m.) e trattamento di Don e Donna ed è rappresentata da:

CESARE, di Princivalle, di Luigi.

Figlio: PRINCIVALLE.

Sorelle: Francesca in Bazzetta, Camilla.

ERNESTO, di Alessandro, di Stefano.

Figlia: Letizia.

Fratelli: ELIGIO, Edvige ved. Martinazzi.

a. g. [Alessandro Giulini]


Altro ramo

Ramo della precedente casata, che tiene dimora in Cerro Maggiore ne’ dintorni di Legnano e che ottenne il riconoscimento della nobiltà con decreto ministeriale 1902.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.) ed è rappresentata da: CARLO, di Filippo, di Curzio. Figlie: Maria, Camilla. Sorella: Antonia.

RAUL, di Marziale, di Alessandro. Sorella: Elisa.

a. g. [Alessandro Giulini]


Genealogia

Genealogia Lampugnani

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° di rosso alla banda scaccata d’argento e di nero di tre pezzi al capo dell’Impero; nel 2° e 3° d’azzurro ad un quadrello d’argento accompagnato in capo da una mano di carnagione posta in fascia, tenente una chiave dello stesso in fascia attraversante sul capo del primo. Sul tutto d’oro ad una volpe corrente al naturale.


Altro ramo

ARMA: Di rosso alla banda scaccata d’argento e d’azzurro; col capo d’oro carico di un’aquila coronata di nero. (D. M. di Ricon. 4 maggio 1902 a CARLO, di Filippo, di Curzio).

Stemmi famiglia Lampugnani

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Cerro Maggiore (Milano).

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/lampugnani/Dizionario_Biografico/

http://www.verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=30013&action=L&tipo=2

Documenti

Collezioni

Note