Locatelli

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Locatelli di Milano (Stemmario Camozzi n. 3107)
Guarischini de' Locatelli (Stemmario Camozzi n. 1076)
Locatelli (Archivio Agliardi G-01-01)
Locatelli de' Lanzi (Stemmario Camozzi n. 1162)
Zanchi de' Locatelli (Stemmario Camozzi n. 2076)
Lanzi de' Locatelli (Stemmario Camozzi n. 2857)
Ramo di Gradisca (Spreti, vol. IV, p. 128)
Rami di Bassano e Selvazzano (Spreti, vol. IV, p. 129)
Ramo di Assisi (Spreti, vol. IV, p. 130)
Locatelli Martorelli Orsini (Spreti, vol. IV, p. 130)


Avventurarsi in questo immane casato è da temerari, ma val la pena di dare almeno un primo sguardo, non fosse che per un doveroso omaggio ai non pochi personaggi che hanno dato particolare lustro al nome e testimoniato attaccamento alla loro terra d’origine, e che hanno anche lasciato sufficienti documenti per scoprirli. Questa affezione alla loro terra dev’essere nel DNA dei Locatelli sparsi nel mondo, un carattere che in certo senso è anche confermato da quanti di essi hanno conservato ovunque questo loro cognome così legato alla Valle Imagna, splendida culla anche di tante altre importanti famiglie. L’elenco dei personaggi Locatelli non affolla solo secoli di storia, ma ha avuto momenti di grande attualità grazie al nobile cavaliere Carlo Locatelli. “Una vita per un cognome”: così viene presentato nel libro Il Casato Locatelli, a cura di Sara Locatelli, che ne dà poi un suo interessante profilo, oltre a un ordinato e ben presentato elenco di personaggi Locatelli. Egli ha raccolto un archivio di migliaia di pagine dedicate ai Locatelli, contenute in dieci volumi e promosso dal Centro Studi Valle Imagna. Ha inoltre organizzato raduni internazionali del casato, tenuti in Valle nel 1997 e nel 2002, con innumerevoli partecipanti dai cinque continenti. Sono esempi di collaborazione e promozione culturale veramente eccezionali. Per quanto riguarda la loro presenza nello Zibaldone informatico, è limitata per ora ad accenni agli antenati più antichi: essi sono noti a Bergamo già nel 1080 come professanti la legge longobarda; in seguito compaiono un Bonomo e un Alberto, seguaci dei Torriani, partecipanti nel 1147 alla seconda crociata; Giov. Boni di Locatello risulta in un atto del 1181, Bernardo nel 1220 fu podestà di Padova e Alberto nel 1237 fu fatto signore e barone del castello di Locatello da Federico II.

Abbiamo poi Foppa che nel 1395 risulta capo Guelfo, mentre nello stesso anno Vitale detto Osello risulta capo Ghibellino ed ebbe anche cittadinanza milanese così come Beltramo, nobile bergamasco, di cui v’è un antico non molto decifrabile, ma elegante albero genealogico a pag 56 del “Casato”; poi arriva Venezia, cacciata dei Brembilleschi e dei partigiani dei Visconti Gradito a Venezia fu Benachino, che nel 1443 divenne padrone di Brembilla e del castello di Clenezzo.

Tra gli ecclesiastici si ricordano Giovanni Vescovo di Venosa, Eustachio confessore di Pio V e il Cardinale Achille (1856-1936).

Nella folla di personaggi illustrati da Sara Locatelli o citati da Belotti e altri, ci limitiamo qui a ricordare in via emblematica il grande musicista Pietro Antonio Locatelli, l’eroico aviatore Antonio Locatelli e Monsignor Giuseppe, Bibliotecario della Civica Angelo Mai. Tra le famiglie di cui abbiamo un po’ di notizie, risaltano quella assai interessante dei Locatelli Lanzi nata nel 1500 dalla fusione di un ramo importante dei Lanzi nei Locatelli. Poi vi sono un Bernardino e un Giovanni Antonio de Locatel, emigrati all’inizio del ‘500 in Savoia ove ebbero il castello di Conflans, ad Albertville. Si ricordano inoltre un misterioso umanista conte Cesare, e poi l’avv. Luigi e il Notaio Dott. Giuseppe Locatelli mecenati Tassiani. Tra i numerosi artisti di nome Locatelli va citato almeno quello di Stefano, di suo padre e dei suoi zii e cugini. Vi sono poi le numerose famiglie Locatelli che vennero ulteriormente nobilitate in varie città d’Italia: Gorizia, Padova, Udine, Assisi, Cesena, Terni, Roma, Napoli, ecc. Infine vanno ricordate le famiglie che abbinarono altro nome, come i Locatelli Milesi, Pessina, Zuccala, ecc. Non vanno certo dimenticati i numerosissimi Locatelli che nel Risorgimento, nelle Guerre d’Indipendenza, nella Resistenza e in altre drammatiche occasioni si sacrificarono per la Patria, la Libertà, l’Umanità. [GPA].


Genealogia

Genealogia Locatelli

Stemmi

Stemmi famiglia Locatelli

Ramo di Gradisca

ARMA: Inquartato: al 1° d’argento alla civetta al naturale, coronata e sormontata da tre stelle a sei punte, male ordinate, di oro; ferma sulla cima di un monte di verde, di tre vette; al 2° e 3° sbarrato di nero e di oro di otto pezzi; al 4° di rosso al grifone ritto coronato, tenente una alabarda, il tutto d’oro.

CIMIERI: 1° la civetta del campo sul monte; 2° il grifone del campo coronato.


Rami di Bassano e Selvazzano

ARMA: Troncato: al 1° d’azzurro a tre stelle (8) d’oro, male ordinate; al 2° d’oro alla, civetta al naturale ferma sulla vetta di un monte di tre cime di verde, uscente dalla punta.


Ramo di Assisi

ARMA: D’azzurro alla fascia d’oro merlettata sostenente un allocco d’argento sormontata da tre stelle d’oro (6) in fascia ed in punta al monte di tre cime d’oro.


LOCATELLI MARTORELLI ORSINI.

ARMA: D’azzurro all’allocco al naturale su un monte di tre cime di verde sormontato da tre stelle d’oro di 8 punte, male ordinate.

CIMIERO: Una fenice su fiamme ardenti volta verso un sole d’oro.

Storia

Personaggi

Antonio Locatelli (1895-1936) Medaglia d'Oro

Dimore

S. Giorgio di Nogaro (Ramo di Gradisca)

Padova (Ramo di Bassano)

Udine e Selvazzano (Padova) (Ramo di Selvazzano)

Assisi, Roma e Bergamo (Ramo di Assisi)

Cesena (Locatelli Martorelli Orsini)

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Locatelli Andriolo fu Martino d. Balinus, ab. Vercurago, 1483 perg 0866

Locatelli Antonio fu Bernardo, di Sotto il Monte, 1536 perg 0248

Locatelli Antonio fu Bernardo, di Sotto il Monte, 1536 perg 0248

Locatelli Camillo fu Gerolamo, di Bergamo, 1578 perg 0253

Locatelli Elisabetta di Pasino moglie di Bassano Zoppi, 1505 perg 0959

Locatelli Francesco, 1519 perg 1150

Locatelli Francesco fu Francesco, notaio, 1548 perg 1161

Locatelli Francesco fu Martino, di Albino, 1499 perg 1039

Locatelli Giovanni Antonio di Pietro, di Bergamo, mercante, 1488 perg 0803

Locatelli Giovanni Antonio fu Pietro, mercante, 1489 perg 0998

Locatelli Giovanni Bruno fu Antonio d. Zuchaninus, di Valle Imagna ab. Albino, 1491 perg 0144

Locatelli Giovanni di Andriolo, ab. Vercurago, 1483 perg 0866

Locatelli Giovanni di Antonio, di Bergamo, notaio, 1495 perg 0763

Locatelli Giovanni di Antonio d. Bassaninus, di Valdimania, 1470 perg 1155

Locatelli Giovanni di Martino Brusa, notaio, 1489 perg 0998

Locatelli Giovanni fu Antonio, di Bergamo, 1532 perg 3350

Locatelli Goffredo fu Vitale, 1489 perg 0998

Locatelli Marco fu Francesco, di Vicenza, notaio pubblico e vescovile, 1545 perg 0871

Locatelli Marco fu Vincenzo, notaio, 1545 perg 1829

Locatelli Martino di Andriolo, ab.Vercurago, 1483 perg 0866

Locatelli Pasino fu Giovanni, 1489 perg 0998

Locatelli Pasino fu Giovanni, 1505 perg 0959

Locatelli Pasino fu Giovanni, di Valdimania, 1477 perg 1000

Locatelli Pasino fu Giovanni d. Frachia, di Bergamo, 1488 perg 0803

Locatelli Pedrino di Antonio, di berbenno, 1476 perg 0778

Locatelli Pedrino di Antonio d. Bassaninus, di Valdimania, 1470 perg 1155

Locatelli Petrina fu Martno moglie di Lanfranco Greppi, di Berbenno, 1430 perg 1738

Locatelli Pietro fu Giovanni, di Valdimania, 1481 perg 3298

Locatelli Pietro fu Giovanni Giobbe, di Valdimania, garzatore, 1488 perg 0803

Locatelli Simone di Antonio, di berbenno, 1476 perg 0778

Locatelli Tonolo fu Coazano, di Berbenno, 1454 perg 0797

Locatelli Vitale fu Alberto, ab. Medolago, 1406 perg 0376

Locatelli Zambone fu Zano, di Berbenno, 1454 perg 0797

Locatelli Zambono fu Folco, di Valdimania, 1270 perg 1812

Locatelli Zanni, 1441 perg 1078

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 7, pp. 108-110:

È il secondo cognome per consistenza nella nostra provincia, tanto da essere divenuto nel corso dei secoli sinonimo stesso di persona nativa del Bergamasco. La dinastia dei Locatelli, di origine longobarda, prese le mosse da Locatello, paese della valle Imagna che il casato ricevette in antico come feudo. Qui la presenza è confermata con documenti almeno dal XII secolo, epoca in cui i Locatelli, oltre che possidenti, risultano anche notabili e mercanti di lana. Un colpo mortale all’economia della famiglia venne però inferto nel Trecento da Bernabò Visconti con la decisione di tassare la fiorente attività. A ciò si aggiunse il crollo del ponte della Regina, sul fiume Brembo, che isolò la valle dai commerci, mentre era sempre più difficile per questa famiglia, di fazione ghibellina, continuare a risiedere in territorio guelfo. Fu l’inizio dell’emigrazione. Dispersi inizialmente nel Lecchese e nella Valsassina, a ricordo del luogo di provenienza fu aggiunto il cognome oggi tanto diffuso. Da quel ceppo originario della valle discesero consoli, notai, umanisti e poeti. Ma anche architetti, militari, astrologi, alchimisti, aviatori. E poi ancora canonici, teologi, vescovi e cardinali. A Bergamo i Locatelli vennero iscritti alla nobiltà dal Maggior Consiglio nel corso del ‘600, mentre già nel 1237 si fregiarono dello stemma gentilizio quando Alberto fu nominato signore e barone del castello di Locatello da Federico II.

Nel 1424 Vitale detto Osello, capo dei ghibellini della valle Imagna, otteneva il titolo di cittadino nobile di Milano, così pure dieci anni più tardi Beltramo e i suoi discendenti. Dal casato bergamasco traggono origine i rami dei Locatelli sparsi nel resto d’Italia. Un ceppo proveniente dalla frazione Grasso della valle Taleggio trovò dimora a Roma nel XVI secolo. Verso la metà del 1500 una famiglia si stabilì invece a Gradisca (Gorizia) dove nel 1615 Ferdinando II la iscrisse alla nobiltà. Nel 1603Antonio fu procuratore fiscale delle Contee principesche di Gorizia e Gradisca. A Bassano i Locatelli furono aggregati al Consiglio della città nel 1512 e successivamente alla nobiltà. Altre linee si svilupparono a Padova, Udine, Bologna (dove si ricorda Eustachio, vescovo di Reggio e confessore di Pio V), Cesena (da Bergamo si trasferirono in questa città sul finire del XV secolo) e Rovigo. Tra i rami più illustri si ricorda quello trapiantato da Bergamo ad Assisi nel XVI secolo. Esercitarono la professione di commercianti e, arricchitisi, entrarono a far parte della nobiltà cittadina. Di questa linea Antonio, vissuto nel XVII secolo, militò al servizio dei re di Spagna e Francia; Francesco di Seriate di Bernardino nel 1644 fu colonnello delle milizie per la Camera Apostolica nello stato di Bettona; Francesco Maria (1727-1812) fu invece cardinale. Dai Locatelli di Assisi traggono origine anche altri rami quali quelli di Cesena, Terni e Roma. Una linea discendente da Bergamo e trapiantata da Corleone Locatelli si sviluppò in Sicilia sotto il re Alfonso. Nel ‘700 il casato dei Locatelli ottenne il titolo di marchesi di Ripalta da Papa Benedetto XIII quali nobili patrizi romani, mentre nel 1761 ebbero gli onori di corte ed il patriziato milanese. La storia dell’emigrazione dei Locatelli continuò nell’Ottocento verso nazioni straniere, in particolare la Francia, ma tracce del casato si ritrovano oggi anche in Canada, Argentina, Olanda, Brasile, Gran Bretagna e Irlanda. A Bergamo si ricordano patrioti (Egidio, caduto nella difesa di Roma, Pasino, nelle colonne Camozzi in soccorso di Brescia, Agostino che comandò una di queste colonne), artisti (i pittori Raffaello, Romualdo, Orfeo, e lo scultore Stefano), studiosi e scrittori (mons. Giuseppe, bibliotecario della civica biblioteca Mai dal 1926 al 1937, Sereno, Giuseppe e l’avv. Luigi, che donò alla biblioteca Mai la preziosa Raccolta tassiana). Spicca la figura di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), celebre violinista, considerato il precursore del grande Paganini. Infine, Antonio (1895-1936), aviatore, decorato con tre medaglie d’oro, protagonista di eccezionali imprese aviatorie, giornalista e scrittore.

Il nome Locatelli fu assunto dagli emigranti a ricordo del paese d’origine, Locatello, in valle Inmagna. Il toponimo, secondo alcuni deriverebbe dal celtico “Leuktos”, ovvero “piccolo feudo”, ad indicare la terra assegnata al casato in feudo.

Secondo altra interpretazione all’origine del toponimo sarebbe invece il latino “locus”, ovvero “loco” (luogo). Nel dialetto bergamasco una piccola località diventa quindi “locadell”, da cui Locatello. Anticamente lo stemma del casato rappresentava un’oca poi trasfonnata in cigno. Per i nobili longobardi la grazia dell’uccello acquatico sembrava più consona al loro lignaggio: il cigno significava vecchiaia gloriosa, buon augurio e rispettabilità. A partire dal XVsecolo l’emblema divenne un allocco, nella variante del gufo e della civetta, simbolo di prudenza e di vittoria. L’allocco venne assunto come segno parlante del cognome: “loc” per Locatelli (gli araldi non sempre trovavano figure appropriate al lemma del cognome, così si servivano di figure che lo riproducevano a livello fonetico).

Nella nostra provincia si contano 3987 famiglie Locatelli; in Italia 8491.


http://www.treccani.it/enciclopedia/locatelli_(Dizionario-Biografico)/


Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 128-131:

Ramo di Gradisca

TITOLI: Nobile (mf); Barone del S. R, I. col predicato di Eulenburg e Schönfeld (mf.).

Nel corso del secolo XVI numerose furono le famiglie che, per guadagnarsi la vita, dalla nativa Locatello nella Valle Imagna emigrarono nelle diverse parti d’Italia, fissandovisi stabilmente, e dandosi ai commerci e ai mestieri più svariati. Gente accorta e fattiva, non poche di esse riuscirono ad arricchirsi, e ad assurgere a posizioni elevate, tanto da venir accolte nei consigli nobili e popolari, e da ottenere dai Sovrani, grazie, favori e diplomi nobiliari. A ricordo della loro patria d’origine molte di esse vollero conservare quale proprio cognome il nomignolo di Locatelli loro affibbiato dalla popolazione che li ospitava, ed assumere quale stemma l’allocco (dal bergamasco loc).

Una di queste famiglie era capitata verso la metà del cinquecento a Gradisca con un GIO. ANTONIO, il di cui figlio GIO. ANDREA ottenne dall’imperatore Carlo la concessione di uno stemma con diploma dato da Graz ai 17 di dicembre del 1569. Detto stemma venne poi riconosciuto da Ferdinando II da Graz con diploma 25 novembre 1615.

Queste due concessioni sovrane ci sono note soltanto perché ricordate in un terzo diploma rilasciato dall’imperatore Ferdinando III in data 8 marzo 1634 al figlio del citato Gio. Andrea, GIO. BATTA, e ai di lui figli ANDREA, ANTONIO e LOCATELLO, con la conferma della nobiltà e dell’antico stemma, l’ampliamento di questo, e l’aggiunta del predicato di Eulenburg, (originale al Gratialregistratur, Vienna).

Lo stesso imperatore poi, con diploma dato da Vienna ai 20 maggio 1647, concedeva ai suddetti fratelli ANTONIO e LOCATELLO, e ai loro discendenti maschi e femmine il titolo di baroni dell’Impero coi predicati di Eulenburg e Schönfeld.

Questo LOCATELLO si era distinto nella guerra col Turco, aveva combattuto a Gradisca, in Slesia (1632), a Schweidnitz, Liegnitz, Neisse, Lützen, Frankfurt all’Oder, Troppau, Zittau, ecc.; aveva difeso la fortezza di Domitz, e l’imperatore Ferdinando III, oltre al titolo di barone, gli donò un podere di 300 campi, staccandolo dalle proprietà della comunità di Cormons, la quale invano protestò contro l’illegale spogliazione. Nel 1659 LOCATELLO, col fratello ADRIANO, veniva aggregato al patriziato di Gorizia.

ANTONIO LOCATELLI (n. Gradisca 1577, † 1626), figlio di Giuseppe († 1603), fu procuratore fiscale delle Contee principesche di Gorizia e Gradisca (1603), ed essendo dotato di profonda dottrina legale, il Principe lo volle a suo consulente nelle eterne contese per i confini fra l’Impero e Venezia. Nel 1614 ebbe l’incolato personale della contea e fu nominato commissario imperiale per le trattative di pace colla vicina Repubblica. Scrisse un trattato sui diritti austriaci sopra il Patriarcato d’Aquileja.

ANDREA LOCATELLI, patrizio di Gorizia (1737), testò nel 1770, lasciando la sua sostanza per l’erezione di un convento di Domenicani a Cormons. Nel Taschenbuch der gräflichen Häuser di Gotha (1841) figura un’altra famiglia Locatelli, alla quale vengono riferiti i citati diplomi del 1634 e 1647, e di più un terzo diploma comitale del 1816. Nei Gotha più recenti però i tre accennati diplomi sono passati sotto silenzio, e vengono menzionati invece un diploma di conte veneto del 28 marzo 1711, ed uno di conte dell’impero del 1715. Allo stato degli atti non possiamo dire se trattisi di un ramo della famiglia di Gradisca, o di una stirpe di sangue diverso. Tale famiglia comitale è da qualche anno estinta. Altra famiglia Locatelli di Cormons pretese di discendere dalla nostra, e nel 1838 addì 26 luglio, in base a dei documenti, sulla sincerità dei quali sono doverose le più ampie riserve, presentati dal nobile GIORGIO Locatelli, l’imperatore d’Austria dichiarava provata la discendenza di questo dalla famiglia baronale, e gli riconosceva il titolo di barone e i predicati di Eulenburg e Schönfeld. I suoi discendenti, che dimorano a Cormons, non hanno chiesto il riconoscimento al Governo italiano.

Fonti: Geneal. Locatelli in Raccolta del Torso Czoerznig: Das Land Goerz u. Gradisca, Wien 1873.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. It. coi suddetti titoli in persona di:

FRANCESCO ANTONIO, n. Pavia di Udine, 7 marzo 1893, di Francesco, di Antonio, di Francesco, di Giorgio, di Francesco e di Sofia Fabrizio. (S. Giorgio di Nogaro).

Sorella: Anna Caterina, n. Pavia di Udine 20 maggio 1895.

e. d. t. [Enrico Del Torso]


Ramo di Bassano

TITOLI: Nobile (mf.).

Antica famiglia di mercanti bergamaschi che si diffuse in molti centri dell’Alta Italia. Questo ramo passato a Bassano intorno al 1486, fu aggregato al Consiglio nel 1512 ed è compreso nell’Elenco approvato dal Senato Veneto nel 1726 (b. c.). ANTONIO di Bartolomeo fu confermato nella nobiltà con S. R. A. 20 ottobre 1822. Sono iscritti nell’El. Nob. Uff.: † ANTONIO, n. Arsiè 13 febbraio 1855, di Bartolomeo, di Marcantonio e di Antonia Fusinato, spos. Tortona 22 maggio 1884 con Carlotta Colle; da cui: 1. ETTORE, n. Tortona 30 marzo 1885, spos. Padova 20 ottobre 1912 con Maria Moglie; 2: Elvira, n. Padova 30 aprile 1890; 3. Iolanda, n. Padova 4 luglio 1892; 4. Gemma Lucia, n. Padova 28 aprile 1896.

p. b. [Pietro Bosmin]


Ramo di Selvazzano

TITOLI: Nobile (mf).

Famiglia che ha la medesima origine della precedente e la stessa conferma austriaca. Con D. M. 7 giugno 1915, venne riconosciuta la nobiltà a: Pio, n. Motta di Livenza 19 nov. 1847, di Antonio Francesco, di Felice e di Amalia Zadra, spos. Selvazzano 11 agosto 1886 con Luigia Tommasi; da cui: ANTONIO FELICE, n. Selvazzano 3 giugno 1889. Fratelli di Pio: 1. OMERO, n. Schio 7 marzo 1852, spos. Milano 4 ottobre 1884 con Carolina Righini; da cui: a) GIUSEPPE LUIGI, n. Udine 14 ott. 1889; b) ANTONIO GIUSEPPE FELICE, n. Udine 16 sett. 1888; c) FELICE FRANCESCO, n. Udine 26 dicembre 1894.

p. b. [Pietro Bosmin]


Ramo di Assisi

La famiglia è un ramo della omonima veneta e si stabili da tempo nel contado di Assisi. Quivi esercitarono la mercatura, divenendo ricchi e potenti, ottenendo per la loro probità, l’ascrizione al patriziato Assisiate ed eminenti uffici. Emerse fra tutti ANTONIO, cavaliere nell’Ordine Giovannita, prode condottiero agli ordini delle corone di Spagna e di Francia nonché della Serenissima contro i turchi, e del Granduca di Toscana. FRANCESCO, di Seriate, di Bernardino, ottenne la cittadinanza perugina «Pro Porta Sancti Petri» (1611). Fu colonnello delle milizie per la Camera Apostolica nello Stato di Bettona (1644). LEONARDO fu nel 1793 gonfaloniere di Assisi. VINCENZO, di Seriate, di Francesco, fu in Gubbio professore di belle lettere, scrittore valoroso. Esordì più volte nella Patria Accademia Properziana. GIUSEPPE, fu vescovo di Cartagine e nunzio presso il re di Napoli. EUSTACHIO, domenicano, fu vescovo di Reggio e GIOVANNI ANTONIO, di Genova. DOMENICO, fu primo aiutante di Camera del Pontefice. Contrassero i Locatelli alleanze cospicue con i Confidati, Moriconi, Sperelli, Vannoli, Farnese, Olivi, Martorelli, Cocconi, Benincasa, Avignonesi.

Dai Locatelli di Assisi traggono origine quelli di Cesena, Terni e Roma, e da questa medesima Gens uscì FRANCESCO MARIA, cardinale di S. R. C. (1727-1812), e il vivente Cardinale Achille (1856).

La famiglia è iscritta nell’Elenco Nobiliare Ufficiale della Nobiltà Italiana coi titoli di Nobile di Assisi (mf.), ed è rappresentata da: 1) LUCIANO, sposo di Ada Brena (†), da cui ERNESTO; risposato con Ida Brena;

2) GIULIO, sposo alla nobile Carolina dei conti Borgia-Mandolini, da cui: Clara Lucilia, Maria Tecla, FRANCESCO MARIA (†), Giuliana e Francesca.

t. b. [Temistocle Bertucci]


LOCATELLI MARTORELLI ORSINI.

Antica famiglia originaria di Bergamo, trasferitasi in Cesena sul finire del XV secolo con BERNARDINO ed il di lui figlio GIAN ANTONIO, Cavaliere di S. Giorgio, i quali essendo di nobile prosapia vennero subito aggregati alla Nobiltà di quella città. LELIO figlio del predetto Gian Antonio nel 1567 era capo della Magistratura Comunale e FABRIZIO di lui fratello fu creato Cavaliere di S. Giorgio nel 1522. GIUSEPPE di Fabio, con diploma 20 aprile 1639 fu investito dal Vescovo di Sarsina di parte del feudo di Castelfalcino, con titolo comitale. Successivamente Benedetto XIII, con breve 30 giugno 1728, eresse in marchesato il feudo di Montaletto a favore del predetto Fabio e di suo fratello Monsignor ANGELO e loro discendenti, creandoli nel contempo Conti Palatini. Il detto Monsignor Angelo fu Cavaliere Gerosolimitano, Pro legato di Romagna e governatore di molte cospicue città dello Stato pontificio; nel 1751 Benedetto XIV lo nominò Governatore di Macerata, ove morì pochi anni dopo. FRANCESCO di Fabio fu Vescovo di Spoleto nel 1729 e il di lui fratello GIUSEPPE Ciambellano di Sua Maestà Apostolica. GIAN GIORGIO di Giuseppe di Fabio nel 1785 fu ricevuto di Giustizia nell’Ordine di Malta. Fabio e Angelo erano figli della C.ssa Costanza Martorelli Orsini ultima di sua casa, e così questa antica famiglia trovò continuazione nei Locatelli. I Martorelli erano originari di Spoleto. Il Papa Calisto III con breve del febbraio 1456 dichiarò PIETRO FILIPPO Martorelli Nobile di Spoleto nominandolo coi suoi discendenti in perpetuo Cavaliere e concedendogli tutte le prerogative e privilegi goduti dai famigliari del Pontefice. Successivamente con altro breve del 1457 lo stesso Pontefice lo nominò Conte Palatino insieme al di lui padre AMBROGIO ed alla sua discendenza mascolina, concedendo le più ampie facoltà compresa quella di legittimare bastardi. Lo stesso Pietro in precedenza aveva ottenuto dall’Imperatore Teodorico il titolo di Cavaliere e Conte Palatino. Al medesimo concesse molti privilegi il Cardinale Cosimo Orsini negli anni 1477-1480 e 1483 fra i quali la aggregazione alla sua famiglia con il diritto di usare per sé e discendenti in infinito l’arme ed il cognome Orsini.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di Marchese di Montaletto (m), Conte Palatino (m), Patrizio di Cesena (m), con: FABRIZIO di Giuseppe, di Angelo, di Giuseppe e delle figlie Zita Maria, Eufemia e Dora.

c. f. p. [Corrado Facchinetti Pulazzini]

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