Majno (del)

Da EFL - Società Storica Lombarda.
del Mayno (Spreti, vol. IV, p. 233)
del Majno (Spreti, vol. IV, p. 239)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 233:

MAINO (DEL MAYNO).

Oriundi di Pavia e diramati in molte linee. GIOVANNI Del Mayno, vivente in principio del secolo XIV è il primo di questa famiglia di cui si conservino sicure memorie. AMBROGIO, di Andreotto, fu creato conte palatino nel 1390 coi fratelli BERNARDO e LEONARDO. E parimenti furono creati conti palatini del 1398 i cugini Giorgio e Lorenzo, figli di Ambrogio, fratello questo del citato Andreotto. LANCELLOTTO, di Ambrogio, di Andreotto, che fu senatore e consigliere ducale, fu infeudato di Bellinzago il 23 ottobre 1466. Il fratello di costui, ANDREOTTO, che fu senatore, segretario e consigliere ducale, fu investito di Borgofranco il 14 gennaio 1456. Da lui nacque GIASONE, naturale, che fu celebre giurista, detto il Re delle leggi, e fu professore a Padova, Pisa e Pavia, e come suo padre fu senatore e consigliere ducale. Ebbe costui il feudo di Bassignana il 20 ottobre 1513. Si formarono di questa famiglia due linee di cui una si estinse con GASPARE, EMILIO (n. 6 febbraio I708) PAOLO e Flaminia, figli di Giuseppe Maria, che viveva alla fine del secolo XVII. Della linea primogenita è ricordato SFORZA (nato Pavia 1817, † 1881), di Giacomo, che dalle sue nozze con Clotilde Braga ebbe ODO (n. Bergamo 1868) e Uda (n. 1865). Una linea staccatasi da questa famiglia, e che riconosce per capostipite GASPARE († 1534), di Ambrogio, che fu governatore di Alessandria nel 1524, senatore ducale, e dei LX decurioni di Milano (1531), ebbe il feudo di Crespiatica in titolo comitale, oltre ai feudi di Pozzolo Tortonese, di cui fu investito il citato Gaspare il 30 aprile 1524, e di Bosco (Alessandria) di cui fu investito SFORZA († 1557), figlio di Gaspare. Ultimo di questo ramo fu LUCHINO (n. Milano 4 marzo 1838) che fu tenente generale e decorato di medaglia di bronzo.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di Signore di Bassignana (mpr.), Signore di Borgofranco (mpr).


l. b. [Luigi Borello]


Ivi, pp. 239-240:

MAJNO (del).

Questa illustre famiglia ha per capostipite ANDREOTTO, che fu avo di LANCELLOTTO, cameriere ducale e senatore, feudatario dì Bellinzago (1466) e di Oleggio (1481), marito di Fiorentina, figlia del celebre capitano di ventura Giovanni Acuto, di Agnese, amante di Filippo Maria Visconti, duca di Milano, al quale procreò Bianca Maria, moglie di Francesco I Sforza, duca di Milano e di ANDREOTTO, feudatario di Borgofranco (1456) cameriere e senatore ducale. Fu questi padre di GIASONE († 1519), feudatario di Bassignana, giureconstilto, senatore ed avo di GASPARE, governatore di Alessandria, senatore ducale, dei LX decurioni e di TOMMASO, consigliere ducale, creato marchese di Bordolano (1525), che da Anna Pusterla ebbe IPPOLITO, dei LX decurioni, da cui il ramo di Pavia, e TOMMASO. Da quest’ultimo nacque FILIPPO, dei XII di Provvisione, che da Flaminia Panigarola († 1590) del senatore Francesco, procreò BALDASSARE († 1638),-bisavo di GASPARE, dal quale discesero CARLO (1758-1826), prefetto del Tagliamento, barone del Regno d’Italia (1811), confermato nell’antica nobiltà e nei titoli con sovr. risoluz. 18 agosto 1818, FRANCESCO, pure riconosciuto con sovr. risoluz. 27 novembre 1816, bisavo di SFORZA (nato 1867), ultimo di questo ramo e GASPARE, marito di Luigia del conte Ambrogio Annoni. Da essi nacque GIASONE, confermato come sopra con sovr. risoluzione 27 novembre 1816, avo di OTTO (n. 1868). Cfr. ASM, Araldica; Casanova E., Nobiltà Lombarda-Genealogia, Milano, 1930.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di marchese di Bordolano (m.), conte (m.), signore di Borgofranco (mpr.), signore di Bellinzago (mpr.), signore di Bassignana (mpr.), signore di Rottofreno (mpr.), patrizio di Pavia (m.). Trattamento di Don e di Donna in persona di ODO, di Sforza, di Giasone. Figlia: Clotilde.

Rosanna, di Roberto, di Carlo, in Marcello.

a. g. [Alessandro Giulini]


Altro ramo

GASPARE, di cui alla precedente famiglia, governatore di Alessandria e senatore ducale, fu avo di ERSILIO († 1609), ed appartenne al Tribunale dei XII di Provvisione. Nel 1676, fu creato conte, mentre con istrumento 25 settembre 1652, rog. Carlo Montani, notaio camerale, era stato investito del feudo di Crespiatica nel Lodigiano, investitura approvata con reale diploma 25 febbraio 1658, di Filippo IV, re di Spagna. Il figlio di lui, FRANCESCO († 1722), ammesso al patriziato milanese il 20 dicembre 1793, capitano della Milizia Urbana, fu padre, tra gli altri, di Sforza, canonico ordinario del Duomo e di altro ERSILIO. Ebbe tre mogli: Isabella Vallotta (1690), Teresa Moroni del conte Massimiliano ed Antonia Macassola. Dalla prima di esse nacque Antonia, andata sposa nel 1711 a Giovanni Battista Sesto, duca di Celio. L’Ersilio predetto fu nel 1752 del Tribunale dei XII di Provvisione, giudice delle Vettovaglie, priore dell’Ospedale Maggiore e da Francesca Suarez de Ovalle generò FRANCESCO, vicario di Provvisione (1781). Questi ottenne la delineazione dello stemma nel Codice Araldico con decreto 20 agosto 1774 dell’I. R. Tribunale. Consigliere d’Appello, ebbe riconfermata l’antica nobiltà della famiglia ed il titolo comitale per sovrana risoluzione 21 novembre 1816. Fu avo del tenente generale Luchino.

Cfr.: ASM, Araldica; Casanova E., Nobiltà Lombarda-Genealogia, Milano, 1930.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Nobile dei conti di Crespiatica in persona di Marianna, di Carlo, di Francesco.

È iscritta pure nell’El. Uff. Ital. con titoli di nobile dei conti di Crespiatica, in persona di Teresa, di Francesco, di Francesco, e sorella Bianca.

a. g. [Alessandro Giulini]


Genealogia

Genealogia del Majno

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

MAINO (DEL MAYNO).

ARMA: Bandato di nero e d’argento, il primo caricato di sei rose del secondo 1. 3. 2.

CIMIERO: Della Giustizia.


MAJNO (del).

ARMA: Bandato di nero e d’argento; le bande di nero caricate di sei rose d’argento 1, 3, 2; col capo di oro carico di una aquila di nero, coronata del campo.

CIMIERO: La sirena ad una coda, posta di profilo.

MOTTO: Plus altement.

Stemmi famiglia del Majno

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Pavia.

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1305.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-majno_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note