Mangili

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Stemma Mangilli (Spreti, vol. IV, p. 300)

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, pp. 117-118:

Questa antica famiglia è presente sin da tempi remoti nel Padovano, da dove venne esiliata nel 1130 perché di parte guelfa. Un ramo si sviluppò a Gravedona, nel Comasco, aggiungendo poi al proprio nome quello dell’estinto casato dei Curti. L’origine del ceppo bergamasco è da ricercarsi invece nella valle San Martino.

Una famiglia di commercianti Mangilli, risultante residente a Monte Marenzo almeno dalla metà del 1600, emigrò a Udine dove aprì una bottega di panni e telerie. Nel 1661 i fratelli Benedetto e Girolamo vengono accolti nella cittadinanza, come pure sei anni più tardi il nipote Lorenzo, dal quale discese la famiglia dei marchesi Mangilli. Un secondo ramo, originato da Martino, si diffuse a Marsura di Povoletto, venendo accolto nella nobiltà udinese nel 1752. Per quanto riguarda Bergamo, dove i Mangili esercitarono l’industria della seta, si ricorda Giuseppe Mangili, abate, poeta e professore all’Università di Pavia. Nato a Caprino nel 1767, fu amico di Lorenzo Mascheroni e prese parte alla Repubblica Cisalpina; il suo nome è legato soprattutto agli studi di storia naturale condotti sulle Alpi e nelle nostre valli.

Un altro Giuseppe Mangili, autore di tragedie e carmi, fu soprannominato il “poetino”; è citato nel 1829 come collaboratore de “Il Giornale della Provincia di Bergamo”, periodico a carattere letterario ed economico. Nel secolo scorso il sacerdote Enrico Mangili, collaboratore de “L’Eco di Bergamo”, sulle cui pagine firmava con lo pseudonimo di P. Tosino, si distinse per studi e scritti di storia locale, con particolare riferimento alla valle Brembana; è autore di un volume sulla storia dei Tasso, che venne pubblicato nel 1936.

Il cognome potrebbe derivare dal verbo “mangiare”, per sottolineare la voracità di una persona. Probabile anche l’incrocio con il cognome Mancini, ovvero “colui che usa la mano sinistra con più forza e destrezza della destra “.Sono presenti nella nostra provincia in numero esiguo anche le varianti Mangini (51), Mancini (50), Mangia, Mangialardo, Mangiagalli, Mangiapanello, Mangiarotti, Mangiarulo e Mangiavillano.

Nel Bergamasco ci sono 619 famiglie Mangili, diffuse soprattutto a Bergamo, Bonate Sopra, Banale Sotto e Palazzago; in Italia 925.


Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 286-287:

MANGILLI

TITOLI: Nobile (mf), Marchese di S. Gallo di Moggio (m.).

Con delibera 7 gennaio 1661 il Consiglio di Udine accoglieva nella cittadinanza popolare i fratelli BENEDETTO e GIROLAMO qm. Lorenzo Mangilli, originari di Monte Marenzo nella valle di S. Martino nel Bergamasco, i quali da oltre sette anni avevano aperto a Udine una bottega di panni e telerie. Una successiva delibera del 1677 conferiva la cittadinanza al loro nipote LORENZO qm. Gio. Batta Mangilli, pure mercante di telerie, dal quale discende la famiglia dei marchesi Mangilli tuttora fiorente. Un fratello di Lorenzo, a nome MARTINO, suo socio nel negozio, nel 1691 si divise da lui (atti Luca Pontone, Arch. Not. Udine), e andò a stabilirsi nel villaggio di Povoletto (Udine), dove la sua discendenza si confuse nel popolo. GIO. BATTA, figlio di Lorenzo, ritiratosi dal commercio, che gli aveva procacciata una pingue sostanza, chiese nel 1752 di essere aggregato alla nobiltà udinese, ciò che gli fu concesso con delibera del 27 marzo di quell’anno. Fece acquisto del bel palazzo Antonini in Borgo Grazzano (ora del Torso), e di diverse tenute a Marsura e a Mortegliano.

Nel 1776 il Senato Veneto aveva soppresso l’antica abbazia di Moggio con decreto emanato sino dal 2 settembre 1773, e posto il 5 marzo 1777 all’incanto il feudo, cui andava unita la giurisdizione in 1a istanza, una voce nel Parlamento della Patria, e lo «spezioso» titolo di marchese di S. Gallo di Moggio. Ben ventidue volte fu esperita invano l’asta. Finalmente ai 19 gennaio 1778 i signori Mangilli di Udine e Leoni cittadini originari di Venezia presentarono insieme, per giusta metà, una offerta di 44000 ducati, che fu giudicata conveniente ed accettata. Ed il 4 febbraio 1778 FRANCESCO e GIUSEPPE qm. Gio. Batta Mangilli e i loro nipoti GIO. BATTA e LORENZO qm. Benedetto, venivano investiti di metà del feudo acquistato, col diritto di assistere alle sedute del Parlamento della Patria, alternandosi coi consorti Leoni, rimanendo nella data stessa descritti nell’Aureo Libro Titolati col titolo di marchesi di S. Gallo di Moggio.

Questa famiglia contrasse alleanze con diverse famiglie nobili, quali i Romano, di Toppo, Janis, Alpruni, di Brazzà, Moroldi, Gropplero, di Colloredo, di Varmo, di Mels, Ronchi, di Strassoldo, tutte del Friuli, Rasponi di Ravenna, Zanardi Landi di Piacenza, ecc.

LORENZO di Benedetto, comune capostipite dei viventi Mangilli, ebbe conferma dei titoli di nobile e marchese con S. R. A. 9 dicembre 1829 e 9 maggio 1829, e i di lui successori vennero iscritti nell’El. Uff. Ital. coi titoli di Nobile (mf.) e Marchesi di S. Gallo di Moggio (m.).

Va ricordato che altra famiglia Mangilli, pure originaria della Valle di S. Martino nel Bergamasco, verso la metà del secolo XVII pose dimora nella fortezza di Palmanova, vi prosperò e nel 1760 fu fregiata dal Senato Veneto del titolo comitale. Sembra estinta.

E merita ancora di accennare che una terza famiglia Mangilli era stata ascritta nel 1581 alla cittadinanza bergamasca, e che il suo stemma era eguale a quello dei Mangilli udinesi.

BRUNO FRANCESCO, n. Aquileia 7 agosto 1901, di Massimo, di Lorenzo, di Massimo, e di Orsola Guanin.

Fratello e sorelle:

1) Bianca, n. Turriaco 3 febbraio 1904, † Turriaco 25 settembre 1904.

2) GIUSEPPE BENEDETTO, n. Turriaco 28 giugno 1905.

3) Maria Celeste, n. Turriaco 17 nov. 1906.

4) Bianca Maria, n. 8 maggio 1908.

Madre: Orsola Guanin, n. Turriaco 29 settembre 1879, di Benedetto e di Anna Maria Peressin, spos. Turriaco 3 febbraio 1900 col marchese Massimo Mangilli, n. Ravosa 18 maggio 1872, † Turriaco 3 febbraio 1900, figlio di Lorenzo (n. 1839, † 1889) e di Ida Colautti. (Residenza: Turriaco).

Cugino: MARIO, n. Terzo di Aquileia 26 luglio 1907, † Bologna 11 aprile 1926, di Volveno, di Lorenzo, di Massimo, e di Carolina Glessig.

Madre: Carolina Glessig, n. Gorizia 10 agosto 1879, di Carlo e di Maria Cicuta, spos. Gorizia 30 dicembre 1903 col marchese Volveno Mangilli (n. Povoletto 1878, † Milano 1917). (Resid. Bologna, piazza S. Martino, 9).

Cugini secondi:

1) MASSIMO, n. Udine 26 maggio 1877, † Udine 1 luglio 1929, figlio di Fabio (n. 1842, † 1894), di Massimo, e di Angelina Lampertico; spos. Trivignano 18 agosto 1900 con Ethel Rubini, n. Trivignano 21 settembre 1881, † Udine 28 aprile 1924, figlia di Carlo e di Emma Forbes; da cui:

a) Margherita, n. Talmassons 28 maggio 1901, spos. Udine 8 genn. 1920 con dr. cav. Raffaello Pagani, n. Lestizza 29 aprile 1891, di Camino e Lucilia Chiaruttini.

b) Angelina, n. Udine, 4 dicembre 1903, † Riccione 18 aprile 1919.

c) Olimpia, n. Talmassons 26 settembre 1907, spos. Flumignano 15 settembre 1926 con Carlo Aveta, n. Piacenza, di Achille e di Anna Ricci, capitano degli Alpini.

d) Fabiola, n. Udine 9 dicembre 1908, spos. Udine 16 aprile 1928 con Guido Fano, di Giorgio n. Venezia (Venezia).

e) FABIO, n. Talmassons 13 luglio 1911.

f) GIAN CARLO, n. Talmassons 11 agosto 1913.

2) Elisabetta, n. Udine 17 agosto 1878, spos. Marsure di Povoletto 21 dicembre 1908 al conte Umberto Zanardi Landi, n. Ancona, di Francesco e di Augusta Ranaldi.

3) Olimpia, n. Udine 19 novembre 1880, spos. Udine 10 ottobre 1904 col dr. cav. Giuseppe Urbanis, n. Aiello 24 gennaio 1875, del cav. Andrea e di Giulia Saldassi.

4) Giuseppina, n. Udine 5 giugno 1884, spos. Udine 18 settembre 1908 con Giuseppe Morelli De Rossi, n. Udine 16 marzo 1871, fu Angelo e Antonietta nobile de Dottori degli Alberoni.

5) Fedele, n. Udine 20 agosto 1885, spos. Udine 27 gennaio 1909 col conte del S.R.I. Giulio di Strassoldo Soffumbergo, n. Joanniz. 28 settembre 1877, † 30 gennaio 1931 di Ottone e della nobile Imelde.

Cugini primi:

1) Maria, n. Udine 25 marzo 1876, di Benedetto, di Massimo, e di Cecilia nobile dei conti Ronchi, † Udine 11 settembre 1878. 2) Francesca, n. Udine 23 aprile 1877.

3) Maria, n. Udine 7 dicembre 1878, spos. Marsura di Povoletto 27 settembre 1911 con rag. Palamede Braido, n, Udine 8 maggio 1864, † Udine 1 dicembre 1929 (Udine).

4) Giulia, n. Udine 12 agosto 1881, spos. Marsura di Povoletto 12 gennaio 1901 con ing. Luigi Castagna, n. Venezia 16 marzo 1860, † Nogarè di Crocetta Trevisana 21 marzo 1917 (Nogarè).

5) CARLO, n. Udine 15 aprile 1883, † Udine 3 aprile 1884.

6) Carolina, n. Udine 12 aprile 1885.

7) CARLO, n. Udine 26 marzo 1887, † Udine 6 dicembre 1924.

Madre: Cecilia nobile dei conti Ronchi, n. Maniago 1 novembre 1854, figlia del conte Carlo, consigliere d’Appello, e della nobile Giulia dei conti Gropplero, spos. Venezia 14 aprile 1875 col marchese Benedetto Mangilli, n. Udine 6 aprile 1849, † Marsure di Povoletto 9 giugno 1905, figlio di Massimo (n. 1804, † 1869) e di Francesca contessa di Mels Colloredo. (Res. Udine e Marsura di Povoletto). Altri cugini secondi:

1) EDOARDO, n. Udine 3 settembre 1884, di Ferdinando, di Massimo, e di Angela Foramiti; spos. Belluno 10 luglio 1909 con Olimpia Villis, n. Cividale 14 giugno 1882, di Edoardo e di Anna Rieppi; da cui:

a) FERDINANDO, n. Cividale 27 giugno 1910.

b) Olga, n. Cividale 28 giugno 1912.

2) Olga, n. Udine 5 marzo 1886, † 13 luglio 1893.

3) ALDO, n. Udine 11 luglio 1894, spos. Codroipo 21 febbraio 1923 con Valentina Venuti, n. Povoletto 5 gennaio 1900, di Antonio, da cui: a) LUCIO ANTONIO, n. Udine 16 luglio 1926.

b) Ines Luigia, n. Udine 25 ottobre 1927.

Madre: Angela Foramiti, n. Cividale 1860, figlia di Odoardo e di Giuseppina Salvagnini, spos. Cividale 15 agosto 1883 col marchese Ferdinando Mangilli, n. Udine il novembre 1855, † Savorgnan del Torre 16 luglio 1922, figlio di Massimo (n. 1804, † 1869) e di Francesca contessa di Mels Colloredo. (Residenza Udine).

e. d. t. [Enrico Del Torso]


Genealogia

Genealogia Mangili

Genealogia Mangilli

Stemmi

ARMA: Troncato con la fascia di azzurro sulla partizione, carica di tre stelle di sei raggi d’oro; al 1° di argento al giglio d’oro, cucito; al 2° di rosso a due branche di leone d’oro strappate, decussate, le unghie in alto.

Stemmi famiglia Mangili

Storia

Personaggi

Dimore

Udine, Marsura di Povoletto

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/mangili/Dizionario_Biografico/

Documenti

Collezioni

Note