Marenzi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Stemma dal Riconoscimento del 1902
Spreti, vol. IV, p. 371
Spreti, vol. IV, p. 371
Spreti, vol. IV, p. 371
Spreti, App. Parte II, p. 265
Ramo di Trieste (Spreti, vol. IV, p. 372)
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Stemma dei Marenzi della stella (Stemmario Camozzi n. 1204)

Derivano, come parecchie altre famiglie, da quei Mozzi discendenti da Appone che sono documentati anche a Sovere nel 1088 e poi almeno sino al 1156 con Teutaldo e diedero poi origine ai Capitani di Sovere, mentre la famiglia dei da Soare risulta a sé nei secoli XII e XIII.

Tra il 1093 e il 1116 dai Mozzi si erano diramati i Brusati di Brescia e i Federici di Val Camonica, mentre successivamente i Marenzi risultano discendere da un Marino detto Marenzio de Capitani di Sovere; e da loro poi nel 1440 derivarono i Marenzi di Tagliuno, nel 1456 i Marenzi di Trieste, e poco dopo le due famiglie Bottaini.

Tutt’altra origine e storia hanno i Capitani di Marenzo in Val San Martino che divennero poi Cattaneo.

Nell’Enciclopedia Nobiliare Italiana di V. Spreti si precisa che due sono le famiglie Marenzi con origini affatto diversa. Una proviene da Monte Marenzo, ha cambiato vari nomi e ora è Cattaneo e per essa si rimanda ad altra scheda. L’altra famiglia, gli attuali conti Marenzi, deriva da un Marino detto Marenzo de’ Capitano di Sovere: «1389, 21 februarii, Ariginus filius quondam domini Francisci olim domini Marini cui dicebatur Marentius de capitanis de Suere, civis Bergami habitator de Sarnico» (Mozzi, vol. IV).

Questa di Marino ha origine comune coi Bottaini, e derivano entrambe dai Capitani di Sovere - che a loro volta, come già i Federici di Val Camonica, derivavano dai Mozzi. Da lui discendono appunto i Marenzi di Sarnico, poi nobili di Bergamo, conti di Tagliuno e di Telate. Anch’essa però si divise nettamente: una generazione prima s’era staccato il ramo detto di Trieste, poi fatti baroni, conti e marchesi, che a Trieste prese dimora verso il 1560 con Luigi Marenzi, luogotenente imperiale, consigliere dell’arciduca Carlo, capitano di cento uomini d’armi contro i turchi in Croazia. Da lui discesero Antonio, vescovo di Trieste ed i cavalieri gerosolimitani Paolo e Cesare, 1669.

I Marenzi di Trieste furon creati baroni del S. R. I. con privilegio 15 settembre 1654, e confermati marchesi di Valle Oliola, conti di Tagliuno e di Telgate, baroni di Marenzfeld, di Schöneck e del S. R. I. con diploma 4 giugno 1864 ed hanno un palazzo a Vienna dove risiedono.

A Telgate i Marenzi di Bergamo successero ai Vavassori nel dominio del Castello.

Un ramo dei Marenzi di Telgate che si stava estinguendo adottò la famiglia Cavalieri, che assunse il cognome Marenzi e venne fregiata con titolo comitale. Possedevano il castello di Telgate, un palazzo in Bergamo in via Porta Dipinta in faccia ai Moroni e un altro nel vicolo Bettami che, per eredità della contessa Antonia Marenzi Noli, moglie dell’ultimo conte Marenzi di quel ramo, appartiene alla famiglia Mussita. Al conte Giulio Marenzi, per eredità dello zio materno conte Leonino Secco Suardo apparteneva un palazzo in Via San Salvatore ed una villa a Zanica. Infatti i Secco Suardo Leonini si estinsero verso la metà dell’ 800 nei Marenzi. Ora hanno palazzo in via Pignolo già Piazzoni.

Al Consiglio di Bergamo appartennero LEONARDO, 1509-1511, e poi Francesco, Ventura, Lodovico, Giov. Battista, Giulio, Girolamo, Leonardo, Camillo, ed Orazio nel secolo XV; GIROLAMO, FERRANTE, PIETRO-PAOLO, FILIPPO, GIACOMO, ORAZIO, GIOV. BATTISTA, ANTONIO, nel secolo XVII; GIULIO, FILIPPO e ANTONIO, nel XVIII.

Negli elenchi del 1828 e del 1840 sono inscritti nobili (mf.), FILIPPO, GIOVANNI, GIROLAMO e CESARE; in quello del 1895, son inscritti FILIPPO e GAETANO di Paolo, di Filippo; i figli di Filippo; Maria, Lucia, PAOLO, LUIGI e NICOLA; e quelli di GAETANO; PARIDE, Paola e Lucia. Sono pure inscritti GIOVAN BATTISTA e GIULIO ANTONIO di Giovanni, di Antonio, col figlio di Giulio: GIOVANNI.

Meritano d’essere ricordati:

GIOVANNI Abate (Romano di Lombardia 1707-1797). Fornito di singolare cultura letteraria e scientifica, iniziò gli studi nel Seminario di Bergamo e li concluse a Milano. Visse nella quiete della sua villa di Cividino dove si dedicò allo studio delle lettere. Tradusse in versi sciolti l’Enriade di Voltaire, dedicandola allo stesso autore. Questi, compiaciuto, il 12 febbraio 1770, gli scrisse una lettera di ringraziamento. Dedicò la propria attività specialmente alle traduzioni, alle opere dei poeti latini e alle tragedie ed ai poemi di Voltaire.

AGOSTINO Cronista (XVII sec.). Descrisse le opere del sacerdote Regolo Belotti, fondatore di ricoveri per poveri e donne abbandonate, e redasse una cronaca della carestia e della peste (1629-30) S’interessò anche di pittori bergamaschi, come Francesco Bonetti di Baresi e Giacomo Dolrino seguace dello Zucco.

ANDREA Pittore (Telgate 1823-1891), figlio del conte Giovanni e di Giulia Secco Suardo. Nel 1847 espose all’Accademia Carrara due Paesaggi della Valle Brembana, tema a lui molto caro. Fu allievo del Ronzoni, e di Costantino Rosa. Fu anche collezionista di opere di validi artisti a lui contemporanei (Rillosi, Riva, ecc.), ai quali commissionava lui stesso alcuni dipinti. Negli anni settanta si ritirò dalla vita artistica senza chiare ragioni per dedicarsi alla viticoltura e alla vita agreste.

CARLO Erudito (XIX sec.). Autore de Il servitore di piazza per la città di Bergamo per le Belle arti (1825), nel 1843 fu commissario della Galleria Carrara e contribuì all’eliminazione di varie opere d’arte del Settecento, mal giudicate dagli accademici perché non consone agli ideali artistici dei tempo. Donò alla Biblioteca Civica Le glorie di Bergamo dell’Angelini.

[GPA]

Genealogia

Genealogia Marenzi

Stemmi

* MARENZI (DA MARENZO o CAMARENZI).

ARMA: troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero carronata del campo, nel 2° d’oro a tre bande scaccate d’azzurro e di argento (Marenzi e Federici).

Alias: di oro all’aquila di nero (Federici, marchesi di Valle Oliola, ossia di Val Camonica, per concessione di Corrado II.)

Alias: Inquartato: nel 1° e nel 4° di azzurro alla palla alata di argento, nel 2° e 3° d’oro a tre bande scaccate di azzurro e d’argento.

Alias: Inquartato: nel 1° e 4° di azzurro ad una palla alata di argento; nel 2° e 3° di rosso ad una biscia ondeggiante di argento in palo, coronata di oro. Sul tutto uno scudetto inquartato e timbrato da una corona, nel 1° e 4° d’oro, all’aquila di nero; nel 2° e 3° d’oro, a tre bande scaccate d’azzurro e d’argento. (Marchesi di Valle Oliola, conti di Tagliuno e di Telgate, baroni di Marenzfeld e Schöneck).

Alias: Inquartato: nel 1° e nel 4° d’oro all’aquila di nero; nel 2° e 3° d’oro a tre bande scaccate d’azzurro e d’argento; (baroni di Marenzfeld).

Alias: Di azzurro al castello d’argento terazzato di verde accompagnato da un giglio d’oro in capo e da una balestra di oro in punta: (Marenzi di Monte Marenzo).

Alias: Di oro al castello di argento sormontato da una aquila di nero. (Marenzi da Marenzo].

Alias: Inquartato: nel 1° d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; nel 2° d’azzurro alla palla alata d’argento; nel 3° di rosso al biscione d’argento coronato d’oro; nel 4° bandato d’oro e di bande composte d’azzurro e d’argento col capo d’oro carico di un’aquila di nero. (DD. MM. di Ricon. 5 gennaio 1901 e 2 agosto 1902).

CIMIERO: Palla alata, aquila e biscia.

MOTTO: Virtute, haud fatis.


MARENZI (ramo di Trieste)

ARMA: Inquartato: nel 1° e 4°, d’azzurro alla palla di argento alata d’ambo le parti; nel- 2° e 3°, di rosso alla biscia ondeggiante quattro volte in palo, linguata di rosso e coronata d’oro, nel 3° punto rivoltata. Sul tutto, inquartato: 1° e 4°, d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; 2° e 3°, d’oro a tre bande scaccate d’azzurro e d’argento.

CIMIERO: La palla, l’aquila e la biscia dello scudo su tre elmi coronati.

Stemmi famiglia Marenzi

Storia

Personaggi

Dimore

Bergamo, Bolgare, Trieste

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Marenzi Bernardino, 1526 perg 0116

Marenzi Giovanni Baldino, eredi di -, 1535 perg 0743

Marenzi Lucrezia di Lovere, moglie di Giovanni Baldino, 1535 perg 0743


Capitani di Marenzo (dei) Antonio fu Marchetto, 1465 perg 1446

Capitani di Marenzo (dei) Giacomo fu Fedele Paolo, 1455 perg 0985

Capitani di Marenzo (dei) Giovanni fu Marchetto, arciprete chiesa S. Lorenzo di Calepio, 1465 perg 1446

Capitani di Marenzo (dei) Marchetto, di Bergamo, 1465(+) perg 1446

Capitani di Marenzo (dei) Ridollo fu Bertramo, 1385 perg 1669

Capitani di Marenzo (dei) Ridollo fu Bertramo, di Valle San Martino, 1385 perg 1668

Capitani di Marenzo (dei) Tarenzia, vedova di Bertecino, di Monte Marenzo, 1387 perg 1589


Bibliografia

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 371-372:

* MARENZI (DA MARENZO o CAMARENZI).

Due sono le famiglie Marenzi di Bergamo ed hanno origine affatto diversa. Una proviene da Monte Marenzo e l’altra da un Marino detto MARENZO de’ Capitani di Sovere. «1389, 21 februarii, Ariginus filius quondam domini Francisci olim domini Marini cui dicebatur Marentius de capitanis de Suere, civis Bergami habitator de Sarnico» (Mozzi, vol. IV).

Da questo Marino e da origine comune coi Bottaini e coi Federici di Val Camonica sono discesi i Marenzi di Bergamo, di Sarnico, di Tagliuno e di Telgate, e poi i nobili ed i conti di Bergamo, ed i conti, baroni e marchesi di Trieste. A Telgate essi successero ai Vavassori nel dominio del Castello. A Trieste prese dimora verso il 1560 Luigi Marenzi, luogotenente imperiale, consigliere dell’arciduca Carlo, capitano di cento uomini d’armi contro i turchi in Croazia. Da lui discesero Antonio, vescovo di Trieste ed i cavalieri gerosolimitani Paolo e Cesare, 1669.

I Marenzi di Trieste furon creati baroni del S. R. I. con privilegio 15 settembre 1654, e confermati marchesi di Valle Oliola, conti di Tagliuno e di Telgate, baroni di Marenzfeld, di Schöneck e del S. R. I. con diploma 4 giugno 1864.

Un ramo dei Marenzi di Telgate presso ad estinguersi adottò la famiglia Cavalleri, che assunse il cognome Marenzi e venne fregiata con titolo comitale. Possedeva il castello di Telgate ed un palazzo in Bergamo nel vicolo Bettami che, per eredità della contessa Antonia Marenzi Noli, moglie dell’ultimo conte Marenzi, appartiene alla famiglia Mussita. Al conte Giulio Marenzi, per eredità dello zio materno conte Leonino Secco Suardo apparteneva un palazzo in Via San Salvatore ed una villa a Zanica.

Al consiglio di Bergamo appartennero LEONARDO, 1509-1511, e poi Francesco, Ventura, Lodovico, Giov. Battista, Giulio, Girolamo, Leonardo, Camillo, ed ORAZIO nel secolo XV; GIROLAMO, FERRANTE, PIETRO-PAOLO, FILIPPO, GIACOMO, ORAZIO, GIOV. BATTISTA, ANTONIO, nel secolo XVII; GIULIO, FILIPPO e ANTONIO, nel XVIII.

Negli elenchi del 1828 e del 1840 sono inscritti nobili (mf.), FILIPPO, GIOVANNI, GIROLAMO e CESARE; in quello del 1895, son inscritti FILIPPO e GAETANO di Paolo, di Filippo; i figli di Filippo; Maria, Lucia, PAOLO, LUIGI e NICOLA; e quelli di GAETANO; PARIDE, Paola e Lucia. Sono pure inscritti GIOVAN BATTISTA e GIULIO ANTONIO di Giovanni, di Antonio, col figlio di Giulio: GIOVANNI.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte di Tagliuno e Telgate (m.), nobile (mf.), in persona di: LUIGI, di Antonio, di Filippo, con figli: Caterina, Giacomina, FILIPPO. GIOVANNI PAOLO, di Giovanni Francesco, di Giovanni Paolo. GIOVANNI, di Giambattista, di Anton Francesco.

Nipoti (figli del fratello Giulio Antonio †), GIOVANNI VITTORIO EMANUELE, Camilla, vedova Maffeis.

Sono iscritti nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte di Tagliuno e Telgate (m.), nobile (mf.), FILIPPO, di Paolo, di Filippo. Figli: Maria, Lucia, PAOLO, LUIGI, NICOLA.

Nipoti: (figli di Gaetano †, fratello di Filippo): Paola in Merlini, Lucia in Micheli.

GINO, di Gian Paolo, di Gaetano.

Sono pure iscritti con i titoli di marchese della valle d’Ogliola, conte di Tagliuno, Barone del S. R. I., Pred. di Marenzensfeld e Schöneck, in persona di: FEDERICO, di Francesco e del fratello GIUSEPPE LODOVICO.

Sono inoltre iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933, coi titoli di Conte di Tagliuno e Telgate (m.), Nobile (mf.), in virtù del D. M. di Ricon. 27 agosto 1903:

Figli di Filippo, di Luigi, di Antonio, di Filippo: Emilia, n. Bergamo 14 aprile 1912; ALESSANDRO, n. ivi 14 aprile 1912 (gemello): GIANFRANCO, n. ivi 9 aprile 1921.

g. l. [Giuseppe Locatelli]


MARENZI (ramo di Trieste)

Ramo dell’antichissima famiglia bergamasca che aveva avuto feudi e posizione eminente in Valcamonica fino dall’XI secolo. Infeudata di Valle Oliola con rango e titolo margraviale.

Nell’anno 1027 essa ebbe comune l’origine coi Capitani signori di Lovere e con questi ebbe comuni numerosi feudi. Infeudata dai Visconti con titolo di Conte di Tagliuno e Telgate. Questo ramo si trasferì in Austria per servizio militare ed ebbe nel 1654 la concessione del titolo di Barone del S. R. I. coi predicati di Marenzensfeld e di Schenech e finalmente con diploma imperiale 14 agosto 1864 ebbe dall’Austria la conferma del suddetto titolo e predicati, nonché quello di Conte di Tagliuno e Telgate e quello di Marchese della Valle di Ogliola.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di barone del S. R. I. coi predicati di Marenzensfeld e Schenech (mf.), conte di Tagliuno e Telgate (mf.), marchese della Valle d’Ogliola (mf.) ed è rappresentata dai fratelli, figli di Francesco e di Maria Virginia Putzer:

1. FEDERICO, nato a Vienna, 18 ottobre 1850;

2. GIUSEPPE LODOVICO, nato a Trieste 8 dicembre 1853.

b. c. [Baldassare Compostella]

Ivi, Appendice, parte II, p. 265:

'Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933, coi titoli di Marchese della Valle Ogliola (mf.), Conte di Tagliuno e Telgate (mf.), Barone del S. R. I. (mf.), Predicati di Marenzensfeld e Scheneck (mf.), in virtù del D. M. di Ricon. 2 maggio 1932: FEDERICO, di Francesco, n. Vienna 18 ottobre 1850.

Fratello: GIUSEPPE LODOVICO, n. Trieste 8 dicembre 1853.

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