Marini (Brescia)

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Marini e Marini Scotti (Spreti, Vol. IV, p. 400)
Spreti, Vol. IV, p. 400

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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 400-402:

Famiglia bresciana che si ritiene ramo staccatosi sullo scorcio del secolo XIV dal più antico ceppo di Brognoli (detto anche Brignoli) i quali da Gandino bergamasco si propagarono nel Bergamasco e in fine nel Bresciano.

Questo Gandino di Bergamo probabilmente si arricchì col commercio dei pannolani, che era in quei tempi fiorentissimo nella borgata. Così riferisce F. Celestino nella sua Historia de Bergamo, parte I (Bergomo, 1617, pagina 543): «Quivi è il maggior traffico di pannina che in tutta la Valle, poiché da Gandino solo escono ogni anno da tremila panni alti, et quattromila de bassi, che si mandeno in Hungaria, in Polonia, Alemagna alta e bassa, nella Marcha, Romagna, et nel Regno di Napoli. Per queste egli è pieno di Mercatanti ricchissimi, et copioso di superbi palagi.... Ove alcune famiglie godono amplissimi Privilegi Cesarei di Nobiltà.... et alcune la cittadinanza di Bergomo et di Brescia, etc.». La prova di tali diramazioni è data dai codici cartacei esistenti nell’Archivio Comunale di Brescia nei Processi di Nobiltà: Stephanus de Marinis in Adro a. 1442 -Benedictus. fil. Marini de Brognolis de Gandino, a. 1415 - Petrus q. Benedicti de Brognolis de Gandino habit. Gabiani, a. 1534 - Marinus q. Antonii Marini de Brognolis a. 1568 - Petrus fil. q. Marini de Marinis de Claris, a. 1434 - Giov. Giacomo Marini habit. in Brescia in Contrada S. Clemente, a. 1473. (Arch. Com. Brescia, «Processi di Nobiltà», vol. 296, 313, 315 passim). È da notarsi però che non tutti i Marini di Bergamo e Brescia derivarono dai Brognoli. G. Mozzo, nel suo «Massimario» Antichità Bergamasche, vol. B, pag. 397 b, riferisce come già nel 1217 vivesse in Bergamo un Albertus Marini in Albino (Rotuli Episcopali in Biblioteca Civica di Bergamo).

Mentre la famiglia Brognoli di Brescia, che fu confermata nell’antica nobiltà con Sovrana Risoluzione del 1818 (vedi Enciclopedia Stor. Nob. Ital., vol. II, pag. 191) va estinguendosi con Elisabetta, figlia di Annibale, sposata in Calini, la famiglia Marini di Brescia si è trasferita da molti anni a Milano ed ivi si è suddivisa in vari rami a nome dei quali il generale Alessandro Marini, defunto nel 1904, ottenne il riconoscimento della nobiltà con D. M. 5 luglio 1900. Il Crollalanza nel suo Dizionario Storico-Blasonico errò evidentemente, dichiarando estinta questa famiglia.

Appartenne a questa casata il padre MARCO MARINI (n. in Brescia verso il 1541, † il 20 maggio 1594), dei Canonici Regolari di S. Salvatore, celebre orientalista, profondo conoscitore e pratico espositore delle lingue greca, ebraica, caldea ed araba, e che il dotto gesuita Cotton chiamava il Prisciano della lingua ebraica. Fu segretario-interprete della Repubblica Veneta per la corrispondenza coi Turchi, Egiziani e Persiani; Revisore dei testi ebraici presso Papa Gregorio XIII, protetto dal grande mecenate Principe Giacomo Boncompagni al quale il Marini dedicò il suo Dizionario. Nel 1580 pubblicò la sua Grammatica della lingua santa che, per il suo entusiasmo per l’ebraico, intitolò Hortus Eden (Giardino di Delizie); nel 1593, coi tipi di Giovanni Degara di Venezia, il celebre Dizionario della lingua ebraica che egli chiamò Arca Noe Thesaurum linguae Sanctae novus, che è inoltre una raccolta di concordanze ebraiche, utilissimo, e quasi indispensabile, per chi intraprenda lo studio della Bibbia sul testo originale. Altre opere egli pubblicò di alta dottrina linguistica, come: Historia lexicorum hebraeorum; Annotationes literales in psalmos; ecc.

Per quanto non si possa ammettere una vera e propria tradizione orientalista italiana nonostante gli studii compiuti due secoli prima da un precursore del Marini, il Raimondo Lullo; nonostante i tentativi di due Pontefici Onorio VI e Clemente V di promuovere in Italia l’insegnamento degli studii orientali e dell’ebraico in particolare; e nonostante le opere, delle quali alcune inedite di altri eruditi, tutta l’opera del Padre Marco Marini, ed in particolar modo il suo Dizionario, si può definire un monumento di studii orientali in pieno Rinascimento e di altissimo contributo alla lotta dichiarata dai Pontefici allo scisma perché tali studii erano strumento essenziale contro ogni riforma protestante ed arma indispensabile psr opporre validi argomenti, attinti dalla genuina fonte dei testi sacri, alla critica biblica che fioriva nelle dotte scuole di oltr’Alpe e dilagava contro l’autorità di Roma papale. Ben a ragione quindi il Tiraboschi pose il Marini fra i più illustri ebraisti e poliglotti del suo secolo.

In Brescia i Marini furono fra le più notabili famiglie per censo e per cariche civili; fecero parte del Consiglio Maggiore e contrassero alleanze matrimoniali coi Martinengo Cesaresco, cogli Ugoni, coi Finadri ed altre maggiorenti casate.

Numerosi furono i decurioni, medici, teologi, musicisti e letterati che illustrarono in patria questa famiglia.

Dei vari rami, nei quali si suddivise la famiglia, nel sec. XVIII, viveva solo quello di PIETRO, marito della contessa Eleonora Martinengo e padre di LORENZO (n. 1798), il quale sposò Rosa Finadri (n. 1809).

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob.;Ital. e nell’El. Uff. Nòb. Ital. coi titoli di Nobile (mf.), (D. M. 5 luglio 1900), in persona di GUIDO, di Giambattista, di Lorenzo.

Figli: GIOVANNI (Nino) e Nennele.

MARINO, di Enrico, di Lorenzo.

Figli:Mariangela, GIANMARCO, Enrica, Anna.

Fratelli: ALDO, n. a Milano 17 gennaio 1889, sposato a Milano 7 settembre 1921 con Antonietta Scotti di Bergamo, da cui: MARCO (vedi MARINI SCOTTI), SANDRO e FRANCO (gemelli) nati a Milano 8 gennaio 1929.

MARIO (†), di Luigi, di Lorenzo.

Fratelli: ALBERTO, RICCARDO ed ENRICO (†)

Figli di Mario: LUIGI, Carla.

Figli di Riccardo: RENATO ed ENRICO.

ITALO, di Cesare, di Lorenzo.

Sorella: Anna.

v. s. [Vittorio Spreti]


* MARINI SCOTTI.

Il figlio primogenito di Aldo Marini (vedi famiglia precedente) MARCO, n. a Milano il 27 agosto 1922 è stato autorizzato con D. M. 25 novembre 1926 ad aggiungere al proprio il cognome materno Scotti e con tale è iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Marini

Stemmi

ARMA: D’argento a due rami di prugno fogliati, fruttati, intrecciati in corona al naturale con la campagna mareggiata d’azzurro.

ORNAMENTI: Lo scudo pei maschi è sormontato da elmo e corona da nobile e ornato di cercine e di svolazzi d’argento e d’azzurro e per le femmine, omessi tutti gli altri ornamenti, sarà sormontato dalla sola corona da nobile e posto fra due rami di palma al naturale, divergenti e decussati sotto la punta dello scudo. (Ricon. per D. M. 5 luglio 1900).

Alias: D’oro alla pianta sradicata di pruno di verde fruttata di rosso e fustata di nero.

Alias: D’oro con una punta rovesciata del capo di rosso, ad una pianta di tre rose vermiglie e bianche. (Crollalanza: Diz. Stor. Blasonico).

MOTTO: Quoque vere.

Stemmi famiglia Marini

Storia

Personaggi

Dimore

Milano, via Curtatone, 16.

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/biagio-marini_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/marco-marini_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/ignazio-marini_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-de-marini_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni

Note