Masperoni: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
 
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Nel Consiglio Generale di Brescia, costituitosi in patriziato nel 1488, figurano sempre i Masperoni con i discendenti del Rizzardo sopra elogiato e di suo figlio GIOVANNI. Da questi già morto nel 1469, di padre in figlio, si ha la seguente discendenza documentata:
 
Nel Consiglio Generale di Brescia, costituitosi in patriziato nel 1488, figurano sempre i Masperoni con i discendenti del Rizzardo sopra elogiato e di suo figlio GIOVANNI. Da questi già morto nel 1469, di padre in figlio, si ha la seguente discendenza documentata:
  
LORENZO, già morto nel 1485, GIOVANNI, che fu tra i congiurati contro i Francesi nel 1512, ANTONIO, che muore attorno al 1580, ed ha per figlio RIZZARDO II dopo il quale con i suoi figli la famiglia si suddivide in tre rami: il primo discendente da ANDREA, che si estingue al principio del secolo XVIII, il secondo da PIETRO, che finisce sulla fine dello stesso secolo con ANTONIO, e finalmente il terzo, quello oggi vivente, che ha origine da CARLO (n. 1614) che sposa Aurelia q. Giulio de’ Capitani (della famiglia di Valle di Scalve) ed ha RIZZARDO III n. 1648 che troviamo Vicario di Val-Camonica nel 1691, padre di CARLO (n. 1690) e di GIULIO (n. 1693). Quest’ultimo sposa nel 1725 la nob. Cecilia Violini da cui: RIZZARDO IV n. 1725 e PIETRO n. 1736, Giudice di Collegio. GIULIO II figlio di RIZZARDO IV ebbe tre figli tra i quali: 1) PIETRO, che dalla moglie Angela Prandi ebbe LORENZO (n. 1837), sp. Silvia Chinelli e muore senza discendenti; 2) GIO. BATTISTA (n. 1821, m. 1900), che sposa nel 1855 Giuditta Ferrari (1829-1890) dalla quale: 1) GIULIO III (n. 1856, m. 1914), marito nel 1891, di Cansini Adele da cui: GUGLIELMO (n. 15 giugno 1893), sp. nel 1915 Dallia Borelli, dalla quale: a) Adelina (n. 19 febbraio 1916), b) GIULIO IV (n. 25 gennaio 1921); 2) Cecilia (n. 1858) sp. nel 1882, Ottorino Grechi da Brescia; 3) Vittoria (n. 1860), sp. 1884, Ernesto Lucidi da Bagolino; 4) Guglielmina (n. 1863) sp. Darlo Fapanni da Brescia; 5) RIZZARDO, (n. 1864, m. 1895); 6) Letizia (n. 1856), sp. Luigi Rossi da Brescia.
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LORENZO, già morto nel 1485, GIOVANNI, che fu tra i congiurati contro i Francesi nel 1512, ANTONIO, che muore attorno al 1580, ed ha per figlio RIZZARDO II dopo il quale con i suoi figli la famiglia si suddivide in tre rami: il primo discendente da ANDREA, che si estingue al principio del secolo XVIII, il secondo da PIETRO, che finisce sulla fine dello stesso secolo con ANTONIO, e finalmente il terzo, quello oggi vivente, che ha origine da CARLO (n. 1614) che sposa Aurelia q. Giulio de’ Capitani (della famiglia di Valle di Scalve) ed ha RIZZARDO III n. 1648 che troviamo Vicario di Val-Camonica nel 1691, padre di CARLO (n. 1690) e di GIULIO (n. 1693). Quest’ultimo sposa nel 1725 la nob. Cecilia Violini da cui: RIZZARDO IV n. 1725 e PIETRO n. 1736, Giudice di Collegio. GIULIO II figlio di RIZZARDO IV ebbe tre figli tra i quali: 1) PIETRO, che dalla moglie Angela Prandi ebbe LORENZO (n. 1837), sp. Silvia Chinelli e muore senza discendenti; 2) GIO. BATTISTA (n. 1821, m. 1900), che sposa nel 1855 Giuditta Ferrari (1829-1890) dalla quale: 1) GIULIO III (n. 1856, m. 1914), marito nel 1891, di Cansini Adele da cui: GUGLIELMO (n. 15 giugno 1893), sp. nel 1915 Dallia Borelli, dalla quale: a) Adelina (n. 19 febbraio 1916), b) GIULIO IV (n. 25 gennaio 1921); 2) Cecilia (n. 1858) sp. nel 1882, Ottorino Grechi da Brescia; 3) Vittoria (n. 1860), sp. 1884, Ernesto Lucidi da Bagolino; 4) Guglielmina (n. 1863) sp. Dario Fapanni da Brescia; 5) RIZZARDO, (n. 1864, m. 1895); 6) Letizia (n. 1856), sp. Luigi Rossi da Brescia.
  
 
La famiglia è iscritta nel Libro d’oro della Nob. Ital. e sull’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di Nob. (mf.) in persona di GIULIO, GUGLIELMO, Cecilia, Vittoria, Guglielmina.
 
La famiglia è iscritta nel Libro d’oro della Nob. Ital. e sull’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di Nob. (mf.) in persona di GIULIO, GUGLIELMO, Cecilia, Vittoria, Guglielmina.

Versione attuale delle 22:16, 17 ago 2019

Spreti, vol. IV, p. 471

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 471-472:

In un patto di alleanza fra Brescia Cremona, Bergamo e Parma del 1206, esistente nell’Archivio di Cremona, figura tra i molti Consiglieri bresciani un GIROLDO «de Masperono». In quel tempo, e precisamente nel 1220 il 27 maggio sul «Liber Poteris» bresciano è nominato il castello di Roccafranca fondato e poi posseduto dai fratelli LANFRANCO, UMBERTO, GIROLDO, PIETRO e GIOVANNI figli di ADAMO Masperoni da Chiari. In questa città, del territorio bresciano, fiorì questa antichissima famiglia, che, come si è visto, appare in modo certo al principio del 1200.

Dopo Giroldo parecchi sono gli uomini che si distinsero, sopratutto nella vita agitata della provincia bresciana dei secoli XIV e XV. Così noi sappiamo dallo storico Malvezzi che i due influenti uomini di parte guelfa SPERONE e PERCIVALLE de Masperonibus furono trucidati dalla parte avversa nel 1315; e che l’anno appresso UGOLINO si prese le vendette uccidendo o facendo prigionieri una novantina di nemici in una fazione presso Dello. Lo stesso Ugolino lo vediamo nel 1330, quale Vessillifero di Giustizia, fra i delegati da Brescia ad incontrare Re Giovanni di Boemia. Un GELPINO dei Masperoni lo troviamo membro influente nel Consiglio Generale di Brescia del 1388; RIZZARDO di Rasino e GIOVANNI, raccogliere armati in Franciacorta a favore dei Veneziani contro i Visconti nel 1426. RIZZARDO, uno degli anziani della città nel 1422, figura anche fra i trecento che firmarono l’atto di dedizione di Brescia a Venezia e suo figlio GIOVANNI che fu Vicario a Rovato nel 1430, a Iseo nel 1435, è fra i sei Mastri della guerra, che Brescia nominò nel 1437 per condurre il proprio esercito contro Niccolò Piccinino. Figlia o nipote di Rizzardo è quell’Eletta, Abbadessa del grande e potente monastero di S. Giulia, nel 1465, che poi è deposta nel 1478 con Bolla di Sisto IV in data 11 luglio per essersi opposta agli ordini dei Visitatori Apostolici delegati alle riforme del Monastero. Le sue nipoti Paola nel 1493 e Geroloma nel 1513, coprirono la stessa importante carica.

Nel Consiglio Generale di Brescia, costituitosi in patriziato nel 1488, figurano sempre i Masperoni con i discendenti del Rizzardo sopra elogiato e di suo figlio GIOVANNI. Da questi già morto nel 1469, di padre in figlio, si ha la seguente discendenza documentata:

LORENZO, già morto nel 1485, GIOVANNI, che fu tra i congiurati contro i Francesi nel 1512, ANTONIO, che muore attorno al 1580, ed ha per figlio RIZZARDO II dopo il quale con i suoi figli la famiglia si suddivide in tre rami: il primo discendente da ANDREA, che si estingue al principio del secolo XVIII, il secondo da PIETRO, che finisce sulla fine dello stesso secolo con ANTONIO, e finalmente il terzo, quello oggi vivente, che ha origine da CARLO (n. 1614) che sposa Aurelia q. Giulio de’ Capitani (della famiglia di Valle di Scalve) ed ha RIZZARDO III n. 1648 che troviamo Vicario di Val-Camonica nel 1691, padre di CARLO (n. 1690) e di GIULIO (n. 1693). Quest’ultimo sposa nel 1725 la nob. Cecilia Violini da cui: RIZZARDO IV n. 1725 e PIETRO n. 1736, Giudice di Collegio. GIULIO II figlio di RIZZARDO IV ebbe tre figli tra i quali: 1) PIETRO, che dalla moglie Angela Prandi ebbe LORENZO (n. 1837), sp. Silvia Chinelli e muore senza discendenti; 2) GIO. BATTISTA (n. 1821, m. 1900), che sposa nel 1855 Giuditta Ferrari (1829-1890) dalla quale: 1) GIULIO III (n. 1856, m. 1914), marito nel 1891, di Cansini Adele da cui: GUGLIELMO (n. 15 giugno 1893), sp. nel 1915 Dallia Borelli, dalla quale: a) Adelina (n. 19 febbraio 1916), b) GIULIO IV (n. 25 gennaio 1921); 2) Cecilia (n. 1858) sp. nel 1882, Ottorino Grechi da Brescia; 3) Vittoria (n. 1860), sp. 1884, Ernesto Lucidi da Bagolino; 4) Guglielmina (n. 1863) sp. Dario Fapanni da Brescia; 5) RIZZARDO, (n. 1864, m. 1895); 6) Letizia (n. 1856), sp. Luigi Rossi da Brescia.

La famiglia è iscritta nel Libro d’oro della Nob. Ital. e sull’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di Nob. (mf.) in persona di GIULIO, GUGLIELMO, Cecilia, Vittoria, Guglielmina.

f. l. [Fausto Lechi]


Genealogia

Genealogia Masperoni

Stemmi

ARMA: D’argento a due caprioli palati di rosso col capo di verde caricato di uno sperone d’oro.


Stemmi famiglia Masperoni

Storia

Personaggi

Dimore

Rodengo. (Brescia).

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Documenti

Collezioni

Note