Medici (de): differenze tra le versioni

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Questi nel 1687 condusse in moglie Lucia Galli, figlia del dottor Ottavio, giudice dell’almo Collegio di Brescia. Da questo matrimonio deriva nei discendenti l’aggiunzione del cognome Galli, i quali si chiamarono così Medici Occanoni Galli, perché il nobile Cristoforo Galli, fratello della predetta Lucia, con testamento 30 luglio 1752, rogito Giuseppe Bozzoni, lasciò erede per metà il nipote Annibale Medici Occanoni, figlio della predetta Lucia, obbligandolo ad assumere il cognome e lo stemma; lo stesso Giorgio già più che ottantenne viveva ancora nel 1722. Egli fu padre del summenzionato ANNIBALE nato verso il 1690, il quale andò sposo alla nobile Caterina Avogadro, figlia di Antonio Maria. Da Annibale sortì i natali verso il 1714 il nobile signor LORENZO, il quale ebbe in moglie la nobile signora Massimilla Marini. Da Lorenzo nacque il nobile CAMILLO, il 18 ottobre 1755, a Brescia in parrocchia di S. Clemente; questi fu marito della contessa Pellegrina Moronati del fu Girolamo; fu iscritto al Consiglio Generale di Brescia nel 1786 ed è una stessa persona con quel Camillo Medici Occanoni Galli che figura nell’iscrizione generica della famiglia contenuta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. Da Camillo trasse i natali GIROLAMO, nato a Bedizzole (Mantova) il 25 giugno 1786, il quale si sposò ivi l’11 settembre 1817 con Teresa Dominicetti figlia di Cesare. Girolamo procreò GIACOMO, nato a Brescia il 25 dic. 1830 e ammogliatosi con Giuseppa Balbi, figlia di Giovanni. Da Giacomo venne in luce ETTORE, nato a Milano, S. Calimero, il 6 sett. 1852, marito di Francesca Carnevali, riconosciuto nei titoli di nobile di Brescia e di conte di Gavardo con decreto del Capo del Governo in data 30 marzo 1928. Infine da Ettore sortirono i natali Maria, nata a Milano il 13 aprile 1890, sposata ivi il 21 febbraio 1914 con Costantino Lentati, ed Ettorina, nata pure a Milano il 5 febbraio 1894, sposata ivi il 17 maggio 1921 con Giuseppe Pietta.
 
Questi nel 1687 condusse in moglie Lucia Galli, figlia del dottor Ottavio, giudice dell’almo Collegio di Brescia. Da questo matrimonio deriva nei discendenti l’aggiunzione del cognome Galli, i quali si chiamarono così Medici Occanoni Galli, perché il nobile Cristoforo Galli, fratello della predetta Lucia, con testamento 30 luglio 1752, rogito Giuseppe Bozzoni, lasciò erede per metà il nipote Annibale Medici Occanoni, figlio della predetta Lucia, obbligandolo ad assumere il cognome e lo stemma; lo stesso Giorgio già più che ottantenne viveva ancora nel 1722. Egli fu padre del summenzionato ANNIBALE nato verso il 1690, il quale andò sposo alla nobile Caterina Avogadro, figlia di Antonio Maria. Da Annibale sortì i natali verso il 1714 il nobile signor LORENZO, il quale ebbe in moglie la nobile signora Massimilla Marini. Da Lorenzo nacque il nobile CAMILLO, il 18 ottobre 1755, a Brescia in parrocchia di S. Clemente; questi fu marito della contessa Pellegrina Moronati del fu Girolamo; fu iscritto al Consiglio Generale di Brescia nel 1786 ed è una stessa persona con quel Camillo Medici Occanoni Galli che figura nell’iscrizione generica della famiglia contenuta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. Da Camillo trasse i natali GIROLAMO, nato a Bedizzole (Mantova) il 25 giugno 1786, il quale si sposò ivi l’11 settembre 1817 con Teresa Dominicetti figlia di Cesare. Girolamo procreò GIACOMO, nato a Brescia il 25 dic. 1830 e ammogliatosi con Giuseppa Balbi, figlia di Giovanni. Da Giacomo venne in luce ETTORE, nato a Milano, S. Calimero, il 6 sett. 1852, marito di Francesca Carnevali, riconosciuto nei titoli di nobile di Brescia e di conte di Gavardo con decreto del Capo del Governo in data 30 marzo 1928. Infine da Ettore sortirono i natali Maria, nata a Milano il 13 aprile 1890, sposata ivi il 21 febbraio 1914 con Costantino Lentati, ed Ettorina, nata pure a Milano il 5 febbraio 1894, sposata ivi il 17 maggio 1921 con Giuseppe Pietta.
  
Ma oltre al ramo di Ettore, giusta, quanto leggesi a pag. 53 dell’opuscolo Elenco storico dei viventi patrizi bresciani e loro ascendenze fino al 1796 con appendice, (Brescia, Tipografia Centrale, 1902), sopravvive un altro ramo discendente da LORENZO, altro figlio di quel Camillo che nacque il 18 ottobre 1755. Questo ramo, nel quale nessun individuo finora ha domandato il riconoscimento dei propri titoli nobiliari, al tempo in cui l’opuscolo fu stampato, era rappresentato da OTTAVIO, di Giuseppe, di Ottavio, di Lorenzo; da FERDINANDO, di Lorenzo, di Camillo, di Lorenzo, dai fratelli CAMILLO, OTTAVIO e FAUSTINO, di Francesco, di Camillo, di Lorenzo; da- CAMILLO, di Ettore, di Camillo, di Lorenzo; da LUIGI, di Camillo, di Lorenzo.
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Ma oltre al ramo di Ettore, giusta, quanto leggesi a pag. 53 dell’opuscolo Elenco storico dei viventi patrizi bresciani e loro ascendenze fino al 1796 con appendice, (Brescia, Tipografia Centrale, 1902), sopravvive un altro ramo discendente da LORENZO, altro figlio di quel Camillo che nacque il 18 ottobre 1755. Questo ramo, nel quale nessun individuo finora ha domandato il riconoscimento dei propri titoli nobiliari, al tempo in cui l’opuscolo fu stampato, era rappresentato da OTTAVIO, di Giuseppe, di Ottavio, di Lorenzo; da FERDINANDO, di Lorenzo, di Camillo, di Lorenzo, dai fratelli CAMILLO, OTTAVIO e FAUSTINO, di Francesco, di Camillo, di Lorenzo; da CAMILLO, di Ettore, di Camillo, di Lorenzo; da LUIGI, di Camillo, di Lorenzo.
  
 
c. m. [Cesare Manaresi]
 
c. m. [Cesare Manaresi]

Versione attuale delle 14:56, 7 set 2019

Nobili dei conti di Gavardo (Spreti, vol. IV, p. 527)
Conti di Gavardo (Spreti, vol. IV, p. 527)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 527-528:

FRANCESCO de Medici, con diploma 16 giugno 1403 di Roberto, re dei Romani, ottenne la investitura, per sé e discendenti, della contea di Gavardo nel bresciano, con giurisdizione di mero e misto imperio sopra tutte le ville e comunità di quella Riviera del lago di Garda e di altre terre nelle provincie mantovana e veronese. Nel 1406 questa famiglia venne aggregata al nobile Consiglio di Verona. La Repubblica Veneta per servigi a lei prestati da VINCENZO dei Medici, lo creò cav. e gli conferì insieme col nipote ALESSANDRO e loro discendenti il titolo di conte, erigendo in contea il loro castello della Caprara nel territorio di Verona con ducale 12 giugno 1621. L’ultima investitura porta la data 6 aprile 1796 ed è a favore di LODOVICO MARIA di Alessandro e di FRANCESCO e GASPARO di Vincenzo, cugini. GIROLAMO LUIGI, di Lodovico e NICOLA MARIA CARLO di Gasparo, furono confermati nella nobiltà con S. R. A. 3 maggio 1821, e nel titolo di Conte con altro S. R. A. 3 aprile 1822. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di nobile, dei conti di Gavardo, dei conti di Caprara (pers.) in persona di † Teresa, di Lodovico, di Girolamo, di Lodovico, in Agostino Guerrieri.

p. b. [Pietro Bosmin]

Ramo dei conti di Gavardo

TITOLI: Conte di Gavardo (m.), (Ricon. 30 marzo 1928).

La famiglia ha per capostipite FRANCESCO Medici di Bertolino creato conte di Gavardo da Roberto re dei Romani con privilegio 16 giugno 1403, ed è collaterale a quella oggi estinta che dimorava a Verona, alla quale su istanza di Girolamo di Medici del fu LODOVICO, fu riconosciuto il titolo di conte di Gavardo per maschi con Sovrana Risoluzione del 3 maggio 1821. Il filo genealogico di questo ramo di Verona, il quale è iscritto genericamente a pag. 585 dell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922, e al quale spettavano anche i titoli di nobile di Verona e quello di conte di Caprara, quest’ultimo concesso a VINCENZO e a suo nipote ALESSANDRO con le sovrane Ducali 12 giugno 1621, risulta da un albero autenticato dalla Congregazione Municipale di Verona l’8 dicembre 1820 e riconosciuto esatto dalla I. R. Commissione Araldica Veneta. Da quell’albero risulta che il richiedente d’allora, il predetto Girolamo, discendeva attraverso tredici generazioni da Francesco, primo conte di Gavardo. L’attacco genealogico dell’altro ramo, di quello iscritto in Elenco Nobiliare nelle persone di Ettore de Medici e delle figlie Maria ed Ettorina, risulta dalla documentazione che il conte Ettore de Medici ha potuto raccogliere per ottenere dal Governo Italiano il riconoscimento dei suoi titoli. Ecco i dati salienti di questa documentazione.

FRANCESCO, concessionario del titolo di conte di Gavardo, era già defunto nel 1430. Egli ebbe due figli BASSANO, capostipite del ramo di Verona e FRANCESCO capostipite del ramo rimasto a Brescia, con possessi in Gavardo, vivente nel 1430 e 1434, già defunto nel 1442. Da Francesco di Francesco nacque CRISTOFORO, vivente a Brescia in parrocchia di S. Faustino negli anni dal 1459 al 1486, già defunto nel 1498. Da Cristoforo venne in luce ANTONIO, nato verso il 1484 e vivente negli anni dal 1515 al 1548, marito di una madonna Zoanna non meglio identificata, morto prima del 1568. Il predetto Antonio ebbe un figlio di nome ANNIBALE, nato verso il 1520, marito di Alda Occanoni del dottore Giovanni Francesco, dalla quale la famiglia ripete l’aggiunta del cognome Occanoni; morì tra il 1595 e il 1618. Da Annibale sortì i natali CAMILLO verso il 1544; questi ebbe in moglie una certa Cassandra che aveva trent’anni nel 1588; morì prima del 1618. Da Camillo venne in luce LORENZO, nato verso il 1584, il quale ebbe due mogli, la prima di nome Chiara, già morta nel 1618, l’altra di nome Maddalena, che a quel tempo aveva trentatre anni; morì tra il 1626 e il 1632. Da Lorenzo e dalla prima moglie di lui nacque ANNIBALE tra il 1607 e il 1611, il quale sposò Giulia Longhena, figlia del dottor Ricarbone e morì tra il 1666 e il 1685. Annibale ebbe per figlio GIORGIO, nato nel giugno 1640.

Questi nel 1687 condusse in moglie Lucia Galli, figlia del dottor Ottavio, giudice dell’almo Collegio di Brescia. Da questo matrimonio deriva nei discendenti l’aggiunzione del cognome Galli, i quali si chiamarono così Medici Occanoni Galli, perché il nobile Cristoforo Galli, fratello della predetta Lucia, con testamento 30 luglio 1752, rogito Giuseppe Bozzoni, lasciò erede per metà il nipote Annibale Medici Occanoni, figlio della predetta Lucia, obbligandolo ad assumere il cognome e lo stemma; lo stesso Giorgio già più che ottantenne viveva ancora nel 1722. Egli fu padre del summenzionato ANNIBALE nato verso il 1690, il quale andò sposo alla nobile Caterina Avogadro, figlia di Antonio Maria. Da Annibale sortì i natali verso il 1714 il nobile signor LORENZO, il quale ebbe in moglie la nobile signora Massimilla Marini. Da Lorenzo nacque il nobile CAMILLO, il 18 ottobre 1755, a Brescia in parrocchia di S. Clemente; questi fu marito della contessa Pellegrina Moronati del fu Girolamo; fu iscritto al Consiglio Generale di Brescia nel 1786 ed è una stessa persona con quel Camillo Medici Occanoni Galli che figura nell’iscrizione generica della famiglia contenuta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922. Da Camillo trasse i natali GIROLAMO, nato a Bedizzole (Mantova) il 25 giugno 1786, il quale si sposò ivi l’11 settembre 1817 con Teresa Dominicetti figlia di Cesare. Girolamo procreò GIACOMO, nato a Brescia il 25 dic. 1830 e ammogliatosi con Giuseppa Balbi, figlia di Giovanni. Da Giacomo venne in luce ETTORE, nato a Milano, S. Calimero, il 6 sett. 1852, marito di Francesca Carnevali, riconosciuto nei titoli di nobile di Brescia e di conte di Gavardo con decreto del Capo del Governo in data 30 marzo 1928. Infine da Ettore sortirono i natali Maria, nata a Milano il 13 aprile 1890, sposata ivi il 21 febbraio 1914 con Costantino Lentati, ed Ettorina, nata pure a Milano il 5 febbraio 1894, sposata ivi il 17 maggio 1921 con Giuseppe Pietta.

Ma oltre al ramo di Ettore, giusta, quanto leggesi a pag. 53 dell’opuscolo Elenco storico dei viventi patrizi bresciani e loro ascendenze fino al 1796 con appendice, (Brescia, Tipografia Centrale, 1902), sopravvive un altro ramo discendente da LORENZO, altro figlio di quel Camillo che nacque il 18 ottobre 1755. Questo ramo, nel quale nessun individuo finora ha domandato il riconoscimento dei propri titoli nobiliari, al tempo in cui l’opuscolo fu stampato, era rappresentato da OTTAVIO, di Giuseppe, di Ottavio, di Lorenzo; da FERDINANDO, di Lorenzo, di Camillo, di Lorenzo, dai fratelli CAMILLO, OTTAVIO e FAUSTINO, di Francesco, di Camillo, di Lorenzo; da CAMILLO, di Ettore, di Camillo, di Lorenzo; da LUIGI, di Camillo, di Lorenzo.

c. m. [Cesare Manaresi]


Genealogia

Genealogia de Medici

Stemmi

ARMA: D’argento, a tre bande d’azzurro.


Ramo dei conti di Gavardo

ARMA: Bandato di argento e di azzurro, all’ippogrifo rampante di verde attraversante sul tutto, col capo di azzurro a tre palle d’argento male ordinate (Il capo con le palle sarebbe stato aggiunto per concess. del pontefice Pio IV).

Stemmi famiglia de Medici

Storia

Personaggi

Dimore

Milano, Verona

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Documenti

Collezioni

Note