Medolago: differenze tra le versioni

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'''MEDOLAGO o de Medolaco o Valvassori de Medolaco'''
 
 
(Premessa, spero provvisoria, tra la genealogia su Belotti 59 (BB2 ) e quella molto documentata di Ranieri Medolago vi sono discordanze che meritano attenzione).
 
 
L’antico nome di Valvassori de Medolaco finì col tempo a dare origine a due famiglie che si diramarono con Polo o Paolino nel sec. XIII: così si legge nel pregevolissimo studio che il compianto Ranieri Medolago Albani fece sulla sua famiglia, lavoro molto impegnativo data la grande quantità di dati e di diramazioni di questa famiglia grande in tutti i sensi.
 
 
Egli poi precisava che della genealogia dei Valvassori esistono due versioni e c’è il problema delle madre di B. Colleoni, Riccadonna de Valvassori de Medolago, che come detto dallo Spino apparterebbe alla famiglia dei Seguini, ramo dei Valvassori. '''[GPA]'''
 
 
 
 
'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 531-533:'''
 
'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 531-533:'''
  

Versione attuale delle 14:38, 11 set 2019

Spreti, vol. IV, p. 531

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 531-533:

MEDOLAGO e MEDOLAGO ALBANI

Le famiglie dei nobili Medolago e dei conti Medolago-Albani e Medolago-Albani-Martinengo-Villagana, discendono dalla stirpe dei Valvassori di Medolago, paese dell’Isola Bergamasca presso l’Adda, dove i conti Medolago Albani possiedono ancora l’antico castello, del quale rimane solo qualche rudero sotto il palazzo.

Valvassori (o Vavassori) è un vero e proprio titolo indicante le funzioni che presso l’imperatore esercitavano coloro i quali ne erano insigniti, e sembra che questo titolo venga dalla Francia, ove ora spesso è mutato in cognome Vavasseur. Etimologicamente è spiegato: «qui stabant ad valvas imperatoris». Forse per avere la famiglia portato questo titolo franco fece nascere la tradizione che franca sia stata la sua origine, e di là sia venuta con Carlo Magno o con Pipino. Ad ogni modo questa è tradizione costante nella famiglia, benché non si possa provare questo fatto con nessun documento. Dicesi ancora, che la famiglia Vavassori abbia avuto una prima stanza nel Milanese ed che ivi sia venuta in grande potenza, tanto da impadronirsi di considerevole parte di quel territorio; in progresso di tempo, per rovesci subiti, avesse valicato l’Adda, avrebbe fondato e fortificato il Castello di Medolago. Là con varia fortuna avrebbe continuato la sua lotta coi Signori di Milano seguendo costantemente la parte Guelfa. Questa tradizione troverebbe una conferma nello stemma, nel quale vedesi un castello merlato alla guelfa. Sopra questo si fondano due lettere dedicatorie l’una del 1613, a Gerolamo del Valvassori di Medolago, l’altra del 1664 al M.° Ill. Nob. Sign. Giov. Batt. Medolago.

Nella prima fra l’altro si legge: «Familiam …Valvassoriam inter antiquissimas Mediolanenses familias nulli secundum tenere locum quis ibit inficias? (sic) Ex illa namque Hoeroes, Duces Strenui milites Religiosi ac Sancti non pauci prodierunt. Sanctus enim Galdinus ut hunc prae innumeris in medium afferam, hujus familiae decus, tantae Sanctitatis ac virtutis fuit ut ab Alexandro III Cardinalis titulo S. Sabinae jure inerito fuerit insignitus deinde Mediolanensis Ecclesiae Archiepiscopus factus, quo munere adeo praeclare ac strenue se gessit, ut adversus haereticos Verbum Dei disseminans vitam finierit, cuius vestigia sequuti sunt Guidus et Anselmus ambo ejusdem familiae nec non et ejusdem civitatis Archiepiscopi facti, qui singulari vitae exemplo, et doctrina, infinitas fere animas Deo pepererunt. Sed qui dicam de Defendo Episcopo Histriensi? Qui nequaquam a praedictis suis hoeroibus degenerans se ipsum omnium virtutum exemplar totius suae vitae curriculo omnibus praebuit». Dei Guidi, dei Caldini, degli Anselmi e dei Defendo io ne trovo veramente nel mio albero, ma chi mi prova che siano quelli nominati in questa dedicatoria? Nella lettera poi a Gio. Battista, colla quale Antonio Lupi gli dedica una sua pubblicazione, che ha per titolo «Publio Lentulo», stampata a Venezia nel 1664, trovo scritto: «A quali splendori non sormontò la fama dei suoi antenati e di quali trofei non mirasi fregiata la sua prosapia, all’hora che, gionta al segno d’ingelosir con la sua potenza le forze più auguste di Principi, allargò i suoi confini fino all’impadronirsi della quarta parte dello stato di Milano? Che lo confessino quelle spade che a mari di sangue si videro poi lampeggiar nelle mani dei suoi maggiori per mantenersi in faccia dei Visconti quel dominio, che se l’havevano acquistato con la prodezza più segnalata del merito e coi vantaggi più gloriosi delle armi. Non perché poscia si congiurassero le stelle e la malignità del destino contro la sua casa in perdere quell’Impero, resta però che non la celebri la Fama per quella stirpe da cui siano nati tanti splendori, sapendo bene ogni uno quanto le cose umane siano soggette all’incostanza della sorte. Da qui poi originasi che ritiratisi i suoi antenati sul frontiere del Bergamasco, fondassero ivi il castello di Medolago, e passò il medesimo, per cognome della sua famiglia, lasciando quello di Valvassori, conoscendo, che non vi è miglior argomento per supporsi un ceppo glorioso quanto il vantare il nome della medesima terra per titolo di casato a sé stesso». Antiche carte dell’archivio capitolare di Bergamo, ricordano i Medolago ed i Vavassori di Medolago, subito dopo il mille.

«1057, mense junius: Andreas filius quondam Andrea de loco Medolaco; H. 18.

1222, 7 decembris: Girardus Oberti de Medolaco, vavass.; Jacobus Astolfi de Medolaco, vavass.; Paganus filius Oberti de Medolaco et alii; F. 18.

1224, 5 novembris; Jacobus Astolfi vavass. de Medolaco; Guillelmus Alberti, vavass. de Medolaco; C. 11.

1239, 16 iulii; Obizimes filius quondam Tentaldi de Medolaco habitator civitatis Pergami, S. 12.

1272, 19 novembris: Lanfrancus filius quondam alterius Lanfranci de Medolaco. In actis Bergamini de Cazulonibus; Mozzi, vol. IV, cc. 219; 339, e 418».

Nel consiglio di Bergamo sono iscritti Bernardo nel 1519 e 1520, poi Girolamo, Giovanni, Leonardo, Francesco, Giovan Battista, Giovan Paolo, Giovan Giacomo, Paolo, Rogerio, Pietro Giorgio e Simone nel secolo XVI; Leonardo, Giovanni, Francesco, Giuseppe, Decio, Alessandro, Ottavio, Giulio, Girolamo e Pietro nel secolo XVII; Leonardo, Giulio, Giovanni, Giacomo, Francesco, Ottavio, Girolamo, Decio, Salvatore ed il conte Alessandro Medolago Albani nel XVIII.

Il ramo di Muradella fece riconoscere la nobiltà nel 1819 ed è iscritto nell’El. del 1828 coi nomi di Marco Antonio, Arrigo, Giovanni, Alessandro, Pietro, Giuseppe e Luca; ed in quello del 1840 coi nomi di Marco Antonio, Arrigo, Giovanni e Luca. Ora questo ramo è estinto. Il ramo di Villa di Serio e Rosciale fece pure riconoscere la nobiltà nel 1819. È inscritto nell’Elenco Ufficiale del 1840 coi nomi di Felice, Pietro, Francesco e Girolamo, e nell’El. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf.) in persona di FRANCESCO Medolago, di Giovanni di Francesco, colle figlie Andreina e Anna Maria e di Felice, di Giuseppe di Alessandro, coi figli Giuseppe e Giovanni. Figlia di Giuseppe: Giovanna.

Il ramo dei conti Medolago-Albani è descritto nell’Aureo Libro della nobiltà Veneto, col titolo di conte spettante a tutti i maschi nati da legittimo matrimonio, per diplomatica feudale investitura dei provveditori sopra feudi esecutiva del sovrano decreto del senato 15 settembre 1791 confermata in seguito con risoluzioni il agosto 1820 e 4 luglio 1835. Raccolse il nome di un ramo della famiglia Albani. Oltre il castello e fondi a Medolago possiede il magnifico palazzo, già Vailetti, presso porta S. Giacomo in Bergamo.

Nell’elenco del 1828 sono iscritti Medolago Albani Alessandro, Giacomo e Guardino, ed in quello del 1840 sono iscritti i medesimi col titolo di conte che compete a tutti i maschi della famiglia. (Investitura 3 ott. 1791).

Dal conte Alessandro son nati Angelo ed Anna in Brentani. Da Angelo e dalla nob. Teresa dei princ. Rasini son nati Carlo, Alessandro, Girolamo e Giuseppina in Brivio. Da Girolamo e dalla con. Luisa Martinengo Villagana, sono nati Angelo e Marianna.

Dal conte Giacomo è nato Girolamo; da Girolamo e dalla nob. De Maistre, Stanislao.

Il conte Stanislao Medolago Albani, si dedicò a pubbliche amministrazioni, fu iniziatore e propugnatore dell’azione cattolica particolarmente in Bergamo dove istituì una scuola sociale a cui concorrono ogni anno discepoli fin dall’America.

Fu per oltre un ventennio: Presidente del Consiglio Provinciale di Bergamo, e di numerose opere pie ed altre istituzioni; decorato della medaglia «Pro Ecclesia et Pontifice»; Cameriere segreto di Spada e Cappa di Sua Santità; cavaliere dell’Ordine di S. Gregorio Magno; commendatore dell’Ordine Piano; gran croce dell’Ordine Equestre di S. Silvestro; accompagnò il legato della Santa Sede, alla Corte d’Inghilterra, nell’occasione dell’Incoronazione dei Reali.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di conte (m.) e nobile (mf.), in persona di: † STANISLAO Medolago Albani di Girolamo, di Giacomo.

Figli del Conte Stanislao e di Maria Luisa dei conti Callori Provana Bagliani:

1. Benedetta, n. 24 aprile 1874, religiosa delle Dame del Sacro Cuore.

2. GEROLAMO, Cameriere Segreto di Cappa e Spada di Sua Santità; n. 12 aprile 1876, sposato in Venezia il 23 gennaio 1900 colla contessa Maddalena Lodovica del fu conte Antonio Dona dalle Rose.

Figli:

a) Caterina, n. 12 dicembre 1901, sposa in Bergamo il 21 novembre 1921 il Principe Giovanni Maria Gonzaga marchese di Vescovato. b) FEDERICO, nato il 22 febbraio 1902, spos. in Napoli, Francesca dei conti Cattaneo di S. Nicandro; c) Maria Luisa, n. 13 aprile 1903, religiosa delle Dame del Sacro Cuore, morta il 5 aprile 1929; d) Benedetta, n. 17 dicembre 1904; e) STANISLAO, n. 10 giugno 1906; f) ANTONIO, n. 2 febbraio 1908; g) Severina, n. 8 agosto 1909, morta il 16 giugno 1910; h) Giacomina, n. 8 febbraio 1911; i) Carla, n. 13 dicembre 1912; l) Maria, n. 4 agosto 1915.

3. PIO LEONE, Cameriere Segreto di Cappa e Spada di Sua Santità, nato il 26 febbraio 1878, spos. in Milano la principessa Maria Antonietta Gonzaga di Vescovato il 24 aprile 1906:

Figli:

a) Maria Emanuela, n. 26 maggio 1907; b) STANISLAO, n. 15 maggio 1908; c) LUIGI Costanzo, n. 11 luglio 1910; d) CARLO, n. 13 dicembre 1911; e) SAVERIO, n. 25 giugno 1914; f) GIOVANNI MARIA, n. 4 novembre 1925.

4. FEDERICO, n. 27 dicembre 1879, morto il 30 novembre 1898.

Sono pure iscritti coi titoli di conte (m.) e nobile (mf.):

ANGELO, di Carlo, di Angelo, coi fratelli NORBERTO, Maria.

Sono altresì iscritti coi titoli di conte (m.) e nobile (mf.), ANGELO Medolago Albani Martinengo Villagana, di Girolamo, di Angelo.

Figli: LANFRANCO, GIROLAMO, Maria, CAMILLO. Figlia di Girolamo: Marianna.

g. l. [Giuseppe Locatelli]


Genealogia

Genealogia Medolago

Stemmi

Stemmi famiglia Medolago

ARMA: Di azzurro al castello di argento accompagnato in capo da due gigli dello stesso. (Camozzi, n. 3249, 3695 e 3681). (Stemma usato dai nobili e dai conti Medolago-Albani. Biblioteca Marciana, Cronaca delle famiglie di Bergamo. Riconoscimento nel 1819).

Alias: Di azzurro al castello d’oro accompagnato sui fianchi da due gigli d’oro uno per parte piantato sopra un lago movente dalla punta al naturale. (Camozzi, n. 3287. Riconosc. 1819).

Alias: Inquartato: nel 1° e 4° di verde al castello d’argento accompagnato da due gigli d’oro in capo, nel 2° e 3° troncato di rosso e d’oro a due scroti di rosso in fascia nell’oro e ad uno scroto d’oro nel rosso. (Stemma dei conti Medolago Albani). (Camozzi, n. 2311).

Alias: Di azzurro al castello di argento accompagnato in capo da due gigli d’argento e terrazzato di verde. (Stemma dei Vavassori di Medolago). (Camozzi, n. 1315 e 1962, Anon. p. G. Pagano, p. 137; Manganoni, pag. 54; Crollalanza, Diz. vol. III, pag. 266, Id. Id., ma i gigli d’oro: Castelli, p. 57).

ORNAMENTI: Lo stemma usato dai conti Medolago Albani prima del 1791 è accollato ad un’aquila bicipite linguata di rosso, e timbrato con corona comitale d’oro.

Alias: L’aquila nimbata e linguata ma non di rosso.

CIMIERO: Conti Medolago-Albani: Aquila bicipite.

Alias: Angelo al naturale con ali azzurre vestito di giallo filettato d’azzurro colle braccia rialzate sostenenti un nastro bianco col:

MOTTO: Querite primum regnum Dei.

Alias: In albis nascente imperio.

Storia

Personaggi

Dimore

Bergamo e Milano

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Giampiero Tiraboschi - ANAGRAFE DELLE PERSONE DELL’ALBINESE incontrate in documenti del XV – XVII secolo


Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Medolago (da) Beatrice, conversa Ospedale S. Grata, 1328 perg 0005

Medolago Anexina, 1439(+) perg 1492

Medolago Bartolomeo fu Betino d. Guadamus, 1446 perg 0867

Medolago Bartolomeo fu Francesco, 1530 perg 1056

Medolago Bertolino fu Corrado, 1328 perg 0327 01

Medolago Bertolino fu Corrado, 1328 perg 0327 02

Medolago Cominello, converso Ospedale S. Grata inter Vites, 1439(+) perg 1492

Medolago Giovanni di Giovanni Battista, notaio, 1523 perg 1453

Medolago Guglielmo, converso Ospedale S. Grata Inter Vites, 1357 perg 1398

Medolago Guglielmo, converso Ospedale S. Grata inter Vites, 1357 perg 1621

Medolago Guglielmo, converso Ospedale S. Grata inter Vites, 1364 perg 0991

Medolago Guglielmo, converso Ospedale S. Grata inter Vites, 1368 perg 1773

Medolago Guglielmo fu Corrado, 1328 perg 0327 01

Medolago Guglielmo fu Corrado, 1328 perg 0327 02

Medolago Martino fu Corrado, 1328 perg 0327 01

Medolago Martino fu Corrado, 1328 perg 0327 02

Medolago Vavassori Gregorio di Giovan Battista, notaio, 1530 perg 0971

Bibliografia

Documenti

Collezioni