Monti Della Corte

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. IV, p. 686
Spreti, vol. IV, p. 686

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 686-688:

MONTI DELLA CORTE.

Alcuni storici sono dell’opinione che questa antica famiglia bresciana possa congiungere la propria genealogia a quella dei conti rurali di Montechiaro già fiorenti nel X secolo, ma tale ascendenza è sino ad ora troppo poco sufficientemente provata. I «de Monte» sono tuttavia parecchi ad apparire tra il XII e XIV secolo.

Vi è memoria, nei documenti di un monastero bresciano, di un MAIFREDO, benedettino del 1175; un GIACOMO, uomo di legge, fu Console del Comune di Brescia nel 1210, un CONSOLATO, giudice nel 1253, un BONAVENTURA, fu nel 1267 a capo di una truppa di Ghibellini, sconfitto a Concaglio da Taliano Bocacci, un MOMINO (Gerolamo) viveva nel 1325; da un FEDREGHINO, suo contemporaneo, giungiamo, attraverso tre generazioni documentate, a un MAFFEO, che aveva casa presso S. Faustino in città, ed è certamente il padre di TONINO che vediamo nel 1426, tra i maggiori della città, sottoscrivere il giuramento di fedeltà di Brescia alla Repubblica di Venezia nelle mani del Carmagnola. Egli è il diretto capostipite della famiglia vivente; suo figlio CRISTOFORO fu tra i bresciani che si resero benemeriti durante il terribile assedio di Nicolò Piccinino nel 1426 e fu per questo iscritto coi discendenti al Consiglio Generale della Nobiltà. Da allora infatti la famiglia vi appartenne senza interruzione sino alla rivoluzione del 1797, di padre in figlio, con la seguente successione:

Da Cristoforo nacquero: GIOVANNI ANTONIO (n. 1454, m. 1522), giureconsulto, dottore di Collegio, scelto nel 1509 tra i nobili cittadini che si recarono, portando le chiavi di Brescia, a fare atto di sottomissione a Luigi XII, Re di Francia e ne ebbe la carica di Procuratore e Sindaco della città. GIO. BATTISTA, notaro, massaro alle custodie cittadine, già morto nel 1534. Questi fu padre di GEROLAMO (n. 1502, † 1572), dottore «in utroque» che abbracciò la carriera ecclesiastica, fu prelato romano, cavaliere di S. Pietro, Protonotario Apostolico, vicario generale di Bergamo, Governatore a Fermo e Spoleto, scrittore di stimate opere giuridiche; di PIETRO e di GIOVANNI FRANCESCO che invece seguirono la carriera delle armi al servizio di Venezia. Giovanni Francesco fu anche Capitano della Valcamonica nel 1566 e suo figlio ALESSANDRO (n. 1550, † 1577) venne creato cavaliere aurato di S. Pietro assieme al cugino GIOVANNI BATTISTA.

Da Alessandro nacque postumo un’altro ALESSANDRO (n. 1575) il quale dalla nob. Chiara Foresti ebbe FRANCESCO (n. 1621, m. 1675); questi fu padre di GEROLAMO (n. 1644) che sposò la nob. Canzenevra Guerrini e avo di FRANCESCO (n. 1682) il quale sposò nel 1715 la nob. Lucia Luzzago da cui: CAMILLO (1728-1780) che vestì l’abito benedettino e fu un celebre abate del suo Ordine; CARLO altro benedettino e GEROLAMO (n. 1718). Questi in primi voti aveva sposato Camilla Piovanelli dalla quale ebbe una figlia Flaminia che poi sposò il nob. Rodolengo ultimo della famiglia Della-Corte e che portò in casa Monti i beni di Nigoline, le memorie e il nome dei Della-Corte anch’essi patrizi bresciani di antichissima stirpe, che fin dal secolo XII avevano tenuto, per investitura vescovile, la «gastaldia» ereditaria nella «corte» o vicariato d’Iseo. In secondi voti Gerolamo sposò nel 1753 la contessa Marianna Mazzuchelli-Màroli dalla quale ebbe CARLO (n. 1754, m. 1814) che, rifugiatosi in Venezia durante il periodo della Repubblica bresciana del 1797, e membro del governo reazionario del 1798, si riconciliò poi col nuovo regime e fu eletto podestà di Brescia; nel 1811 rappresentò la città nativa a Parigi per il battesimo del Re di Roma. Nel 1812 venne creato barone del Regno Italico. Dal suo matrimonio colla nob. Aurelia Manerba nacquero: Clara in nob. Luigi Bargniani; Lucia in conte Luigi Oldofredi e GEROLAMO (n. 1783, † 1872) riconosciuto nell’avita nobiltà generosa ed ammesso agli onori di Corte del Regno Lombardo-Veneto dall’Imperatore d’Austria, nel 1815. Uomo coltissimo in arti e lettere e a lungo Presidente del patrio Ateneo, questi nel 1848 fu membro del Governo provvisorio bresciano. Per le alte benemerenze sue e della sua famiglia Re Vittorio Emanuele II con R. Diploma 17 settembre 1864 confermava al Monti il titolo di barone estendendone la trasmissibilità a tutti i discendenti maschi.

Da Elena Toccagni, sua moglie, ebbe: CARLO (n. 1816, m. 1841), ALESSANDRO (n. 1818, m. 1854), Paola in conte A. Molin, Camilla in conte Pietro Sizzo de Noris, SILVIO (n. 1825, † 1905) e FLAMINIO (n. 1828, † 1883).

Ramo di Alessandro. Colonnello di cavalleria sarda, Alessandro fu inviato straordinario di Re Carlo Alberto presso il Governatore Kossuth in Ungheria e ivi partecipò alla gloriosa campagna dell’indipendenza magiara a capo della Legione Italiana. Si distinse a Szeghedino coprendo la ritirata degli ungheresi. In Adrianopoli, dove i resti dell’esercito vinto si erano ritirati, conobbe Sara Willshire, figlia di un diplomatico inglese e la fece sua sposa. Da questo matrimonio nacquero: CARLO (n. 1851, † 1924) che fu direttore generale del Fondo per il Culto, Cavaliere di Gran Croce, decorato deì Gran Cordone Mauriziano, della Corona d’Italia e del S. Sepolcro, Cavaliere di Malta, amico personale di Papa Benedetto XV e GEROLAMO (n. 7 giugno 1852), Gr. Uff. della Corona d’Italia, comm. Mauriziano, che sposò il 15 ottobre 1894 Beatrice di Augusto Pierantoni, senatore del Regno, da cui: ALESSANDRO AUGUSTO (n. 21 genn. 1902), cav. di S. Silvestro, decorato di medaglia commemorativa di Fiume e marcia su Roma, sposato il 23 aprile 1925 con Jacqueline Maria Keutché-Oglu, da cui: Maria Beatrice (n. 21 marzo 1926).

Ramo di Flaminio: Anch’esso valoroso ufficiale nelle campagne dell’indipendenza nazionale, decorato di medaglia d’argento al valore e aiutante di campo del Re Vittorio Bmanuele II. FLAMINIO, dalla moglie Luisa Trezza, sposata nel 1868 ebbe: ALESSANDRO (n. 5 marzo 1869), dottore in legge, comm. della Corona d’Italia, cav. Mauriziano, che sposava nel 1901 la nob. Ippolita Averoldi (n. 1871, † 1924), da cui: Aurelia (n. 27 aprile 1903), sposata al nob. dott. Alessandro dei conti Masetti-Zannini; 2) CAMILLO (n. 24 luglio 1877).

Alla famiglia venne concesso con R. D. 25 luglio 1926 l’aggiunta del cognome della estinta famiglia Della Corte, il cui stemma: di rosso al leone d’argento, col capo dell’Impero; si trova spesso nell’uso, unito a quello Monti, più sopra descritto.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Barone (m.), Nobile (mf.).

f. l. [Fausto Lechi]


Ivi, Appendice, parte II, pp. 353-354:

Il 13 agosto 1934 si spense in Brescia il Barone comm. ALESSANDRO Monti della Corte che era nato a Verona il 5 marzo 1869 dal Barone Flaminio e dalla Nob. Luisa Trezza di Musella. Animo eletto e nobilissimo, amantissimo degli studi di storia naturale, donò una ricca biblioteca trattante tale materia alla Queriniana di Brescia.

Il Barone ALESSANDRO AUGUSTO, di Cerniamo e di Beatrice Pierantoni, n. a Brescia 21 gennaio 1902, Dottore in Scienze Politiche, libero docente in «Storia e dottrina del Fascismo» presso la R. Università di Pavia, già vedovo della Nob. Jacqueline Maria Keutché-Oglu († 16 giugno 1932), sposò a Capri il 21 luglio 1934 la Nob. Gisa Corsi.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Monti Della Corte

Stemmi

ARMA: D’argento al monte di 10 colli all’italiana, di verde, movente dalla punta dello scudo, col capo d’azzurro alla colomba d’argento tenente nel becco un ramo d’olivo d’oro.

Alias: Di argento al monte di 10 cime di verde, movente dalla punta sostenente una colomba al naturale, tenente nel becco un ramoscello d’olivo di verde.

Alias: Semipartito troncato: nel 1° d’azzurro ad un ristretto di terreno al naturale sostenente una colomba d’argento, tenente nel becco un ramoscello d’olivo di verde; nel 2° di rosso al muro di fortezza mattonato d’argento e merlato alla guelfa; nel 3° d’argento a 10 monti di verde moventi dalla punta (Arma baronale napoleonica).

CIMIERO: Il pellicano con la sua pietà.

Stemmi famiglia Monti Della Corte

Storia

Personaggi

Dimore

Roma e Brescia

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=28967&RicPag=29&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133), n° 1422.

Bibliografia

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note