Mozzoni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, App. parte II, p. 369

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 737-738:

Capostipite dei Mozzoni è BELTRAMO, vivente nell’anno 1410, padre di ANTONIO, AGOSTINO, ORLANDO e GIACOMO. Del primo fu abiatico FRANCESCO, fondatore della cappellania di S. Giorgio in Bisuschio e padre di Cecilia, andata sposa al giur. coll. ASCANIO Mozzoni, discendente dal sopraricordato Agostino: la figlia loro, Angela, fu moglie del conte Giovanni-Pietro Cicogna, nella cui famiglia portò, coi beni e la splendida villa di Bisuschio, il cognome dei Mozzoni. Fratello di Ascanio fu ALFONSO, altro dei XII di Provvisione. Da Orlando provengono, dopo varie generazioni, GIOVANNI († 1833), la cui figlia Francesca, sposò don Gaetano Medici di Novate e PIETRO, che fu marito di Giuseppa Sola del conte Cristoforo e di Antonia Carcassola del marchese Antonio e padre di FRANCESCO, il quale da Giovanna d’Adda del marchese Gerolamo ebbe GEROLAMO e LUIGI.

Infine da GIACOMO, altro dei figli di Beltramo, discendono, tra gli altri, OTTAVIO († 1836), ANDREA († 1842), olivetano, professore di matematica nell’Università di Pavia ed il giur. coll. CARLO, marito di Maria Imbonati del conte Giuseppe, padre di GIULIO, che prese in moglie Luigia Bertoglio del conte Pietro.

L’arma dei Mozzoni trovasi delineata nel Codice Araldico di Lombardia al f. 34 per decreto 24 agosto 1770 dell’I. R. Tribunale Araldico. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf.), trattamento di Don e Donna in persona di: GENTILE, di Carlo Giuseppe, di Gabrio. Figlio: CARLO GIUSEPPE.

EUGENIO, di Pietro, di Giulio. Sorella: Luigia in Gandolfi.

GIOVANNI, di Giulio, di Carlo. Sorella: Camilla ved. Menclozzi.

OTTAVIO, di Giuseppe, di Ottavio. Figlio: ENRICO. Sorella: Marianna.

GIOVANNI, di Giacomo, di Giuseppe. Fratelli: Carlotta in Amodini Capisdella Silva, GIULIO.

Marianna, di Emilio, di Gio, Batta, ved. Veratti.

EMILIO, di Carlo, di Attilio. Figli: CARLO, Guglielmo. Sorella: Anna.

a. g. [Alessandro Giulini]


Ivi, Appendice, parte II, pp. 369-375:

Famiglia illustre annoverata fra le più antiche e nobili, da parecchi secoli stabilita a Milano e Varese.

È storicamente certo che sul principio del 1200 i Mozzoni già abitavano a Milano, che appartenevano all’antica e guerriera nobiltà del Contado del Seprio, che sotto il regno dei Visconti, e poi sotto quello degli Sforza, ricoprirono cariche eminenti ed ebbero potenza e privilegi. Ricordiamo, fra gli Autori che scrissero di questa famiglia, il Crescenzi, l’Alciati, l’Argellati, il Meriggia, il Sitoni di Scozia, il Sansovino, il Marinoni, il Fagnani, il Taeggio, il Sormani, iì Biumi. il Villa, il Calvi, il Castiglioni, il Picinelli, il Brambilla, l’Adamollo. il Crollalanza, ecc.

Nel 1242, quando i Torriani, impadronitisi della Signoria di Milano, cominciarono a perseguitare quelle famiglie nobili che essi maggiormente temevano, i Mozzoni si ritirarono nelle loro terre poste nel Vicariato di Varese. Padroni di Bisuschio, vi signoreggiarono fino al principio del secolo XIV esercitandovi quasi potere illimitato che più tardi si restrinse a quello feudale. Rimastivi poi come privati, vi conservarono vasti possessi. Scrive il Sormani, nella sua «Topografia della Pieve di Arcisate», stampata in Milano l’anno 1728, che «il villaggio di Bisusto per ben due volte consonto dal fuoco, fu in più vaga forma rifatto dai Nobili Mozzoni».

Nel 1311, quando fu fatta la pace fra i Torriani e i Visconti, i Mozzoni erano a Milano e sono annoverati tra le famiglie nobili della Città. L’Argellati. nella sua «Bibliotheca Scriptorum Mediolanensium», alla pag. 976 del Tomo II, così si esprime: «Cognovimus eandem Mozzonam gentemi inter nobiles huius Metropolis vetustis etiam temporibus recensitam fuisse». I Mozzoni, infatti, hanno da sette secoli legittimo e costante il possesso dei predicati nobili secondo l’uso dei rispettivi tempi, essendo stati riconosciuti nella loro nobiltà dai Visconti e dagli Sforza, dal Collegio dei Conti e Cavalieri di Milano (1558), dall’Ordine di Malta (1613), dall’Imperatrice Maria Teresa (1760), dall’I. R. Tribunale Araldico di Lombardia (1770) e avendo ottenuto in fine la conferma dell’antica nobiltà con Sovrana Risoluzione del 21 novembre 1816.

Nel 1558 la famiglia fu iscritta al Patriziato Milanese. Fu confermata tra le Patrizie Milanesi con Decreto 27 agosto 1751 dell’Eminentissimo Cardinale Pozzobonello, Arcivescovo di Milano; successivamente, con Certificato 9 luglio 1760 del Marchese De Colla, R. Ducale Segretario nella Cancelleria Segreta della Lombardia Austriaca, Prefetto del Regio Archivio, e con speciale Dichiarazione 14 febbraio 1767 dei Cavalieri Bastoni marchese Gerolamo Cusani, Conte Ippolito Visconti, marchese Federico Bagnani, conte Alessandro Castiglioni, conte Giovanni Resta e marchese Francesco Orrigoni. (cfr. R. Archivio di Stato in Milano, Serie Governo, Parte Antica, Araldica, cart. 98, fasc., Mozzoni).

Nel 1476 i fratelli AGOSTINO e ANTONIO Mozzoni ospitarono nei loro possedimenti di Bisuschio, in occasione di una gran caccia all’orso, il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza. In quella caccia, Agostino fu ferito da un orso; onde il Duca che «lo aveva amico carissimo» in riconoscenza di quanto aveva fatto in suo onore concesse un ampio privilegio di immunità, o esenzione da qualsiasi carico presente e futuro, per essi Agostino e Antonio e per i loro figli e discendenti, e discendenti dei discendenti fino all’infinito, su tutte le loro possessioni poste nel Vicariato di Varese e dovunque nel dominio Sforzesco, privilegio che porta la data del 4 novembre 1476 e che fu confermato, alla morte di Galeazzo Maria, dalla Duchessa Bona di Savoia, vedova di lui, con diploma 10 febbraio 1477, che si trova trascritto nel registro originale della Cancelleria Sforzesca N. 28, conservato nel R. Archivio di Stato in Milano.

La famiglia vanta personaggi chiari nelle armi, nella politica, nella scienza e nella magistratura. Ha dato soggetti a Collegi dei Giurisperiti; si è sempre conservata fra la nobiltà più elevata e ha contratto cospicue alleanze ed affinità. Negli antichi documenti di Milano e di Varese i Mozzoni sono elencati fra i Capitani, Vicari, Reggenti. Consoli, Decurioni, Uomini di Provvisione ecc. Parimenti sono elencati fra i nomi dei Cavalieri e Dame della città di Milano che ebbero accesso alla Imperiale Regia Corte e ne godettero gli onori.

In territorio di Varese testimoniano della famiglia, nelle varie epoche e discendenze, i feudi di Bisuschio e Arcisate; i molti possedimenti nei diversi Comuni; le vie e piazze al nome dei Mozzoni; l’arma dei Mozzoni anticamente scolpita o dipinta. Nella Chiesa di San Vittore di Arcisate, come è pure riportato dagli storici e dall’attestato 10 novembre 1764 di Johannes Franciscus Quadrupanus, publicus de Collegio Mediolani Notarius, sta scritto: «Arcisatense genus, iacet hic Domus alta Mozzonum» ed esistono altre lapidi sepolcrali del 1400 e del 1500, con lo stemma gentilizio scolpito, dedicate a defunti Mozzoni «che d’Arcisate son le nobil spoglie». In Varese, come ne fa fede un attestato 5 luglio 1765 del notaio Johannes Baptista Orrigonus, nella soppressa Chiesa della Santissima Annunziata eravi una Cappella (Sacellum) di ragione della Famiglia, costruita dai Mozzoni nel 1416, «et in fruntispitio dicti Sacelli manifeste conspicitur stemma gentilitium nobilis Familiae Moszanae saxo seu petra more antiquo elaborata impressum, tres aquilas albi coloris in campo rubeo volitantes ac tres coronas paulisper elevatas supra eorum capita positas». Nella Chiesa di San Giorgio in Biumo Superiore la famiglia ha tuttora una Cappella di suo patronato, costruita nel 1665, e sormontata dal proprio stemma, con antiche iscrizioni alla memoria dei suoi defunti.

La genealogia riconosciuta della famiglia, documentata per intero da atti legali generazione per generazione, comincia con Iacobus de Mozzonibus (1280) dal quale prosegue chiara e ininterrotta fino ai nostri giorni, JACOBUS, feudatario di Bisuschio, Arcisate e Ravasina, fu padre di ALBERICO, di MAINO, e di FRANCESCO (viventi nel 1320) come rilevasi anche dalla comparizione fatta il 22 dicembre 1558 innanzi al Collegio dei Giurisperiti di Milano, edita da Ambrosio Maria de Gradi Cancelliere dello stesso Collegio, per la cooptazione del magnifico Dottore ASCANIO Mozzone e dall’ivi prodotto istromento d’acquisto di detti Feudi e ragioni Feudali. Maino e Francesco risulta non avessero avuto discendenza. Figli di Alberico invece furono: PEZZINO, condottiero di uomini d’arme, «vir potens» ai tempi di Bernabò Visconti, e BELTRAMO (1356), erede del fratello e degli zii Maino e Francesco. Da Beltramo nacque GIOVANNI (1406), Capitano e Vicario di Varese per Giovanni Maria e Filippo Maria Visconti Duchi di Milano. Da Giovanni nacquero: GIACOMO, AGOSTINO, ANTONIO, ORLANDO; dai quali verso la metà del secolo XV hanno origine quattro rami principali della famiglia aventi comune lo stipite. Altri tre figli risulta avesse avuto il nominato Giovanni: un BARTOLOMEO, morto senza discendenza e due femmine: Zaccarina e Margherita.

Mentre Giacomo ed Orlando furono gli stipiti di due rami che hanno discendenza sino ai giorni nostri, Agostino ed Antonio ne generarono altri due che ben presto si estinsero nella linea maschile.


Ramo di Agostino

AGOSTINO, col fratello Antonio, il 4 novembre 1476 ottenne dal Duca Galeazzo Maria Sforza un particolare privilegio di immunità di qualunque pubblico aggravio per sé e discendenti. Fu padre di GIOVAN PIETRO che generò GIOVANNI AGOSTINO, qualificato in atti «magnificus dominus». Questi fu padre di Alfonso, dei XII di Provvisione, morto nel 1588 e che dalla moglie, Donna Gerolama Magenta, fondatrice della Collegiata di S. Babila in Milano, non ebbe discendenza; fu inoltre padre di ASCANIO, scrittore e poeta, giureconsulto collegiato di Milano, defunto nel 1596 e che dalla moglie, Donna Cecilia Mozzoni, sua consanguinea e discendente dal ramo di Antonio, fratello dello stipite Agostino, non ebbe che una sola femmina: Angela, che andò sposa al Conte Giovanni Pietro Cicogna, nella cui famiglia portò, con la splendida villa di Bisuschio, il nome Mozzoni.


Ramo di Antonio

ANTONIO, che col fratello Agostino godette del citato particolare privilegio di immunità del Duca Galeazzo Maria Sforza, procreò due figli, GIACOMO e ORLANDO.

Giacomo generò FRANCESCO, che fu il fondatore della Cappellania di San Giorgio di Bisuschio con diritto di giuspatronato ai due più anziani della famiglia Mozzoni a lui prossimiori, e padre di Cecilia, che come detto sopra, andò sposa al consanguineo Ascanio, del ramo di Agostino, fondatrice della chiesa parrocchiale di Bisuschio con diritti e privilegi di giuspatronato, trasmissibili in linea di primogenitura ai discendenti di sua figlia Angela in Cicogna e al nobile più antico a lei più prossimo parente della famiglia Mozzoni di Bisuschio. Dalla Nobile Angela Mozzoni e dal Conte Giovanni Pietro Cicogna ebbero i natali Ascanio Cav. Gerosolimitano e Francesco, dai quali discendono i Conti Cicogna Mozzoni (1613).

Da Giacomo, oltre Francesco, sortì i natali anche MAINO, notaio in Milano, che generò Camilla spos. al Nob. Giovanni Pietro Arcimboldi e GIACOMO che non risulta avesse avuto discendenza.

Dall’altro figlio di Antonio, ORLANDO, nacquero: GIOVANNI ANTONIO, la cui figlia Eugenia sposò il Capitano Nobile Aloisio Carcano; ERCOLE, morto senza discendenza.


Ramo di Orlando

Da ORLANDO, quartogenito di Giovanni, nacquero GIOVANNI ANTONIO e GIOVANNI MARIA. Quest’ultimo generò Prudenza che si accasò in Orrigoni. Giovanni Antonio fu padre di ORLANDO che fra gli altri figli generò altro GIOVANNI ANTONIO, a sua volta padre di CESARE e questi padre di GEROLAMO dal quale ebbero i natali CARLO ANTONIO, Lucia. Maddalena, GIULIO CESARE, STEFANO, ORLANDO e IPPOLITO. Di questi Giulio Cesare ebbe discendenza e generò fra gli altri CARLO GIUSEPPE che fu padre di dieci figli fra i quali GIULIO CESARE e CARLO GEROLAMO.

Quest’ultimo diede luogo ad un ramo che dopo varie generazioni è rappresentato da GENTILE (vedi "Ramo di Gentile").

Giulio Cesare, R. Segretario del Commissario di Guerra nello Stato di Milano, nel 1683 aggiunse al proprio il cognome della Nobile famiglia Frosconi di Varese per fidecommesso istituito in suo favore dallo zio materno Carlo Francesco Frosconi, sposato il 10 gennaio 1695 con la nobile Giuseppa Crippa, dando così origine al ramo dei MOZZONI FROSCONI. Da Giulio Cesare nacquero tredici figli fra i quali AMBROGIO, colonnello nell’esercito di S. M. il Re delle Due Sicilie e che fu Governatore del R. Arsenale di Napoli nel 1756 e CARLO FRANCESCO, nel 1739 incaricato nelle Fiandre di onorevoli missioni per il reale servizio. Solo questi risulta abbia avuto discendenza e fu padre fra gli altri di PIETRO al quale l’I. R. Tribunale Araldico di Lombardia riconobbe nel 1771 l’antica nobiltà della famiglia e che sposò Donna Giuseppa Sola, figlia del Conte Cristoforo; e di GIOVANNI che sposò Donna Teresa Miglio.

Da Pietro nacquero FRANCESCO, sposato con Donna Giovanna, figlia del Marchese Gerolamo D’Adda; LUIGI, morto improle e GEROLAMO, marito della Nobile Maria Milost de Mildenharen dalla quale nacque una femmina: Antonia.

Da Giovanni e da Donna Teresa Miglio nacquero Francesca, sposata a Don Gaetano Medici di Novate e BENEDETTO ALESSANDRO, defunto il 14 ottobre 1840, Prefetto del dipartimento del Rubicone sotto il primo Regno Italico e marito di Maria Costanza Cartier dei Marchesi di Charantais, dalla quale nacquero EUGENIO (n. 1811) che fu capitano nell’esercito austriaco e Amalia (n. 1809), già damigella d’onore di S. A. R. la Principessa Caterina di Wurtenberg-Bonaparte, ex regina di Westfalia, spos. nel 1844 col Conte Leopoldo Bertoglio, ed in seconde nozze, nel 1861 col Nobile Giovanni Pisani.


Ramo di Giacomo

Da GIACOMO (1440), figlio primogenito di Giovanni (1406), Capitano e Vicario di Varese, ha origine il ramo tuttora fiorente.

Giacomo fu padre di MAINO che generò un ramo che dopo quattro generazioni si ritiene estinto con GIULIO CESARE e GIACOMO ANTONIO, di Giuseppe, di Giovanni Antonio, di Gabriele, di Maino. Fu padre inoltre di TEOBALDO, defunto improle nel 1520, di Lucrezia e di FRANCESCO, che fu il continuatore del ramo primogenito.

Dal detto Francesco (vivente nel 1507) ebbero i natali GASPARE (vivente nel 1555) che generò un ramo che si estinse circa il 1640 con un GIOVANNI GIACOMO che non ebbe discendenza legittima; FILIPPO GIACOMO (vivente nel 1521) «nobile Console et de Provisione del Borgo di Varese» che generò FRANCESCO GIOVANNI (vivente nel 1558) ammesso nel Collegio dei Giureconsulti di Milano. Dal predetto Francesco nacque OTTAVIO (1602) primo dei patroni di Bisuschio come nobile più antico e parente più prossimo di Angela Mozzoni maritata Cicogna, in conformità al privilegio già ricordato e istituito da Cecilia, madre della predetta Angela. Nacque inoltre FILIPPO morto improle. Da Ottavio nacque un altro FILIPPO (1631), premorto al padre e che generò BARTOLOMEO, Ministro Generale dell’Ordine Carmelitano, Professore di Filosofia e Teologia, Oratore di Carlo II Re di Spagna presso Francesco d’Este Duca di Modena, indi presso Ferdinando Gonzaga Duca di Mantova, nella quale città morì nel 1692. Generò inoltre FRANCESCO (1665) altro dei patroni come sopra e che dal suo matrimonio con la nobile Margherita Castiglioni ebbe altro FILIPPO, nato a Bisuschio il 16 maggio 1683, anche questi patrono come sopra e che il 7 febbraio 1702 sposò a Biumo Superiore di Varese la nobile Antonia Bernascone che portò nella famiglia Mozzoni il palazzo, detto delle quaranta colonne, in Biumo Superiore e dalla quale nacquero un ANTONIO morto improle ed altro FRANCESCO, nato a Biumo Sup. il 22 gennaio 1705, defunto ivi il 7 novembre 1776, dottore fisico collegiato ed altro dei patroni come sopra. Questi, che il 29 dicembre 1743 sposò a Crema la nobile Angela Fadini, ottenne il 28 agosto 1770 il riconoscimento dell’avita nobiltà dall’I. R. Tribunale Araldico di Lombardia con la declaratoria che la famiglia Mozzoni, specifica del predetto Don Francesco era nobile competendo alla medesima tutti gli onori e prerogative concesse ai veri nobili, ordinandone la iscrizione nell’Elenco dei Nobili e la delineazione dell’arma nel Codice Araldico.

Il predetto Francesco ebbe dodici figli: FILIPPO, GIOVANNI, IGNAZIO, religioso, GIULIO, GIUSEPPE VEREMONDO, religioso e parroco di Bisuschio, e confermato nell’avita nobiltà con Sovr. Ris. 20 novembre 1817, LUIGI, religioso Olivetano col nome di Andrea, dottore in scienze fisiche e filosofiche, accademico e professore nel R. Ginnasio di Mantova, nel Liceo di Bergamo e poi nella R. Università di Pavia e che pubblicò varie opere scientifiche, e che il 21 novembre 1816 fu confermato nell’antica nobiltà, LODOVICO PAOLO, religioso. Tutti costoro morirono senza discendenza. Due femmine Antonia Teresa, monaca nel convento di S. Martino in Varese e Clara che sposò il nobile Don Alfonso Bossi. Dagli altri tre figli maschi Carlo, Celso e Ottavio, furono generati i tre rami sottodescritti ed attualmente iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933. CARLO, dottore in Diritto e R. Pretore, ascritto il 21 maggio 1779 al Collegio dei Nobili Giureconsulti di Milano, marito di Donna Maria Imbonati del Conte Giuseppe che gli generò Angela sposata in Casa Cattaneo e GIULIO che fu confermato nell’antica nobiltà con Sovr. Risol. 21 novembre 1816 e che sposò Luigia dei Conti Bertoglio dalla quale nacquero GIUSEPPE, GIOVANNI, Camilla in nobile Menclozzi, CARLO e PIETRO. Da quest’ultimo sono nati Luigia in nobile Gandolfi ed EUGENIO.

L’altro figlio di Francesco, OTTAVIO, confermato nell’antica nobiltà con Sovr. Ris. 21 novembre 1816, fu marito di Donna Marianna Appiani d’Aragona dalla quale nacquero Gerolama, spos. al nobile Gerolamo Pusterla, LUIGI ANDREA morto improle, GIUSEPPE e GIOVANNI. Giuseppe che procreò OTTAVIO, padre di GIUSEPPE che a sua volta generò Marianna ed altro OTTAVIO padre di ENRICO a sua volta padre di GIACOMO. Questi ultimi tre iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933. Giovanni generò un GIUSEPPE, padre di GIACOMO, che generò GIULIO, Carlotta in Amodini Capis della Silva e GIOVANNI, anche questi tre ultimi iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933.

L’altro figlio di Francesco CELSO, nato a Biumo Superiore il 28 luglio 1752 e ivi defunto il 29 novembre 1821, sposato a Carbonate di Milano il 24 ottobre 1779, come risulta dagli Atti di Matrimonio conservati nell’Archivio della chiesa di S. Babila in Milano, con la nobile Marianna Tizzoni dei Marchesi di Crescentino, uomo politico, Rappresentante nel 1797 del Dipartimento del Verbano nel Corpo della Repubblica Cisalpina, molto scrisse e molto operò in comunione di idee con Luigi Sacco e col Marchese Recalcati, ed il suo nome appare sovente nelle cronache Varesine e nelle vicende storiche dell’epoca. Con Sovrana Risoluzione 21 novembre 1816 gli fu confermata l’antica sua nobiltà come ne godeva la di lui famiglia prima dell’anno 1796.

Dal suo matrimonio nacquero quattro femmine: Teresa, sposata al nobile Ignazio Parrocchetti, Giuseppa, spos. al nobile Giacomo Gabriele Parrocchetti; Alfonsa, spos. al nobile Nicola Frigerio; Francesca morta nubile ed un maschio: GIOVANNI, continuatore di questo ramo, ingegnere, nato a Milano il 2 giugno 1784, morto a Biumo Superiore il 9 novembre 1855, sposato a Milano il 17 settembre 1807 con Carolina Pozzi. Uomo insigne per ingegno e per virtù, ed in suo onore e in suo ricordo gli fu eretto un monumento nel palazzo delle Scuole di Varese. Con suo testamento 1° aprile 1850 istituì due borse di studio annue e perpetue a favore di due giovani bisognosi, meritevoli di istruzione scientifica, residenti nella Città di Varese e nei Comuni di Bobbiate, Lissago, Masnago, Morosolo, Malnate, S. Ambrogio Olona e Bisuschio, lasciando al di lui figlio ATTILIO e sua discendenza il diritto di scelta e nomina dei candidati. Dal suo matrimonio nacquero Emilio che dalla moglie Giuseppina Villa ebbe Marianna, sposata Veratti e nella cui discendenza passò altra bella ed antica dimora dei Mozzoni, sita in San Francesco di Varese, e GIOVANNI BATTISTA, ingegnere, defunto senza discendenza; CARLO, morto senza discendenza; Maria Anna che andò sposa al Conte Galeazzo Manna Roncadelli; Teresa morta nubile; GIORGIO GIUSEPPE, avvocato, sposato con Rosa Mazza dalla quale nacquero Teresa, morta nubile. Carolina, sposata col Conte Carlo Durini e GIOVANNI, nato nel 1839, defunto nel 1925 senza discendenti, generale di Cavalleria che, compiuti gli studi legali nell’Università di Pavia nel 1858, fu tra i primi giovani Lombardi che nell’anno seguente emigrarono in Piemonte per arruolarsi in quell’Esercito che stava per intraprendere la guerra contro l’Austria. Soldato volontario il 12 febbraio 1859 nei Cavalleggeri di Alessandria fu promosso sottotenente l’11 novembre dello stesso anno nei Cavalleggeri di Saluzzo. Fece le campagne per l’indipendenza Italiana, prese parte per vari anni alla repressione del brigantaggio nelle Provincie Meridionali, fu decorato della medaglia d’Argento al valor Militare. Percorse tutta la carriera nell’arma di Cavalleria e fu il primo Colonnello Comandante il Reggimento di Cavalleria Vicenza da lui stesso fondato. Fu collocato a riposo l’11 settembre 1898 col grado di Maggior Generale e fu in seguito promosso Tenente Generale. Istituì suo erede il cugino Don Emilio Mozzoni, del fu Don Carlo (vedi appresso).

Altro figlio di Giovanni fu ATTILIO, nato a Milano 1° giugno 1830, morto a San Pellegrino il 12 agosto 1893, dottore in legge, volontario delle guerre dell’Indipendenza, compagno ed amico di Luciano Manara, sposato a Milano il 6 maggio 1858 con Emilia Tarlarini figlia di Carlo e di Sofia Mangili.

Dal suo matrimonio nacquero CARLO e CELSO, quest’ultimo nato a Biumo Sup. di Varese il 19 ottobre 1862, ingegnere, tenente di complemento negli Alpini, morto a Napoli il 17 gennaio 1894 senza discendenza. Il di lui fratello Carlo, nato a Biumo Sup. il 21 dicembre 1859, ivi morto il 21 settembre 1905, fu ufficiale di Cavalleria, grande agricoltore, innovatore e scrittore egregio in materia agricola, Sindaco, Assessore e Consigliere Comunale, Membro autorevole di importanti Amministrazioni e Commissioni. Sposò a Varese il 9 gennaio 1884 Donna Maria del Conte Guglielmo Barbò di Casalmorano, Consignore di Pumenengo e della Calciana Inferiore, e di Anna Picinini-Rossari. Da questo matrimonio sono nati: 1°) EMILIO, nato a Biumo Sup. il 30 dicembre 1884, capitano di compl. in Savoia Cavalleria, combattente e decorato nella Guerra 1915-1918, sposato a Milano il 29 giugno 1910 con Cecilia Marocco del Cavaliere Dottor Carlo, e della Nobile Adele Franchetti di Ponte. Di Donna Cecilia è proavo il celebre Giureconsulto Carlo Marocco, che alla fama professionale aggiunse la gloria di avere ideato e fatto costruire a sue spese quella vastissima rete di canali d’irrigazione e denominata «Cavi Marocco» dotando il proprio Paese di un’opera che fu dichiarata «degna di Roma antica». 2°) Anna Sofia, nata a Biumo Sup. il 29 nov. 1889, spos. a Varese il 29 luglio 1916 col Cav. Gian Luca Ferrari.

Figli di Don Emilio: 1°) CARLO, nato a Biumo Sup. il 12 agosto 1911; 2°) GUGLIELMO, nato a Milano il 28 marzo 1915.

Questo ramo ha chiesto l’iscrizione nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana.

Sono iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933, col titolo di Nobile (mf.). Trattamento di Don e Donna:

GIOVANNI, (†) di Giulio, di Carlo, di Francesco.

Fratelli: Camilla (†) ved. Menclozzi, PIETRO (†).

Figli di Pietro: EUGENIO e Luigia in Gandolfi.

OTTAVIO, di Giuseppe, di Ottavio, di Francesco.

Figlio: ENRICO. Figlio di Enrico: GIACOMO.

Fratelli: Marianna e GIACOMO (†).

Figli di Giacomo: GIOVANNI, Carlotta in Amodini Capis della Stiva, GIULIO.

Marianna, (†) ved. Veratti di Emilio, di Giovanni, di Celso, di Francesco.

EMILIO, di Carlo, di Attilio, di Giovanni, di Celso, di Francesco.

Figli: CARLO e GUGLIELMO.

Sorella: Anna.

v. s. [Vittorio Spreti]


Ramo di Gentile

Ramo della precedente famiglia. Nel 1894 fu provato che un fratello di GENTILE Mozzoni a nome AMABILE, faceva parte di diritto di una Commissione di cinque membri e composta del Parroco di Varese, di quello di Biumo, di due membri eletti dal Consiglio Comunale di Varese e di un membro della famiglia Mozzoni, discendente in linea femminile dal fondatore, Commissione che amministrava i beni di una casa pia Frosconi fondata dal fu Ambrogio Frosconi con suo testamento 9 aprile 1670.

Poiché la discendenza femminile da Gio. Battista Frosconi, fratello del testatore Ambrogio, per mezzo di Maddalena Frosconi, moglie di Carlo Giuseppe Mozzoni, fu attestata dal Comune di Varese e confermata dal testamento di Carlo Francesco Frosconi fratello di detta Maddalena, restò provato che CARLO GEROLAMO Mozzoni, autore del ramo del citato Gentile, era fratello di Giulio Cesare Mozzoni, autore di altro ramo, la cui nobiltà venne riconosciuta con Decreto 22 agosto 1771 dell’I. R. Tribunale Araldico di Lombardia.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933 col titolo di Nobile (mf.) in persona di:

GENTILE, di Carlo Giuseppe, di Gabrio.

Figlio: CARLO GIUSEPPE.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia Mozzoni

Stemmi

ARMA: Di rosso a tre aquilotti spiegati di argento, rostrati d’oro e coronati dello stesso.

CIMIERO: Un aquilotto d’argento coronato d’oro.

L’arma trovasi delineata nel Codice Araldico di Lombardia al fascicolo 34 per Decreto 28 agosto 1770 dell’I. R. Tribunale Araldico.

Stemmi famiglia Mozzoni

Storia

Personaggi

Dimore

Milano, Varese e Firenze

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note