Olivazzi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. IV, p. 892

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 892-894:

Famiglia assai antica, oriunda di Alessandria, la quale ebbe larghe diramazioni. È memoria di un GIOVANNI, il quale viveva alla fine del secolo XIV, e che è lo stipite noto di questa casata da cui discesero PAOLO EMILIO, del capitano Agostino, il quale col cugino GIULIO DAMIANO († 1677), di Alessandro, che fu medico collegiato a Milano, acquistò il feudo di Quattordio, per il quale prestarono fedeltà il 26 ottobre 1673. Paolo Emilio, che morì improle, lasciò con suo testamento del 1694 la sua porzione del feudo al cugino GIORGIO, di Giulio Damiano. Giorgio († Milano, 23 marzo 1742), che fu senatore (1710), e Gran Cancelliere dello Stato di Milano per il Re di Sardegna (1733), prestò fedeltà ai Savoia l’11 giugno 1707, per Quattordio; il 16 settembre 1713 fu creato marchese di Spineta, e il 16 settembre 1734 fu ammesso al patriziato di Milano. Ultimo maschio di questo ramo fu FRANCESCO, di Giorgio Antonio, tenente colonnello, che dalla consorte Giulia Carlovitz ebbe Virginia († 3 maggio 1882), moglie del nobile Carlo Bassi da Milano, e Margherita, moglie dell’avvocato Gio. Angelo Giovanelli da Bergamo.

La linea detta di Masio, che ebbe la signoria di Quattordio e di Masio si stacca dalla linea principale e ha per stipite GIOVANNI ANTONIO, di Damiano. Figlio di costui fu CARLO, che fu investito di Quattordio il 22 maggio 1652 e il 17 agosto 1673, e acquistò porzioni di Masio il 13 novembre 1675. Fu suo figlio FRANCESCO GEROLAMO (n. 20 settembre 1662) da cui nacquero CARLO FRANCESCO e GIOVANNI ANTONIO, stipite questo della linea detta di Alessandria.

Carlo Francesco (batt. 15 luglio 1697, † Milano, 7 gennaio 1769) fu padre di FILIPPO (batt. 14 febbraio 1736, † Milano, 10 giugno 1800), che fu dichiarato nobile dal R. I. Tribunale della Lombardia. Fu ugualmente confermato nella nobiltà con sovrana risoluzione austriaca del 14 settembre 1824, il figlio di costui, CARLO (n. 10 giugno 1788). Da lui nacque FILIPPO (n. Milano, 14 marzo 1813) che dal suo matrimonio (1843) con Enrica del marchese Berardi-Ragazzi, cremonese, ebbe per figlie Ottavia (1844-1862), Rachele (1847-1861) e Giulia (n. 1849), che sposò il 21 agosto 1876 il nobile Luigi Lupi da Bergamo.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di Nobile (pers.), dei Signori di Quattordio (pers.). Trattamento di Don e Donna, in persona di Giulia, di Filippo, di Carlo, in Lupi.

Ramo di Alessandria

Trae origine questa linea da GIOVANNI ANTONIO (batt. 22 giugno 1699), di Francesco Gerolamo. Sposò (1745) Irene di Francesco Domenico Cacherano della Rocca, e nacque da questo matrimonio PAOLO (n. Quattordio, 24 gennaio 1758) che fu decurione di Alessandria, e fu riconosciuto nobile dal R. I. tribunale araldico di Lombardia il 22 agosto 1773. Fu suo figlio ALESSANDRO (n. Quattordio, 22 agosto 1795, † 27 agosto 1874), che venne chiamato al decurionato di Alessandria il 10 dicembre 1839. Dal suo matrimonio (1826) con Marianna del conte Bernardino Morra di Carpanetta nacque PIO (n. Quattordio , 25 dicembre 1827, t Torino, 8 aprile 1892), che fu ufficiale di fanteria. Figli di Pio sono: ALESSANDRO (n. Casale, 20 dicembre 1864); FRANCESCO PAOLO (n. Sciolze, 3 maggio 1869); GIACINTO (n. Torino, 30 giugno 1878); ROBERTO (n. Sciolze, 29 dicembre 1872); LORENZO (n. Sciolze, 24 agosto 1866); GIUSEPPE (n. Torino, 26 aprile 1876), Laura (n. Torino, 1° aprile 1883) e Lavinia (n. 1° aprile 1883). La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di Signore di Quattordio (mpr.), Nobile (mf.). Trattamento di Don e Donna, in persona di ALESSANDRO, di Pio, di Alessandro. Figli: CARLO, FRANCESCO, CAMILLO, Anna Maria. Fratelli: FRANCESCO PAOLO, GIACINTO, ROBERTO, LORENZO, GIUSEPPE, Laura, Lavinia.

Figli di Francesco Paolo: PIO, MARIO.

Figlia di Roberto: Lodovica.

Figli di Lorenzo: Carolina, Camilla, Malvina, RENATO, Elda.

Figlio di Giacinto: GUIDO GIUSEPPE.

l. b. [Luigi Borello]


Genealogia

Genealogia Olivazzi

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

ARMA D’argento all’olivo nodrito nella pianura erbosa, al naturale, col castello di rosso, fondato nella pianura ed attraversante sull’olivo; col capo d’oro, carico di un’aquila di nero, coronata d’oro.

CIMIERO: La colomba d’argento col ramoscello d’olivo di verde, nel becco.

MOTTO: Sicut novellae olivarum.

Stemmi famiglia Olivazzi

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Torino

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://verbanensia.org/biografie.asp?action=O&tipo=2

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note