Palazzi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti App., parte II, p. 435
Spreti App., parte II, p. 435
Ramo di Reggio Emilia (Spreti, vol. V, p. 47)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1935, Appendice, parte II, pp. 434-435:

Antica e potente fu nel medioevo questa nobile famiglia bresciana. Alcuni trattatisti raccontano che i Palazzi discendevano da un CORRADO, conte di Palazzo, che sarebbe stato uno dei commissari di Berengario contro gli Ungheri invasori nel 902. Figlio suo sarebbe stato FEDERICO uno dei capi della congiura dei principi italiani contro Berengario. Capostipite sembra essere invece OTTONE vissuto intorno al 1150 padre di GIOVANNI, vescovo di Brescia nel 1200, morto in esilio per ragioni di parte; e di BIATTA, un valorosissimo guerriero che nella famosa battaglia per Costa Volpino, nel 1191, contro bergamaschi e cremonesi, essendo castellano di Rudiano, guidò la cavalleria bresciana con tale impeto da rovesciare i nemici giungendo alla conquista del Carroccio dei cremonesi.

Altro figlio fu CORRADO, uomo d’arme, padre di BARTOLOMEO, podestà di Verona nel 1212, che vinse Ezzelino da Romano presso il Ponte Alto di Vicenza; di OTTONE che fu genitore di CARLO, capitano del popolo di Milano; e di CORRADO, il celebre capitano contro i Trentini nel 1279, podestà di Piacenza nel 1288 e d’altre città al quale accenna Dante nel Canto XVI del Purgatorio.

Da ZIRONE, altro figlio di Ottone, nacque GUGLIELMO, padre di CORRADINO e di GIOVANNI, capo ghibellino nel 1402 fedele a Gio. Maria Visconti e avo di un secondo GUGLIELMO al quale nel 1403 il Duca e la Duchessa di Milano riconfermano i diritti e privilegi feudali accordati ai loro antenati dal Comune di Brescia; suo fratello BARTOLOMEO fu intimo di Pandolfo Malatesta e fu suo luogotenente a Rimini e da lui e dal Pontefice fu investito di vari feudi in Romagna e nelle Marche, quale il castello di S. Costanzo nel 1437, con diploma dell’Arcivescovo di Bologna; del Castello di Barti e Villa del Monte nel 1441 da Francesco Sforza, quale Gonfaloniere di S. R. Chiesa; del castello di S. Sebastiano, di Monte S. Bartolo e di Campigliolo nel 1441 in Firenze da Papa Eugenio IV. Egli aveva sposato Catterina, contessa di Pragnano, dalla quale ebbe: UGOLINO (viv. 1468) che tolse in moglie Vittoria Castracani di Castelleone dalla quale ebbe numerosa prole. Notabili fra i suoi figli furono: FEDERICO, prelato domestico del Papa Giulio II e BARTOLOMEO (viv. 1542), che sposò la nob. Cecilia Maggi; da questo matrimonio nacque UGOLINO (viv. 1570), marito della nob. Ippolita Moro e padre di CAMILLO che sposò nel 1695 la nob. Briolamia Martinengo dalla quale ebbe UGOLINO. Questi dalla nob. Maddalena Cigola ebbe CAMILLO il quale sposò la nob. Barbara Bargnani nel 1643; il loro figlio UGOLINO (test. 1704), tolse in moglie la nob. Camilla Fenaroli q. Cesare, nel 1679, e ne ebbe FEDERICO († 1731) il quale nel 1714 sposò la nob. Giulia del conte Ottavio Fenaroli e ne ebbe vari figlioli.

Con questi si spense il ramo primogenito e per poco tempo continuò la famiglia un altro ramo discendente da quel Corradino q. Guglielmo che abbiamo visto tra i fedeli ai Visconti in Brescia nel 1402. Eccone i discendenti, di padre in figlio: BATTISTA (viv. 1588); GIUSEPPE (n. 1589) spos. con la nob. Catterina Tassi; GIO. BATTISTA (nato 1641) spos. con la nob. Cecilia Poncarali; GIUSEPPE (n. 1704); GAETANO (n. 1753); con questi si estinse anche il secondo ramo.

Il predetto GIUSEPPE (n. 1704), ebbe due figli: GAETANO (n. 1753), giudice Collegiato e IPPOLITO. Quest’ultimo dalla moglie Lelia Foresti, ebbe PIETRO che sposò la Nob. Ippolita Meraviglia Mantegazza e si ignora se ebbe discendenza.

La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1922 col titolo di Nobile (mf.) in persona dell’ultimo riconosciuto PIETRO q. Ippolito (1821).

f. l. [Fausto Lechi]


Ramo di Reggio Emilia

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 47-48:

La famiglia Palazzi è oriunda forse da Brescia, poi trasferita nel Mantovano. Ve ne sono notizie storiche nell’Archivio di Stato di Mantova in un manoscritto di storie di famiglie nobili mantovane scritto dal conte Carlo d’Arco.

Alla fine del secolo XVIII POMPEO risiedeva a Reggio, sposato alla marchesa Aurelia, del march. Giulio Vaini, dama di palazzo alla Corte di Mantova. Suo figlio, FERRANTE, aveva possedimenti alla Gornia presso Luzzara. Ebbe due figli: Eleonora, che sposò il conte Agostino Paradisi, e GIUSEPPE, che sposò Camilla Sartoretti, fu Francesco, di Mantova, e continuò la famiglia; fu conservatore della città di Reggio e capitano della Guardia Civica nel 1848; presidente dell’Ospedale Infermi ed Esposti. Morì in ancor giovane età il 15 gennaio 1849, lasciando sei figli: 1) LUIGI (n. nel 1839 e † il 3 luglio 1886), sposato nel 1864 con la signora Carolina Lavaggi continuò la famiglia nel ramo primogenito; 2) CORRADO (n. nel 1843), fu prosindaco del Comune di Reggio Emilia e per molti anni sindaco di Bibbiano († il 20 gennaio 1907). Sposò nel 1865 la N. D. Leocadia Venturi, figlia del fu N. U. dottor Giambattista (junior), della famiglia del famoso scienziato e storico abate Giambattista, che fu ministro, residente in Svizzera, di Napoleone I e professore alla Università di Pavia; e della contessa Leocadia Linati, di illustre famiglia di Parma, che diede alla patria artisti, letterati e patrioti. Ebbe molti figli, dei quali parecchi ancora viventi; 3) PAOLO, morto in gioventù; 4) FERRANTE, che sposò Virginia Bolognini d’antica e distinta famiglia reggiana, e ne ebbe tre figli: GUIDO, ALBERTO e Maria in Fabbrocini; 5) Giovanna, che nel 1857 sposò il N. U. Agostino Sforza di Reggio Emilia; 6) Maria, sposata al N. U. Enrico Cugini, pure di Reggio.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di conte (mpr.), patrizio di Reggio (m.), ed è rappresentata da GIUSEPPE MALATESTA, di Luigi, di Giuseppe (nato 1865), podestà di Trofarello.

Fratelli: FRANCESCO, ENRICO, CAMILLO e Vittoria, vedova del sig. Alberto Schlosser, pubblicista.

Zie: Giovanna ved. Sforza e Maria ved. Cugini.

Cugini, figli di Corrado (†), zio di Giuseppe: 1) Camilla (n. 1866); 2) GIORGIO (n. 13 ottobre 1869), ingegnere, già sindaco di Reggio Emilia; 3) EMILIO († 5 febbraio 1924), sp. con la signora Alberta Poli da cui: Leocadia, Margherita, Anna; 4) Renata, sp. nel 1906 al sig. Arturo Dalzini; 5) NINO (n. nel maggio 1882), sp. nel 1910 con la signora Ida Modena, da cui: Thea (n. 29 giugno 1911), Ottavia (n. 17 agosto 1919); 6) VITTORINO (n. 2 marzo 1884), tenente colonnello dei bersaglieri, cavaliere della Corona d’Italia, sp. nel gennaio 1913 con la N. D. Bianca Rangone, del conte Carlo, da cui: CORRADO (n. 17 novembre 1913) e CARLO (n. 11 luglio 1921).

Altri cugini, figli di Ferrante (†), zio di Giuseppe: 1) GUIDO, ragioniere († 14 novembre 1931), sp. con la signora Rita Advocati, da cui MARIO (n. 5 agosto 1910); 2) Maria sp. al ten. col. cav. Fabroncini; 3) ALBERTO († 15 settembre 1926), sp. con la signora Laura Tirelli, da cui: Teresa ed Elena.

a. c. c. [Antonio Cremona Casoli]


Genealogia

Genealogia Palazzi

Stemmi

ARMA: Palato d’oro e di rosso ; col capo dell’impero.

Alias: D’oro a tre pali di rosso.


Ramo di Reggio Emilia

ARMA: Inquartato: nel 1° e 4° d’oro a una testa d’aquila coronata di nero; nel 2° e 3° di rosso ad un drago ripiegato ad anello di verde, cucito.

Stemmi famiglia Palazzi

Storia

Personaggi

Dimore

Brescia

Reggio Emilia e Torino (Ramo di Reggio Emilia)

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note