Parona

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Spreti, vol. V, p. 151
Ramo terzogenito (Spreti, vol. V, p. 152)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 151-154:

Ad un numero assai limitato si ridussero le nobili famiglie della Città di Pavia, la cui origine rimonta a più secoli trascorsi, e delle quali per una lunga e mai interrotta serie d’anni si possa provare la genealogia. Fra le stesse si annovera quella dei Parona, originaria in tempi assai remoti indubbiamente dal Borgo di Parona situato nel raggio della Città in antico, ora nella Provincia, nel Mandamento di Mortara, famiglia che amò sempre conservare questa cittadinanza sebbene taluno dei suoi componenti dimorasse nell’attigua Lomellina, ove ebbero possedimenti.

Molti dei Parona professarono il Notariato e furono membri del nobile Collegio dei Notai, come ritiensi emergere dagli atti esistenti in quell’Archivio Notarile, e da una straordinaria quantità d’atti da essi erogati; molti furono causidici, giudici, sacerdoti, canonici ed alcuni professori; tutti in genere si dedicarono a nobili professioni. -A partire dal 1400 appartennero a detto Collegio ANTONIO de’ Parona, BONIFACIO, altro BONIFACIO, FRANCESCO, FRANCESCHINO, quattro di nome GIORGIO e uno GIOVANNI MARIA, ed altri, fino ad ENRICO, padre del vivente EUCLIDE.

Nel 1429, al 12 gennaio, in S. Pietro in Ciel d’Oro, l’imperatore Federico II investì del Notariato Martino San Stefani, presente RICCARDO de’ Parona (Robolini: Storia di Pavia, vol. IV, pag. 141). Nella Biblioteca della patria Università si conserva una pergamena del 16 agosto 1255 rogata da SALIMBENE de’ Parona. Il 15 marzo 1314 FRANCESCHINO Parona interveniva alla redazione di un atto nel Palazzo Vescovile (Robolini, sudd. ved., vol. IV, pagina 268). Una pergamena del 1400, conservata dalla famiglia, è rogata da SIMONE ed ANTONIO de’ Parona.

Nella riforma dello Statuto di Pavia, volendosi togliere ogni dubbio a riguardo delle antiche famiglie patrizie «ex prestantissimis viris orti ab antiqua familia», con senatorio Decreto 11 maggio 1549, conservato nell’Archivio Municipale, venne compilato un nuovo elenco di dette famiglie nobili avente voce al Decurionale, fra le quali non venne dimenticata la famiglia Parona, e dall’Archivio risulta, principalmente dai successivi Cataloghi, che furono decurioni in detta epoca GIO. ANTONIO Parona; nel 1599, il 25 febbraio, GEROLAMO Parona; nel 1622, 26 febbraio, CARLO ANGELO Parona; nel 1647, 27 febbraio, BONIFACIO Parona, ed altri, come si rileva da annotazioni di famiglia desunte dai detti Cataloghi. Di questa famiglia due rami sono ora superstiti: quello di ANGELO Parona, consigliere nel Tribunale Provinciale in Pavia, e quello di GIO. BATTISTA, discendenti rispettivamente dal notaio Francesco e dall’ing. Siro, procreati dal notaio collegiato come dal tracciato di albero genealogico in linea retta descendentale.

1) GIORGIO, causidico: Dal testamento di Bernardo Parona 12 gennaio 1517, a rogito G. B. Oliario, si rileva che Giorgio, causidico, era padre di esso testatore.

2) BERNARDO, causidico e notaio collegiato in Pavia: Dal testamento suaccennato 12 gennaio 1517, rogito G. B. Oliario, rilevasi che Bernardo era figlio di Giorgio, e aveva quattro figli, tra cui:

3) GIO. BATTISTA, causidico: ne è indicata la paternità nel testamento del padre e nel proprio in data 12 marzo 1573, a rogito G. B. Costa. In questa sono nominati eredi universali i nobili quattro figli di esso testatore, tra cui:

4) FRANCESCO, decurione: si rileva che era figlio di G. B., oltre dal costui testamento, anche dall’istromento d’acquisto e d’investitura 24 dicembre 1583, a rogito G. B. Costa, e dall’atto della Curia Vescovile di Pavia in data 27 ottobre 1586, in cui si nominano i nobili fratelli Parona, figli di Gio. Batta.

5) GIO. BATTA: è dimostrata la paternità dal rogito 18 dicembre 1600 di Francesco Bandello, e da altro 12 dicembre 1622 di F. Sacripante Salerno.

6) PIETRO PAOLO: che fosse figlio di G. B. risulta dall’istromento dotale 4 gennaio 1614, rogito Carlo Sellano, e dall’istromento d’acquisto 12 febbraio 1647, rogito Ang. Francesco Germi; da un’autentica memoria poi (1664), su esso Pietro Paolo, emerge come egli fosse nobile cittadino di Pavia e la sua casata fosse antichissima nella Città, come emerge del pari che detto Pietro Paolo ebbe un figlio di nome ANDREA, notaio pubblico di Pavia, morto nel 1659, e che Andrea ebbe pure un figlio di nome SIRO.

7) ANDREA, notaio collegiato: era figlio di Pietro Paolo, come risulta anche dall’istromento da lui stesso rogato 5 settembre 1658, e dal rogito 6 giugno 1653 di Francesco Andrea Pergamo.

8) SIRO: se ne rileva la paternità della fede natale al suo nome dalla scrittura di locazione 10 luglio 1709, rogito Valenti, dal quale ultimo atto risulta anche la nobiltà di esso Siro e del padre Andrea.

9) MELCHIORRE, notaio collegiato: ne attestano la paternità l’attestato di nascita in atti di maggior età 27 luglio 1718, l’istromento d’investitura perpetua 27 giugno 1743, a rogito Carlo Gius. Pisani, il testamento dello stesso Melchiorre, 21 marzo 1766, rogito Gio. Francesco Della Tela; dai due primi atti risulta pure la nobiltà del casato.

10) GIUSEPPE ANTONIO, notaio collegiato: ne è provata la paternità dal testamento di Severino Pocodrappi, 31 marzo 1783, rogito Gius. De Antonii, e dal mandato del sacerdote G. B. Parona allo stesso Giuseppe Antonio, 26 febbraio 1771, rogito Francesco Barberino.

11) FRANCESCO, notaio collegiato: è figlio di Giuseppe Antonio, come dall’Arbitramento 10 luglio 1799 dello stesso Francesco ed i fratelli ing. Siro e dott. Nicola, e dall’istromento di divisione tra esso Francesco ed il fratello sacerdote Domenico, 20 ottobre 1802, rogito Pietro Ferrari da Grado.

12) ANGELO, consigliere nel Tribunale Provinciale: è figlio del fu notaio Francesco, come risulta dalla fede di nascita 16 dicembre 1828, provante la paternità anche del predetto Francesco.

In esito all’Istanza 11 marzo 1861 del consigliere angelo Parona, la Giunta Municipale della Città di Pavia, a firma del sindaco A. Vidari, certificò essere con tutto fondamento sussistenti i cenni storici premessi all’albero genealogico dell’antica famiglia Parona appoggiato a notorietà ed in gran parte a pubblici atti. Dichiarò inoltre discendere il sig. ANGELO Parona, fu Francesco, in linea retta da GIORGIO Parona accennato qual capostipite nel surriferito albero, come è comprovato dai dimessi autentici documenti; conseguentemente appartenere con certezza a quella antica famiglia qualificata «ex prestantissimis viris, orti ab antiqua familia» col senatorio Decreto undici maggio 1549 unito allo statuto da detta Giunta custodito e col quale fu anche riconosciuto investito di voce nel Decurionato.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. col titolo di patrizio di Pavia (m.), ed è rappresentata da:

Ramo primogenito

CARLO FABRIZIO, di Angelo, di Francesco, n. a Melegnano (Milano) 8 maggio I855, presidente della R. Accademia delle Scienze di Torino, socio della R. Accademia dei Lincei e dell’Accademia di Agricoltura, professore di geologia nella R. Università di Torino, gr. uff. della Corona d’Italia, comm. Mauriziano, sp. il 20 agosto 1884 con Caterina Robecchi.

Figli: GIULIO, avvocato, n. a Pavia 1° marzo 1889, sp. 11 settembre 1919 con Maria Teresa Tosi di Busto Arsizio; PIETRO, n. a Torino 9 novembre 1892, sp. il 12 dicembre 1921 con Uberta Freyrie; EDOARDO, medico chirurgo, n. a Torino 1° dicembre 1897, sp. il 18 gennaio 1923 con Giulia Tosi di Busto Arsizio; Camilla, n. a Torino 11 aprile 1900, sp. 4 novembre 1919 con l’avv. Giacomo Tosi di Busto Arsizio; Angiola Maria, n. a Torino 3 febb. 1905.

Figli di Giulio: Giulia, n. a Torino 9 agosto 1920; EMILIO, n. a Busto Arsizio 24 dicembre 1921; Fulvia, n. a Busto Arsizio 29 aprile 1923; PIETRO, n. a Busto A. 7 luglio 1924.

Figli di Pietro: CARLO, n. a Busto A. 18 luglio 1923; Matilde, n. a Milano 7 novembre 1925.

Figli di Edoardo: Bianca Caterina, n. a Busto A. 25 giugno 1925; Anna Teresita, n. a Busto A. 31 maggio 1929.

Ramo secondogenito

ANGELO, di Emilio, di Angelo, n. a Novara 23 aprile 1889, capitano di fregata nello Stato Maggiore della R. Marina, cavaliere Mauriziano e della Corona d’Italia, cav. uff. della Corona di Rumenia, cav. dell’Ordine di Danilo I di Montenegro, medaglia d’argento e di bronzo al valor militare, medaglia commemorativa guerra 1915-18 e guerra italo-turca, croce al merito di guerra, sp. il 7 novembre 1918 con Anna Maestri.

Fratello: ENZO, medico chirurgo, n. a Novara 20 marzo 1891.

Ramo terzogenito

EUCLIDE GIO. BATTISTA, di Enrico, ragioniere, n. a Milano 31 luglio 1875.

Sorella: Egea Amalia, n. a Milano 17 marzo 1884, sp. il 1° febbraio 1911 col cavaliere Enrico Bocchiola.

Figlia: Nina Euclide Maria, n. a Milano 20 agosto 1902, sp. 11 marzo 1922 con Angelo Zamboni, di Angelo.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Parona

Stemmi

ARMA: D’azzurro a tre gigli d’oro posti in sbarra e accostati da due sbarre dello stesso. (Ricon. D.M. 16 ottobre 1895).

Alias: D’oro, alla banda d’azzurro caricata di tre gigli d’argento, posti in banda. (Codice Cremosino, Arch. di Stato di Milano). (Usata dal ramo terzogenito).

Stemmi famiglia Parona

Storia

Personaggi

Dimore

Milano, Torino, Novara, Busto Arsizio e Verona

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/parona/Dizionario_Biografico/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note