Piazzi: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
 
Riga 29: Riga 29:
 
Un’altra diramazione è quella rappresentata dai discendenti di FRANCESCO Piazzi, figlio di altro Francesco, confermato nella antica nobiltà della sua famiglia con Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817. Essa si ricollega al capostipite Martino per i seguenti anelli genealogici: da BARTOLOMEO, di Martino, nacque ANDREA (v. 1495), il quale generò BARTOLOMEO detto Barbano (v. 1539), marito di Maddalena Miotta; Bartolomeo generò ANDREA (v. 1589), il quale diede i natali a OTTAVIO (v. 1620); questi dalla moglie Caterina Venosta ebbe il figlio BARTOLOMEO († 1682), che si sposò a Maria Quadrio, del fu Ortensio, e fu padre a GIUSEPPE († 1694); questi, marito di Caterina Quadrio, del fu Cristoforo, generò il dott. ANDREA († 14 gennaio 1743), dal quale, essendosi ammogliato con Francesca Quadrio Peranda, del fu dott. Antonio, sortì i natali FRANCESCO. Questi ebbe tre mogli: 1) Maria Guicciardi, del fu capitano Nicolò; 2) Rosa Piazzi, del fu dott. Filippo; 3) Angela Insagli, del fu Giuseppe di Como.
 
Un’altra diramazione è quella rappresentata dai discendenti di FRANCESCO Piazzi, figlio di altro Francesco, confermato nella antica nobiltà della sua famiglia con Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817. Essa si ricollega al capostipite Martino per i seguenti anelli genealogici: da BARTOLOMEO, di Martino, nacque ANDREA (v. 1495), il quale generò BARTOLOMEO detto Barbano (v. 1539), marito di Maddalena Miotta; Bartolomeo generò ANDREA (v. 1589), il quale diede i natali a OTTAVIO (v. 1620); questi dalla moglie Caterina Venosta ebbe il figlio BARTOLOMEO († 1682), che si sposò a Maria Quadrio, del fu Ortensio, e fu padre a GIUSEPPE († 1694); questi, marito di Caterina Quadrio, del fu Cristoforo, generò il dott. ANDREA († 14 gennaio 1743), dal quale, essendosi ammogliato con Francesca Quadrio Peranda, del fu dott. Antonio, sortì i natali FRANCESCO. Questi ebbe tre mogli: 1) Maria Guicciardi, del fu capitano Nicolò; 2) Rosa Piazzi, del fu dott. Filippo; 3) Angela Insagli, del fu Giuseppe di Como.
  
Egli ebbe figli solo dalla prima moglie, dalla quale nacque il 29 aprile 1733 GIUSEPPE († 21 aprile 1788), che si ammogliò con Francesca Guaita, del dott. Giuseppe di Codogno. Da Giuseppe nacque il 21 febbraio 1765 FRANCESCO († 22 dicembre 1807), che si ammogliò con la contessa Marianna Pertusati di Milano, ed ebbe il figlio FRANCESCO, nato il 9 giugno 1808 e morto nel 1856. Questi, che fu riconosciuto nobile nel 1817, dalla moglie Carolina Molinelli, milanese, ebbe il figlio GIUSEPPE, nato il 18 gennaio 1846. Questi si ammogliò a Firenze il 18 novembre 1875 con la nobil donna Vittoria Mari, figlia di Filippo, e morì a Nerviano il 9 settembre 1815.
+
Egli ebbe figli solo dalla prima moglie, dalla quale nacque il 29 aprile 1733 GIUSEPPE († 21 aprile 1788), che si ammogliò con Francesca Guaita, del dott. Giuseppe di Codogno. Da Giuseppe nacque il 21 febbraio 1765 FRANCESCO († 22 dicembre 1807), che si ammogliò con la contessa Marianna Pertusati di Milano, ed ebbe il figlio FRANCESCO, nato il 9 giugno 1808 e morto nel 1856. Questi, che fu riconosciuto nobile nel 1817, dalla moglie Carolina Molinelli, milanese, ebbe il figlio GIUSEPPE, nato il 18 gennaio 1846. Questi si ammogliò a Firenze il 18 novembre 1875 con la nobil donna Vittoria Mari, figlia di Filippo, e morì a Nerviano il 9 settembre 1915.
  
 
Con decreto del Capo del Governo in data 9 ottobre 1931 ai discendenti del predetto Giuseppe venne riconosciuto il titolo di nobile.
 
Con decreto del Capo del Governo in data 9 ottobre 1931 ai discendenti del predetto Giuseppe venne riconosciuto il titolo di nobile.

Versione attuale delle 00:18, 27 giu 2020

Spreti, vol. V, p. 316

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 316-319:

La famiglia Piazzi, a quanto scrive F. S. Quadrio, Dissertazioni critico-storiche intorno alla Rezia di qua dalle Alpi oggi detta Valtellina, vol. III, pag. 437 e segg., sarebbe oriunda di Tresivio e avrebbe preso il cognome dalla contrada di Piazza, che ivi era. Il più antico personaggio della famiglia, secondo una cronachetta e altri manoscritti veduti dallo stesso Quadrio, sarebbe un GASPARE, da cui nacque un VALERIANO, che fu padre di un VIVIANO, dal quale nacque RUGGERO, che fu padre d’un altro VIVIANO, del quale un istrumento notarile attesta che viveva ancora nel 1326. Pare che questo Viviano desse i natali a GIACOMO che nello stesso anno 1326 è ricordato nella cronaca di Stefano Merlo come decano del comune di Sondrio, carica in quei tempi onorifica. Da Giacomo poi sarebbe nato SIMONE e da Simone nacque MARTINO. Questo Martino, che nell’antica sua casa aveva fatto dipingere nel 1413 lo stemma Piazzi e quello della famiglia Carughi dalla quale proveniva sua moglie, nonché gli stemmi di molte altre famiglie nobili con le quali era in parentela, dicesi che per il primo trasportò la sua abitazione da Tresivio a Ponte. Dal detto Martino nacque BARTOLOMEO, il quale desiderando, da vicino che era della Terra di Ponte, essere aggregato ai nobili di essa terra, fu creato nobile, con diploma di Francesco Sforza duca di Milano in data 30 luglio 1459 (edito dal Quadrio, op. cit., p. 438). Le varie diramazoni della famiglia Piazzi iscritte nell’Elenco Uff. della Nob. Ital. e nel Libro d’Oro della Nob. Ital. discendono tutte dal predetto Bartolomeo, di Martino, nobilitato da Francesco Sforza.

Una di quelle diramazioni è rappresentata dai discendenti di ABBONDIO PIAZZI, nato a Ponte il 25 dicembre 1793 e confermato nell’antica nobiltà della sua famiglia con Sovrana Risoluzione 28 novembre 1816.

Come risulta da atti esistenti nell’archivio della Congregazione di Ponte di Valtellina, la diramazione discende da Bartolomeo Piazzi del fu Martino, nobilitato da Francesco Sforza con diploma 30 luglio 1459 mediante la seguente successione genealogica:

Il detto Bartolomeo generò ANDREA (n. 1500), dal quale nacque NICOLÒ (n. 1570), padre a sua volta di GIO. PAOLO (n. 1590, † 1612). Da Gio. Paolo e da sua moglie Cassandra Pergola venne in luce NICOLÒ, che fece parte dell’ambasciata spedita dalla Valtellina a Milano a propugnare gli interessi di quella regione. Nicolò diede i natali a LUIGI († 1657), il quale ebbe due mogli, la prima Giulia Paravicini, di Orazio e la seconda Camilla Piazzi. Da Luigi e da Giulia Paravicini (dalla seconda moglie Camilla Piazzi trae origine la famiglia Piazzi detta dei Gregori) nacque NICOLÒ (n. 15 marzo 1638, † 29 febbraio 1716) che il 28 giugno 1660 sposò Dorotea, di Bernardo Omodei Del Dosso, di Tirano.

Fu capitano nelle armate di Spagna e poi capitano delle milizie del territorio di Ponte per brevetto 20 maggio 1681 del governatore della Valtellina Paolo Buol; dopo la morte della moglie sul finire del ‘600 si fece prete. Da Nicolò sortì i natali LUIGI (n. 11 luglio 1661, † 14 dicembre 1710), il quale fu giureconsulto ed ebbe in moglie Anna Lucia Imeldi di Bormio. Figlio del predetto Luigi fu BERNARDO (n. 25 marzo 1699, † 17 febbraio 1774), che sposò il 10 febbraio 1721 Antonia Maddalena Artaria di Berbenno, figlia del cancelliere della valle Antonio Maria. Da Bernardo venne in luce ANTONIO MARIA (n. 4 novembre 1726, † 26 maggio 1806) che l’11 luglio 1753 prese in moglie Francesca Guicciardi di Bernardo. Da Antonio Maria nacque BERNARDO (n. 30 maggio 1755, † 4 luglio 1804) che fu marito di Maria Caterina Nesini del fu Carlo Filippo, sposata a Bormio il 26 gennaio 1786, e coprì la carica di agente di terziere riservata ai nobili. Da Bernardo trasse i natali ABBONDIO (n. 25 dicembre 1793) il quale fu confermato nell’antica nobiltà della sua famiglia con Sovrana Risoluzione 28 novembre 1816.

I discendenti di Abbondio ottennero il riconoscimento del titolo di nobile e dello stemma con decreto di S. E. il Capo del Governo 20 giugno 1930, e perciò vennero iscritti nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana in persona di:

ARISTIDE, n. a Gorgonzola il 16 maggio 1863, figlio di Bernardo Achille (n. a Sondrio il 1° maggio 1822, sp. a Locate Triulzi l’11 novembre 1851 con Maria Giuseppa Faini, di Giuseppe), di Abbondio (n. a Ponte il 25 dicembre 1793, sp. a Sondrio il 30 nov. 1819 con Francesca Carbonera).

Fratelli: 1) Francesca, n. a Milano il 20 settembre 1852; sp. a Milano il 31 luglio 1889 con Ambrosio Carabelli; 2) GIULIO, n. a Gorgonzola il 2 gennaio 1867; sp. a Roma il 6 maggio 1912 con Marietta Matilde Ranieri, di Nicola; 3) Bianca, n. a Gorgonzola il 24 gennaio 1869; sp. a Ghemme il 16 febbraio 1890 con Fausto Piazzi, di Cesare.

Figlio di Giulio: ACHILLE BERNARDO, n. a Mortara il 3 maggio 1914.

DELFINO, n. a Pisa il 22 novembre 1896, figlio di Giovanni (n. a Brescia, S. Alessandro, il 28 maggio 1865; sp. a Milano il 15 ottobre 1891 con Amalia Camini), di Cesare Nicola (n. a Sondrio il 3 genn. 1825; sp. a Verona il 20 maggio 1859 con Adele Santi, del fu Angelo), di Abbondio (n. a Ponte il 25 dicembre 1893); sp. a Monza il 29 ottobre 1925 con Maria Adolfa Sarasella, di Attilio.

Figlia: Gabriella, n. a Milano il 10 settembre 1928.

Fratelli: Adele, n. a Cesena l’8 gennaio 1895; GIUSEPPE, n. a Milano il 21 gennaio 1903.

Un’altra diramazione è quella rappresentata dai discendenti di FRANCESCO Piazzi, figlio di altro Francesco, confermato nella antica nobiltà della sua famiglia con Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817. Essa si ricollega al capostipite Martino per i seguenti anelli genealogici: da BARTOLOMEO, di Martino, nacque ANDREA (v. 1495), il quale generò BARTOLOMEO detto Barbano (v. 1539), marito di Maddalena Miotta; Bartolomeo generò ANDREA (v. 1589), il quale diede i natali a OTTAVIO (v. 1620); questi dalla moglie Caterina Venosta ebbe il figlio BARTOLOMEO († 1682), che si sposò a Maria Quadrio, del fu Ortensio, e fu padre a GIUSEPPE († 1694); questi, marito di Caterina Quadrio, del fu Cristoforo, generò il dott. ANDREA († 14 gennaio 1743), dal quale, essendosi ammogliato con Francesca Quadrio Peranda, del fu dott. Antonio, sortì i natali FRANCESCO. Questi ebbe tre mogli: 1) Maria Guicciardi, del fu capitano Nicolò; 2) Rosa Piazzi, del fu dott. Filippo; 3) Angela Insagli, del fu Giuseppe di Como.

Egli ebbe figli solo dalla prima moglie, dalla quale nacque il 29 aprile 1733 GIUSEPPE († 21 aprile 1788), che si ammogliò con Francesca Guaita, del dott. Giuseppe di Codogno. Da Giuseppe nacque il 21 febbraio 1765 FRANCESCO († 22 dicembre 1807), che si ammogliò con la contessa Marianna Pertusati di Milano, ed ebbe il figlio FRANCESCO, nato il 9 giugno 1808 e morto nel 1856. Questi, che fu riconosciuto nobile nel 1817, dalla moglie Carolina Molinelli, milanese, ebbe il figlio GIUSEPPE, nato il 18 gennaio 1846. Questi si ammogliò a Firenze il 18 novembre 1875 con la nobil donna Vittoria Mari, figlia di Filippo, e morì a Nerviano il 9 settembre 1915.

Con decreto del Capo del Governo in data 9 ottobre 1931 ai discendenti del predetto Giuseppe venne riconosciuto il titolo di nobile.

Essi sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. in persona di:

FRANCESCO, n. a Milano il 4 febbraio 1879, figlio di Giuseppe e di Vittoria Mari; sp. a Cardano al Campo il 9 luglio 1924 con Ida Mari, figlia di Filippo.

Fratelli: 1) Beatrice, n. a Milano il 18 agosto 1880; sp. a Nerviano il 10 ottobre 1906 al conte dott. Alfonso Caccia Dominioni, del fu conte Paolo; 2) Virginia, n. a Milano l’8 aprile 1883; sp. a Milano il 10 ottobre ad Aldo Cavallazzi, di Ettore; 3) Carolina, n. a Milano l’8 aprile 1887; 4) FILIPPO, n. a Milano l’11 ottobre 1896; sp. a Milano il 17 maggio 1922 con Laura Colombi, di Emilio.

Figli di Filippo: 1) Lorenza, n. a Milano il 5 dicembre 1922; 2) GIUSEPPE, n. a Milano il 21 giugno 1928.

Una diramazione è quella iscritta nell’Elenco Uff. della Nob. Ital. in persona dei fratelli avv. RINALDO, avv. VIRGILIO e dott. RICCARDO, notaio, figli di Ortensio (n. 20 gennaio 1815, † Ponte Valtellina 31 luglio 1884), di Giuseppe (n. 6 aprile 1774, † Ponte, 16 ottobre 1848), altro dei confermati nella nobiltà con la citata Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817, e fratello di quel Francesco, nato il 21 febbraio 1765, da cui discende la precedente diramazione.

Una diramazione è anche quella iscritta nell’Elenco Uff. della Nob. Ital. in persona delle sorelle Giuseppina (n. Ponte, 16 novembre 1838) ed Enrichetta (n. Ponte, 10 ottobre 1841), figlie di Enrico Filippo (n. Ponte, 26 settembre 1807; ammogliato con Antonia Basci, di Giacomo), figlio a sua volta di Lorenzo (n. Ponte, 10 marzo 1768, marito di Regina Guicciardi, di Enrico), il quale, nato da Giuseppe e da Dorotea Guicciardi, ottenne per sé e per i fratelli Bartolomeo e Filippo la conferma della nobiltà con la citata Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817.

Una diramazione infine è quella iscritta nello stesso Elenco Uff. della Nob. Ital. in persona dei fratelli dott. ALFREDO (n. Ponte, 8 marzo 1865), dott. ARNALDO (n. Ponte, 26 dicembre 1866), Cerere, Ester e Gisella, figli del dott. Andrea (n. Ponte, 26 giugno 1835) e di Carolina Peregrini. Il detto Andrea era figlio di Francesco, il quale nacque da altro Andrea, figlio di Giacomo, che fu confermato nella nobiltà con la Sovrana Risoluzione del 28 gennaio 1817.

Per le ultime tre diramazioni non consta per quali nessi genealogici si ricongiungano a Bartolomeo Piazzi, di Martino, nobilitato nel 1459.

c. m. [Cesare Manaresi]


Genealogia

Genealogia Piazzi

Stemmi

ARMA: Troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero, nel 2° d’azzurro all’albero di pino al naturale, nascente dalla punta dello scudo.

CIMIERO: Figura umana di carnagione, posta di maestà, terminata da zampe di bipede e sostenente un listello d’oro col:

MOTTO: Non coronabitur nisi qui legitime certaverit.

Storia

Personaggi

Dimore

Ponte in Valtellina e Milano

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, 2: Lombardia-Sicilia, a cura di Giovanni Pesiri, Micaela Procaccia, Irma Paola Tascini, Laura Vallone, Roma, Ministero BBAAC, 1998 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Strumenti; 133)

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note