Ponti

Da EFL - Società Storica Lombarda.

Fin dal XV secolo si hanno notizie di una famiglia Ponti in Lombardia, ma la notorietà è legata soprattutto al suo ruolo nell’imprenditoria tessile dell’Ottocento. Dapprima semplici commercianti di tele commissionate a lavoranti a domicilio, i Ponti danno vita, con Andrea sr., al primo vero e proprio stabilimento a Gallarate nel 1812. Ma è a Solbiate Olona nel 1823 che viene realizzato dai figli di Andrea, Bartolomeo, Giuseppe e Francesco, quello che diventerà poi, prima grazie all’impegno dei figli di Bartolomeo, poi sotto la guida del figlio di Giuseppe, Andrea jr., un grande cotonificio, esempio per successivi insediamenti, ampliato negli anni successivi sia nei settori di attività industriale sia per quanto riguarda i servizi per i dipendenti. Nel 1838 il cotonificio conta 2576 addetti (di cui molti tessitori anche a domicilio e con largo uso di mano d’opera femminile), 21.308 fusi e 742 telai e il capitale investito ammonta a 2.340.000 lire. Nel 1848 lo stabilimento Ponti è tra i più importanti della Lombardia, anche se sempre inferiore ad analoghe realtà straniere, soprattutto per quanto riguarda la qualità dei filati. Il figlio di Andrea, Ettore, lo coadiuva per diversi anni nell’azienda, occupandosi soprattutto della parte “sociale” (costruzione di case per gli operai, creazione di casse di mutuo soccorso per infortunati sul lavoro e istituti “pensionistici”); non ha però la sua stessa passione per l’impresa di famiglia e infatti cessa di occuparsene agli inizi del Novecento: cede il cotonificio, si dedica alla vita politica, continuando invece nel solco paterno per quanto riguarda le attività benefiche e filantropiche. Muore nel 1919 e con lui cessa la storia imprenditoriale di una famiglia protagonista dell’industrializzazione lombarda.

(Donatella Zanacchi)

Genealogia

Stemmi

Storia

Personaggi

Andrea Ponti (1821-1888) dopo la laurea in diritto a Pavia, compie in Europa un lungo viaggio per rendersi conto della realtà industriale e manifatturiera dei cotonifici stranieri. Partecipa, forse influenzato dalla passione risorgimentale del cognato Luigi Borghi, che era già stato costretto all’esilio a Londra per le sue attività patriottiche nei primi moti mazziniani, alle insurrezioni del 1848, ma prende poi saldamente in mano le redini dell’azienda familiare. Nella seconda metà del XIX secolo diversifica ( con l’apertura di un linificio, di un canapificio e, primo in Italia, di uno stabilimento per la produzione della iuta) l’attività di famiglia, estende le fabbriche nel Bergamasco (Fara Gera d’Adda) e nel milanese (Cassano D’Adda) e stringe forti legami di collaborazione professionali con altri pionieri dell’industria tessile lombarda; sostenitore della complementarietà tra industria e agricoltura, si occupa molto attivamente anche di coltivazioni, bonifiche, ingegneria idraulica (è tra i fautori della realizzazione del canale Villoresi), concimi e macchine agricole; tenta anche di avviare una produzione di telai meccanici a marchio italiano (la “Cantoni, Krumm & C.”) e rivela anche un grande intuito per gli investimenti finanziari. Alla sua morte il patrimonio complessivo è valutato intorno ai 13 milioni di euro, frutto non solo delle fiorenti attività produttive ma dei lungimiranti investimenti. A lui si deve anche un’instancabile attività filantropica e sociale, che si esplica sia in fondazioni di opere benefiche sia nel concreto tentativo di rendere più agevoli le condizioni di vita degli operai della manifattura, secondo una tendenza comune a diversi borghesi imprenditori illuminati. C’è una frase di Ettore Ponti, che, in una commemorazione del padre, sintetizza efficacemente quanto Andrea Ponti sentisse la profonda responsabilità sociale verso gli operai: “Non avrebbe stimata propizia la fortuna dell’imprenditore se fosse venuto meno il solidale tornaconto di chi lavora”. Filosofia degna di grandissimo apprezzamento, pur nell’ambito di un contesto civile in cui le differenze sociali erano molto rilevate e la borghesia imprenditoriale e il ceto operaio rimanevano comunque due realtà nettamente distinte

Francesco Ponti (1832- 1895): figlio di Giuseppe, patriota risorgimentale, partecipa come volontario alla campagne del 1859 e nel 1860 è a fianco di Garibaldi. La sua attività in azienda è sempre abbastanza marginale, ma cessa del tutto nel 1861 quando Francesco decide di dedicarsi alle due grandi passioni della sua vita, i viaggi e le opere d’arte. La sua abitazione di Corso Venezia 82 diventa una vera e propria casa-museo, con pezzi acquistati durante i suoi viaggi in Europa, Asia e Africa e un’importante collezione di tele di artisti contemporanei. Lascia il suo patrimonio artistico a quello che allora si chiamava Museo Municipale di Milano; ai tre nipoti i beni restanti, con la preghiera si destinassero 600mila lire a un’istituzione benefica. Viene scelto l’Ospedale Maggiore, che in seguito investirà la somma nella costruzione di due nuovi padiglioni, uno destinato alla chirurgia e l’altro alla meccanoterapia. Dei due padiglioni oggi solo uno è ancora intestato a Francesco Ponti, l’altro ai coniugi Moneta.

Ettore Ponti (1855-1919): figlio di Andrea; coaudiva il padre nell’attività del cotonificio, soprattutto nell’ambito sociale. Ma la sua notorietà è dovuta principalmente al suo impegno e alla carriera politica. Consigliere comunale a Milano per il Partito Liberale, deputato dal 1890 al 1892, nominato senatore durante il governo Pelloux, presidente e amministratore di numerose associazioni e istituzioni, sindaco del capoluogo lombardo dal 1905 al 1909, ottiene da Vittorio Emanuele III il titolo di marchese. Quando si ritira a vita privata mantiene solo la presidenza del Comitato Lombardo per le vittime del terremoto di Messina ed è fautore attivo della nascita dell’Università degli Studi. Destina l’eredità ricevuta dallo zio Francesco all’Ospedale Maggiore di Milano.

Andrea Ponti (1884- 1933): figlio di Ettore, esperto in Diritto Costituzionale e autore di numerosi saggi in materia, musicista e compositore, si prodiga nell’aiuto delle popolazioni colpite dal terremoto di Messina del 1908, meritandosi anche la medaglia d’argento al valore. Lascia un milione di lire all’Ospedale Maggiore di Milano e per questo viene ricordato col consueto ritratto riservato ai benefattori, eseguito da Archimede Bresciani da Gazoldo

Carlo Ponti (1912- 2007): figlio di Leone, uno dei quattro figli di Ettore, produttore cinematografico e marito di Sophia Loren.

Carlo Ponti jr (1968-): figlio di Carlo, direttore d’orchestra

Dimore

Biumo (VA): Ville Ponti

Cornaredo: Palazzo Serbelloni Ponti Lutomirsky

Gallarate: Via Trombini

Milano: Palazzo Taverna, Via Bigli 11

Milano: Corso Venezia 82

Iconografia

Fonti

Bibliografia

Accoppiamenti Giudiziosi: Industria, arte e moda in Lombardia 1830-1845, a cura di Sergio Rebora e Anna Bernardini, Catalogo della mostra del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese - Castello di Masnago (novembre 2004- aprile 2005), Milano, Silvana Editoriale, 2004, pp. 284, 312-314 (scheda a cura di Giorgio Bigatti)

Il Policlinico, Milano e il suo Ospedale, a cura di Paolo M.Galimberti e Sergio Rebora, Milano, Edizioni Nexo, 2005, pp. 57-63

http://www.treccani.it/enciclopedia/ettore-ponti_(Dizionario-Biografico)

http://notes9.senato.it/web/senregno.nsf/0bfb046b74a984aec125711400599c6a/b89a5f7aaa5486bc4125646f005ea4be?OpenDocument 40622

http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00295/

Sitografia

cotonificiodisolbiate.it/

Documenti

Collezioni

Sepolture

Gallarate: Tomba di famiglia (progetto di Camillo Boito)

Note