Ratti (Desio): differenze tra le versioni

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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. V, pp. 622-623:'''
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. V, pp. 621-623:'''
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Famiglia di Desio alla quale appartiene S. S. il Regnante Pontefice Pio XI (ACHILLE RATTI), elevato al supremo soglio nel Conclave del 6 febbraio del 1922.
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Al momento nel quale compiliamo quest’opera, le ricerche genealogiche su questa famiglia, fatte dall’esimio prof. Gino Bernocco, direttore del Museo e Biblioteca Adriani in Cherasco del Piemonte, tenderebbero a dimostrare che, oltre che in Desio e Rogeno in Pieve di Fucino di Brianza dal 1614 come risulta dai registri di quella parrocchia, le primissime origini sarebbero quelle comuni coi conti Ratti Mentone di Cherasco, antica famiglia nota sin dal sec. XI che portava per arma «un fasciato d’oro e di nero alla banda di rosso attraversante»; per cimiero: «un moro nascente al naturale» e per motto: ''Virtus beatos efficit''. Il Bernocco ne ha ricostruito una genealogia fondata sui documenti esistenti nella biblioteca di Cherasco.
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A norma della bolla «Urbem Romam» del 1746 di Benedetto XIV, con la quale le famiglie dei Sommi Pontefici sono immediatamente aggregate alla nobiltà romana senza la prescritta prova dei quattro quarti di nobiltà, i componenti di questa casata sono stati iscritti e riconosciuti nobili romani con D. M. 29 agosto 1923. Inoltre S.S. Pio XI con breve di motu proprio del 6 febbraio 1931 concesse al nipote Francesco, alias Franco, il titolo di conte con successione primogeniale mascolina, titolo autorizzato ad essere usato nel regno con R. D. 9 aprile 1931 e RR. LL. PP. 10 settembre 1931.
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La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. coi titoli di conte (mpr.), nobile romano (mf.), in persona di: FERMO, di Francesco e di Teresa Galli, n. a Desio (Milano) il 9 luglio 1854, † a Roma 31 dicembre 1929, Gr. Cr. Magistrale del S. M. O. di Malta, Gr. Cr. del S. M. Ord. Costantiniano di S. Giorgio, dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, di Isabella la Cattolica e della Stella d’Etiopia, spos. a Milano il 16 febbraio 1882 con la contessa Ernestina Caminada, dama di I classe dell’Ord. del S. Sepolcro.
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Figli: FRANCO, ing. industriale, ten. di compl. di cavalleria, Gr. Cr. dell’Ord. Eq. del S. Sepolcro e R. Ord. della Mercede di Spagna, cav. di giustizia del S. M. Ord. Costantiniano di S. Giorgio, cav. d’onore e devozione del S. M. Ord. di Malta, comm. di Isabella la Cattolica, decorato di croce di guerra al valor militare e di 2 croci al merito di guerra 1915-18, n. a Mandello Lario il 20 agosto 1894; Maria Luisa, n. a Griante Lario, dama Gran Croce dell’Ordine Costantiniano e del S. Sepolcro, spos. in Roma il 30 ottobre 1926 con S. Ecc. il marchese Eduardo Persichetti Ugolini di Castelcolbuccaro, ministro plenipotenziario presso la S. Sede.
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Fratelli: ACHILLE, n. a Desio il 31 maggio 1857, Sovrano Pontefice col nome di Pio XI, felicemente regnante; Camilla, n. a Desio il 25 marzo 1861, dama di giustizia di S. M. Ord. Costantiniano di S. Giorgio e dama di I Classe dell’Ord. Eq. del S. Sepolcro.
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v. s. [Vittorio Spreti]
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'''Ratti di Cherasco'''
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Antichissima famiglia di Cherasco detta Ratti Mentone.
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ODDINO era vicario di Cuneo nel 1364.
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L’alfiere GIOVANNI MATTEO consegnò l’arma gentilizia il 4 marzo 1614. ANTONIO LUIGI fu capitano comandante delle milizie di Cherasco (1592) e governatore di Oneglia (1625). Da costui nacquero GIOVANNI FRANCESCO e AMEDEO. Quest’ultimo fu comandante delle milizie di Cherasco (1627), governatore di Cherasco (1646), di Susa (1649), e nel 1658 fu nominato colonnello delle milizie di Cherasco.
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Gio. Francesco, che fu capitano di cavalli, ebbe, fra gli altri figli, ANTONIO LUIGI (n. 1650 c.), il quale procreò FRANCESCO AMEDEO e GIO. FRANCESCO. Francesco Amedeo (n. 1683 c.) fu compreso nella consegna dei gentiluomini di Cherasco (1723). Da lui nacque CARLO ANTONIO, che fu padre di LUIGI, dal quale nacquero CARLO († Torino, 22 settembre 1799) e Maddalena, la quale sposò l’avv. Marcello Fracassi, da cui i Fracassi Ratti Mentone. Giovanni Francesco, n. Cherasco 5 ottobre 1691, è l’autore della presente linea. Da costui discesero successivamente CARLO, † Cherasco 12 maggio 1805, GIULIANO, n. Cherasco 16 marzo 1764, † Torino 1 febbraio 1844, che fu tenente colonnello di fanteria e giurò coi nobili nel 1822, CARLO, † Cherasco 11 novembre 1884, e GUIDO, n. Cherasco 4 febbraio 1868, che dalle sue nozze (1890) con Maria Confalonieri ebbe Giuseppina, n. Torino 24 dicembre 1890.
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La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf.), in persona di: GUIDO, di Carlo Felice, di Giuliano. Figlia: Giuseppina.
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== Stemmi==
 
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ARMA: Troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero col volo abbassato; nel 2° d’argento a tre bisanti di rosso.
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ORNAMENTI: La basilica papale.
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MOTTO: ''Raptim  transit''.
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ARMA: Fasciato d’oro e di nero, colla banda di rosso.
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''Alias'': D’oro a tre fascie di nero. (Consegnamento 4 marzo 1614).
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CIMIERO: Un moro, tenente un breve, scritto col:
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MOTTO: ''Virtus beatos efficit''.
  
 
'''[[Stemmi famiglia Ratti]]'''
 
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== Dimore ==
 
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Milano e Roma
  
 
== Sepolture ==
 
== Sepolture ==

Versione delle 18:00, 28 giu 2019

Spreti, vol. V, p. 622
Ratti di Cherasco (Spreti, vol. V, p. 621)
Ratti di Cherasco (Spreti, vol. V, p. 622)

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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 621-623:

Famiglia di Desio alla quale appartiene S. S. il Regnante Pontefice Pio XI (ACHILLE RATTI), elevato al supremo soglio nel Conclave del 6 febbraio del 1922.

Al momento nel quale compiliamo quest’opera, le ricerche genealogiche su questa famiglia, fatte dall’esimio prof. Gino Bernocco, direttore del Museo e Biblioteca Adriani in Cherasco del Piemonte, tenderebbero a dimostrare che, oltre che in Desio e Rogeno in Pieve di Fucino di Brianza dal 1614 come risulta dai registri di quella parrocchia, le primissime origini sarebbero quelle comuni coi conti Ratti Mentone di Cherasco, antica famiglia nota sin dal sec. XI che portava per arma «un fasciato d’oro e di nero alla banda di rosso attraversante»; per cimiero: «un moro nascente al naturale» e per motto: Virtus beatos efficit. Il Bernocco ne ha ricostruito una genealogia fondata sui documenti esistenti nella biblioteca di Cherasco.

A norma della bolla «Urbem Romam» del 1746 di Benedetto XIV, con la quale le famiglie dei Sommi Pontefici sono immediatamente aggregate alla nobiltà romana senza la prescritta prova dei quattro quarti di nobiltà, i componenti di questa casata sono stati iscritti e riconosciuti nobili romani con D. M. 29 agosto 1923. Inoltre S.S. Pio XI con breve di motu proprio del 6 febbraio 1931 concesse al nipote Francesco, alias Franco, il titolo di conte con successione primogeniale mascolina, titolo autorizzato ad essere usato nel regno con R. D. 9 aprile 1931 e RR. LL. PP. 10 settembre 1931.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. coi titoli di conte (mpr.), nobile romano (mf.), in persona di: FERMO, di Francesco e di Teresa Galli, n. a Desio (Milano) il 9 luglio 1854, † a Roma 31 dicembre 1929, Gr. Cr. Magistrale del S. M. O. di Malta, Gr. Cr. del S. M. Ord. Costantiniano di S. Giorgio, dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, di Isabella la Cattolica e della Stella d’Etiopia, spos. a Milano il 16 febbraio 1882 con la contessa Ernestina Caminada, dama di I classe dell’Ord. del S. Sepolcro.

Figli: FRANCO, ing. industriale, ten. di compl. di cavalleria, Gr. Cr. dell’Ord. Eq. del S. Sepolcro e R. Ord. della Mercede di Spagna, cav. di giustizia del S. M. Ord. Costantiniano di S. Giorgio, cav. d’onore e devozione del S. M. Ord. di Malta, comm. di Isabella la Cattolica, decorato di croce di guerra al valor militare e di 2 croci al merito di guerra 1915-18, n. a Mandello Lario il 20 agosto 1894; Maria Luisa, n. a Griante Lario, dama Gran Croce dell’Ordine Costantiniano e del S. Sepolcro, spos. in Roma il 30 ottobre 1926 con S. Ecc. il marchese Eduardo Persichetti Ugolini di Castelcolbuccaro, ministro plenipotenziario presso la S. Sede.

Fratelli: ACHILLE, n. a Desio il 31 maggio 1857, Sovrano Pontefice col nome di Pio XI, felicemente regnante; Camilla, n. a Desio il 25 marzo 1861, dama di giustizia di S. M. Ord. Costantiniano di S. Giorgio e dama di I Classe dell’Ord. Eq. del S. Sepolcro.

v. s. [Vittorio Spreti]


Ratti di Cherasco

Antichissima famiglia di Cherasco detta Ratti Mentone.

ODDINO era vicario di Cuneo nel 1364.

L’alfiere GIOVANNI MATTEO consegnò l’arma gentilizia il 4 marzo 1614. ANTONIO LUIGI fu capitano comandante delle milizie di Cherasco (1592) e governatore di Oneglia (1625). Da costui nacquero GIOVANNI FRANCESCO e AMEDEO. Quest’ultimo fu comandante delle milizie di Cherasco (1627), governatore di Cherasco (1646), di Susa (1649), e nel 1658 fu nominato colonnello delle milizie di Cherasco.

Gio. Francesco, che fu capitano di cavalli, ebbe, fra gli altri figli, ANTONIO LUIGI (n. 1650 c.), il quale procreò FRANCESCO AMEDEO e GIO. FRANCESCO. Francesco Amedeo (n. 1683 c.) fu compreso nella consegna dei gentiluomini di Cherasco (1723). Da lui nacque CARLO ANTONIO, che fu padre di LUIGI, dal quale nacquero CARLO († Torino, 22 settembre 1799) e Maddalena, la quale sposò l’avv. Marcello Fracassi, da cui i Fracassi Ratti Mentone. Giovanni Francesco, n. Cherasco 5 ottobre 1691, è l’autore della presente linea. Da costui discesero successivamente CARLO, † Cherasco 12 maggio 1805, GIULIANO, n. Cherasco 16 marzo 1764, † Torino 1 febbraio 1844, che fu tenente colonnello di fanteria e giurò coi nobili nel 1822, CARLO, † Cherasco 11 novembre 1884, e GUIDO, n. Cherasco 4 febbraio 1868, che dalle sue nozze (1890) con Maria Confalonieri ebbe Giuseppina, n. Torino 24 dicembre 1890.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf.), in persona di: GUIDO, di Carlo Felice, di Giuliano. Figlia: Giuseppina.

l. b. [Luigi Borello]


Genealogia

Genealogia Ratti

Stemmi

ARMA: Troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero col volo abbassato; nel 2° d’argento a tre bisanti di rosso.

ORNAMENTI: La basilica papale.

MOTTO: Raptim transit.


Ratti di Cherasco

ARMA: Fasciato d’oro e di nero, colla banda di rosso.

Alias: D’oro a tre fascie di nero. (Consegnamento 4 marzo 1614).

CIMIERO: Un moro, tenente un breve, scritto col:

MOTTO: Virtus beatos efficit.

Stemmi famiglia Ratti

Storia

Personaggi

Dimore

Milano e Roma

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/arduino-ratti/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note