Rido (de) Della Silva Castiglioni

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Spreti App., II, p. 529
Spreti App., II, p. 529

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1935, Appendice, II, pp. 529-531:

Nella prima pagina del Codice Araldico Ufficiale della Lombardia Austriaca, che si conserva nel R. Archivio di Stato in Milano, sullo stemma gentilizio della famiglia di cui qui si tratta, si legge: «Nella sessione del Tribunale (Araldico), tenutasi in casa di S. E. il sig. Presidente il dopo pranzo del giorno primo di febbraio 1768, è stato ordinato doversi delineare nel Codice Araldico gli stemmi gentilizi de’ Signori Presidente e Assessori componenti lo stesso Tribunale, ritenuto l’ordine col quale da Sua Maestà l’Augustissima Sovrana sono i medesimi stati nominati ed eletti nel dispaccio 7 gennaro 1768». Segue la delineazione a colori dello stemma di «Don PAOLO de Rido de la Silva. consigliere intimo attuale di Stato delle Loro Maestà Imperiali e Reali Apostoliche e consultore presso il Governo Generale della Lombardia Austriaca», stemma che occupa metà della pagina del Codice, che è in formato in-folio grande. A pag. 10 dello stesso Codice lo stemma di Don Paolo è riprodotto in formato più piccolo per decreto 28 settembre 1770 del Tribunale Araldico in favore dello stesso Don Paolo e di suo fratello Don ANTONIO. Secondo una dotta relazione che fu presentata al Tribunale in occasione del riconoscimento dello stemma gentilizio dei due fratelli predetti, la figura del leone che campeggia nello scudo dei De Rido della Silva Castiglioni è l’insegna dei Troiani che di solito assumevano le famiglie che si lusingavano di trarre origine da quelli. Le due chiavi pontificie furono aggiunte al leone per gli eminenti servigi resi alla S. Sede da alcuni antichi ascendenti dei due titolari. Esse inoltre sono anche nello stemma dei Clermont di Francia, di cui i De Rido diconsi un ramo staccato da tempi molto antichi, come confermerebbero i gigli. Questi però pare siano stati concessi da Francesco I, re di Francia, a PAOLO, generale degli eserciti francesi, che con diploma del luglio 1527 fu cinto cavaliere dallo stesso re Francesco I.

In quanto poi all’uso, lo stemma dei De Rido era antichissimo. In una piccola chiesetta consacrata a S. Francesco il 27 ottobre 1331 nel borgo di Domodossola, fu posta l’arma dei De Rido; due secoli dopo, Clemente VII, in un breve datato da Orvieto il 17 febbraio 1528. diretto a Paolo della Silva, signore del luogo di Silva, scriveva: «Singularis tuae devotionis constantia et continua obsequia per te et antecessores tuos Nobis et Sanctae Sedi non sine vitae discrimine (propter quod dudum insignia clavum collata fuerunt) impensa, te, inquam, qui, ut asseris, capitaneus existis charissimi in Christo filii Francisci Francorum regis» ecc.

Più tardi, con altro decreto in data 24 settembre 1772, lo stesso Tribunale Araldico ordinò che la famiglia del richiedente don NATALE de Rido della Silva Castiglioni discendente dallo stesso capostipite dal quale discendevano i fratelli Don Paolo e Don Antonio, fosse iscritta nel Catalogo delle Famiglie Nobili e che lo stemma gentilizio di essa fosse delineato nel Codice Araldico, ove infatti trovasi registrato a pag. 87, col partito su descritto. Lo stesso Natale ottenne poi la conferma della nobiltà con Sovrana Risoluzione io aprile 1816.

La genealogia di questa illustre famiglia fu documentata nel 1772 a cominciare dal «nobilis et circumspectus vir dominus» MARCO de Rido della Silva, possessore delle decime del luogo di Selva di Rido e di altri luoghi della comunità di Crevola (Domodossola) a titolo di feudo nobile, antico, perpetuo, paterno, onorifico e gentile, di cui aveva meritato d’essere investito nell’anno 1404 per le sue benemerenze verso la Santa Sede e la Mensa Vescovile di Novara.

Marco è anche onorato dei predicati onorifici di scudiere e commensale del serenissimo duca di Savoia in lettere ducali 1° maggio 1412. Suo figlio GUGLIELMO dié i natali ad un MARCHISIO (1457, 1465), familiare di Bianca Maria Sforza Visconti, duchessa di Milano nel 1465, il quale fu padre di CRISTOFORO (1485) ed avo di GIOVANNI (1508, 1517). Questi sposò Violante Castiglioni e ne ebbe GIO. ANDREA (1560, 1564), che fu marito di Barbara Castiglioni e padre di GIOVANNI (1575, 1586, 1590, 1611). Questi da Giulia Castiglioni sua moglie ebbe GIO. BATTISTA (1611, 1637), dal quale nacque CARLO FRANCESCO MARIA (1656, 1662), padre di altro GIO. BATTISTA (1653, 1680, 1698) ed avo di CARLO FRANCESCO MARIA (1686, 1713). Da Carlo Francesco, infine, nacque il 4 settembre 1712 GIO. BATTISTA, e, da Gio Battista, NATALE (nato il 28 febbraio 1747), a favore del quale fu emesso il decreto del 1772 e fu concessa la conferma del 1816. Da Vittoria Tosi, sua moglie, Natale ebbe PAOLO (n. Milano, S. Maria della Salute, 12 settembre 1791), che fu marito di donna Angela Casati e padre di quel GIOVANNI dal quale trassero i natali le quattro sorelle superstiti di questa famiglia, oggi iscritte nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo personale di nobile e trattamento di Donna.

Prima di chiudere queste brevi note, è opportuno soggiungere che nel 1749 si progettava di conferire il titolo di conte dell’Ossola a don Paolo della Silva. Il progetto pareva dovesse servire a tacitare don Paolo per alcuni crediti che egli vantava per danni sofferti nei suoi beni immobili abbattuti intorno alla città di Domodossola nel 1691 per la costruzione delle fortificazioni della città stessa; ma il progetto cadde e tutto fu posto a tacere, avendo don Paolo optato per la cittadinanza milanese.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933 col titolo di Nobile (pers.) in persona di:

Anna, di Giovanni, di Paolo, in Peregrini. Sorelle: Teresa; Vittoria in Necchi; Elena in Moretti.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia de Rido Della Silva Castiglioni

Stemmi

ARMA: D’azzurro al leone d’oro con la coda bifida, tenente due chiavi d’argento, una in ciascuna delle branche anteriori, con l’ingegno all’insù ed addossate; il leone sormontato da tre gigli d’oro male ordinati.

CIMIERO: Un ramo di olivo sostenente una colomba d’argento tenente nel becco un breve con scritto in lettere gotiche il

MOTTO: Humilitas alta petit. (Arch. Stato di Milano, Codice Araldico, pp. 1 e 10).

Alias: Partito: nel 1° d’azzurro al leone d’oro con la coda bifida, tenente due chiavi d’argento, una in ciascuna delle branche anteriori, con l’ingegno all’insù ed addossate (De Rido della Silva): nel 2° di rosso al leone d’argento, coronato d’oro, tenente con la branca anteriore destra un castello di tre torri, d’argento (Castiglioni, Arch. Stato di Milano, Codice Araldico, pag. 87).

Stemmi famiglia de Rido Della Silva Castiglioni

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