Riva (Como): differenze tra le versioni

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ARMA: Di rosso al destrocherio vestito d’oro armato d’una spada al naturale con l’impugnatura d’oro, posta in palo. (ASM., Codice Aral., pag. 131).
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1935, Appendice, II, pp. 535-536:'''
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La nobiltà di questa famiglia fu riconosciuta con decreto 30 dicembre 1775 in persona di PIETRO e CLAUDIO, fratelli, figli del dott. fisico PAOLO, i quali ottennero anche la conferma della loro nobiltà con Sovrana Risoluzione del 28 gennaio 1817.
 
La nobiltà di questa famiglia fu riconosciuta con decreto 30 dicembre 1775 in persona di PIETRO e CLAUDIO, fratelli, figli del dott. fisico PAOLO, i quali ottennero anche la conferma della loro nobiltà con Sovrana Risoluzione del 28 gennaio 1817.
Secondo i documenti presentati al Tribunale Araldico, questa famiglia, originaria di Ripa San Vitale nel Canton Ticino, si trasferì a Como probabilmente nella seconda metà del sec. XIV, poiché già nel 1427, tra i decurioni di Como, figura ascritto BALDASSARRE che risulta essere il capostipite della genealogia provata. Da Baldassarre nacque FRANCESCO, che fu notaio di Como. Fratello di Baldassarre e quindi zio di Francesco fu il reverendo don BENEDETTO, canonico di S. Maria Maggiore di Como, il quale fondò e dotò nella detta chiesa una cappella dedicata al SS. Crocifisso con cappellania perpetua, riservandone il giuspatronato ai figli di suo fratello Baldassarre e loro discendenti. FRANCESCO, figlio di Baldassarre (1472), dié i natali a GIAN LUIGI (1479, 1484), che fu padre di ALESSANDRO (1501, 1510). Questi generò GIOVANNI (1535, 1570), dal quale venne in luce ALESSANDRO, dottor fisico (1555, 1556), che morì in età ancora giovane nel 1563 e fu sepolto nella chiesa prepositurale di S. Benedetto in Como; sul suo sepolcro il padre Giovanni fece scolpire in marmo l’arma gentilizia riconosciuta dal Tribunale Araldico e delineata a colori nel Codice Araldico della Lombardia Austriaca (p. 131). Alessandro dié i natali a CLAUDIO (1573, 1597, 1598), padre di FRANCESCO (1623, 1637), ed avo di altro FRANCESCO (1654, 1675), che fu marito della nobile Anna Maria Agostana, dalla quale ebbe il figlio CLAUDIO, dottor fisico collegiato di Como (1699, 1712, 1730). Claudio sposò Camilla Peraria che gli dié PAOLO (1742, 1769), che fu padre dei fratelli CLAUDIO e PIETRO, a favore dei quali fu riconosciuta e confermata la nobiltà col citato Decreto del 1775 e con la citata Risoluzione Sovrana, del 1817. La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922 col titolo di Nobile (mf.), Trattamento di Don e Donna, in persona dell’ultimo riconosciuto PIETRO (1817). Negli atti però della I. R. Commissione Araldica Lombarda (A. S. M., Araldica, p. m., cart. 158, fasc. Riva), detto Pietro figura come marito della nobile Bianca Bossi, figlia del nobile giureconsulto collegiato di Milano Gio. Battista e come padre di un unico figlio, nato il 3 agosto 1789, a nome GIO. BATTISTA.
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Secondo i documenti presentati al Tribunale Araldico, questa famiglia, originaria di Ripa San Vitale nel Canton Ticino, si trasferì a Como probabilmente nella seconda metà del sec. XIV, poiché già nel 1427, tra i decurioni di Como, figura ascritto BALDASSARRE che risulta essere il capostipite della genealogia provata. Da Baldassarre nacque FRANCESCO, che fu notaio di Como. Fratello di Baldassarre e quindi zio di Francesco fu il reverendo don BENEDETTO, canonico di S. Maria Maggiore di Como, il quale fondò e dotò nella detta chiesa una cappella dedicata al SS. Crocifisso con cappellania perpetua, riservandone il giuspatronato ai figli di suo fratello Baldassarre e loro discendenti. FRANCESCO, figlio di Baldassarre (1472), diè i natali a GIAN LUIGI (1479, 1484), che fu padre di ALESSANDRO (1501, 1510). Questi generò GIOVANNI (1535, 1570), dal quale venne in luce ALESSANDRO, dottor fisico (1555, 1556), che morì in età ancora giovane nel 1563 e fu sepolto nella chiesa prepositurale di S. Benedetto in Como; sul suo sepolcro il padre Giovanni fece scolpire in marmo l’arma gentilizia riconosciuta dal Tribunale Araldico e delineata a colori nel Codice Araldico della Lombardia Austriaca (p. 131). Alessandro dié i natali a CLAUDIO (1573, 1597, 1598), padre di FRANCESCO (1623, 1637), ed avo di altro FRANCESCO (1654, 1675), che fu marito della nobile Anna Maria Agostana, dalla quale ebbe il figlio CLAUDIO, dottor fisico collegiato di Como (1699, 1712, 1730). Claudio sposò Camilla Peraria che gli dié PAOLO (1742, 1769), che fu padre dei fratelli CLAUDIO e PIETRO, a favore dei quali fu riconosciuta e confermata la nobiltà col citato Decreto del 1775 e con la citata Risoluzione Sovrana, del 1817. La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922 col titolo di Nobile (mf.), Trattamento di Don e Donna, in persona dell’ultimo riconosciuto PIETRO (1817). Negli atti però della I. R. Commissione Araldica Lombarda (A. S. M., Araldica, p. m., cart. 158, fasc. Riva), detto Pietro figura come marito della nobile Bianca Bossi, figlia del nobile giureconsulto collegiato di Milano Gio. Battista e come padre di un unico figlio, nato il 3 agosto 1789, a nome GIO. BATTISTA.
  
 
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== Stemmi==
 
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ARMA: Di rosso al destrocherio vestito d’oro armato d’una spada al naturale con l’impugnatura d’oro, posta in palo. (ASM., Codice Aral., pag. 131).
  
 
'''[[Stemmi famiglia Riva]]'''
 
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== Dimore ==
 
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Versione attuale delle 03:13, 14 lug 2019

Spreti App., II, p. 535

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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1935, Appendice, II, pp. 535-536:

La nobiltà di questa famiglia fu riconosciuta con decreto 30 dicembre 1775 in persona di PIETRO e CLAUDIO, fratelli, figli del dott. fisico PAOLO, i quali ottennero anche la conferma della loro nobiltà con Sovrana Risoluzione del 28 gennaio 1817. Secondo i documenti presentati al Tribunale Araldico, questa famiglia, originaria di Ripa San Vitale nel Canton Ticino, si trasferì a Como probabilmente nella seconda metà del sec. XIV, poiché già nel 1427, tra i decurioni di Como, figura ascritto BALDASSARRE che risulta essere il capostipite della genealogia provata. Da Baldassarre nacque FRANCESCO, che fu notaio di Como. Fratello di Baldassarre e quindi zio di Francesco fu il reverendo don BENEDETTO, canonico di S. Maria Maggiore di Como, il quale fondò e dotò nella detta chiesa una cappella dedicata al SS. Crocifisso con cappellania perpetua, riservandone il giuspatronato ai figli di suo fratello Baldassarre e loro discendenti. FRANCESCO, figlio di Baldassarre (1472), diè i natali a GIAN LUIGI (1479, 1484), che fu padre di ALESSANDRO (1501, 1510). Questi generò GIOVANNI (1535, 1570), dal quale venne in luce ALESSANDRO, dottor fisico (1555, 1556), che morì in età ancora giovane nel 1563 e fu sepolto nella chiesa prepositurale di S. Benedetto in Como; sul suo sepolcro il padre Giovanni fece scolpire in marmo l’arma gentilizia riconosciuta dal Tribunale Araldico e delineata a colori nel Codice Araldico della Lombardia Austriaca (p. 131). Alessandro dié i natali a CLAUDIO (1573, 1597, 1598), padre di FRANCESCO (1623, 1637), ed avo di altro FRANCESCO (1654, 1675), che fu marito della nobile Anna Maria Agostana, dalla quale ebbe il figlio CLAUDIO, dottor fisico collegiato di Como (1699, 1712, 1730). Claudio sposò Camilla Peraria che gli dié PAOLO (1742, 1769), che fu padre dei fratelli CLAUDIO e PIETRO, a favore dei quali fu riconosciuta e confermata la nobiltà col citato Decreto del 1775 e con la citata Risoluzione Sovrana, del 1817. La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1922 col titolo di Nobile (mf.), Trattamento di Don e Donna, in persona dell’ultimo riconosciuto PIETRO (1817). Negli atti però della I. R. Commissione Araldica Lombarda (A. S. M., Araldica, p. m., cart. 158, fasc. Riva), detto Pietro figura come marito della nobile Bianca Bossi, figlia del nobile giureconsulto collegiato di Milano Gio. Battista e come padre di un unico figlio, nato il 3 agosto 1789, a nome GIO. BATTISTA.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia Riva

Stemmi

ARMA: Di rosso al destrocherio vestito d’oro armato d’una spada al naturale con l’impugnatura d’oro, posta in palo. (ASM., Codice Aral., pag. 131).

Stemmi famiglia Riva

Storia

Personaggi

Dimore

Como

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-riva/

http://www.treccani.it/enciclopedia/alberto-riva/

http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-riva_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://www.verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=30431&action=R&tipo=2

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note