Robolini: differenze tra le versioni

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ARMA: Interzato in fascia: nel 1° d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; nel 2° di rosso al castello d’argento, cimato ai lati di due torri, merlate alla ghibellina, aperto e finestrate del campo; nel 3° d’argento a tre rami di rosa in palo, stelati e fogliati di verde, fioriti ciascuno di tre rose male ordinate di rosso; i rami posti in fascia.
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DIMORA: Pavia.
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Antica famiglia decurionale di Pavia; ebbe sepolcro gentilizio nella chiesa di San Primo, con arma, sin dal 1503. MASSIMILIANO, GEROLAMO e LUIGI furono riconosciuti nella nobiltà nel 1780 e 1788 dall’I. R. Tribunale Araldico di Lombardia, e l’arma loro, sopra descritta, fu delineata nel Codice Araldico. La nobiltà fu riconfermata a LUIGI nel 1816.
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La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), trattamento di don e donna, ed è rappresentata da MARIO, di Carlo, di Giovanni Battista, n. a Milano 7 maggio 1900.
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Fratelli: Emma, n. a Milano 25 novembre 1896, sp. a Milano 22 maggio 1925 con Emilio Oldoni; GIASONE, n. a Milano 16 giugno 1903, sp. con Margherita Abbiati, da cui il figlio ALDO, nato a Tradate il 31 luglio 1926.
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Zii: Costanza, n. a Pavia 18 dicembre 1856; ALESSANDRO, n. a Pavia 1° giugno 1862, sp. 8 novembre 1894 con la nobile Cesarina Bolognini Attendolo, da cui: Lea, n. a Milano 7 settembre 1898; Maria, n. a Milano 19 luglio 1899, sp. a Bereguardo (Pavia) il 23 aprile 1925 con Giosuè Giaconia; Bianca, n. a S. Maria Capua Vetere il 2 settembre 1903.
  
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v. s. [Vittorio Spreti]
  
 
'''VOCE IN VIA DI COMPILAZIONE'''
 
  
  

Versione delle 17:11, 16 lug 2019

ARMA: Interzato in fascia: nel 1° d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; nel 2° di rosso al castello d’argento, cimato ai lati di due torri, merlate alla ghibellina, aperto e finestrate del campo; nel 3° d’argento a tre rami di rosa in palo, stelati e fogliati di verde, fioriti ciascuno di tre rose male ordinate di rosso; i rami posti in fascia. DIMORA: Pavia. Antica famiglia decurionale di Pavia; ebbe sepolcro gentilizio nella chiesa di San Primo, con arma, sin dal 1503. MASSIMILIANO, GEROLAMO e LUIGI furono riconosciuti nella nobiltà nel 1780 e 1788 dall’I. R. Tribunale Araldico di Lombardia, e l’arma loro, sopra descritta, fu delineata nel Codice Araldico. La nobiltà fu riconfermata a LUIGI nel 1816. La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), trattamento di don e donna, ed è rappresentata da MARIO, di Carlo, di Giovanni Battista, n. a Milano 7 maggio 1900. Fratelli: Emma, n. a Milano 25 novembre 1896, sp. a Milano 22 maggio 1925 con Emilio Oldoni; GIASONE, n. a Milano 16 giugno 1903, sp. con Margherita Abbiati, da cui il figlio ALDO, nato a Tradate il 31 luglio 1926. Zii: Costanza, n. a Pavia 18 dicembre 1856; ALESSANDRO, n. a Pavia 1° giugno 1862, sp. 8 novembre 1894 con la nobile Cesarina Bolognini Attendolo, da cui: Lea, n. a Milano 7 settembre 1898; Maria, n. a Milano 19 luglio 1899, sp. a Bereguardo (Pavia) il 23 aprile 1925 con Giosuè Giaconia; Bianca, n. a S. Maria Capua Vetere il 2 settembre 1903.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Robolini

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Stemmi famiglia Robolini

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