Rusconi: differenze tra le versioni

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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. V, pp. 874-878:'''
 
'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. V, pp. 874-878:'''
  

Versione delle 11:53, 16 set 2019

Spreti, vol. V, p. 876
Spreti, vol. V, p. 874
Stemma Rusconi Clerici (Spreti, vol. V, p. 877)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. V, pp. 874-878:

RUSCONI

Antica, potente ed illustre famiglia originaria di Como. Asseriscono gli scrittori dell’origine romana e dell’appartenenza a questo casato di S. Eutichio, vescovo di Como, morto nel 539, e di Lamberto, arcivescovo di Milano nel 1021. Ma lasciando questa parte alla leggenda, la prima notizia genealogica, secondo il Litta, riguarda un’esenzione dai dazi concessa l’anno 988 ad Ariberto Rusca, cittadino comasco.

I cognomi Rusco, Ruschi, Rusconi sono nei primi secoli alternativamente usati. In uno stesso storico documento trovasi, ad esempio, citato un fratello detto Rusca, un altro Ruscone, collettivamente poi Rusconi.

I Rusca erano già potenti nel Comasco sin dai primordi del secolo XII e alla testa della fazione ghibellina che sostenne lunga lotta contro la guelfa dei Vitani.

LAMBERTO Rusca fu uomo consolare ed illustre capitano della Repubblica Comasca nell’anno 1121 e morì, per ferite riportate in battaglia, a’ dì 12 di settembre dell’anno 1126.

LOTARIO I nel maggio 1176, in battaglia fra le truppe di parte imperiale ed i Milanesi - militando esso quale capitano fra i primi - ebbe occasione di salvare la vita allo stesso imperatore Federico I Barbarossa, ed impossessarsi dello stendardo portato da un alfiere milanese, stendardo a striscie bianche e rosse, che era quello di Porta Comasina. L’imperatore, grato a Lotario del provvidenziale soccorso, lo creò conte di Lugano, Locarno e Bellinzona, accordandogli ancora di portare nell’insegna lo stendardo bianco e rosso (a ricordo di quello tolto ai Milanesi) abbassato sotto il leone, e sormontato dall’aquila imperiale; tali colori ed emblemi sono tuttora conservati nello stemma gentilizio di questa famiglia.

Dai documenti comaschi si rileva che nel 1142 Ottone Rusca interviene in una controversia tra i conti di Castel Seprio a favore degli Uomini di Mendrisio; Bernardo Rusca, ricordato fin dal 1153, fu rettore di Como nel 1159; Rusca, di Giovanni, nel 1176; Giovanni, di Lotario, nel 1182 e 1198 console del Comune di Como e nel 1199 podestà di Milano; Lotario, di altro Lotario, nel 1197 e 1200 console del Comune, nel 1213 podestà in Valtellina, poi nel 1215 a Chiavenna e vicario del podestà di Como nel 1220. Nella documentata genealogia capostipite è RUGGERO, detto anche ALBERTO, che fu podestà di Chiavenna nel 1213-1214, e padre di LOTTARIO, che, come capo della fazione ghibellina in Como, gettò le fondamenta della signoria di questa famiglia. PIETRO, di lui figlio, podestà di Milano nel 1286, vendette ai Comaschi il castello di Bellinzona nel 1307; morì nel 1340.

FRANCHINO, di Pietro, bandito nel 1302, ritornò in patria nel 1311, e fu capitano generale e signore generale del Comune e del popolo di Como nel 1313 e vicario imperiale con mero e misto imperio. Nel 1301 aveva sposato Zaccarina, di Matteo Visconti. Come vicario dell’imperatore Lodovico battè monete d’argento dopo il 1328, indi fu vicario imperiale per Lodovico il Bavaro nel 1327 e del re Giovanni nel 1331. Rinunziò il dominio della città ad Azzo Visconti nel 1335. Morì a Como il 14 agosto 1339.

Il figlio LOTTARIO, milite e podestà di Milano nel 1356, poi di Piacenza, di Asti, di Vercelli; nel 1386 ebbe confermata la cittadinanza di Milano. Morì nel 1399. Da Enrica, figlia naturale di Bernabò Visconti, ebbe FRANCHINO; nel 1396 milite di Gian Galeazzo Visconti e nel 1402 suo luogotenente in Pisa. Tra il 1403 e il 1408 più volte respinto rientrò in Como; signore di Castel S. Pietro, detto Castel Ruscone nella Pieve di Blaserna, e battè moneta come l’avo suo. Morì nel novembre 1412.

Seguì nella signoria di Como LOTTARIO, nominato da Sigismondo nel 1413 vicario imperiale di tutto il Comasco, poi conte di Lugano e delle terre vicine: Capolago, Riva S. Vitale, Murcote, Sonvico, Blaserna con la Valle di Chiavenna e la Torre di Olonio, da cui gli venne il titolo comitale per sé e discendenti maschi, con diritto di sostituzione di quelli di GIOVANNI, suo fratello e discendenti.

Anch’egli batté moneta in proprio quale signore di Como e d’altri luoghi; morì nel 1419 in Castel Ruscone senza figli legittimi. GIOVANNI successe al fratello e morì nel 1432. FRANCHINO, di lui nipote, ottenne nel 1438 da Filippo Maria Visconti l’investitura della terra e Castello di Arona nel contado di Angera e di tutta la Pieve di Travaglia, sostituite l’anno dopo con la Pieve, il Castello di Locarno e le Valli di Maggia, Verzasca e Lavizara e confermate poi da Federico III, con l’aggiunta di altre terre sulla riviera del Lago Maggiore da Brissago e Ascona per Locarno, Gambarogno e Luino fino a Porto di Valtravaglia sopra Lavello nell’opposta spiaggia.

Franchino morì nel 1466. I beni feudali e allodiali nel 1470 furono divisi tra i figli PIETRO, ANTONIO e GIAN NICOLÒ, a cui poi rimasero dopo la morte di Franchino, suo nipote, nel 1484.

Il secolo XVI segna la decadenza di tutti i rami di questo casato.

Da GIO. PIETRO, figlio di Giovanni, che morì nel 1514, discende il ramo dei Rusconi di Bologna e di Cento, per mezzo di GIOVANNI ANTONIO, famoso architetto del secolo XVI, cui e attribuita l’opera intitolata: L’architettura secondo i precetti di Vitruvio, stampata dal Giolito in Venezia nel 1590. Sposò in seconde nozze Ambrogia Serbelloni, da cui nacque GIO. GIACOMO, padre di DOMENICO, morto nel 1599. Da Domenico discende BARTOLOMEO, padre di altro DOMENICO e di CARLO, che visse a Como come i suoi avi. Erede dei beni del fratello, fu padre di DOMENICO FRANCESCO, che da Como si trasferì a Bologna, e di BARTOLOMEO, il cui figlio, PIETRO GIACOMO, nel 1725 divise col fratello CARLO FRANCESCO le sostanze avite e passò a stabilirsi a Cento, nella Provincia di Ferrara.

Nella nuova dimora i Rusconi non si mostrarono degeneri dei loro maggiori, ed accrebbero lustro e decoro alla loro casa, sia con ricchi acquisti e nobili parentadi e sia conseguendo alte cariche e dignità pubbliche.

Fra i personaggi che particolarmente emersero sono da segnalare: il beato VINCENZO, figlio di Lotario, ricordato nel Martirologio Serafico al 13 novembre; la beata Beatrice Rusconi-Casati, morta il 16 marzo 1490 nel rione di Brera in Milano; ANTONIO, eletto generale dell’Ordine dei Francescani in Padova nel 1443; CAMILLO, scultore, autore del Deposito di Gregorio XIII in S. Pietro degli Angeli sotto l’organo della Cappella di S. Ignazio al Gesù e del Deposito del principe Sobieski ai Cappuccini in Roma; PIER LUIGI, che fu vescovo di Amatunta nel 1801; CARLO ANTONIO, membro dell’Istituto delle Scienze di Bologna, morto nel 1814; ANTONIO, consacrato nel 1816 cardinale di S. R. C. e vescovo d’Imola e legato apostolico a Ravenna dall’11 febbraio 1820 sino all’aprile del 1824; mons. GIOVANNI, ministro delle Armi nel 1847 e dei Lavori Pubblici nel 1848 sotto Pio IX; CARLO GIUSEPPE, ministro per gli Affari Esteri della Repubblica Romana nel 1849, apprezzato drammaturgo e romanziere; FELICE, generale del Genio militare, decorato di due medaglie d’argento al valor militare per le campagne dell’Indipendenza.

PIER DIONISIO conseguì le primarie magistrature in Cento e come discendente di questa illustre famiglia fu ascritto alla nobiltà bolognese fin dal 1781.

Insieme coi fratelli fu insignito anche, della cittadinanza nobile di Ferentino, di Veroli, di Anagni, di Alatri, di Piperno e di Ravenna. Papa Pio VII riconobbe i suoi meriti e quelli della sua famiglia conferendogli il titolo di marchese trasmissibile a’ suoi discendenti, fra cui FRANCESCO ANTONIO e DOMENICO.

FRANCESCO ANTONIO, laureato in leggi, fu podestà di Cento, sua patria; di lui abbiamo una raccolta di rime pei tipi Bodoniani. Ospitò più volte nel suo palazzo il card. Ugolini, legato di Ferrara.

Il figlio MICHELE, laureato in leggi, dotto in ebraico, greco e latino, versatissimo nell’epigrafia e scienze sacre, appartenne al Collegio Filologico dell’Università di Bologna. Ospitò nel suo palazzo in Cento Pio IX il 15 luglio 1857 e da lui fu creato cavaliere di S. Gregorio Magno. Dalla contessa Vittoria, figlia del conte Giuseppe Catucci da Narni e di Marianna dei Malatesta di Rimini, conti di Sogliano, ebbe FRANCESCO SAVERIO e PIETRO IGNAZIO.

I Rusconi contrassero parentado con moltissime nobili famiglie, fra le quali van ricordate: i Visconti, i Lambertenghi, i marchesi di Monferrato, i Casati, Lampugnani, Gritti, Crivelli, Pallavicini, Gattinari, Manara, Bentivoglio d’Aragona, De Buoj. Tre sono i rami di questa famiglia che al presente fioriscono: quello di STEFANO, d’Andrea, col titolo di conte e nòbile di Ravenna, dimorante a Bagnacavallo, ove si recò ad abitare il di lui avo Cesare, e gli altri due dimoranti a Bologna.

Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile di Ravenna (mf.) per D. M. di riconoscimento 21 luglio 1903; conte (m.) per Decreto del Capo del Governo 17 dicembre 1927, in persona di STEFANO, di Andrea Stefano, di Cesare, n. a Bagnacavallo (Ravenna) 23 settembre 1866, sp. a Firenze l’8 luglio con Maria Blanc Tassinari. Dimora: Forlì.

Fratelli: MASSIMO, n. a Bagnacavallo 26 settembre 1868; GIUSEPPE, n. ivi 27 settembre 1872; CESARE, n. ivi 15 giugno 1881, ten. col. dei Granatieri, cav. della Corona d’Italia, cav. Mauriziano, decorato di due medaglie di bronzo e due croci di guerra al valor militare, sp. a Cagliari il 27 luglio 1925 con Anna Loy Nieddu; Teresa, n. ivi 9 marzo 1875; Maria Adele, n. ivi 11 agosto 1878; Carmela, n. ivi 10 ottobre 1883, † il 25 novembre 1930.

Figli di Cesare: ANDREA, n. a Roma 25 maggio 1926; Adele, n. a Roma 18 marzo 1928; Virginia, n. a Roma il 4 gennaio 1932. Sono iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli dì marchese (mf.), nobile di Bologna (mf.), nobile di Ravenna (mf.), in persona di SAVERIO FRANCESCO, di Michele, di Francesco, n. a Bologna 8 luglio 1859, sp. a Ferrara 6 febbraio 1889 con Paolina del conte Giovanni Camerini.

Figli: MICHELE, n. a Bologna 25 dicembre 1889, sp. 16 gennaio 1929 con donna Silvia dei principi Pio di Savoia; GIOVANNI autorizzato con R. D. 1900 ad aggiungere il cognome Camerini, n. a Bologna 17 marzo 1891, sp. 8 novembre 1919 con Beatrice Olimpia dei conti della Gherardesca; FRANCHINO, n. a Bologna 17 giugno 1892, cameriere segreto di spada e cappa di Sua Santità, commendatore di S. Gregorio Magno, sp. 26 aprile 1023 con Telda Piera dei conti della Gherardesca.

Figli di Giovanni: Maria Vittoria, n. a Rovigo 20 marzo 1921; FRANCESCO SAVERIO, n. ivi 9 ottobre 1922; Giovanna, n. ivi 21 agosto 1924; LAMBERTINO, n. ivi 2 marzo 1927; RUGGERO, n. ivi 19 novembre 1928.

Figli di Franchino: LUCHINO, n. a Bologna 23 febbraio 1924; Paola, n. ivi 4 giugno 1926; Maria Teresa, n. ivi 2 febbraio 1928. Sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di marchese (mf.) per riconoscimento del 1886, nobile di Bologna (mf.), nobile di Ferrara, patrizio di Foligno (mf.), in persona di FILIPPO, di Ferdinando, di Giuseppe. Sorella: Amalia.

GIUSEPPE CARLO, di Alessandro, di Giuseppe.

Fratelli: FRANCESCO, Ernesta, Alfonsina, Luisa e ROBERTO.

Figli di Giuseppe Carlo: ERCOLE, Maria Carolina, Beatrice, Ersilia, Alessandrina.

v. s. [Vittorio Spreti]


RUSCONI CLERICI

Questo ramo della famiglia Rusconi di Como ottenne il riconoscimento dell’antica nobiltà con Decreto 1° settembre 1774 del Tribunale Araldico in persona dei fratelli Pietro, Ignazio e Giovanni, di Carlo. Fu poi confermato nella nobiltà con Sovrana Risoluzione 21 novembre 1816 in persona del dottor Giuseppe, abbiatico del suddetto Pietro.

Per le generazioni più antiche di questa famiglia, si possono consultare le tavole genealogiche pubblicate da Alberto Rusconi (Memorie storiche del casato Rusca o Rusconi, Bologna, 1874). Però la genealogia ufficiale riconosciuta, come risulta dagli atti del riconoscimento del 1774, ha per capostipite RAVASINO, qualificato magnifico milite ed esimio dottore in leggi in atti del secolo XV. Egli nel 1450, insieme con altri Comaschi, fu incaricato di trattare la sottomissione di Como a Francesco Sforza e a prestargli giuramento di fedeltà per i suoi concittadini; fu anche uno dei compilatori degli Statuti Comaschi del 1458 e decurione della sua città nel 1472. Da lui venne in luce GIO. FRANCESCO, vivente alla fine del sec. XV, il quale, insieme col fratello GIO. ANDREA, giureconsulto di Como, fu creato cittadino antico di Milano con diploma del duca Lodovico Maria Sforza del 24 ottobre 1498. Gio. Francesco diè i natali al dottore fisico ANGELO (1516, 1529), che fu, a sua volta, padre di GUIDO (1529, 1532, 1550). Da Guido sortì i natali ANGELO (1566, 1570, 1582), che sposò la nobile Angela Mozzoni, del fu Francesco, e n’ebbe il figlio ALESSANDRO (1588, 1604, 1632, 1638). Da Alessandro, nacque CARLO ANTONIO, tenente di cavalleria nel reggimento, di don Ascanio Maria Gonzaga (1671, 1672). Figlio di Carlo Antonio fu un altro ALESSANDRO, nominato giudice commissario per tre biennii consecutivi nelle controversie relative all’uso delle acque del fiume Olona con diploma 20 aprile 1683 di Carlo II. Alessandro diede i natali a CARLO (marito di Margherita Clerici, figlia del luogoten. Pietro Francesco) (1714, 1736, 1737), il quale assunse il cognome Clerici, essendo stato nominato erede universale del nonno materno. Carlo fu capitano di fanteria e da sua moglie Angela Brentano ebbe otto figli, di cui tre femmine e cinque maschi. Di questi, due furono cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano e gli altri tre, cioè i già ricordati PIETRO, IGNAZIO e GIOVANNI, si ammogliarono. Dal primogenito PIETRO, nato a Milano il 20 maggio 1783, discendono gli attuali iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.) e trattamento di don e donna: GIUSEPPE, n. Milano, 16 luglio 1883 (sp. con Clementina Castiglioni), di Giulio (n. Milano, 25 novembre 1848; sp. Milano, il luglio 1878, con Eva Paganini, di Lorenzo; prese parte al combattimento di Monte Suello il 3 luglio 1866 e fu creato cavaliere della Corona d’Italia nel 1917), di Giuseppe (n. Milano, 15 febbraio 1874; sp.: 1) (nel 1830) con Rosa Adami; 2) Milano, S. Maria della Porta, 24 luglio 1842, con Amalia Manzi, di Ignazio), di Ignazio (sp. con Giovanna Caldara), di Pietro (già morto nel 1815; sp. con Maddalena Grassi), di Carlo e di Angela Brentano.

Figli: GIULIO, CARLO, MARIO, Giuseppina.

Fratelli: Amalia, n. Milano, 10 novembre 1885; MARZIO, n. Milano, 4 dicembre 1887; sp. Pola, 24 agosto 1921, con Francesca Sbisà, del dott. Umberto.

Figlio di Marzio: GIULIO, n. a Pola, 3 ottobre 1922.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia Rusconi

Stemmi

RUSCONI

ARMA: Interzato in fascia: nel 1° d’oro all’aquila dal volo spiegato di nero, linguata di rosso, imbeccata , membrata e coronata del campo; nel 2° d’argento, al leone leopardito di rosso accostato da sei foglie di rusco di verde, tre per parte, 2 e 1; nel 3° d’argento a tre bande di rosso.

CIMIERO: Un grifone troncato di nero e di rosso, imbeccato, membrato e coronato d’oro, linguato di rosso tenente con la destra una fronda di rusco di verde.

SOSTEGNI: Due grifi controrampanti troncati di nero e di rosso, con le zampe anteriori d’oro, imbeccati e coronati dello stesso, tenenti colla destra un ramo di rusco di verde. (Il ramo marchionale non porta nello stemma i sostegni dei due grifi, ma il grifone del cimiero tiene inoltre con la sinistra un nastro d’argento col motto sottodescritto, comune a tutta la famiglia):

MOTTO: Nil difficile volenti.


RUSCONI CLERICI

ARMA: Troncato: nel 1° di rosso al leone illeopardito di argento coronato d’oro e tenente con la branca destra un rusco di verde, accostato da due trifogli di verde; nel 2° d’argento a tre pali di rosso; col capo d’azzurro all’aquila di nero cucita, coronata d’oro. (Codice Araldico Lomb., pag. 119; riconosc. 1774).


Stemmi famiglia Rusconi

Storia

Personaggi

Dimore

Bagnacavallo, Forlì e Bologna

Milano e Modena (Rusconi Clerici)

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/edilio-rusconi/ http://www.treccani.it/enciclopedia/camillo-rusconi/ http://www.treccani.it/enciclopedia/mauro-rusconi/ http://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-rusconi/ http://www.treccani.it/enciclopedia/mauro-rusconi_%28Enciclopedia-Italiana%29/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note