Sessa: differenze tra le versioni

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ARMA: D’argento al castello aperto torricellato di due pezzi merlati alla ghibellina di rosso, sostenente sul mastio una cicogna di nero e sormontato da un’aquila dello stesso, appoggiata alle due torri. (Ricon. 1902).
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[[Immagine:Sessa (Spreti).jpg|thumb|Spreti, vol. VI, p. 297]]
DIMORA: Galliate Daverio e Milano.
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, p. 297:'''
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Famiglia di nobiltà antichissima, riconosciuta con D. M. 20 aprile 1902, che vanta un giuresperito del Collegio di Milano del secolo XVI in persona di GABRIELE, figlio di Francesco, di Ettore, di Francesco. La nobiltà è attestata in  modo sicuro dagli atti notarili, nei quali non solo si attribuiscono secondo i tempi le qualifiche di dominus, nobilis, spectabilis, magnificus dominus e don, ma si parla esplicitamente dei nobiles parentelae de Sessa. V’ha poi un atto del 20 febbraio 1430 relativo ad un compromesso di vertenze intorno a ripartizioni di gravezze d’estimi, dal quale la nobiltà della famiglia appare in modo precipuo: i compromittenti sono, da una parte, TADDEO del qm. GIOVANNOLO, DONATO del qm. RUGGIERO, BESTO del qm. GABARDO, abitanti in Daverio, ed ANTONIOLO e GIOVANNOLO del qm. ONOFRIO, abitanti in Marchirolo, omnes nobiles parentelae de Sessa, e dall’altra gli uomini dei comuni della squadra di Travaglia, dei comuni di Faliasco e di Marchirolo. Anche in un atto del 18 luglio 1547, redatto dal notaio Gio. Alberto Bossi, nel luogo di Daverio, si fa menzione di ETTORE qm. Francesco, di ANDREA qm. Tommaso e di GIO. JACOPO, qm. Bertola, tutti nobili Sessa distinti dai vicini dello stesso luogo di Daverio. Di più, una persona della stessa famiglia, FRANCESCO Sessa, ottenne il 22 gennaio 1473 la cittadinanza milanese per sé e discendenti, e nella parte espositiva delle lettere patenti relative si narra che dalle informazioni assunte presso il vicario di provvisione di Milano, risultava essere il petente e i suoi figli «nobiles et bone fame et bonis moribus preditos».
 
Famiglia di nobiltà antichissima, riconosciuta con D. M. 20 aprile 1902, che vanta un giuresperito del Collegio di Milano del secolo XVI in persona di GABRIELE, figlio di Francesco, di Ettore, di Francesco. La nobiltà è attestata in  modo sicuro dagli atti notarili, nei quali non solo si attribuiscono secondo i tempi le qualifiche di dominus, nobilis, spectabilis, magnificus dominus e don, ma si parla esplicitamente dei nobiles parentelae de Sessa. V’ha poi un atto del 20 febbraio 1430 relativo ad un compromesso di vertenze intorno a ripartizioni di gravezze d’estimi, dal quale la nobiltà della famiglia appare in modo precipuo: i compromittenti sono, da una parte, TADDEO del qm. GIOVANNOLO, DONATO del qm. RUGGIERO, BESTO del qm. GABARDO, abitanti in Daverio, ed ANTONIOLO e GIOVANNOLO del qm. ONOFRIO, abitanti in Marchirolo, omnes nobiles parentelae de Sessa, e dall’altra gli uomini dei comuni della squadra di Travaglia, dei comuni di Faliasco e di Marchirolo. Anche in un atto del 18 luglio 1547, redatto dal notaio Gio. Alberto Bossi, nel luogo di Daverio, si fa menzione di ETTORE qm. Francesco, di ANDREA qm. Tommaso e di GIO. JACOPO, qm. Bertola, tutti nobili Sessa distinti dai vicini dello stesso luogo di Daverio. Di più, una persona della stessa famiglia, FRANCESCO Sessa, ottenne il 22 gennaio 1473 la cittadinanza milanese per sé e discendenti, e nella parte espositiva delle lettere patenti relative si narra che dalle informazioni assunte presso il vicario di provvisione di Milano, risultava essere il petente e i suoi figli «nobiles et bone fame et bonis moribus preditos».
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La genealogia comincia da un GIOVANNI, che era già defunto nel 1383. Da lui nacque FRANCESCOLO, già defunto nel 1405 e che fu padre di GABARDO. Da questi nacque FRANCESCO, che a sua volta fu padre di ETTORE, la cui vedova, Franceschina Aliprandi, qm. Jacopo, nel 1497 era tutrice dei figli minorenni, tra i quali un FRANCESCO, che fu padre di ETTORE, dal quale nacque un altro FRANCESCO, che si sposò il 2 marzo 1568 a Laura Caterina Biumi. Da questi discendono, mediante altre sette generazioni, LUIGI e i di lui fratelli ETTORE e CAMILLO, che ottennero il riconoscimento nel 1902, e sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.).
 
La genealogia comincia da un GIOVANNI, che era già defunto nel 1383. Da lui nacque FRANCESCOLO, già defunto nel 1405 e che fu padre di GABARDO. Da questi nacque FRANCESCO, che a sua volta fu padre di ETTORE, la cui vedova, Franceschina Aliprandi, qm. Jacopo, nel 1497 era tutrice dei figli minorenni, tra i quali un FRANCESCO, che fu padre di ETTORE, dal quale nacque un altro FRANCESCO, che si sposò il 2 marzo 1568 a Laura Caterina Biumi. Da questi discendono, mediante altre sette generazioni, LUIGI e i di lui fratelli ETTORE e CAMILLO, che ottennero il riconoscimento nel 1902, e sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.).
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Figli di Luigi: Fiorbellina, Ippolita, CARLO e GUIDO.
 
Figli di Luigi: Fiorbellina, Ippolita, CARLO e GUIDO.
  
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== Stemmi==
 
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ARMA: D’argento al castello aperto torricellato di due pezzi merlati alla ghibellina di rosso, sostenente sul mastio una cicogna di nero e sormontato da un’aquila dello stesso, appoggiata alle due torri. (Ricon. 1902).
  
 
'''[[Stemmi famiglia Sessa]]'''
 
'''[[Stemmi famiglia Sessa]]'''
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== Dimore ==
 
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Galliate Daverio e Milano
  
 
== Sepolture ==
 
== Sepolture ==

Versione attuale delle 16:58, 8 dic 2019

Spreti, vol. VI, p. 297

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, p. 297:

Famiglia di nobiltà antichissima, riconosciuta con D. M. 20 aprile 1902, che vanta un giuresperito del Collegio di Milano del secolo XVI in persona di GABRIELE, figlio di Francesco, di Ettore, di Francesco. La nobiltà è attestata in modo sicuro dagli atti notarili, nei quali non solo si attribuiscono secondo i tempi le qualifiche di dominus, nobilis, spectabilis, magnificus dominus e don, ma si parla esplicitamente dei nobiles parentelae de Sessa. V’ha poi un atto del 20 febbraio 1430 relativo ad un compromesso di vertenze intorno a ripartizioni di gravezze d’estimi, dal quale la nobiltà della famiglia appare in modo precipuo: i compromittenti sono, da una parte, TADDEO del qm. GIOVANNOLO, DONATO del qm. RUGGIERO, BESTO del qm. GABARDO, abitanti in Daverio, ed ANTONIOLO e GIOVANNOLO del qm. ONOFRIO, abitanti in Marchirolo, omnes nobiles parentelae de Sessa, e dall’altra gli uomini dei comuni della squadra di Travaglia, dei comuni di Faliasco e di Marchirolo. Anche in un atto del 18 luglio 1547, redatto dal notaio Gio. Alberto Bossi, nel luogo di Daverio, si fa menzione di ETTORE qm. Francesco, di ANDREA qm. Tommaso e di GIO. JACOPO, qm. Bertola, tutti nobili Sessa distinti dai vicini dello stesso luogo di Daverio. Di più, una persona della stessa famiglia, FRANCESCO Sessa, ottenne il 22 gennaio 1473 la cittadinanza milanese per sé e discendenti, e nella parte espositiva delle lettere patenti relative si narra che dalle informazioni assunte presso il vicario di provvisione di Milano, risultava essere il petente e i suoi figli «nobiles et bone fame et bonis moribus preditos».

La genealogia comincia da un GIOVANNI, che era già defunto nel 1383. Da lui nacque FRANCESCOLO, già defunto nel 1405 e che fu padre di GABARDO. Da questi nacque FRANCESCO, che a sua volta fu padre di ETTORE, la cui vedova, Franceschina Aliprandi, qm. Jacopo, nel 1497 era tutrice dei figli minorenni, tra i quali un FRANCESCO, che fu padre di ETTORE, dal quale nacque un altro FRANCESCO, che si sposò il 2 marzo 1568 a Laura Caterina Biumi. Da questi discendono, mediante altre sette generazioni, LUIGI e i di lui fratelli ETTORE e CAMILLO, che ottennero il riconoscimento nel 1902, e sono iscritti nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.).

Figli di Luigi: Fiorbellina, Ippolita, CARLO e GUIDO.

f. f. [Francesco Forte]


Genealogia

Genealogia Sessa

Stemmi

ARMA: D’argento al castello aperto torricellato di due pezzi merlati alla ghibellina di rosso, sostenente sul mastio una cicogna di nero e sormontato da un’aquila dello stesso, appoggiata alle due torri. (Ricon. 1902).

Stemmi famiglia Sessa

Storia

Personaggi

Dimore

Galliate Daverio e Milano

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note