Soncini (Corvini): differenze tra le versioni

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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 368-369:'''
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 369-370:'''
  
Famiglia originaria dal Castello di Soncino, in terra Cremonese. Tra il XII e XIII secolo emigrarono in Brescia parecchie famiglie, le quali abbandonarono gli antichi cognomi per assumere quello indicante il luogo d’origine. In Brescia fioriscono oggi due di codeste famiglie le quali per distinguersi aggiunsero al proprio un altro cognome: i Soncini-Cestini e i Soncini-Corvini.
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Di famiglia originaria da Soncino, come si disse per la famiglia precedente. Viveva coi fratelli in Brescia sul principio del 1400, ANTONIO il quale, morto attorno al 1450, ebbe tre figli: GIACOMO, DOMENICO ed un figlio postumo cui fu dato il nome paterno.
Persone di questa famiglia appaiono ripetutamente negli antichi documenti: un GIACOMO «de’ Soncino» venne eletto tra i Sapientes o Savi della città nel 1292. Da GIOVANNI, vivente nel 1388, nacque BARTOLOMEO, che, assieme al figlio GIOVANNI, fu tra i valorosi difensori delle mura di Brescia nell’assedio durissimo del 1438. Sono costoro i certi antenati della genealogia dei «de’ Soncino» detti Cestini, dalla insegna mercantile, che poi venne adottata nello stemma. Da Giovanni nacque FRANCESCO, il quale col figlio ANNIBALE combattè valorosamente all’assedio di Gastone di Foix nel 1512 e assieme furono fatti prigionieri e per il loro riscatto dovettero sborsare 740 ducati d’oro. Gli altri due figli di Francesco, CALIMERIO e GIOVANNI BATTISTA, ebbero discendenza che si estinse nel secolo XVI. Da Annibale invece discende il ramo vivente, attraverso i secoli, nel seguente ordine, da padre in figlio: BARTOLOMEO, di Annibale (già morto nel 1588), SCIPIONE, BARTOLOMEO (n. 1629), PIETRO FRANCESCO (n. 1661), spos. 1688 con la nob. Paola Pontoglio, da cui ANNIBALE (n. 1698), la discendenza del quale si estinse dopo due generazioni, e LODOVICO (n. 1702), che dalla moglie Lelia Ferrari ebbe ANTONIO, il quale, sposata Elisabetta Cortellini, prese stabile dimora in Longhena (provincia di Brescia).
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Egli ebbe nove figli: di questi LODOVICO (n. 1812) generò parecchi figli morti tutti senza discendenza; GIUSEPPE (n. 1816, † 1895) ebbe la numerosa prole che più avanti verrà elencata e BENVENUTO (1822-1889) che dalla moglie Giulia Morandi ebbe ANTONIO (1855-1901), padre di Antonietta (n. 1892), sp. L. Peroni e di Giulia (n. 1898), sp. N. Berlendis.
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Da Giacomo discese il ramo che si estinse con FAUSTO sulla fine del secolo XVIII. Da Domenico ebbe origine il ramo che finì presso a poco alla stessa epoca; da ANTONIO II proviene il ramo vivente. Fu suo figlio PIETRO, il quale dalla moglie Geroloma Comotti ebbe GIOVANNI FRANCESCO, noto monaco Camaldolense, e GIOVANNI BATTISTA, Ufficiale all’Estimo nello Stato di Milano, marito di Maddalena Foresti e padre di FAUSTO, dottore in legge, Lettore in Parma poi a Bologna morto nel 1630 e di IPPOLITO, che guerreggiò nell’esercito spagnolo e fu nominato Governatore di Modica, Alcamo ed altri paesi, di QUINTO FABIO, che fu per sei volte deputato pubblico, podestà di Salò nel 1610 e sposò Giustina Pezzana.
  
Il sopra menzionato Giuseppe sposò Luisa Polonio dalla quale ebbe otto figli:
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Da questo matrimonio nacque GEROLAMO, il canonico LELIO, dottore collegiato, GIOVANNI BATTISTA, Lettore di medicina a Padova, poi a Pisa, indi a Bologna, CARLO, il quale seguendo le orme dello zio Ippolito, guerreggiò in Italia, in Francia e nelle Fiandre conducendo uomini a sue spese agli ordini del Granduca di Toscana negli Eserciti della Lega (1643), ed infine VIRGINIO (n. 1596), versato in letteratura, eletto a diverse cariche in città, che tolse in moglie la nob. Lucrezia Sala dalla quale ebbe QUINTO FABIO (1641-1698), provinciale dei Cappuccini, ANTONIO, canonico e Vicario generale della diocesi bresciana e LELIO (n. 1634), dottore di collegio, marito nel 1695 della nob. Barbara di Ercole Fenaroli e padre di VIRGINIO (n. 1697), il quale sposò nel 1730 la nob. Gerolama Rampinelli.
  
1) ANTONIO (1851-1928), che in Brescia fu bibliotecario alla Queriniana e vice-segretario dell’Ateneo, marito di Giuseppina Orlandi (n. 1866), da cui: a) Maria (n. 6 aprile 1896), sposata col barone Mario Baratelli; b) Luisa (n. 11 marzo 1903); c) GIUSEPPE (n. 13 marzo 1908).
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Dei figli di costoro tre furono della Compagnia di Gesù, due figlie agostiniane e ANTONIO (n. 1739) ebbe in moglie la nob. Elisabetta dei conti Soardi, bresciani (1760-1844), dalla quale ebbe GIOVANNI BATTISTA, erudito e letterato che commentò la Divina Commedia e tradusse in terza rima il primo libro dell’Iliade. Amico dei patrioti del suo tempo, ed in modo speciale dei fratelli Ugoni, ne sposò una sorella, Lucia (1792-1871), dalla quale ebbe Cecilia in Smancini, ANTONIO (1817-1896), sposato nel 1846 con Matilde Rota (1824-1896), Caterina (n. 1818), sposata con F. Rota, Elisa (n. 1822-1888), Elena (1823-1842), Marianna (n. 1831), spos. con A. Bonoris, ERCOLE (n. 1833).
  
2) SANTO (n. 1852), stabilitosi a Torino, spos. con Carmela Ferelli, da cui: a) GIUSEPPE (n. 20 novembre 1886); b) AMEDEO (n. 18 ottobre 1887), sposato con Maria Occelli da cui: SANTO, n. 1932; c) Luigina (n. 24 settembre 1890); d) Emma (n. 10 aprile 1903), spos. con l’Ing. Francesco Gugliotta.
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Da Antonio nacquero: 1) GIUSEPPE (n. 1850-1923), sposato con la baronessa Emilia Fluck von Leidenkron; 2) Lucia (n. 1853), sposata con Carlo de Micheli, magistrato consigliere di Corte d’Appello; 3) Paolina (1856-1920); 4) Giulia (n. 1858), sposata con l’avv. Luigi Gallia; 5) GIOVANNI BATTISTA (n. 28 febbraio 1861), ingegnere, cav. della Cor. d’Italia; 6) FEDERICO (n. 1864-1927), sposato nel 1898 con Ada Cadolino (n. 10 novembre 1872), da cui: a) ANTONIO (n. 10 marzo 1899), sposato nel 1926 con Emma Cadeo (n. 15 ottobre 1903) da cui: Cecilia (n. 2 settembre 1932); b) GIOVANNI (n. 25 aprile 1904), ingegnere, ten. di compl. d’artiglieria; c) ERCOLE (n. 2 ottobre 1909).
  
3) Emilia (n. 1856, † 1888) in Gasco.
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La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. col titolo di nobile (mf.), in persona di GIO. BATTISTA, di Antonio.
  
4) Sara (n. 1858, † 1911) in Marini.
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Nipoti (figli del fratello Federico): ANTONIO, GIOVANNI, ERCOLE.
 
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5) GIOVITA (n. 1862), spos. con Maria Scaglia, n. 1866, da cui: a) MODESTO (n. 1891); b) Luisa (n. 1892); c) Francesca (n. 1897); d) Emilia (n. 1899); e) PIETRO (1901), sposa Rosalinda Alberti, da cui: GIUSEPPE (n. 1925) ed ORLANDO (n. 1926); f) Anna (n. 1904), spos. con P. Alghisi; g) ANTONIO (n. 1906), spos. con Laura Abbiati)
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6) Giuseppina (n. 1865), spos. con Giulio Minola.
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7) Marianna (n. 1868, † 1917), spos. con Ruggero Migliazza Spizzi.
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8) LUIGI (n. 1871), spos. con Maria Codazzi, da cui: a) Erminia (n. 1903); b) GIUSEPPE (n. 1911).
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La famiglia è iscritta nell’Elenco Uff. della Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.).
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f. l. [Fausto Lechi]
 
f. l. [Fausto Lechi]
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== Stemmi==
 
== Stemmi==
  
ARMA: Troncato di rosso e d’azzurro ad un cesto al naturale ricolmo di fiori d’oro, caricante sul tutto ed in abisso.
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ARMA: Semitroncato partito: nel 1° fasciato d’oro e di rosso; nel 2° d’argento pieno; nel 3° di verde pieno; sul tutto, in punta, un corvo di nero attraversante, tenente nel becco un anello d’oro con diamante, ed appollaiato sopra un dardo di rosso, posto in fascia.
  
 
MOTTO: ''Virtus''.
 
MOTTO: ''Virtus''.
  
'''[[Stemmi famiglia Soncini (Cestini)]]'''
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'''[[Stemmi famiglia Soncini (Corvini)]]'''
  
 
== Storia ==
 
== Storia ==
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== Dimore ==
 
== Dimore ==
  
Brescia e Torino
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Brescia
  
 
== Sepolture ==
 
== Sepolture ==
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== Iconografia ==
 
== Iconografia ==
  
===[[Soncini (Cestini). Dipinti e Ritratti|Dipinti e Ritratti]]===
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===[[Soncini (Corvini). Dipinti e Ritratti|Dipinti e Ritratti]]===
  
===[[Soncini (Cestini). Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===
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===[[Soncini (Corvini). Archivio fotografico|Archivio fotografico]]===
  
 
== Fonti ==
 
== Fonti ==

Versione delle 22:00, 19 gen 2020

Spreti, vol. VI, p. 369

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Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 369-370:

Di famiglia originaria da Soncino, come si disse per la famiglia precedente. Viveva coi fratelli in Brescia sul principio del 1400, ANTONIO il quale, morto attorno al 1450, ebbe tre figli: GIACOMO, DOMENICO ed un figlio postumo cui fu dato il nome paterno.

Da Giacomo discese il ramo che si estinse con FAUSTO sulla fine del secolo XVIII. Da Domenico ebbe origine il ramo che finì presso a poco alla stessa epoca; da ANTONIO II proviene il ramo vivente. Fu suo figlio PIETRO, il quale dalla moglie Geroloma Comotti ebbe GIOVANNI FRANCESCO, noto monaco Camaldolense, e GIOVANNI BATTISTA, Ufficiale all’Estimo nello Stato di Milano, marito di Maddalena Foresti e padre di FAUSTO, dottore in legge, Lettore in Parma poi a Bologna morto nel 1630 e di IPPOLITO, che guerreggiò nell’esercito spagnolo e fu nominato Governatore di Modica, Alcamo ed altri paesi, di QUINTO FABIO, che fu per sei volte deputato pubblico, podestà di Salò nel 1610 e sposò Giustina Pezzana.

Da questo matrimonio nacque GEROLAMO, il canonico LELIO, dottore collegiato, GIOVANNI BATTISTA, Lettore di medicina a Padova, poi a Pisa, indi a Bologna, CARLO, il quale seguendo le orme dello zio Ippolito, guerreggiò in Italia, in Francia e nelle Fiandre conducendo uomini a sue spese agli ordini del Granduca di Toscana negli Eserciti della Lega (1643), ed infine VIRGINIO (n. 1596), versato in letteratura, eletto a diverse cariche in città, che tolse in moglie la nob. Lucrezia Sala dalla quale ebbe QUINTO FABIO (1641-1698), provinciale dei Cappuccini, ANTONIO, canonico e Vicario generale della diocesi bresciana e LELIO (n. 1634), dottore di collegio, marito nel 1695 della nob. Barbara di Ercole Fenaroli e padre di VIRGINIO (n. 1697), il quale sposò nel 1730 la nob. Gerolama Rampinelli.

Dei figli di costoro tre furono della Compagnia di Gesù, due figlie agostiniane e ANTONIO (n. 1739) ebbe in moglie la nob. Elisabetta dei conti Soardi, bresciani (1760-1844), dalla quale ebbe GIOVANNI BATTISTA, erudito e letterato che commentò la Divina Commedia e tradusse in terza rima il primo libro dell’Iliade. Amico dei patrioti del suo tempo, ed in modo speciale dei fratelli Ugoni, ne sposò una sorella, Lucia (1792-1871), dalla quale ebbe Cecilia in Smancini, ANTONIO (1817-1896), sposato nel 1846 con Matilde Rota (1824-1896), Caterina (n. 1818), sposata con F. Rota, Elisa (n. 1822-1888), Elena (1823-1842), Marianna (n. 1831), spos. con A. Bonoris, ERCOLE (n. 1833).

Da Antonio nacquero: 1) GIUSEPPE (n. 1850-1923), sposato con la baronessa Emilia Fluck von Leidenkron; 2) Lucia (n. 1853), sposata con Carlo de Micheli, magistrato consigliere di Corte d’Appello; 3) Paolina (1856-1920); 4) Giulia (n. 1858), sposata con l’avv. Luigi Gallia; 5) GIOVANNI BATTISTA (n. 28 febbraio 1861), ingegnere, cav. della Cor. d’Italia; 6) FEDERICO (n. 1864-1927), sposato nel 1898 con Ada Cadolino (n. 10 novembre 1872), da cui: a) ANTONIO (n. 10 marzo 1899), sposato nel 1926 con Emma Cadeo (n. 15 ottobre 1903) da cui: Cecilia (n. 2 settembre 1932); b) GIOVANNI (n. 25 aprile 1904), ingegnere, ten. di compl. d’artiglieria; c) ERCOLE (n. 2 ottobre 1909).

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. col titolo di nobile (mf.), in persona di GIO. BATTISTA, di Antonio.

Nipoti (figli del fratello Federico): ANTONIO, GIOVANNI, ERCOLE.

f. l. [Fausto Lechi]


Genealogia

Genealogia Soncini

Stemmi

ARMA: Semitroncato partito: nel 1° fasciato d’oro e di rosso; nel 2° d’argento pieno; nel 3° di verde pieno; sul tutto, in punta, un corvo di nero attraversante, tenente nel becco un anello d’oro con diamante, ed appollaiato sopra un dardo di rosso, posto in fascia.

MOTTO: Virtus.

Stemmi famiglia Soncini (Corvini)

Storia

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Brescia

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Bibliografia

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