Sormani

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Spreti, vol. VI, p. 380 e 381
Spreti, vol. VI, p. 383
Spreti, App., II, p. 596
Stemma Sormani Andreani Verri (Spreti, vol. VI, p. 382)
Stemma Sormani Moretti (Spreti, vol. VI, p. 383
Stemma Sormani Moretti (Spreti, App., II, p. 597)
Stemma Sormani Moretti (Spreti, App., II, p. 597)

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 380-384:

Antichissima famiglia patrizia milanese, originaria di Sormano, alpestre villaggio tra i monti della Vallassina. Le prime notizie storiche risalgono a OTTONE DE SOLMANNO, di Anselmo, partigiano di Federico Barbarossa nella lotta contro Milano, onde i suoi beni, al tempo dell’assedio, furono confiscati dal Comune (cfr. atto del 28 agosto 1178, conservato nel R. Archivio di Stato in Milano, Raccolta delle Pergamene, Chiaravalle, cart. 555, pergamena N. 132).

Secondo il Fagnani (Familiarum Commenta, ms. in Archivio di Stato in Milano, vol. VIII, pag. 483) ALBERTINO de Sormano era uno dei più ricchi cittadini di Milano: figura infatti fra i centoventi milanesi, ai quali con decreto del 22 marzo 1395 Gian Galeazzo Visconti impose un prestito di 19.000 fiorini d’oro alla Camera Ducale. (C. Santoro, I Registri dell’Ufficio di Provv., p. 47, n. 238 e 239). Il Sitoni di Scozia (Theatrum Genealogicum Familiarum, ecc. Mediolani, ms. del 1705 in Archivio di Stato in Milano) ed Enrico Casanova (Nobiltà Lombarda, Genealogie, a cura di G. Bascapè, Milano, 1930, famiglia Sormani) fanno cominciare la genealogia di questa famiglia da un ANTONIO, figlio d’Ambrogio, che fu notaio negli anni 1409-1414 e dié i natali a MARTINO, anche egli notaio negli anni 1425-52. Da Martino nacque TADDEO, decurione di Milano nel 1470, che acquistò e restaurò nel 1485 l’antico e storico palazzo con la famosa torre della Credenza di S. Ambrogio, elegante edificio in stile lombardo, di cui rimangono tuttora alcuni artistici frammenti nel cortile del palazzo dell’attuale via Spadari, n. 2.

Taddeo, come scrive il Fagnani, figura anche tra i cittadini eletti il 28 dicembre 1470 per prestare giuramento di fedeltà al primogenito del duca Galeazzo Maria Sforza.

Sposò in prime nozze Margherita Brugora, di Cristoforo, farmacista ducale, ed in seconde nozze Giovanna del Pozzo. Dalla prima consorte, tra gli altri figli, ebbe LODOVICO che, sposato a Livia Landriani, ebbe PAOLO FRANCESCO, cavaliere dell’Ordine Militare di S. Stefano, morto nel 1585 a Castano di Numidia «pro fide ortodoxa tuenda», e GIO. ANDREA, che profuse grandi ricchezze in opere beneficile e fondò in S. Maria degli Angeli di Milano (S. Angelo) una cappella gentilizia, o sepolcro di famiglia, ove egli e i suoi discendenti trovarono sepoltura fino alla fine del secolo XVIII.

Da Bianca Pirovano, di Tomaso, sua moglie, Gio. Andrea ebbe il figlio GIO. PAOLO, banchiere (1566, 1595), che sposò Alba Trivulzio, figlia del conte Gio. Fermo, e fu padre di ANTONIO (1580-1610). Da Antonio e da Cecilia Rovida di Galeazzo, sua moglie, nacque PAOLO GIUSEPPE (1604-1671).

Questi salito ancor giovane ad improvvisa fama dopo il noto fatto d’arme del Ponte di Lecco (1635), dove alla testa di 4000 brianzoli, raccolti al suono dello storico campanone di Brianza, riuscì ad arrestare ed a respingere la travolgente avanzata del duca di Rohan, Paolo Giuseppe fu creato mastro di campo generale da Filippo IV di Spagna e poco dopo, con diploma 6 ottobre 1656, venne insignito del titolo di conte trasmissibile ai discendenti maschi primogeniti, appoggiato al feudo di Missaglia, acquistato dalla R. Camera il 13 agosto 1648 con istrumento rogato dal notaio Mercantolo. Sposò in prime nozze Marina Giussani, di Fulvio, ed in seconde Margherita della Porta. Dalla Giussani ebbe FRANCESCO e da Margherita Porta ebbe ANTONIO. Antonio (1657-1730), che può essere considerato, come il più celebre personaggio della famiglia, dopo essere stato ministro plenipotenziario di re Carlo III alla corte di Londra e governatore di Tarragona, partecipò a moltissime campagne in Ungheria, Germania, Spagna, Portogallo e Italia, segnalandosi in varie battaglie ed assedi, e pose fine alla sua lunga e brillante carriera col grado di maresciallo di campo generale degli eserciti spagnuoli. Morì governatore di Pavia nel 1730. FRANCESCO (1646-1726) fu dei LX Decurioni di Milano e del Consiglio Segreto di Carlo VI (1689), ambasciatore della città di Milano presso Innocenzo XII (1699), conservatore degli Ordini, governatore del Banco di S. Ambrogio (1700), giudice delle strade (1707), ecc. Sposò Giulia Calderari di Bartolomeo e ne i ebbe tre figli maschi, cioè PAOLO, LORENZO ed ANTONIO, ciascuno dei quali diede luogo in seguito ad un ramo ben distinto della famiglia.

Dal primogenito Paolo sortì i natali ANTONIO, che il 30 gennaio 1755 contrasse matrimonio con Maria Spinola e n’ebbe CESARE, nato il 18 febbraio 1756. Da Cesare e da Fulvia Giussani, del capitano Fulvio (il matrimonio fu celebrato a Inverigo il 9 ottobre 1786), tra gli altri figli nacque CARLO, il 17 marzo 1799 in Milano (parrocchia di S. Marco). Questi sposò Teresa Silva di Francesco Nicolò e n’ebbe ANTONIO (n. Milano, 5 ottobre 1841), che sposò in prime nozze Celestina Maineri, in seconde nozze Pierina Rougier, di Achille.

A questo ramo con D. M. 30 marzo 1928 Introno riconosciuti i titoli di conte di Missaglia (mpr.) e di patrizio milanese (m.), nonchè il diritto al trattamento di don e donna ed ordinata l’iscrizione nel Libro d’Oro della Nob. Ital. a favore di FERNANDO, di Antonio e di Pierina Rougier, n. Milano, 23 marzo 1880, spos. Milano, 10 febbraio 1902, con la nobile Luigia Oltrona Visconti, di Lodovico.

Figli: ALBERTO, n. Milano, 17 maggio 1903, sp. Venezia, 10 luglio 1930 con la N. D. contessa Teresa Donà Dalle Rose, di Luigi; LODOVICO, n. Milano, 4 gennaio 1906.

Sorelle: Beatrice, n. 1877 in Barassi; Rosa, n. 1878, in Origoni.

Figli di Alberto: Maria Luisa, n. Barcellona, 23 aprile 1931.


Ramo secondogenito

Dal secondogenito del conte Francesco e della contessa Giulia Calderari, cioè da LORENZO, che sposò Elisabetta Nava, ebbe origine questo ramo della famiglia Sormani. Dal predetto Lorenzo il 5 maggio 1751 in Milano, parrocchia di S. Simpliciano, nacque CARLO, vicario del Seprio, che sposò Lucia Borgazzi e dié i natali ad un altro CARLO (n. a Gallarate il 22 gennaio 1776), che ottenne la conferma dell’antica nobiltà con Sovrana Risoluzione 10 aprile 1816.

Oggi questo ramo è iscritto nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (personale) in persona di Adele, n. Milano, S. Stefano, 11 febbraio 1853, vedova dell’avvocato Cesare Rizzi e figlia di Giacomo (n. Milano, S. Stefano Maggiore, 12 marzo 1809; spos. Milano, S. Giorgio in Palazzo, 5 novembre 1850 con Maddalena Rizzi, di Vittore), di Gerolamo (spos. Malgrate (Como), 13 novembre 1796 con Delia Reina, di Giacomo), di Carlo.


SORMANI e SORMANI ANDREANI VERRI

Da Antonio, terzogenito del conte Francesco e della contessa Giulia Calderari, ebbero origine vari rami dei Sormani.

Antonio sposò nel 1722 Francesca Bonenzio, figlia del questore Pietro, e ne ebbe, fra gli altri, i figli: ALESSANDRO, LORENZO e GIUSEPPE.

ALESSANDRO, nato in Milano il 16 luglio 1740, fu eletto tra i LX Decurioni nel 1770 e ottenne la nomina a ciambellano di Maria Teresa nel 1771; morì nel 1825.

LORENZO, nato a Milano il 21 settembre 1741, sposò nel 1775 Marianna Crevenna e morì nel 1821. Dalla Crevenna ebbe GIUSEPPE, nato a Milano il 1° maggio 1771. Questo Giuseppe, insieme con lo zio Alessandro, con diploma 5 novembre 1818 di Francesco I d’Austria, ottenne il titolo di conte dell’I. A. trasmissibile a tutti i discendenti maschi e femmine. Lo stemma dei predetti conti don Alessandro e don Giuseppe fu delineato nel Codice Araldico Lombardo per decreto dell’I. R. Commissione Araldica del 9 dicembre 1822, n. 2904 (a pag. 227).

GIUSEPPE fu dottore collegiato e viveva ancora nel 1767.

Da Giuseppe, figlio del conte Lorenzo e della contessa Marianna Crevenna, marito di Gabriella Buronzo Signoris Bussetti del marchese Emilio di Tortona, sortirono i natali quattro figli: ALESSANDRO, n. Milano, S. Ambrogio, il 25 novembre 1815, che sposò Carolina Verri, figlia del conte Gabriele, l’11 marzo 1838; LORENZO, n. Milano, S. Ambrogio, il 14 dicembre 1816, sposò nel 1847 Teresa Brambilla; Sofia, n. Milano, 27 maggio 1813, ed Emilia, n. Milano, il 25 agosto 1814. Dal primogenito Alessandro e da sua moglie Carolina Verri discendono gli attuali iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di patrizio milanese (m.), nobile dei conti di Missaglia (mf.), conti (mf.), trattamento di don e donna, e cioè: PIETRO, n. Milano, Santa Maria della Passione, il 1° dicembre 1849, spos. con Luigia dei marchesi Busca Arconati Visconti. Egli fu deputato al Parlamento per varie legislature e indi senatore del Regno.

Figli: Clementina, n. Milano, 16 ottobre 1875, spos. Lorenzo dei baroni Laugier; Giustina, n. Castellazzo Busca (Bollate), 15 luglio 1879, ved. del marchese Vitaliano Crivelli; ALESSANDRO, n. ivi, 23 settembre 1882, spos. Milano, 9 marzo 1907, con Augusta Rosa Amalia Isabella Vanotti, di Alessandro.

Figli di Alessandro, di Pietro: ANTONIO, n. 23 aprile 1909, spos. Milano, 10 gennaio 1931, con Valeria Comelli; Carla, n. 15 aprile 1910, spos. al dott. Alfonso Marietti.

Figlia di Antonio, di Alessandro: Luisa, n. Milano, 2 novembre 1931.

Ramo secondogenito discendente da LORENZO, marito di Teresa Brambilla:

UMBERTO, n. Roma, 14 marzo 1882, figlio di Alessandro (n. Milano, 10 gennaio 1843; sp. con Orsola Andreoni), di Lorenzo e di Teresa Brambilla, a favore del quale con Decreto Ministeriale del 21 novembre 1920 venne riconosciuto il titolo di conte di cui al diploma 5 novembre 1818 per maschi, il titolo di nobile dei conti di Missaglia per maschi e femmine e il titolo di patrizio milanese per maschi.

Cugini: LORENZO, n. Casatenovo, il 25 maggio 1888, di Cesare (n. Milano, S. Fedele, 22 maggio 1857, sp. con Erminia Viganò), di Lorenzo e di Teresa Brambilla; Teresa, n. Casatenovo, 30 giugno 1891; LODOVICO.

L’aggiunta dei cognomi Andreani Verri spetta solo al primogenito e quello Verri a tutti gli altri discendenti da Carolina Verri, ultima del suo casato.

f. f. [Francesco Forte]

Ivi, Appendice, parte II, p. 597:

Da GIUSEPPE SORMANI, Dottore Collegiato in Milano, (vivente ancora nel 1767), marito della Nobile Gabriella dei Marchesi Buronzo Signoris Bussetti, di Tortona, nacquero ALESSANDRO, LORENZO, Sofia ed Emilia.

Il primogenito ALESSANDRO, n. a Milano 25 novembre 1815, sposò 11 marzo 1833 Carolina Verri del Conte Gabriele che gli generò PIETRO, n. a Milano 1° dicembre 1849, morto a Contra (Como) 19 agosto 1934, marito di Luigia dei Marchesi Busca Arconati Visconti; Sofia, n. a Milano 27 maggio 1813, moglie di Luigi Faà di Bruno.

Dal Senatore Pietro, nacquero Clementina in Laugier; Giustina in Crivelli e ALESSANDRO, n. a Castellazzo Busca (Bollate) 23 settembre 1882, spos. a Milano 9 marzo 1507 con Augusta Rosa Vanotti dalla quale nacquero: ANTONIO e Carla, tutti iscritti nell’Elenco Uff. Nob. Ital. 1933. Questo ramo primogenito assume il Cognome SORMANI ANDREANI VERRI.

Da LORENZO, n. a Milano 14 dicembre 1816, secondogenito di Giuseppe e della Nob. Gabriella dei Marchesi Buronzo Signoris Bussetti, di Tortona, morto nel 1886, sposò nel 1847 Donna Teresa Carminati de Brambilla che gli generò: ALESSANDRO, n. 18 gennaio 1848, morto 7 giugno 1932, marito di Orsola Andreoni dalla quale nacque un unico figlio: UMBERTO, n. a Roma 14 marzo 1882; GILBERTO, n. 7 ottobre 1849, morto 8 febbraio 1911, marito il 9 gennaio 1879 di Elvira Braccony, dalla quale ebbe Ester, n. a Milano 25 luglio 1902; CESARE, n. a Milano 22 maggio 1857, spos. il 18 maggio 1887 con Erminia Viganò dalla quale ebbe LORENZO, n. a Casate Nuovo 25 maggio 1888, spos. 14 aprile 1923 con la Nob. Vincenza figlia del Marchese Vincenzo Stanga Trecco; Teresa, n. ivi 30 giugno 1891, spos. 15 aprile 1914 col Dott. Achille Tacchini; LODOVICO, n. ivi 14 mag. 1895, spos. 9 febb. 1929 con la Nob. Francesca Lamberti, di Firenze.

UMBERTO, di Alessandro, di Lorenzo, con D. M. 31 novembre 1920, fu riconosciuto nei titoli di Conte (m.), Nobile dei Conti di Missaglia (mf.), Patrizio Milanese (m.) ed è iscritto nel Libro d’Oro della Nob. It.

v. s. [Vittorio Spreti]


SORMANI e SORMANI MORETTI

La famiglia Sormani è oriunda dalla Lombardia, e si trasferì a Reggio E. nella prima metà del secolo XVIII, e GIUSEPPE, già morto prima del 1752, è detto nei documenti milanese. I Sormani in quell’epoca erano mercanti, e come tali sono specialmente indicati i figli di Giuseppe, GIAMBATTISTA e PIETRO. Quest’ultimo sarebbe stato ascritto all’arte della seta, e nel 1732 ebbe dalla Comunità la concessione di una bottega in Piazza Grande (ora Piazza Vittorio Emanuele) a titolo di livello fino alla quarta generazione. Egli ebbe tre figli: FRANCESCO, Maria e CARLO che abitavano insieme un caseggiato di loro proprietà (poscia di proprietà Ancini) in via Spadari, ora via Farini, e nell’ammezzato di esso (dove poi fu il noto caffè e bigliardo Chiesi) avevano il negozio di stoffe; e col loro commercio si erano procurate ricchezze ed una molto distinta posizione.

GIUSEPPE era diviso dai fratelli ed abitava la casa, che fu poi dei Riva Sanseverino, nella vicinia di S. Lorenzo.

Francesco, Maria e Carlo nel 1776, durante la fiera di maggio, alloggiarono nel detto loro caseggiato le principesse Benedetta, Amalia e Matilde d’Este, sorelle del duca di Modena Francesco III. In seguito a ciò, e per loro benemerenze, il duca Francesco III, con diploma .25 novembre 1776, concesse a loro e al nipote MATTIA, di Giuseppe, che viveva con loro e che ne fu l’erede, non avendo essi figli, il titolo di conte. Abbandonarono allora il commercio. Mattia sposò la contessa Cristina Vezzani. Egli aveva un fratello, LUIGI, e di qui ne vennero i due rami della famiglia : quello di Mattia, che aveva il titolo di conte, e l’altro che non aveva titolo nobiliare. Luigi si era molto arricchito col commercio e colla dote della moglie contessa Chiara Gnudi di Bologna; ma, per garanzie da lui fatte, i suoi figli e nipoti caddero in ristrettezze.

Il conte Mattia ebbe parecchi figli, dei quali notiamo: il dott. ANTONIO, che fu segretario della Amministrazione centrale sotto la Repubblica Cispadana; morì nel 1800; CARLO, che morì militare nell’armata italiana sotto Napoleone I; GIULIO, sposato alla contessa Laura Besenzi, che morì senza figli nel 1830; GIUSEPPE, che dopo il 1814 fu segretario della Comunità di Novellara, dove morì, lasciando tre figli: PASQUINO, GEROLAMO e RINALDO; quest’ultimo fu erede dello zio Giulio, e dimorò a Reggio; ebbe due mogli: donna Emilia Arici, morta nel 1852, e Carolina Avogadro di Novara, morta nel 1855, da cui discendono i membri viventi del ramo Sormani.

Fenicola del conte Mattia sposò un Denaglia.

Il conte FRANCESCO MATTIA continuò la famiglia, ed ebbe due mogli: prima una Menozzi, poi la contessa Agata Calcagni, Fu erede del capitano Moretti, che gli lasciò un ricco patrimonio, in seguito a che ne aggiunse il cognome, trasmesso al primogenito CARLO. Fu podestà di Reggio nel 1840 e. consultore di Governo. Morì settuagenario il 15 gennaio 1849. Ebbe parecchi figli: MATTIA CARLO Sormani Moretti, che sposò la marchesa Camilla Cavriani, del march. Cesare di Mantova e della march. Costanza Sordi, ed in seconde nozze la sorella di lei, Fulvia; Olimpia, moglie dell’avv. Filippo Cocchi, e Clementina, monaca; CLAUDIANO, trasferitosi poi a Parma, dove aveva sposata la contessa Castagnola; fu distinto scrittore e morì a Parma il 30 agosto 1857; GEROLAMO, unico figlio ed erede della seconda moglie contessa Calcagni, morto scapolo a Gorizia.

Il conte CARLO ebbe poi due figli:

1) LUIGI Sormani Moretti, n. il 3 dicembre 1834. Fu segretario dell’Ambasciata Italiana a Parigi, deputato al Parlamento nella IX, X e XV legislatura. Segretario del ministro della Guerra sotto la dittatura Farini, decorato di medaglia al valore militare, prefetto di Venezia, poi senatore del Regno. Istituì la Banca Popolare di Reggio E. nel 1870, da lui diretta per parecchi anni. Fu anche distinto scrittore, ed oltre a discorsi pronunciati alla Camera, al Senato ed in altre occasioni, lasciò alle stampe: Pensieri sulla educazione (Verona, Tipografia Civelli, 1855); Dell’Industria agricola, manifatturiera e commerciale nel Ducato di Modena in ordine ad un Istituto di credito - Studi e proposte (Milano, Tip. Guglielmini, 1858), nonché parecchi altri studi. Morì il 9 gennaio 1908.

2) Eleonora, figlia della seconda moglie, sposata al conte Maffei di Verona, vivente.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte (m.) e patrizio di Reggio (m.), dai disc. da Mattia (1776), ed è rappresentata da EMILIO (Sormani), di Rinaldo, di Giuseppe, di Mattia.

Nipoti, figlie del fratello Giulio: Teresa, detta Resi; Eleonora.

Eleonora (Sormani Moretti), di Mattia Carlo, di Francesco, di Mattia, in Maffei.

L’aggiunta del cognome MORETTI fu autorizzata da Francesco IV, Duca di Modena con Rescritto 23 aprile 1825.

a. c. c. [Antonio Cremona Casoli]


Genealogia

Genealogia Sormani

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

ARMA: Troncato: nel 1° d’argento al leone d’azzurro, linguato di rosso, tenente con la branca anteriore destra un castello, torricellato di due pezzi, di rosso; nel 2° fasciato di azzurro e d’arg.

CIMIERO: Un leone d’azzurro, nascente, sostenente con la branca destra un castello di rosso, torricellato di due pezzi.

Alias: Troncato: nel 1° d’ argento al leone d’azzurro, passante sulla troncatura, linguato di rosso, sostenente con la branca destra un castello dello stesso; nel 2° fasciato d’azzurro e d’argento.

CERCINE E SVOLAZZI: D’azzurro e di rosso. (D. M. di Ricon. 30 marzo 1928 a Don FERNANDO, dì Antonio, Conte di Missaglia, Patrizio Milanese).


SORMANI ANDREANI VERRI

ARMA: Partito: nel 1° troncato: a) d’argento al leone d’azzurro, linguato di rosso, tenente con le due branche anteriori un castello di rosso; b) fasciato di verde e di oro (Sormani); nel 2° d’argento alla torre coperta, merlata alla guelfa di tre pezzi, racchiusa entro due trecce a tre capi, piegate in cerchio combacianti in alto e decussate sotto la torre, il tutto di rosso (Casati).

CIMIERO: Il leone nascente d’azzurro tenente il castello di rosso come nello scudo, fra quattro penne, due a destra d’oro e d’azzurro, e due a sinistra di rosso e d’oro.


SORMANI e SORMANI MORETTI

ARMA: Troncato: nel 1° d’argento al leone illeopardito d’azzurro, linguato, caudato e coronato di rosso, sostenente con la branca anteriore destra un castello di rosso; nel 2° fasciato di verde e d’oro (Sormani).

Alias: Inquartato : nel 1° e 4° troncato: a) di argento al leone illeopardito d’azzurro, linguato, caudato e coronato di rosso, sostenente con la branca anteriore destra un castello di rosso; b) fasciato di verde e d’oro (Sormani); nel 2° e 3° d’argento, alla sbarra di verde, addestrata da una testa di moro di profilo, bendata d’argento (Moretti).

CIMIERO: Il leone dello scudo.

MOTTO: Lealtà.

Alias: Inquartato: nel 1° e 4° fasciato d’azzurro e d’argento; nel 2° e 3° d’argento alla sbarra di verde addestrata da una testa di moro al naturale, attortigliata del campo.

Alias: Partito: nel 1° fasciato d’azzurro e d’argento (antica arma Sormani); nel 2° di argento alla sbarra di verde addestrata da una testa di moro al naturale attortigliata del campo (Moretti).

Stemmi famiglia Sormani

Storia

Personaggi

Dimore

Pomelasca d’Inverigo (Como) e Milano

Milano e Casate Nuovo (Como) (Sormani Andreani Verri)

Bologna e Verona (Sormani Moretti)


Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27384&RicPag=38&RicVM=indice&RicSez=prodfamiglie&RicTipoScheda=pf

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27700&RicPag=38&RicVM=indice&RicSez=prodfamiglie&RicTipoScheda=pf

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-sormani/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note