Strada: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
 
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 485-486:'''
  
 
Con R. Decreto 8 aprile 1848, veniva creato nobile, per sé e per i suoi discendenti in infinito, IGNAZIO Strada, nativo di Garlasco in Lomellina, stabilitosi poi a Ferrera Erbognone. Erano suoi fratelli quel GIUSEPPE Strada, che, intendente generale in Sardegna e a Torino e poi consigliere di Stato nel 1831, ebbe dalla moglie Luisa Strada, ENRICO, nota, magnifica figura di eroico soldato, che, decorato di medaglia d’argento a Goito il 30 maggio 1848 e poi di altra medaglia d’argento nel 1849 per i fatti della Sforzesca e di Novara, caricò e travolse a Villafranca nel 1866 «col frustino in mano», come scrive il Morozzo della Rocca nella sua Autobiografia di un veterano (II, 228), gli Ulani austriaci, meritandosi la medaglia d’oro al valore; e quel PIETRO Strada, che, deputato al Parlamento nelle legislature X, XI, XII e XIII per il collegio politico di Sannazzaro de’ Burgondi, lasciò fama di scrittore e di medico valente, e fu grande benefattore dei poveri.
 
Con R. Decreto 8 aprile 1848, veniva creato nobile, per sé e per i suoi discendenti in infinito, IGNAZIO Strada, nativo di Garlasco in Lomellina, stabilitosi poi a Ferrera Erbognone. Erano suoi fratelli quel GIUSEPPE Strada, che, intendente generale in Sardegna e a Torino e poi consigliere di Stato nel 1831, ebbe dalla moglie Luisa Strada, ENRICO, nota, magnifica figura di eroico soldato, che, decorato di medaglia d’argento a Goito il 30 maggio 1848 e poi di altra medaglia d’argento nel 1849 per i fatti della Sforzesca e di Novara, caricò e travolse a Villafranca nel 1866 «col frustino in mano», come scrive il Morozzo della Rocca nella sua Autobiografia di un veterano (II, 228), gli Ulani austriaci, meritandosi la medaglia d’oro al valore; e quel PIETRO Strada, che, deputato al Parlamento nelle legislature X, XI, XII e XIII per il collegio politico di Sannazzaro de’ Burgondi, lasciò fama di scrittore e di medico valente, e fu grande benefattore dei poveri.
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== Stemmi==
 
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[[Immagine:Strada (Spreti).jpg|thumb|Ramo di Ferrera Erbognone (Spreti, vol. VI, p. 485)]]
  
 
'''Ramo di Ferrera Erbognone:'''
 
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Versione attuale delle 20:59, 16 feb 2020

La prima citazione di un possibile membro della famiglia Strada (de la Strata in forma antica) riguarda un Torello della Strada, podestà di Parma nel 1220. Petracio de Strata alla fine del secolo XIII possiede delle terre nel pavese, altri Strada sono documentati come residenti a Milano dal 1263, anche se è possibile una loro presenza in città più antica, forse dalla prima epoca comunale: è stata anche ipotizzata una loro derivazione (nel XIII-XIV secolo) dagli Strada oggi di Scaldasole. Nel 1396 Francesco Datini, nella sua corrispondenza, ricorda una importante attività di commercio di pellami tenuta a Milano da una famiglia della Strada forse collegata a questa che qui interessa. Una altra famiglia Strada, presente almeno dal XV secolo a Cremona, è probabilmente legata a quella milanese, visto l'uso di una arma araldica praticamente uguale. Gli Strada milanesi sono di parte ghibellina e sempre vicini e fedeli ai Visconti: appartenenti al ceto feudale dei capitanei e valvassori, sono inseriti nella Matricula dei Nobili Cittadini del 1377. Nel 1388, sotto il governo di Gian Galeazzo Visconti, Albertino e Bartolomeo fanno parte del Consiglio (comunale) dei Novecento: pochi anni dopo, nel maggio 1404, la famiglia appoggia il duca Giovanni Maria contro i guelfi ribelli. Castellano a Porta Giovia a partire dal 1407, nel 1408 Cristoforo, rigido oppositore dei guelfi, è tra i famigliari nobili della Corte ducale, con incarichi di fiducia, mentre nel 1454 Pietro Paolo ricopre, tra le altre, la carica di Capitano di Monza. La famiglia partecipa attraverso le magistrature cittadine al governo della città (tra gli altri sotto il duca Francesco I Sforza Zanone è Officiale delle Biade, nel 1664 Carlo Stefano è Sindaco Fiscale Generale dello Stato): la famiglia partecipa, a fianco dei principali esponenti della nobiltà cittadina, alla gestione della Veneranda Fabbrica del Duomo soprattutto durante il XV secolo, e poi ancora fino a Settecento inoltrato. Grazie all'appartenenza alla già citata Matricula, gli Strada danno quattro Canonici Ordinari al Capitolo del Duomo, tre nel Quattrocento ed uno durante il diciassettesimo secolo. Con la codificazione del patriziato cittadino, la famiglia ottiene nell'agosto 1702 il riconoscimento del titolo di patrizio milanese e le prerogative legate alla nobiltà cittadina (riconfermata nel 1770): rientra così nel novero delle famiglie decurionali, le sole tra le quali potevano essere scelti i magistrati cittadini. Don Carlo Strada, nel 1776, ottiene l'accesso di primo rango alla Corte di Ferdinando d'Asburgo, governatore del ducato di Milano. Dopo le campagne napoleoniche del 1796, cessato il pluricentenario governo indipendente della città, e abolite le antiche cariche pubbliche e patrizie nonché i privilegi dei nobili cittadini, non si hanno notizie né di attività pubbliche né di storia privata documentata della famiglia per circa mezzo secolo. Nel diciannovesimo secolo il primo personaggio documentato è Natale Strada (1836-1916), figlio di Giovanni. Natale continua ad utilizzare nei rapporti sociali il titolo di patrizio milanese pur non richiedendone il riconoscimento al governo austriaco e l'arma araldica degli Strada di Milano (fasciato d'oro, in qualche caso d'argento, e di rosso al palo d'azzurro attraversante sul tutto): ricostituisce le fortune famigliari grazie al matrimonio con una coerede della famiglia Bianchi, proprietari di terreni intorno a Bestazzo vicino ad Abbiategrasso, dove si trasferisce ricoprendo varie cariche pubbliche caratteristiche dell'ordinamento per censo dell'Italia ottocentesca. La famiglia mantiene tali proprietà fino agli anni '20 del Novecento, quando una serie di liti famigliari porta alla frammentazione del patrimonio ed alla dispersione dell'archivio privato

[Luca Melegati Strada]


Altro ramo:

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 485-486:

Con R. Decreto 8 aprile 1848, veniva creato nobile, per sé e per i suoi discendenti in infinito, IGNAZIO Strada, nativo di Garlasco in Lomellina, stabilitosi poi a Ferrera Erbognone. Erano suoi fratelli quel GIUSEPPE Strada, che, intendente generale in Sardegna e a Torino e poi consigliere di Stato nel 1831, ebbe dalla moglie Luisa Strada, ENRICO, nota, magnifica figura di eroico soldato, che, decorato di medaglia d’argento a Goito il 30 maggio 1848 e poi di altra medaglia d’argento nel 1849 per i fatti della Sforzesca e di Novara, caricò e travolse a Villafranca nel 1866 «col frustino in mano», come scrive il Morozzo della Rocca nella sua Autobiografia di un veterano (II, 228), gli Ulani austriaci, meritandosi la medaglia d’oro al valore; e quel PIETRO Strada, che, deputato al Parlamento nelle legislature X, XI, XII e XIII per il collegio politico di Sannazzaro de’ Burgondi, lasciò fama di scrittore e di medico valente, e fu grande benefattore dei poveri.

Ignazio ebbe, dal suo matrimonio con Luigia Trovati, GIUSEPPE e PAOLO, che si meritò a Novara, sul campo di battaglia, la medaglia d’argento.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), ed è rappresentata da FELICE, di Giuseppe, di Ignazio, n. Valeggio, 12 maggio 1861; spos. Sala, 15 ott. 1892, con Ildebranda Rebbio. Figli: Maria, n. Mezzanabigli, 26 novembre 1893; Fanny, n. ivi, 1° febbraio 1896; Virginia, n. ivi, 24 gennaio 1899; PIETRO, n. ivi, 11 marzo 1901; GIUSEPPE, n. ivi 25 giugno 1902; Ugolina, n. ivi, 24 aprile 1900; Berenice, n. ivi, 20 aprile 1909.

Fratelli: Clotilde, n. Valeggio, 28 giugno 1859; spos. 10 gennaio 1883 a Apolline Lupano: Paola, n. Valeggio, 23 giugno 1863; spos. 19 gennaio 1888 a Stefano Volpi; ATTILIO, n. Ferrera, 12 agosto 1870; Tino, n. Ferrera, 21 novembre 1881.

Cugino: ANGELO.

Figli di Angelo: IGNAZIO, n. Gambolò, 19 luglio 1855; spos. Roma, 14 luglio 1892, Ernesta Camia; ERNESTO, n. Bistagno, 18 gennaio 1854; † 15 dicembre 1015; spos. Torino, 18 gennaio 1879, con Eugenia Rocca Ceresola.

Figli di Ernesto: Angiolina, n. Torino, 9 gennaio 1881; spos. 19 ottobre 1901 a Davide Meregaglia; Annita, n. Vigevano, 14 novembre 1882; spos. 14 maggio 1901 con Emilio Oddo; Emma, n. Torino, 10 novembre 1884; EUGENIO, n. Torino, 1° luglio 1887; ENRICO, n. Varazze, 10 agosto 1889; FLAMINIO, n. Torino, 24 ag. 1898.

m. z. [Mario Zucchi]


Genealogia

Genealogia Strada

Stemmi

Ramo di Ferrera Erbognone (Spreti, vol. VI, p. 485)

Ramo di Ferrera Erbognone:

ARMA: Troncato: nel 1° d’argento, al castello di rosso, di due torri, merlate alla guelfa, aperto e mattonato di nero; nel 2° d’azzurro, al cane levriere, slanciato in corsa, al naturale, collarinato d’oro.

Stemmi famiglia Strada

Storia

1387 - 1724

Vari membri della famiglia donatori ed attivi nella amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo, membri dei XII di Provvisione e Nobili Deputati alle Porte (tra cui Bartolomeo Strada, 1404-1420; Nero della Strada, XV secolo; Claudio A. Strada, anno 1721)

1483

Gaspare de Strata riceve un legato da Donato della Croce

1575

Giovanni Maria Strada fa una donazione all'Ospedale Maggiore di Milano

1590

Nella chiesa milanese di Santa Maria della Passione si conserva un lapide (mutila) con l'iscrizione: D.O.M./URBANO SEPTIMO PONT. MAX./IO.PETRUS STRADA/MARGARITAE UXORI POSTERISQ./SUIS VIVENS POSUIT/MDXC

1704

Maria Isabella Strada si ritira nel nobile Luogo Pio del Rosario presentata dal parente canonico Francesco Settala, recando una dote di 6.000 lire più il necessario al suo mantenimento

Personaggi

Dimore

Ferrera Erbognone (prov. di Pavia), Pavia e Roma.

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/cristoforo-della-strada_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/gino-strada/

http://verbanensia.org/biografie.asp?action=O&tipo=2

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note