Torre (della)

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Conti di Valsassina (Spreti, vol. VI, p. 672)
Ramo di Verona (Spreti, App., parte II, p. 628)
Ramo di Recanati (Spreti, vol. VI, p. 665)

Non è sempre facile distinguere, tra personaggi di questa storica famiglia, quelli bergamaschi dai milanesi che appartengono ai Signori di Milano detti anche comunemente Torriani, anche se questo era nome di altra famiglia. Essi dominarono anche Bergamo sino alla battaglia di Desio del 1277.

Fra i primi Della Torre viene ricordato un Martino, forse conte di terre della Valsassina, che nel 1147 avrebbe partecipato alla seconda Crociata e sarebbe stato massacrato dagli infedeli sotto le mura di Damasco.

La loro signoria di Milano, iniziata nel 1240 con Pagano († 1241) si consolidò con Martino († 1263) e poi con Filippo suo fratello († 1265) e fu usurpata da Napo che sconfitto nel 1277 morì prigioniero nel 1278. Dopo la cacciata da Milano dei sui figli e gli inutili tentativi di riconquista, ed una breve parentesi con Guido tra il 1307 e il 1312, i discendenti vennero accolti a Verona, Gorizia e in Friuli, dove nel 1320 vi era un Della Torre Patriarca di Aquileja. Da essa derivarono i Thurn, conti tedeschi che si imparentarono con i Tasso. Gli storici escludono un loro asilo a Bergamo, quindi le famiglie Della Torre bergamasche dovrebbero esser giunte dalla Valsassina prima e durante la loro signoria.

Di famiglia bergamasca dovevano essere i fratelli Oberto, Giacomo e Martinus che nel 1221 posero la lapide sulla fontana di via Pignolo angolo via Masone. [GPA]


Genealogia

Genealogia Della Torre

Stemmi

Conti di Valsassina

ARMA: D’argento alla torre merlata di rosso, accostata da due gigli d’oro con un crescente dello stesso, posto nel capo.


Ramo di Verona

ARMA: D’azzurro alla torre d’oro merlata di quattro pezzi alla ghibellina, finestrata di due, alla porta chiusa fregiata di quattro gradini: davanti alla torre due partigiane in croce di S. Andrea colle aste rosse con nappe dello stesso e guernito il tutto d’oro e colle punte d’argento.


Ramo di Recanati

ARMA: D’azzurro alla torre al naturale merlata alla guelfa, movente dalla punta, con due spade d’argento attraversanti sul tutto, passate a croce di Sant’Andrea.

Stemmi famiglia della Torre

Storia

Personaggi

Dimore

Verona

Svizzera

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Torre (della) Bonaventura, notaio, 1305 perg 0314

Torre (della) Francesco, di Milano, podestà Comune di Bergamo, 1271 perg 0401

Torre (della) Giacomo, presidente Ospedale S. Maria di Bergamo, 1545 perg 1012

Torre (della) Giovanni Agostino fu Giacomo, di Bergamo, medico, 1507 perg 0155

Torre (della) Giovanni Rosso, 1196 perg 0412

Torre (della) Giovenale, notaio, 1314 perg 0922

Torre (della) Lanfranco, notaio, 1248 perg 1565

Torre (della) Lanfranco, notaio, 1253 perg 0386

Torre (della) Lanfranco, notaio, 1317 perg 0968

Torre (della) Nicola, di Bergamo, 1472 perg 0296

Torre (della) Nicola di Giovanni Agostino medico, di Bergamo, 1549 perg 1009

Torre (della) Paride fu Ludovico, nobile, 1564 perg 1511

Torre (della) Pizoli Bertolino fu Venturino, di Adrara, 1423 perg 0305

Torre (della) Pizoli Martino fu Venturino, di Adrara, 1423 perg 0305

Torre (della) Zanifredo, podestà Comune di Bergamo, 1305 (ante) perg 0314

Torre (della) Zonfredo, podestà Comune di Bergamo, 1305 perg 0264

Torre (della), v. anche Rubeo dela Turre (de)


Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 72:

Famiglia probabilmente originaria della Valsassina, di cui fin dal XIII secolo aveva la signoria, e con residenza in Primaluna. Martino, ritenuto il capostipite della casata, nel 1197 andò in Terra Santa al seguito dell’imperatore Corrado III e venne trucidato dai mussulmani perché non volle rinnegare la sua fede cristiana. Nel 1237 Pagano salvò l’esercito milanese sconfitto a Cortenova da Federico II e venne chiamato per tale eroismo “Magnifico duce e difensore del popolo ambrosiano”. Per quanto riguarda le vicende della terra bergamasca vanno menzionati Pagano, podestà di Bergamo nel 1229, poi trasferitosi con la famiglia a Milano, quindi Lorenzo, nominato nel 1628 ambasciatore della città a Venezia. Altro ramo del casato trovò invece dimora a Mendrisio nel XIV secolo, avendo come capostipite Guido di Francesco. Imparentatisi con i Tasso, i Della Torre diedero origine al ramo Della Torre-Tassis, fino al casato principesco dei Thurn Taxis a Ratisbona.

Alla base c’è la doppia derivazione del cognome: o la famiglia proprietaria di un territorio di cui la torre è il centro, oppure la famiglia che vive all’ombra della torre e del casato che ne è proprietario. Più semplicemente potrebbero derivare da toponimi formati o derivati da torre. Tante le varianti presenti anche nel Bergamasco fra cui le famiglie Torriani, Torre, De Torre, La Torre, Torricella.

Le famiglie della Torre nella nostra provincia sono 99; in Italia 1167.


Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, p. 672:

Il titolo di conte di Valsassina e del S. R. I., titolo che fu confermato dall’imperatore Carlo V con diploma 26 maggio 1533, da Massimiliano II con diploma 13 giugno 1572 e da Leopoldo I con diploma 16 giugno 1664, fu in possesso di questa antica e celebre famiglia sin dai remoti tempi. In essa furono ereditarie le cariche onorifiche di credenziere maggiore della Carniola, di maggiordomo maggiore del ducato di Carinzia e di maresciallo nelle principesche contee di Goria e Gradisca.

Fu ascritta al Nobile Consiglio di Gorizia, nonché alla nobiltà di altre città d’Italia e dal 1680 fu aggregata all’Ordine Patrizio dei Senatori di Roma.

Godette i titoli di barone di Vercelli, di barone in Croce e di barone di Leipritz; fu signora di Villalta, Rivolto, Cargnacco e Mandrisio. Fu confermata conte con S. R. 10 maggio 1820.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di conte del S. R. I. e conte di Valsassina (m.), in persona di FRANCESCO, di Lodovico, di Antonio.

v. s. [Vittorio Spreti]


Ramo di Verona

Ivi, Appendice, parte II, p. 628:

È un ramo della illustre famiglia dei Torriani di Valsassina, di cui ha fatto la storia il Litta nell’opera Le famiglie celebri italiane.

Il capostipite di questo ramo è stato CAVERNA, di Pagano, che si staccò dal ramo principale al principio del 1200.

ZANFREDO fu podestà di Monza, nel 1308, e di Bergamo, nel 1309. PAGANO, prelato e soldato di non comune valore ascese, nel 1319, al patriarcato di Aquileja. CARLEVARIO tenne come Capitano generale il comando dell’esercito del Patriarca di Aquileia nel 1329. GIROLAMO e MARCANTONIO si distinsero come medici e vissero nella seconda metà del 1400. A ricordo del primo esiste un cospicuo monumento funebre nella chiesa di S. Fermo di Verona.

Nel 1408 la famiglia fu ascritta al Consiglio nobile di Verona nella persona di DOMENICO, e da allora i suoi membri coprirono sempre con onore le principali cariche cittadine.

ANTONIO fu investito, il 6 dicembre 1554, dal Doge di Venezia, Francesco Donà, del fèudo di Cona con annesso titolo comitale. DOMENICO, illustre avvocato e uomo di legge, fu investito dal Duca di Parma e Piacenza Ottavio Farnese, il primo giugno 1569, del feudo di Grotta nel piacentino, pure con titolo comitale, ed il 14 febbraio 1573, del feudo di Scipione, Salsominore e Montebello. col titolo di Marchese.

LODOVICO fu riconosciuto nobile con S. R. austriaca del 13 aprile 1847.

GAETANO TORQUATO, suo figlio, nato a Verona il 19 febbraio 1827, fu patriota e soldato del nostro Risorgimento nazionale e scultore di non comune valore, e sposò Matilde Faetini, dalla quale ebbe Luigia.

La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. del 1933. col titolo di Nobile (pers.), Nobiltà di Verona, in virtù del D. M. di Ric. 3 settembre 1925, in persona di LUIGIA, di Gaetano Torquato, di Ludovico, n. a Verona 21 dicembre 1855, ved. Casella.

a. d. m. [Andrea Da Mosto]


della Torre di Recanati

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 664-665:

Antichissima famiglia che credesi discendente dai Torriani (De Thur), signori di Milano, che furono battuti a Desio nel 1277 dai Visconti. Un Della Torre fu podestà di Recanati, per il che la famiglia qui si stabilì e venne aggregata alla Nobiltà recanatese nel 1732 in persona di CRISTOFORO. LUIGI, padre del detto Cristoforo, ottenne il patriziato di Macerata nel 1720.

La famiglia è iscritta nell’Elenco Nob. Uff. Ital. con il titolo di nobile di Recanati (mf.), ed è rappresentata da: LUIGI, di Edoardo, di Luigi, di Francesco, ingegnere, residente in Svizzera.

p. c. b. o. [Pier Carlo Borgogelli Ottaviani]


http://www.treccani.it/enciclopedia/della-torre_(Dizionario-Biografico)/

http://www.dellatorredimilano.it/

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